Lui ha bussato alla porta. Qui’, nella palazzina a Canicatti’ dove al citofono rispondono i Carabinieri. “Chi e’ ?”. Lui si e’ presentato: “sono Calogero Onolfo, ho 72 anni. Quindi ? Ho ucciso mia moglie. Prego, entri”. Il pensionato di Canicatti’ ha confessato il delitto. Calogero Onolfo ha raccontato: “ e’ stato un raptus. Lei, mia moglie, davanti la chiesa di San Domenico, l’ ho accoltellata ”. I Carabinieri, capitanati da Diego Polio, hanno chiesto: ‘’ ma se e’ stato un raptus perche’ lei e’ stato armato con il coltello in tasca ? ”. Lui, Onolfo, ha allargato le braccia, quasi come per chiedere la domanda di riserva. Poi lui, Onolfo, agricoltore, ha spiegato: ‘’ il coltello lo uso per tagliare la verdura nel mio giardino ‘’. Poi e’ stato arrestato. E’ omicidio, e se poi e’ stato premeditato o no sara’ il Giudice a sentenziare. Uxoricidio domenicale a Canicatti’. La vittima e’ una donna originaria della Romania. Il suo nome e’ Costanta Paduraru. E’ morta a 53 anni, alle 9 e 30 della ultima domenica dell’ultimo giorno del gennaio 2010. Lei, Costanta, si e’ separata dal marito 2 anni addietro. Il Tribunale ha condannato lui a pagare un assegno di mantenimento mensile a lei. Lui l’ha sorpresa davanti la Chiesa, nel centro storico, in via Perez. Una discussione, forse lui ha tentato un approccio, per riallacciare il rapporto, lei ha risposto no. Forse lei, come ha raccontato lui, Onolfo, avrebbe anche sputato contro di lui, e lui ha scagliato i fendenti con un coltello da cucina. Lei, la donna, e’ stata soccorsa da alcuni connazionali. L’ambulanza del 118. L’ Ospedale ‘’ Barone Lombardo’’. Inutile. Costanta Paduraru e’ cadavere, nonostante i tentativi per strapparla alla morte. Calogero Onolfo si e’ dileguato, poi, scioccato, si e’ costituito ai Carabinieri. (01.02.2010)
Proseguono a tappeto le ricerche di Maurizio Leto, il cattolicese di 28 anni di cui non vi e’ piu’ traccia da venerdi’ scorso. Forse un allontanamento volontario. (Angelo Ruoppolo)
Mafia, intrighi e misteri. Dissolte nel nulla le telefonate del boss Gaetano Scotto (nella foto) agli 007 a cavallo del fallito attentato all’ Addaura e delle stragi del 92. (Angelo Ruoppolo)
“Noi, sepolti vivi nell’abisso del carcere ‘’. I detenuti in massima sicurezza del ‘’Petrusa’’ di Agrigento scrivono una lettera all’Ufficio del Garante. (Angelo Ruoppolo)