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Centro storico di Agrigento ed emergenza recupero. L’Ordine degli Architetti pubblica i dati del recente censimento del progetto “Hyperion”. L’intervento di Rino La Mendola. (Daniela Spalanca)
Dopo tante discussioni e prese di posizione sull’esigenza di sopralluoghi e monitoraggi mirati nei centri storici, oggi interviene l'Ordine degli architetti della provincia di Agrigento che richiama l'attenzione sui risultati, già adesso fruibili, del censimento del centro storico di Agrigento effettuato dai volontari dell’Ordine con il progetto "Hyperion". Il presidente dell’Ordine degli architetti Rino La Mendola, infatti, apprezzando il monitoraggio delle condizioni di stabilità del centro storico recentemente avviato dal Comune di Agrigento, sottolinea la necessità di procedere propedeuticamente all’istituzione immediata di una banca dati informatica, a supporto di interventi delle autorità competenti per scongiurare rischi per la pubblica incolumità. "Bisogna capitalizzare il lavoro svolto in passato - afferma La Mendola - altrimenti si rischia di alimentare incertezze nei cittadini che vedono decollare iniziative, che poi, sistematicamente, non si concludono in modo compiuto. Nel mese di luglio del 2007 - continua il presidente degli Architetti - abbiamo consegnato al Comune ben 692 schede di livello 1, su supporto informatico, che riguardano il censimento delle condizioni di stabilità di altrettanti edifici, che occupano una superficie pari a circa il 50 per cento dell’intero centro storico. Tali schede - continua- sono state compilate da 8 squadre di volontari, composte da 5 architetti, appositamente formati attraverso un corso eseguito dal dipartimento regionale di Protezione civile”. La Mendola ribadisce, inoltre, che gli stessi architetti stanno al momento collaborando con l’ufficio tecnico del Comune di Favara per censire le condizioni di stabilità degli edifici ubicati nelle vicinanze di quello drammaticamente crollato lo scorso 23 gennaio. E passiamo ai numeri relativamente alle abitazioni del centro storico agrigentino. Secondo i dati raccolti dalle squadre della protezione civile sono 692 gli edifici schedati. Di questi, solo meno della metà, 324, sono risultati agibili, mentre sono 60 gli edifici considerati inagibili o parzialmente inagibili. Oltre 240 edifici, inoltre, sono considerati ad oggi agibili, anche se necessitano di un approfondimento delle verifiche e 66 invece sono stati ritenuti parzialmente inagibili ma comunque recuperabili con interventi di manutenzione in tempi celeri.
La zona a cui si fa riferimento è compresa tra la quella a nord da via Duomo, a sud da via Garibaldi, ad ovest da piazza San Giacomo, via Oblati e salita Seminario e ad est dalla via Bac Bac e dalla salita San Vincenzo.
"Tali dati - conclude La Mendola - sono particolarmente allarmanti, infatti più del 10 per cento degli edifici censiti sono a rischio di crollo parziale o totale e, comunque, potenzialmente inagibili. I volontari dell’Ordine sono comunque a disposizione dell’amministrazione comunale, per partecipare all’istituzione di suddetta banca dati, fornendo le schede dei fabbricati censiti, se occorre, anche su formato cartaceo”. (05.02.2010) |