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Approvata dal Governo la riforma degli Istituti scolastici superiori. Drastico sfoltimento degli indirizzi di studio. La nuova normativa in vigore l’anno prossimo per le prime classi. (Daniela Spalanca)
Via libera del Consiglio dei Ministri alla Riforma che riordina l'istruzione secondaria superiore. Una riforma, quella che porta la firma del Ministro Maria Stella Gelmini, che rappresenta il primo vero tentativo, con tutti i se e i ma, per non parlare delle polemiche che si porta dietro, di cambiare la scuola italiana rispetto alla Riforma Gentile del 1923 e dopo i tentativi, nell’ordine, del Ministro Moratti e Fioroni. Due le linee guida principali di questo cambiamento: mantenere il contatto con la tradizione umanistica italiana, dunque latino, greco e italiano in primis e contemporaneamente reinventare un sistema scolastico più all’avanguardia e vicino al mondo del lavoro. La riforma, che partirà dall’anno scolastico 2010 / 2011, prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio. I licei, dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti, passeranno a sei, classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale e delle scienze umane, ex magistrale, nei tecnici ci saranno due ambiti di studio, economico e tecnologico, suddivisi in 11 indirizzi con meno ore da passare tra i banchi e più laboratori; nei professionali saranno invece rafforzate le materie di indirizzo e prevista una maggiore flessibilità dell'offerta formativa. Ed in particolare gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi scenderanno a 2 con 11 indirizzi, i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi saranno snelliti a 2 corsi e 6 indirizzi. Un progetto ambizioso e accompagnato da non poche polemiche, relative anche alla "fretta" del Governo, fortemente determinato sin dall'inizio a rendere operative le novità già dal prossimo anno scolastico. I tempi, infatti, sono molto stretti. Il 26 marzo scadranno le iscrizioni al primo superiore dell'anno scolastico 2010-2011 mentre ancora le famiglie e soprattutto gli alunni non sanno come funzionerà il tutto per poter decidere con consapevolezza quale indirizzo scegliere. E il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, dal canto suo, rispondendo a un'interrogazione durante il question time ha cercato di calmare gli animi assicurando che alle famiglie e ai dirigenti scolastici delle scuole medie, subito dopo il varo della riforma, saranno inviati opuscoli informativi dettagliati e sarà immediatamente avviata una campagna sui mezzi di informazione di massa, sul sito del Ministero e su tutti gli altri siti correlati, in modo che tutti possano far chiarezza. La riforma prevede non soltanto un ridimensionamento degli indirizzi di studio, ma anche la revisione dei quadri orari, un irrobustimento dello studio della matematica e il potenziamento dello studio delle lingue. Un modo concreto, secondo la Gelmini ed il suo entourage, di agevolare in un prossimo futuro l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e soprattutto di porre la scuola italiana al passo con le realtà scolastiche d’Europa e non solo. (06.02.2010) |