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Ignoti inveiscono al citofono della famiglia Ferrara a Porto Empedocle. Le dichiarazioni dell’ex sindaco Paolo hanno provocato l’inchiesta “Easy money”. (Angelo Ruoppolo)
L’ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, il padre Raimondo Ferrara, e la madre Elena Seddio. Sono 3 tra le 12 parti offese al processo “Easy money”. E lui, Paolo Ferrara, e’ stato il big bang della esplosione che ha partorito l’inchiesta antiusura. 9 arresti il 18 gennaio ed un altro il 26 febbraio. Poi raffica di patteggiamenti di condanna. Sequestri e confische dei beni, per milioni di euro. Adesso, nottetempo, ignoti hanno marciato guardinghi e malintenzionati verso la casa della famiglia Ferrara. Forse perche’ alimentati ed intossicati dalla rabbia hanno puntato il dito al citofono. E quando hanno premuto il pulsante, e quando uno dei genitori di Paolo Ferrara ha risposto, allora loro, come vipere cariche di veleno, hanno avvelenato di minacce di morte il malcapitato, ‘’ contro di te, voi, e lui, in particolare contro lui, Paolo Ferrara ‘’. Indagini in corso. Elementare e’ ipotizzare che le minacce di pesanti ritorsioni siano legate alle accuse di Paolo Ferrara. L’ex sindaco della Marina, stanco di subire il ricatto e l’oppressione degli usurai, e’ entrato dentro gli uffici della Procura e della Squadra mobile di Agrigento, ed ha scritto nero su bianco nomi, cognomi, denaro prestato ed interessi, anche fino al 545 per cento all’anno. La casa di Ferrara non e’ presidiata 24 ore su 24. Ronde di pattuglie pero’ si alternano nella vigilanza. Non e’ la prima volta. Paolo Ferrara ha gia’ subito tante intimidazioni durante la sindacatura. Messaggi minacciosi, buste con proiettili, anche attentati incendiari contro parenti per affinita’. Tutto cio’ tanto che il Ministero degli Interni gli assegno’ l’ auto blindata e la scorta armata. (28.07.2010) |