Cronaca 2016 Luglio - Dicembre

di Angelo Ruoppolo (Teleacras Agrigento)
 
1 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha inflitto 5 anni di reclusione ad un uomo di Porto Empedocle di 37 anni, Salvatore Lo Bue, imputato di violenza sessuale a danno di una disabile psichica, tra l’estate del 2008 e il marzo 2009. L’ empedoclino avrebbe approfittato diverse volte della ragazza, poi anche incinta, e poi però è sopraggiunto un aborto spontaneo. Il condannato risarcirà la donna con 25mila euro.


1 luglio, I poliziotti della Stradale agrigentina, capitanati da Andrea Morreale, hanno multato l’autista di un pullman, diretto ad Agrigento, sorpreso lungo la statale 115 a parlare al telefono cellulare durante la guida. Giunto al capolinea, ad Agrigento, in piazzale Rosselli, l'autista è stato sanzionato. La multa è di 161 euro, e gli sono stati detratti 5 punti dalla patente di guida.

 

1 luglio, A Menfi ha subito un incendio il terreno di proprietà di un medico. Sul posto è intervenuta la Forestale. A fuoco campi coltivati e piante. Indagini in corso sull’origine delle fiamme.

 

1 luglio, La Corte d’ Appello di Palermo ha assolto Francesco Curaba, 55 anni, dal reato di maltrattamenti a danno della moglie, nipote di un Vescovo agrigentino. Si tratta di una ipotesi di reato per la quale Curaba è stato condannato in primo grado ad 1 anno e 2 mesi di reclusione. Invece, in riferimento all’ imputazione di stalking contro la moglie, per la quale Curaba ha subito la condanna in primo grado a 6 mesi, la Corte d’Appello ha dichiarato la nullità della sentenza di primo grado con restituzione degli atti al Tribunale. Si procederà pertanto ad un secondo processo innanzi al Tribunale. Francesco Curaba è difeso dagli avvocato Angelo Farruggia e Annalisa Russello. Sia il Procuratore generale che la Parte civile hanno invocato la conferma di entrambe le condanne in secondo grado.


4 luglio, Fine settimana insanguinato lungo le strade agrigentine. Sabato sera mortale. Lungo la strada statale 123, al chilometro 2 e 500, in territorio di Naro, in contrada Giacchetto, è morto Francesco La Carrubba, che l’ 8 giugno scorso ha compiuto 22 anni. Lui, di Canicattì, è stato in marcia sulla carreggiata che collega Canicattì a Licata. E la sua automobile si è scontrata con un’ altra auto in viaggio nella corsia opposta. I Carabinieri delle stazioni di Naro, Campobello di Licata e Canicattì indagano per rispondere al perché la Citroen C3 di Francesco La Carrubba è stata in rotta di collisione con la Fiat Punto su cui hanno viaggiato 3 ragazzi, che hanno subito ferite, tra fratture e traumi, e che sono stati soccorsi dalle ambulanze del 118, trasportati e ricoverati all’ ospedale “Barone Lombardo” a Canicattì. Due dei 3 feriti sono di Campobello di Licata, e il terzo è di Canicattì, come la vittima dell’ incidente. Lo scontro è accaduto in prossimità del bivio verso Delia, e i primi a raggiungere il luogo del sinistro sono stati i Vigili del fuoco del Distaccamento di Canicattì a cui le automobili incidentate si sono presentate così : una squinternata sul frontale e ruotata di fianco sulla strada, e l’altra altrettanto fracassata nel cofano e nel parabrezza anteriore dall’ altra parte, e ciò forse perché frutto del rimbalzo da impatto. Francesco La Carrubba, che è deceduto sul colpo, è stato diretto a casa di amici per una festa di addio al celibato, e per assistere alla partita di calcio agli Europei tra Italia e Germania. Gli investigatori ipotizzano che a provocare l’urto letale sia stata la manovra azzardata di un altro mezzo in transito, e che poi avrebbe proseguito la sua corsa non accorgendosi oppure indifferente. La Procura della Repubblica di Agrigento indaga per omicidio colposo. Lo stesso tratto di strada, la statale 123 in contrada Giacchetto, è stato più volte insanguinato da incidenti mortali. L’ ultimo dei tanti, in ordine cronologico, risale all’ 8 novembre scorso quando Luigi Lo Curto, 35 anni, di Campobello di Licata, a bordo di una Fiat Doblò Blu, è morto schiantandosi contro un trattore con carrello adibito al carico di uva. E anche la domenica si è manifestata funesta, ad Agrigento, a San Leone, nel pomeriggio, in prossimità del Viale Emporium, dove un ragazzo di 21 anni a bordo di una motocicletta si è scontrato con una Fiat Doblò. Salvatore Bartolomeo, di Raffadali, è stato soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato in ospedale, al “San Giovanni di Dio”, dove è morto. Salvatore Bartolomeo, figlio del titolare dell’ omonima ditta di arredamenti a Raffadali, non è stato da solo in viaggio ma insieme ad altri amici anche loro sulle due ruote. Indagini sono in corso sulla causa dell’ incidente. I profili Facebook di Francesco La Carrubba e di Salvatore Bartolomeo, dove sono sempre più numerosi i messaggi di addio scritti dagli amici, rivelano una personalità ed una espressione gioviale e sorridente, tipica degli appena 20enni da poco tempo in navigazione nel mare della vita.

 

4 luglio, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Salvatore La Rocca, 36 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari, e che, invece, è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione, nella centrale Via Montebello. La Rocca, inoltre, è stato perquisito e sorpreso in possesso di 3 grammi di marijuana in tasca. E’ ancora ristretto ai domiciliari.

 

4 luglio, La Procura della Repubblica di Agrigento e la Guardia di Finanza hanno sgominato una presunta organizzazione criminale, transnazionale, che avrebbe istituito e poi gestito fittizi depositi fiscali di prodotti alcolici. Su tutto il territorio nazionale gli indagati complessivamente sono 45, e, tra i 45, 16 sono stati sottoposti a fermo per il reato di associazione per delinquere e falsità in atti pubblici. Le indagini ruotano intorno alla concessione, nel settembre 2014, di una licenza per l’attivazione di un deposito fiscale di prodotti alcolici a Favara a favore di un cittadino belga. Ebbene, in poco tempo, il volume degli alcolici gestiti sulla carta dal deposito è risultato superiore in modo incompatibile rispetto a quanto materialmente lo stesso deposito avrebbe potuto contenere, anche perché, dopo il deposito del prodotto non è risultata la successiva cessione. Dunque, tramite un sistema di controllo comunitario, è stato accertato che le spedizioni di prodotti sono risultate inviate ma non giunte a destinazione al deposito. Di conseguenza sono stati accertati migliaia di falsi trasporti di prodotti alcolici in diversi depositi fiscali fittizi italiani, creando così ingenti sacche di evasione fiscale. Infatti, l’accisa sarebbe stata evasa per 55 milioni di euro, e l’ Iva per 13 milioni di euro, oltre a tutte le imposte dirette. E’ l’ inchiesta cosiddetta “Criminal drinks”, e, in attesa dell’ udienza di convalida o meno del fermo da parte del Tribunale di Agrigento, sono stati ristretti ai domiciliari anche due agrigentini indagati. Si tratta di Thomas Magrì, di Campobello di Licata, 43 anni, e Antonio Crapanzano, architetto, di Favara, di 54 anni.


6 luglio, Un agrigentino di 62 anni, G A sono le iniziali del nome, è stato ricoverato e sottoposto a interventi di igiene mentale. La Squadra mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, ha applicato a suo carico la misura provvisoria di sicurezza perché l’ uomo, tra dicembre e febbraio scorso, ha aggredito 3 anziane in strada, strattonandole senza alcuna ragione, e provocando alle 3 malcapitate fratture e gravi ferite in varie parti del corpo. Il ricovero coatto in una struttura specializzata dell’ Azienda sanitaria è stato imposto dal Tribunale. Le 3 anziane sono una donna di 81 aggredita lungo la scalinata che collega via Manzoni con la discesa Mirate, poi un’ altra all’interno dell’androne di uno stabile in via Acrone, ed un’altra pensionata sulle scale di via Manzoni.

 

6 luglio, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Angelo Alotto, 26 anni, disoccupato, che risponderà di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti perché, nel corso di una perquisizione domiciliare, nel quartiere “Montecatini”, è stato sorpreso in possesso di 300 grammi circa di hashish, divisi in dosi, custodite in un sacchetto nascosto all’interno di una stampante del computer nella camera da letto. Alotto è ristretto ai domiciliari.


6 luglio, Ad Agrigento, a Cannatello, ignoti malviventi, approfittando dell’ assenza dei proprietari, fuori casa per assistere alla processione serale di San Calogero, hanno forzato una finestra e hanno rubato oggetti preziosi in un’abitazione per circa 20mila euro. Indaga la Polizia, che si avvale anche delle immagini registrate dall’ impianto di videosorveglianza presente e funzionante.

 

6 luglio, A Licata, i poliziotti del locale Commissariato, diretto da Marco Alletto, hanno arrestato Salvatore Urso, 71 anni, bracciante agricolo, sorpreso in possesso, sotto il sedile di guida della sua motoape, di una pistola calibro 22, detenuta illegalmente, con 2 proiettili nel caricatore. Urso, incensurato, è stato ristretto ai domiciliari.


6 luglio, A Cattolica Eraclea la Polizia municipale, capitanata da Pasquale Campisi, ha denunciato un uomo di 60 anni per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti perché è stato sorpreso, nella sua abitazione, in possesso di 8 piante di marijuana, dell’ altezza tra i 10 e i 70 centimetri, in 4 vasi. Il tutto è stato sequestrato.


7 luglio, I poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro, diretto da Angelo Cavaleri, hanno arrestato Domenico Pace, operatore ecologico di 31 anni, e sua moglie, Rosa Marino, 29 anni. La coppia è stata ristretta ai domiciliari e risponderà di detenzione di droga a fini di spaccio. Pace sarebbe stato colto nella flagranza di spaccio a margine di un gruppetto di persone che si è disfatto di un involucro contenente droga, mentre Rosa Marino, perquisita, è stata sorpresa in possesso di cocaina nascosta, insieme anche ad un bilancino di precisione, tra i vestiti.


7 luglio, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, non ha convalidato il fermo, nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Criminal drinks”, di Antonio Crapanzano, 54 anni, di Favara, e dell’ operatore informatico Thomas Magrì, 43 anni, di Campobello di Licata, ai quali pertanto è stata restituita la libertà. Il Gip ha ritenuto non sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per ritenere che i due indagati siano parte di un'associazione transnazionale impegnata a istituire depositi fiscali fittizi e gestire un illecito traffico di prodotti alcolici.


7 luglio, Giovedì 7 luglio 2016, 13 arresti antimafia nell’agrigentino. La direzione distrettuale antimafia di Palermo e i Carabinieri della Compagnia di Sciacca, agli ordini di Salvatore Marchese, hanno arrestato 8 persone tra Sciacca e Menfi. Sono indagate di associazione mafiosa a delinquere. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Maurizio Scalia e dai sostituti Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, è stata intrapresa nel maggio del 2014. I Carabinieri hanno indagato a fondo nel mandamento del Belice, sulla famiglia mafiosa di Menfi e sui rapporti con Leo Sutera, "il professore" di Sambuca di Sicilia, che tra il 2010 e il 2012 sarebbe stato a capo di Cosa nostra agrigentina insieme a Pietro Campo, di Santa Margherita Belice. Secondo gli investigatori, le relazioni emerse testimoniano che sono state funzionali alla ricostruzione ed alla ricomposizione mafiosa dello stesso mandamento del Belice e, in particolare, del territorio tra Sciacca e Menfi, già flagellato da precedenti retate antimafia. Gli incontri tra gli indagati si sarebbero svolti usando rigide misure preventive di sicurezza, all’ interno di automobili, appartamenti e casolari di campagna, e sarebbero ruotati intorno al presunto riferimento, Vito Bucceri, inteso "Bucittuni", 44 anni, presunto capo della famiglia mafiosa di Menfi. E poi un medico di base, Pellegrino Scirica, 61 anni, di Menfi, presunto uomo di fiducia di Leo Sutera, avrebbe offerto a disposizione il proprio studio professionale per lo svolgimento degli incontri riservati tra i componenti del gruppo mafioso, supportando e quindi partecipando all’ associazione mafiosa. E l’ ipotesi della sussistenza del reato associativo di stampo mafioso sarebbe confermata dalle intercettazioni telefoniche, in cui gli indagati dimostrano di essere consapevoli di essere parte di un gruppo di Cosa nostra e di essere impegnati in tale ambito. Gli arrestati, attualmente sottoposti a fermo di indiziato di delitto, sono, oltre Vito Bucceri e Pellegrino Scirica, anche Tommaso Gulotta, 51 anni, Matteo Mistretta, 31 anni, Vito Riggio, 47 anni, Giuseppe Alesi, 46 anni, e Cosimo Alesi di 51 anni, tutti di Menfi. E poi, a Sciacca, Domenico Friscia, 53 anni. E nel frattempo, tra Camastra e Canicattì altre 5 ordinanze di custodia cautelare, 4 in carcere e uno ai domiciliari, sono state inflitte dalla Squadra mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, e dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. I 5 sono indagati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti tramite incendio, e detenzione illegale di armi comuni da sparo e da guerra. E si tratta di Calogero Lillo Di Caro, 72 anni, boss storico di Canicattì, già arrestato più volte e altrettante condannato per mafia, e che nel marzo 1991, al culmine della sanguinosa faida tra Cosa nostra e Stidda, fu bersaglio di un agguato. Hanno tentato di ucciderlo, Giuseppe Grassonelli di Porto Empedocle e Giovanni Avarello di Canicattì, che per non essere riconosciuto indossò una maschera di carnevale che Di Carò però gli strappò dal volto e rispose al fuoco. Lillo Di Caro fu ferito da un colpo di pistola sotto l’occhio destro ma sopravvisse all’ attentato. Poi, oltre Di Caro, sono stati arrestati Rosario Meli, 68 anni, di Camastra, inteso “u puparu”, altra personalità di rilievo storico della consorteria mafiosa locale, già consigliere comunale della Democrazia Cristiana a Camastra, e poi il figlio di Rosario, Vincenzo Meli, e poi ancora a Camastra, Lillo Piombo, 51 anni, e poi Angelo Prato, 78 anni, ai domiciliari.


7 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice monocratico del Tribunale, Ermelinda Marfia, ha assolto Rosario Aliseo, 45 anni, commerciante di bibite e vivande, imputato di maltrattamenti ed estorsione a danno della moglie, che lo ha denunciato. Poi la donna ha ritirato la querela ma, come impone la legge in tali casi, si è proceduto d’ufficio. Il pubblico ministero ha invocato la condanna di Aliseo a 4 mesi di reclusione. Il giudice lo ha assolto. Il 45enne è stato difeso dall’ avvocato Daniele Re.

 

7 luglio, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Salvatore La Rocca, 38 anni, già sottoposto alla pena alternativa della detenzione domiciliare e che, invece, lo scorso 2 luglio è stato arrestato per evasione. Pertanto adesso è stato eseguito un ordine di sostituzione della pena, dai domiciliari al carcere disposto dalla Procura Generale di Palermo.

 

7 luglio, Il Giudice del Tribunale penale di Agrigento, Giancarlo Caruso, ha assolto dall’ imputazione di furto aggravato, “per non aver commesso il fatto”, Pierluigi Patti, e Margherita, Gaetano e Manila Sanfilippo. I 3 Sanfilippo, nella qualità di determinatori e committenti dei lavori in relazione ad un cantiere installato a Favara, e il Patti, quale determinatore e direttore dei lavori, sono stati accusati di aver rimosso una panchina in ferro adibita alla sosta di un autobus e collocata in parte sul marciapiede e in parte in corrispondenza del cantiere da loro allestito, e di essersene impossessati sottraendola al Comune di Favara. Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Salvatore Salvago, Rosa Salvago e Gianluca Camilleri.

 

9 luglio, I Carabinieri della stazione di Campobello di Licata hanno denunciato alla Procura di Agrigento 7 persone di Ravanusa per furto aggravato di acqua. I Carabinieri hanno accertato che i 7, per irrigare i terreni di loro proprietà, hanno sottratto fraudolentemente un’ingente quantità di acqua da un bacino idrico di raccolta delle acque piovane per irrigazione dei campi agricoli, in contrada “Bifara”, in gestione all’ Irsap, l’ Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive.

 

9 luglio, I Carabinieri della Tenenza di Favara, della Radiomobile di Agrigento, e i poliziotti della Volanti di Agrigento hanno arrestato ai domiciliari per rissa e resistenza a pubblico ufficiale 4 persone di Favara. Si tratta di Antonio Bellavia, 30 anni, Calogero Russello, 27 anni, Simone Bennardo, 39 anni, muratore, e Vincenzo Bennardo, 37 anni, al quale è stato contestato anche il reato di porto abusivo di armi. A Favara, in piazza don Alberione, i 4, per futili motivi, si sono picchiati resistendo all’ intervento dei Carabinieri. E Vincenzo Bennardo ha colpito Russello e Bellavia anche con un bastone di legno e una mazza da baseball, che sono stati poi sequestrati nella sua abitazione. Ad assistere i 4, costretti a ricorrere alle cure sanitarie, sono gli avvocati Daniele Re e Davide Casà.

 

9 luglio, Girgenti Acque esprime solidarietà al dipendente aggredito fisicamente giovedì scorso ad Agrigento, a Villaseta, da un balordo che si è dileguato subito dopo l’aggressione. L’operaio ha subito la frattura di una costola. L’operatore di Girgenti Acque è stato aggredito durante il suo ordinario turno di servizio. Si tratta di un addetto alla distribuzione, che esegue le manovre sulla rete per condurre l’acqua nelle case delle persone. Girgenti Acque, nel condannare il vile gesto, ha presentato una denuncia contro ignoti e auspica che l’aggressore sia presto individuato dalle Forze dell'Ordine.


11 luglio, Ad Agrigento sono insorti disordini in un centro d’accoglienza per immigrati nel centro cittadino allorchè, a causa di un guasto ad internet, i migranti ospiti del centro si sono infuriati scatenandosi in escandescenze. Gli ospiti del centro hanno finanche minacciato di morte gli operatori della struttura che hanno tentato, invano, di spiegare che si è trattato di una temporanea interruzione della connessione ad internet a causa di un guasto. Gli animi si sono sempre più agitati tanto che, dopo la telefonata al 113, sono intervenuti i poliziotti della squadra Volanti per restituire ordine ed educazione. Gli operatori della comunità si sono riservati di formalizzare una denuncia.

 

11 luglio, A Licata incidente mortale in mare, un annegamento, nel tratto di acqua antistante la frequentata spiaggia in località cosiddetta Pisciotto. La vittima è Davide Curella, 45 anni, di Licata ma da tempo residente a Monza in Lombardia. Curella, a Licata in vacanza, forse perché colto da malore, ha annaspato a poche decine di metri dalla riva. Alcuni bagnini, e anche dei bagnanti, si sono subito tuffati per prestare soccorso. Poi, a terra, degli infermieri, al mare con le famiglie, hanno provato a rianimarlo. Un’ ambulanza del 118, subito giunta sul posto, ha trasportato il 45enne in ospedale, al “San Giacomo d’Altopasso”, ma il tutto si è rivelato inutile.

 

11 luglio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Vittorio De Sica, ignoti malviventi, approfittando della temporanea assenza del proprietario, un pensionato, sono entrati forzando una finestra nell’abitazione e hanno rubato tutti gli oggetti preziosi custoditi in casa. Il danno ammonta a circa 2mila euro. Indagini in corso.

 

11 luglio, Controllo del territorio a Porto Empedocle ad opera dei poliziotti del locale commissariato diretto del vice Questore, Cesare Castelli. 109 le persone identificate e 59 i veicoli controllati, 12 le contravvenzioni elevate e 3 i veicoli sequestrati. In particolare, è stato multato un automobilista perché sorpreso senza cinture di sicurezza allacciate. L’ uomo ha esibito un certificato medico di "intolleranza alla cintura di sicurezza", sollevando non poco stupore tra gli agenti. Indagini sono in corso sull’ origine e l’autore del certificato.


11 luglio, Ad Agrigento una pattuglia della Polizia Ferroviaria si è accorta di un’automobile venire fuori ad elevata velocità da sotto un cavalcavia nei pressi del giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi. I poliziotti si sono insospettiti e hanno ispezionato il luogo. Ebbene, sono stati scoperti circa 500 metri di cavi di rame rubati dal passaggio a livello del binario ferroviario in contrada Fondacazzo. I cavi sono stati recuperati e restituiti alle Ferrovie dello Stato. Indagini sono in corso alla ricerca delle persone a bordo dell’ auto che si è dileguata.


11 luglio, Ad Agrigento, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Daniele Re, Davide Casà e Giovanni Salvaggio, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Maria Teresa Moretti, ha scarcerato e ha imposto l’ obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, 2 volte alla settimana, ai 4 favaresi arrestati venerdì scorso per rissa e resistenza. Si tratta di Antonio Bellavia, 30 anni, Calogero Russello, 27 anni, Simone Bennardo, 39 anni, muratore, e Vincenzo Bennardo, 37 anni.


12 luglio, Dopo il 45enne a Licata, altro annegamento lungo le coste agrigentine. A Palma di Montechiaro, in località Ciotta, al confine con Licata, è morto annegato un bambino di 5 anni, scoperto riverso a pochi metri dalla riva. Sono stati allarmati i soccorsi, ma ogni intervento è stato inutile. Il piccolo sarebbe sfuggito all’attenzione dei genitori, entrambi di Palma di Montechiaro, che, forse, avrebbero peccato di distrazione non controllando i movimenti del bimbo. Peraltro, il tratto di mare teatro della tragedia è misto tra sabbia e scogli, ed è privo di servizio bagnini di salvataggio e di altre strutture di assistenza.

 

12 luglio, Il Tribunale di Agrigento, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati , ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, Giovanni Alotto, di Palma di Montechiaro, dall’ imputazione di essere stato complice, come “palo”, di una rapina perpetrata a danno della gioielleria Meli a Palma di Montechiaro.

 

12 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto due romeni imputati di tentato omicidio per avere lanciato un connazionale, presunta vittima di una spedizione punitiva, da un balcone. Si tratta di Florin Mihaita Chiriac, 26 anni, e Costantin Ciprian Jacob, 28 anni. Il romeno, di 20 anni, si sarebbe lui stesso aggrappato alla grondaia saltando sul balcone sottostante, nella casa del cognato. La spedizione punitiva, a colpi di bastone, è stata invece riconosciuta dal Tribunale, che ha condannato i due romeni a 2 anni e 6 mesi di reclusione per minaccia, violazione di domicilio e lesioni personali .


13 luglio, L’ inchiesta antidroga cosiddetta “Tiro mancino”, che ha sgominato un presunto traffico di stupefacenti dalla Campania al mercato siciliano, si è abbattuta anche su Palma di Montechiaro, dove la Polizia ha arrestato i fratelli Calogero e Salvatore Lupo, rispettivamente di 44 e 53 anni. Gli investigatori legano l’arresto dei due Lupo all’ arresto, nel gennaio 2013, di un napoletano residente a Palermo, Luigi Parolisi, 31 anni, sorpreso a Palma di Montechiaro in possesso di 308 grammi di cocaina. Parolisi è stato anche lui arrestato nell’ ambito dell’ operazione odierna “Tiro mancino”, e l’ indagine su Palma di Montechiaro è ruotata intorno ai 3.

 

13 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 3 anni di reclusione un romeno residente a Canicattì, imputato di ricatto a sfondo sessuale a danno di un anziano di 74 anni di Canicattì al quale avrebbe tentato di estorcere 5mila euro minacciandolo di diffondere fotografie scattate allo stesso anziano durante un rapporto sessuale con una minorenne. Il condannato è Costel Leonard Enea, 29 anni, e sarebbe stato d’accordo con la ragazza, che in verità ha 18 anni, e con cui l’anziano ha consumato il rapporto sessuale sotto l’ obiettivo fotografico nascosto del romeno. Già la donna ha patteggiato la condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione. L’ anziano ha consegnato 400 euro. Poi si è rivolto ai Carabinieri.



13 luglio, A Licata i Carabinieri della Radiomobile hanno arrestato Salvatore Moscato, 56 anni, pensionato, e sua moglie Rosalia Milana, 44 anni, casalinga, per violazione di domicilio aggravata, minaccia aggravata e porto abusivo di armi in concorso. Una telefonata al 112 ha segnalato che in Cortile Scicolone, nel quartiere “San Paolo”, i due coniugi, per futili motivi di natura privata, hanno forzato l’ ingresso e sono entrati dentro l’abitazione dei vicini di casa, minacciando di morte una 40enne e puntandole un fucile da caccia semiautomatico marca “Breda”, calibro 12, regolarmente denunciato e detenuto da Moscato. I Carabinieri, subito intervenuti, hanno disarmato il 56enne pensionato. Sequestrato il fucile da caccia ed alcune cartucce.

 

14 luglio, In principio, il 2 dicembre 2015, il Tribunale di Palermo ha risposto no agli arresti in carcere di 8 indagati per mafia nell’ agrigentino nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Icaro”, sostenuta dalla Squadra mobile di Agrigento di Giovanni Minardi, dalla Squadra mobile di Palermo di Rodolfo Ruperti, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Poi, la Procura di Palermo ha proposto ricorso al Riesame, e il Riesame ha accolto il ricorso disponendo le misure cautelari in carcere. Gli indagati hanno presentato ricorso in Cassazione e adesso la Cassazione ha rigettato il loro ricorso confermando il verdetto del Riesame. Dunque, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Agrigento Pietro Campo, 64 anni, di Santa Margherita Belice, ritenuto tra i capi della consorteria mafiosa agrigentina, poi Ciro Tornatore, 81 anni, di Cianciana, e Vincenzo Marrella, 42 anni, di Cattolica Eraclea. I tre rispondono, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione illegale di armi da fuoco e relativo munizionamento, ed altro.


14 luglio, A Licata ad un dipendente del Comune è stata recapitata una busta con dentro un proiettile calibro 9 ed un foglio con su scritti insulti. I Carabinieri hanno sequestrato il tutto. Gli insulti non sarebbero legati alle mansioni di impiegato comunale.


15 luglio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Pietro Di Caro, 52 anni, bracciante agricolo, per maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori, minacce e violenza sessuale aggravata perché la moglie sarebbe stata costretta dal marito ad intrattenere un rapporto sessuale contro la propria volontà.

 

15 luglio, A Naro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari, in fragranza di reato, 3 persone di Favara. Si tratta di Girolama Vella, 52 anni, casalinga, Erica Schembri, 30 anni, casalinga, e Alfonso Fallea, 22 anni. I tre sono stati sorpresi a rubare 80 chili di pesche e albicocche da un frutteto di proprietà di un agricoltore di Naro, caricando il tutto su un’automobile. La refurtiva è stata restituita al proprietario.



15 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha condannato ad 1 anno di reclusione, da scontare ai domiciliari, una donna residente a Favara di 49 anni, M M sono le iniziali del nome, imputata di aver sedotto e abusato sessualmente di cinque ragazzini, tutti minorenni, che frequentano una scuola dove lei lavora come professoressa. La donna avrebbe ammesso quanto compiuto giustificando la propria condotta per l'attrazione sessuale.


15 luglio, A Porto Empedocle, in via Generale Caviglia, due malviventi, armati di pistola e taglierino, con il volto travisato da caschi integrali, sono entrati nell’ Ufficio postale e hanno arraffato circa 2mila euro dalle casse. Poi sono fuggiti a bordo di una moto. Indagano i poliziotti del locale commissariato, diretto dal vice questore Cesare Castelli, impegnati ad esaminare anche le immagini registrate dall’ impianto di video – sorveglianza.

 

15 luglio, A Sciacca la Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai proprietari di una villa in via Allende, in una zona panoramica, ad un tecnico del Comune che ha redatto il progetto e diretto i lavori, e ad altri due funzionari dell’ufficio tecnico del Comune ritenuti responsabili del rilascio di una concessione edilizia illegittima. I magistrati ipotizzano il reato di abuso d'ufficio finalizzato all'integrazione di reati in materia di edilizia ed urbanistica, che si ritiene siano stati commessi dai proprietari dell’ immobile, dal tecnico degli stessi proprietari incaricato della redazione del progetto e della direzione dei lavori, in concorso con due funzionari dell'ufficio tecnico del comune di Sciacca, i quali sono ritenuti responsabili del rilascio di una concessione edilizia illegittima.

 

15 luglio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, i Carabinieri hanno denunciato un pensionato di 72 anni di Favara per allaccio abusivo alla rete Enel, e quindi furto di energia elettrica, a vantaggio della propria villetta dove trascorre l’estate.

 


15 luglio, Ad Agrigento, al Viale Emporium, nei pressi del Villaggio Peruzzo e di San Leone, i Carabinieri hanno denunciato una ragazza di 25 anni di Campofranco, per guida in stato di ebbrezza. La donna è risultata positiva all’etilometro, con valori 3 volte superiori a quanto consentito dalla legge.

 

15 luglio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 7 mesi di reclusione Lino Conticello, 48 anni, elettricista, che avrebbe tentato di abusare sessualmente di un 17enne, il 15 settembre del 2014. Conticello è stato condannato anche al risarcimento di 5 mila euro alla parte civile che si è costituita in giudizio.La difesa dell'imputato, l' avvocato Liborio D' Anna, annuncia appello alla sentenza.

 

15 luglio, Un agrigentino di 54 anni è stato denunciato perchè alla guida della propria automobile sotto l'effetto della cocaina. L’ uomo, a bordo di una Peugeot, si è ribaltato nel canalone di scolo che costeggia la carreggiata della statale 640 nei pressi della galleria Sant’Elia. E’ stato soccorso all’ospedale di Caltanissetta, con prognosi di 15 giorni. E’ risultato positivo al consumo di cocaina. La Polizia lo ha denunciato per guida in stato di alterazione psico – fisica.


16 luglio, Il 6 luglio scorso 2015 a Licata è stato arrestato l’ operatore Angelo Carmelo Grillo, 52 anni, di Licata, indagato per violenza sessuale su minori disabili psichici ospiti di alcune Comunità alloggio per minori con disturbi del comportamento a Licata. L’ uomo avrebbe anche indotto gli stessi minori a lui affidati a bere alcol, a fumare hashish e ad assistere alla proiezione di film porno. E’ stata una vittima delle violenze a denunciare quanto subito a una operatrice, e la donna ha subito allarmato il Commissariato di Palma di Montechiaro. Tra gli inquisiti vi è anche Angelo Saverini, 28 anni, operatore delle stesse comunità, che risponde solo di avere tentato di eludere le investigazioni dichiarando il falso in relazione ai comportamenti presunti illeciti di uno degli indagati. Ebbene, Grillo e Saverini sono giudicati in abbreviato, e al Tribunale di Agrigento, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Salvatore Vella, ha invocato la condanna a 12 anni di carcere a carico di Carmelo Angelo Grillo, per violenza sessuale aggravata nei confronti di minori o disabili, e 2 anni di reclusione a carico di Angelo Saverini, che risponde solo di favoreggiamento. Il 23 settembre le arringhe difensive. Poi la sentenza.

 

16 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, il preside dell’ Istituto scolastico Manzoni di Ravanusa, Francesco Provenzano, e l’ insegnante Davide Camilleri, imputati di abuso d’ufficio in riferimento a delle nomine di docenti del sostegno che sono state ritenute illegittime. I difensori, gli avvocati Alessandro Martorana, Vito Provenzano e Daniele Cammilleri, hanno dimostrato, tra l’altro, che il preside Provenzano si è adoperato per garantire l’istruzione agli alunni disabili. Anche il pubblico ministero, Carlo Cinque, ha chiesto l’assoluzione.

 

16 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto Eugenio Capitano, 37 anni, di Racalmuto, arrestato lo scorso 25 dicembre dai Carabinieri per maltrattamenti in famiglia a danno del padre. Capitano, difeso dall’avvocato Daniela Posante, è stato beneficiato dal ritiro della querela da parte del padre.


18 luglio, A Naro i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Gero Curto, 35 anni, per atti persecutori commessi a danno dei propri familiari. Curto è stato sorpreso in flagranza di reato intento ad entrare all’ interno dell’ abitazione dei genitori con violenza e minaccia. I Carabinieri hanno accertato che il 35enne, per futili motivi riconducibili a dissidi familiari, da tempo avrebbe reiterato varie condotte moleste e minacciose nei confronti dei propri familiari, cagionando agli stessi un perdurante e grave stato di ansia e di paura. Curto è ristretto nel carcere Petrusa di Agrigento.

 

18 luglio, A Porto Empedocle, una donna, al culmine di un litigio con il marito, si è armata di bastone e ha frantumato i vetri e ammaccato la carrozzeria dell’ automobile di lui. I due sono in fase di separazione giudiziale. Sul posto, alla periferia di Porto Empedocle, sono intervenuti i poliziotti del locale commissariato diretto dal vice questore, Cesare Castelli, che hanno accertato il danneggiamento e hanno sequestrato il bastone, l’arma del delitto. Lei rischia l’ incriminazione per danneggiamento aggravato.


19 luglio, Ad Agrigento, nel centro storico, in un’abitazione, un transessuale sudamericano è stato aggredito e accoltellato da un suo conoscente. La vittima dell'aggressione, nonostante la ferita ad un braccio, ha reagito colpendo l’altro con un bastone, tanto da costringerlo alla fuga. Il fuggitivo è stato inseguito fino a Porta di Ponte, ingresso di via Atenea, dove un Vigile urbano, accorgendosi dell’ inseguimento tra i due, li ha bloccati entrambi. Poi, Carabinieri e Polizia, giunti sul posto, hanno identificato e denunciato per lesioni l’aggressore. Il transessuale, invece, è stato soccorso in ospedale.

 

19 luglio, Oggi martedì 19 luglio ricorre il 24esimo anniversario della strage di via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino, ed ad Agrigento, lungo la via Esseneto, Forza Nuova ha affisso uno striscione con su scritto : “24 anni e non si sa chi è 'Stato' - Onore a Paolo Borsellino - Forza Nuova". Come è evidente, il participio passato, è stato, è stato scritto usando la è del verbo essere, e poi stato scritto con la S maiuscola, e quindi Stato, peraltro con Stato rimarcato in rosso, il colore del sangue. E’ dunque per nulla implicita l’ allusione alla strage di Stato, e, quindi, allo Stato colpevole o concorrente nell’ eccidio costato la vita a Borsellino e 5 poliziotti.

 

19 luglio, A Licata ha subito un incendio l’ automobile Suv Audi intestata alla moglie di Vincenzo Ortega, dirigente dell’ Ufficio Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune, adesso impegnato nelle procedure di demolizione degli immobili abusivi. L’auto è stata parcheggiata in sosta, in contrada Mollarella, nei pressi della casa di campagna di Ortega. Nottetempo si è scatenato il rogo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Le fiamme, domate con difficoltà, hanno bruciato il mezzo. Indagano i poliziotti del locale Commissariato diretto da Marco Alletto.


19 luglio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Gioacchino Vitello, 54 anni, pescivendolo, che sconterà la condanna definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione perché giudicato colpevole di concorso in violazione delle disposizioni contro l’ immigrazione clandestina. I reati risalgono all’ anno 2010 e sono stati commessi a Palma.

 

19 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ ex direttore della Cassa edile di Agrigento, Salvatore Grado, dall’ accusa di evasione fiscale. Il pubblico ministero ne ha invocato la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Nel 2008 Grado avrebbe riscosso dalla Cassa edile emolumenti per oltre 800 mila euro, e l'accertamento fiscale avrebbe rivelato il mancato pagamento delle tasse su tale somma e la conseguente evasione fiscale per circa 232 mila euro.

 

19 luglio, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Rosanna Croce, ha condannato per lesioni colpose e reati in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro i gestori di un supermercato a Palma di Montechiaro, Michelina Macaluso e Gaetano Bellini, perché nel 2013 il salumiere Vincenzo Palillo, utilizzando nell'esercizio della sua attività lavorativa il tritacarne, si è ferito ed ha subito l’amputazione di un braccio allorchè il macchinario non sarebbe stato provvisto della griglia di protezione. Vincenzo Palillo si è costituito parte civile tramite l’ avvocato Giuseppe Barba, e gli è stata riconosciuta una provvisionale a titolo di risarcimento del danno di 30 mila euro.


20 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha condannato Calogero Capraro ad un mese di arresto, pena sospesa, e ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, Massimo Manigrassi. Entrambi, difesi dagli avvocati Daniele Re e Fabio Inglima Modica, sono stati imputati per avere organizzato nell’ottobre 2012 due serate danzanti senza le autorizzazioni necessarie di Pubblica sicurezza, ovvero del parere di un’apposita commissione tecnica che avrebbe dovuto certificare e rilasciare l'agibilità del locale. Le due serate, inoltre, sono state pubblicizzate con dei volantini affissi per le vie della città, e ciò indusse la Questura a compiere i controlli.


20 luglio, Ad Agrigento, nella zona dello stadio Esseneto, ignoti hanno forzato l’ ingresso e sono entrati dentro uno studio medico. Hanno devastato mobili, suppellettili ed attrezzi professionali, e poi hanno imbrattato i muri con vernice e scritte. Indaga la Polizia. Si ipotizza che si sia trattato di un danneggiamento premeditato ordito per ragioni ovviamente al momento ignote.


20 luglio, Il Tribunale di Agrigento, presieduto da Rosanna Croce, ha condannato, per invasione di area del Demanio, 10 gestori di stabilimenti balneari a Lampedusa, perché avrebbero montato lettini e ombrelloni con basi in cemento sulle spiagge dell'isola, senza le relative autorizzazioni, tra Cala Croce, Cala Maluk, la Guitgia e Cala Madonna. Si tratta di circa un centinaio di lettini e ombrelloni posizionati abusivamente. L’ipotesi di reale risale a 3 anni addietro.


20 luglio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Nicola Marino, 38 anni, già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, perché responsabile dei reati di minaccia, violenza, resistenza e oltraggio a un Pubblico Ufficiale. Nel corso di una perquisizione domiciliare, Marino, senza motivo, si sarebbe scagliato contro i Carabinieri, resistendo al controllo e minacciandoli di morte.

 

20 luglio, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca e della stazione di Santa Margherita Belice hanno arrestato ai domiciliari L A, sono le iniziali del nome, 46 anni, ed M C, 25 anni, entrambi residenti a Menfi, inseguiti in automobile perché hanno repentinamente invertito il senso di marcia nei pressi del posto di blocco, e durante la fuga hanno lanciato dal finestrino dell’ auto due panetti di hashish per complessivi 200 grammi di droga.


21 luglio, Ad Agrigento nella Valle dei Templi sarebbero insorti dei contrasti personali tra due famiglie che gestiscono due chioschi per la vendita di souvenir. Si è scatenata una rissa, tra calci e pugni. Sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti che hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento 5 persone tra cui 2 donne.

 

21 luglio, La Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ritenendolo socialmente pericoloso, ha proposto 5 anni di sorveglianza speciale a carico di Fabrizio Messina, 40 anni, di Porto Empedocle, fratello del boss Gerlandino. Fabrizio Messina è stato appena scarcerato ed è libero dopo avere scontato 4 anni di reclusione per associazione mafiosa. Fabrizio Messina è difeso dagli avvocati Salvatore Pennica ed Antonino Gaziano.

 

21 luglio, Ad Agrigento i Carabinieri della Radiomobile hanno arrestato, in flagranza di reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, G S, sono le iniziali del nome, 18 anni, sorpreso in possesso, nel corso di una perquisizione personale e domiciliare, di 50 grammi di hashish divisi in 3 involucri, 6 semi per la coltivazione di marijuana, e due coltellini intrisi di sostanza stupefacente. Il tutto è stato sequestrato.

 

21 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, in Tribunale, si è avvalsa della facoltà di non rispondere la moglie di un agrigentino, imputato di estorsione. Secondo quanto denunciato da un ex vicino di casa della coppia, con il quale la donna avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale, il marito di lei avrebbe preteso del denaro dall’ amante di lei : “Vuoi mia moglie? Allora pagami”. La donna, citata come testimone, non ha risposto alle domande del giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto.


21 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione dell’ udienza preliminare, il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio due ex dirigenti della Banca di credito cooperativo San Francesco di Canicattì, imputati di avere falsificato i bilanci per ingannare soci e risparmiatori, occultando svalutazioni e passività. Si tratta di Luigi Salvatore Di Franco, 62 anni, di Canicattì, ex vice presidente del Consiglio di amministrazione della banca, e di Domenico Raneri, 63 anni, di Licata, direttore generale della banca. La prima udienza del processo è in calendario il prossimo 16 novembre innanzi alla seconda sezione penale presieduta da Luisa Turco.

 


21 luglio, Il dirigente responsabile dell' area contabile del Consorzio Asi di Agrigento, Rosario Gibilaro, è stato licenziato dall' Irsap, l’ Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, emessa il 14 luglio scorso. Il ricorso alla Suprema Corte è stato proposto nel 2015 dall' ex presidente dell' Irsap, Alfonso Cicero, contro la sentenza della Corte d' Appello di Palermo che nel 2014, per vizi procedurali, ha confermato il reintegro in servizio del dirigente. La Cassazione ha dichiarato inefficace l' impugnativa del licenziamento avanzata da Gibilaro, confermando quindi il provvedimento.


21 luglio, Proseguono le demolizioni di immobili abusivi con sentenza definitiva in giudicato a Licata. Le ruspe dell’ impresa che si è aggiudicata l’ appalto bandito dal Comune hanno lavorato in contrada Pisciotto dove è stata rasa al suolo una villetta. Adesso le opere di abbattimento proseguono in contrada Gallodoro.

 


22 luglio, Come già pubblicato, a Licata ha subito un incendio l’ automobile Suv Audi intestata alla moglie di Vincenzo Ortega, dirigente dell’ Ufficio Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune, adesso impegnato nelle procedure di demolizione degli immobili abusivi. L’auto è stata parcheggiata in sosta, in contrada Mollarella, nei pressi della casa di campagna di Ortega. Ebbene, adesso la Prefettura di Agrigento ed il ministero dell'Interno hanno assegnato la tutela a Ortega, a seguito dell’ analisi del caso che si è svolta nel corso di due vertici in Prefettura, presieduti dal prefetto Nicola Diomede. A Licata è già sotto scorta il sindaco Angelo Cambiano, vittima di un attentato incendiario. Un agente segue Cambiano, ed una pattuglia della polizia è in sosta 24 ore su 24 innanzi alla sua abitazione.

 


22 luglio, Ancora proteste, violenza e minacce da parte di migranti ospiti di Case di accoglienza ad Agrigento. Dopo un caso analogo accaduto poche settimane addietro in un Centro d’accoglienza nel centro città, adesso in un altro Centro, in Via Regione Siciliana, un gruppo di migranti minorenni si è scatenato in escandescenze e ha inveito con minacce contro gli operatori dello stesso Centro perché il wi – fi non avrebbe funzionato. Per i tanti che probabilmente non sono nemmeno a conoscenza di ciò che sia il wi – fi, si tratta del collegamento a internet senza cavo. Sul posto sono stati costretti ad intervenire Carabinieri e Polizia, che hanno raffreddato la rappresaglia. Quanto accaduto è stato segnalato all’ Ufficio Immigrazione della Questura affinchè si valuti l’eventuale trasferimento dei migranti più violenti.


22 luglio, A Licata è stato compiuto un attentato verosimilmente intimidatorio a danno di una concessionaria di automobili in via Palma, di cui è proprietario un uomo di 27 anni. Ignoti avrebbero appiccato il fuoco a 2 automobili. Inoltre, innanzi all’ ingresso della concessionaria sono stati scoperti 5 proiettili. Indagano i Carabinieri.

 

22 luglio, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno sequestrato in un bar del centro cittadino 3 video poker. I tre apparecchi sono risultati al controllo privi dei codici identificativi e non sono stati collegati, come obbliga la legge, all’Agenzia dei Monopoli di Stato. Al titolare del bar è stata inflitta una multa di 4.000 euro.


22 luglio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato una donna di Montevago di 40 anni di età ad 1 anno di reclusione e 200 euro di multa, con sospensione condizionale della pena. La donna è stata imputata di avere effettuato, nel 2013, un allaccio abusivo alla rete idrica, conducendo abusivamente l’ acqua alla propria abitazione.

 

22 luglio, A Sciacca gli agenti di Polizia del locale Commissariato hanno arrestato un tunisino di 29 anni su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo. L’ africano sconterà una condanna ad 1 anno e 3 mesi di reclusione per tentata estorsione.


23 luglio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Alessandro Marino, 40 anni, operaio, che sconterà ai domiciliari 20 giorni di reclusione per una costruzione edilizia abusiva risalente al 2008. La sentenza è esecutiva.

 

23 luglio, Ad Agrigento è stato compiuto un grave atto vandalico allorchè mani ignote hanno lanciato un masso molto pesante contro il parabrezza di un’automobile posteggiata al Viale delle Dune. Si tratta di una Fiat Uno, ed è di un gruppo di turisti che hanno parcheggiato e poi hanno girovagato tra i locali e la spiaggia. Una denuncia contro ignoti è stata sporta alla Polizia, intervenuta sul posto. Indagini sono in corso. Gli stessi turisti serberanno un pessimo ricordo dell’ Agrigento accogliente e a vocazione turistica.

 

23 luglio, Ad Agrigento ancora furti in appartamento in via Madonna degli Angeli dove ignoti hanno forzato una finestra e, approfittando della momentanea assenza dei proprietari, hanno rubato una preziosa collezione di orologi. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Volanti. Indagini in corso.


25 luglio, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno denunciato a piede libero alla Procura un immigrato dalla Romania, V F G, 22 anni, per detenzione abusiva di munizioni e riproduzioni di armi. Il romeno, residente a Favara, a casa sua è stato sorpreso in possesso di 1 pistola giocattolo di calibro 8 senza tappo rosso, e poi cartucce calibro 12 a pallettoni e pallini, 4 calibro 38 special, una 7.32, e 2 cartucce a salve. Il tutto è stato sequestrato.

 

25 luglio, Ad Agrigento i Carabinieri della Radiomobile hanno denunciato alla Procura G R, sono le iniziali del nome, 52 anni, di Joppolo Giancaxio, sorpreso alla guida in stato di ebbrezza alcolica.


25 luglio, A Porto Empedocle i Carabinieri hanno denunciato alla Procura per evasione B A, sono le iniziali del nome, 47 anni, sorpreso fuori casa nonostante sia ristretto ai domiciliari.

 

25 luglio, Escalation di furti a Canicattì : 3 in pochi giorni, tra il centro storico e la periferia, nelle vie Caprera e De Gasperi. I ladri agiscono allo stesso modo : forzano una finestra o l’ ingresso, e poi, all’ interno, saccheggiano di tutto, tra preziosi, denaro ed elettrodomestici. Indagano i Carabinieri.


26 luglio, A Favara, in piazza Cavour, due extracomunitari hanno scippato una ragazza in compagnia del fidanzato. I due immigrati l’ hanno affiancata e le hanno fulmineamente strappato la borsetta con dentro soldi e cellulare. La coppia ha presentato una denuncia contro ignoti ai Carabinieri. Indagini in corso.


27 luglio, La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 100mila euro ad un imprenditore di Licata del quale non è stata rivelata l’ identità. Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Agrigento su richiesta della sostituto procuratore Silvia Baldi, ed è relativo ad imposte fiscali evase. I finanzieri hanno sequestrato 2 terreni ed un camion frigorifero. Dal 2011 fino ai primi mesi del 2016, l’azienda dello stesso imprenditore avrebbe importato prodotti vegetali dalla Tunisia per 4milioni e 800mila euro, collocando nella rete distributiva dei mercati nazionali e regionali frutta e verdura importata dal nord Africa che però è stata spacciata per coltivata in Italia. Infatti è stata fatturata con l’apposizione della dicitura “prodotto di origine italiana”. L’ imprenditore ha occultato i registri contabili obbligatori, le fatture e le bollette doganali, sottraendo a tassazione circa 4 milioni di euro e, quindi, evadendo un’imposta di circa 1 milione di euro. E’ stato denunciato per i reati di frode in commercio, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali ed occultamento delle scritture contabili obbligatorie .

 

27 luglio, Fabrizio Messina, 39 anni, di Porto Empedocle, fratello del boss Gerlandino, è stato scarcerato lo scorso 28 giugno dopo avere scontato 4 anni di reclusione nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”. Ebbene, adesso i poliziotti del locale commissariato, coordinato da Cesare Castelli, gli hanno notificato un ordine di arresto. Fabrizio Messina sconterà, e la sentenza è definitiva, 8 mesi di reclusione per guida senza patente. Il reato risale al 2011. Messina si è giustificato sostenendo che ha guidato l’automobile per accompagnare la moglie incinta in ospedale.


28 luglio, A Canicattì la Guardia di Finanza ha acquisito alcuni documenti negli uffici dei Servizi Sociali relativi all'assistenza e all’ accoglienza degli immigrati. In particolare le Fiamme Gialle hanno sequestrato parte di documentazione sui tardivi o mancati pagamenti delle rette per l'assistenza agli immigrati garantita da alcune cooperative sociali con sede a Canicattì. L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è scaturita da una serie di denunce pubbliche di alcuni rappresentanti delle cooperative sui mancati pagamenti da parte del comune di Canicattì delle somme accreditate o in corso di accreditamento da parte di organismi centrali.

 

29 luglio, Ad Agrigento, a San Leone, al Viale delle Dune, ha subito un incendio lo stabilimento balneare "BellaVista". L’allarme è scattato alle ore 4 di oggi, in prossimità dell’ alba. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del comando provinciale. Le fiamme hanno bruciato locali e arredi, provocando ingenti danni. Sono esplose anche delle bombole di combustibile. Indagano Polizia e Carabinieri.

 

29 luglio, A Favara in via Capitano Callea una violenta rissa si è scatenata forse a causa di una precedenza automobilistica non concessa. Due uomini, di 50 e 43 anni, sono stati aggrediti e picchiati selvaggiamente da un gruppo di persone, forse 3, che poi sono fuggite prima dell’ intervento delle forze dell’ ordine. I due sono stati soccorsi in ospedale. Uno dei 2 ha subito un intervento chirurgico per ferite più gravi. Indagini in corso.

 

29 luglio, A Grotte, in corso Garibaldi, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Zaffuto, 41 anni. L’ uomo, ubriaco, ha preteso ancora alcol in un bar della zona. Al rifiuto, ha distrutto sedie e tavoli all’esterno del locale. Zaffuto ha resistito all’intervento di due Vigili urbani in transito, scagliandosi, tra l’altro, contro i due e ferendoli a calci e pugni, con prognosi di 3 giorni. Giuseppe Zaffuto, difeso dall’ avvocato Daniele Re, sarà giudicato con il rito direttissimo per violenza, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale, e danneggiamento.

30 luglio, A Realmonte la Polizia ha arrestato, in flagranza di reato, Filippo Focoso, 46 anni, fratello del killer mafioso ergastolano Josef Focoso. Filippo Focoso è stato sorpreso dagli agenti della Squadra Mobile, coordinati da Giovanni Minardi, intento a trasportare nella sua automobile, in via Garibaldi, 9 panetti da 100 grammi ciascuno di hashish, nascosti dentro un barattolo di pasta lavamani. Focoso risponderà di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

30 luglio, A Castrofilippo è morto il presunto boss, Antonino Bartolotta, 90 anni, ristretto agli arresti domiciliari nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Family” e per scontare la condanna definitiva in Cassazione a 16 anni di reclusione. Il questore di Agrigento ha vietato i funerali pubblici.

31 luglio, A Licata i poliziotti del locale Commissariato diretto da Marco Alletto hanno denunciato per istigazione a delinquere un uomo di 40 anni, autore di un post sui social network a commento degli attentati subiti da alcuni amministratori locali nell’ ambito delle demolizioni di immobili abusivi in corso. Tale commento, nonostante le giustificazioni goliardiche del 40enne, è stato ritenuto rilevante ai fini penali.

1 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, un operaio di 41 anni di Porto Empedocle, impegnato a potare un albero in Via delle Ortensie, in un appezzamento di terreno privato, è caduto. Il ferito è stato soccorso e trasportato all’ Ospedale di Agrigento in gravi condizioni.


1 agosto, A Canicattì, in contrada Gulfi Andolina, lungo la strada provinciale verso Castrofilippo, ha subito un incendio un capannone adibito a deposito di cosmetici, una struttura in lamiera, di circa 50 metri per 15. Sul posto hanno lavorato parecchie ore i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri.

1 agosto, Ad Agrigento, lungo il tratto di strada tra la contrada Maddalusa e il bivio per Villaseta, una ragazza di 23 anni a bordo di uno scooter guidato dal fidanzato ha subito lo scippo della borsa sulla spalla da due giovani a bordo di uno scooter che ha affiancato in corsa l’altro mezzo. I due malviventi, nonostante l’ allarme lanciato alle forze dell’ ordine, sono fuggiti dileguandosi con poche decine di euro, un telefono cellulare ed effetti personali.


2 agosto, Ad Agrigento, nella sua abitazione a San Leone, è morto improvvisamente all’età di 52 anni, probabilmente a causa di ictus cerebrale, il farmacista Gaetano Sajeva, di Cattolica Eraclea e titolare di una farmacia a Favara. Si tratta di una morte prematura e inattesa, che ha sorpreso e profondamente sconfortato familiari e amici del professionista cattolicese, sposato e padre di due figli, conosciuto e apprezzato da tutti, amante dello sport, appassionato di calcio e atletica, e senza problemi di salute. Gaetano Sajeva è figlio di Giuseppe Sajeva, storico farmacista di Cattolica Eraclea e già sindaco del paese agrigentino.

 

2 agosto, Incidente stradale mortale lungo la strada provinciale tra Montallegro e Siculiana, in contrada Carlici, dove Roberto Schembri, 26 anni, al rientro a Montallegro per le ferie estive, in sella ad una motocicletta, per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri, si è ribaltato fuori carreggiata, precipitando nel sottostante canalone. Forse sarebbe scoppiato un pneumatico della motocicletta.


2 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, al Viale delle Dune, nei pressi di uno stabilimento balneare, una ragazza 17enne, in compagnia di amici, è stata colpita alla testa da una bottigliata lanciata da un ignoto balordo verosimilmente ubriaco. La ragazza è stata soccorsa in ospedale per una lieve ferita alla testa, e ha sporto denuncia ai Carabinieri contro ignoti.

 

2 agosto, Ad Agrigento, al Viale Cavaleri Magazzeni, ignoti malviventi hanno forzato una finestra, sono entrati dentro una villetta, approfittando della temporanea assenza dei proprietari, e hanno rubato oggetti preziosi del valore di alcune migliaia di euro. Indaga la Polizia.


2 agosto, A Licata la Polizia municipale, nell’ ambito di controlli contro l’ abusivismo edilizio, ha denunciato 14 persone, tutte licatesi, alla Procura della Repubblica di Agrigento. I Vigili urbani hanno rilevato varie irregolarità in alcuni cantieri, molti dei quali sarebbero stati colti del tutto sprovvisti di autorizzazione.


3 agosto, La Corte dei Conti ha condannato 3 ex dirigenti del Consorzio agrigentino acquedotto Tre Sorgenti per incarichi al Consorzio ritenuti conferiti indebitamente tra il 2008 e il 2010. Calogero Mattina pagherà al Consorzio Tre Sorgenti la somma di 153mila e 716 euro. Fabrizio Lo Porto e Gaspare Alletto pagheranno al Consorzio 76mila e 858 euro ciascuno. La gestione del Consorzio acquedotto Tre Sorgenti è stata oggetto di segnalazione di danno all’ Erario da parte della Guardia di Finanza di Agrigento e dell’ufficio ispettivo dell’assessorato regionale della Funzione Pubblica. Sono stati accertati, tra l’altro, numerosi incarichi professionali affidati ad un avvocato, beneficiario di compensi per alcune centinaia di migliaia di euro, peraltro in alcuni casi risultanti da duplicazione dei pagamenti. E poi altri incarichi a professionisti esterni senza una preventiva valutazione della indisponibilità di analoghe professionalità all’interno dell’ente.

 

4 agosto, L’ Ufficio di sorveglianza del Tribunale di Agrigento, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ha scarcerato Fabrizio Messina, 39 anni, di Porto Empedocle, fratello del boss Gerlandino. E’ stata ridotta di 270 giorni la pena inflitta a Messina nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola” e per altri reati in modo cumulativo. Il Tribunale ha motivato lo sconto scrivendo, tra l’altro : “Il detenuto ha tenuto un comportamento consono alle regole penitenziarie, dando prova di partecipazione all' opera di rieducazione, e prendendo parte alle realtà trattamentali offertegli".

 

4 agosto, I poliziotti del Commissariato di Licata, agli ordini di Marco Alletto, hanno arrestato due romeni di 40 e 37 anni, indagati di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio perché sorpresi in possesso di 200 grammi di marijuana scoperta nascosta in un ovile in contrada Petrulla, dove lavorano i due immigrati dalla Romania. Arrestato anche il titolare dell’ ovile, Salvatore Carusotto.

 

4 agosto, Ad Agrigento in via Pirandello si è scatenata una violenta rissa tra parcheggiatori abusivi. Due immigrati si sono scontrati in contesa per esercitare l’attività di posteggiatore abusivo. I Carabinieri sono intervenuti e hanno condotto i due in caserma per le procedure di rito.


4 agosto, E’ morto Luigi Bono, 58 anni, di Sciacca, commerciante, sposato e padre di 2 figli, vittima di un incidente a Sciacca, in via Allende, lo scorso 25 luglio. Bono, a bordo di uno scooter, si è scontrato con un’automobile, ed è stato ricoverato in elisoccorso prima a Caltanissetta al Sant’Elia e poi all’ospedale Cannizzaro a Catania dove è deceduto.

 

5 agosto, A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato C M, sono le iniziali del nome, 44 anni, e il figlio A S, 22 anni, per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti in concorso. Nel corso di una perquisizione domiciliare, a cui hanno collaborato i cani antidroga, sono stati scoperti 40 grammi di hashish, 0,10 grammi di cocaina, una pasticca, 3 bilancini elettronici di precisione, e poi 4 piante di marijuana. La Procura di Sciacca ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari.

5 agosto, Ancora scarcerazioni nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nel saccense cosiddetta Opuntia. Dopo il medico di Menfi, Pellegrino Scirica, 61 anni, il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza cautelare per difetto di motivazione e ha scarcerato Vito Bucceri, 44 anni, Tommaso Gullotta, 51 anni, entrambi di Menfi, e Domenico Friscia, 53 anni di Sciacca, e poi Matteo Mistretta, 30 anni, Cosimo Alesi, 51 anni, e Giuseppe Alesi, 45 anni, anche loro di Menfi.


5 agosto, Ad Agrigento i ladri si specializzano sempre più. In piazzale Ugo La Malfa il proprietario di uno scooter ha subito il furto del mezzo posteggiato sotto casa. I ladri lo hanno prelevato e sul posto è stata trovata soltanto la ruota con la catena ancora agganciata ad un palo dell’ illuminazione pubblica.

 

5 agosto, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, nottetempo, hanno subito un incendio due automobili. In via Brancati una Bmw X3, intestata ad una donna, ma in uso al fratello, un commerciante di 50 anni. In Via dei Fiumi Vigili del fuoco e investigatori hanno lavorato a seguito dell’ incendio di un’altra automobile.

 

5 agosto, A San Leone la Capitaneria di Porto Empedocle, nell’ ambito dell’ operazione Mare Sicuro 2016, ha sanzionato il titolare di un chiosco sulla banchina nord del porticciolo perché, senza autorizzazione, ha occupato circa 100 metri quadrati del Demanio Marittimo con la posa di arredamenti, tra sedie, tavolini e ombrelloni. Il tutto è stato sgomberato e posto sotto sequestro. Il titolare dell’attività commerciale è stato denunciato all’ Autorità giudiziaria.

6 agosto, Ad Agrigento sono 7 gli indagati nell’ ambito dell’ inchiesta della Procura sul presunto inquinamento del mare a San Leone, che, tra l’altro, ha già provocato il sequestro dei pennelli di scarico fognario a mare. Si tratta di Marco Campione, 55 anni, di Agrigento, legale rappresentante di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, 68 anni, di Gravina di Catania, dirigente tecnico di Girgenti Acque, Calogero Sala, 56 anni, di Agrigento, dirigente tecnico di Girgenti Acque, Rita Vetro, 61 anni, di Favara, titolare del laboratorio di analisi “Bioeco Analisi”, Maurizio Carlino, 55 anni, di Favara, ingegnere progettista, Bernardo Barone, 63 anni, di Agrigento, direttore generale dell’Ato idrico di Agrigento, e Piero Hamel, 65 anni, di Porto Empedocle, dirigente tecnico dell’Ato idrico di Agrigento. I sostituti procuratori titolari delle indagini, Antonella Pandolfi, Alessandra Russo e Silvia Baldi, hanno notificato ai 7 l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Entro 20 giorni gli stessi 7 hanno facoltà di opporre contro – deduzioni. Poi la Procura formulerà la richiesta di rinvio a giudizio. I magistrati inquirenti contestano, a vario titolo, l’ avere scaricato dal giugno 2008 al luglio 2013 tutti i reflui non depurati della rete fognaria della zona sud - est di Agrigento, tra San Leone, Cannatello e Villaggio Peruzzo, nel mare antistante la costa di San Leone tramite 2 scarichi non autorizzati, essendo scaduta l’ autorizzazione. I 2 scarichi sono stati 2 condotte sottomarine, intese una “Pubblica Sicurezza” e l’altra “Padri Vocazionisti”. E tale scarico inquinante, illegale e non autorizzato sarebbe stato aggravato dalla frequente rottura delle condotte o dallo straripamento delle centraline di sollevamento anche in spiaggia, nei pressi della battigia. A fronte di ciò, ai dirigenti dell’ Ato idrico è contestato, tra l’altro, la violazione dei loro obblighi di controllo verso Girgenti Acque, e quindi i dirigenti dell’ Ato idrico avrebbero procurato intenzionalmente a Girgenti Acque un vantaggio ingiusto, che è stato la prosecuzione del rapporto contrattuale senza subire né multe né la risoluzione del contratto. E poi, la titolare del laboratorio di analisi “Bioeco”, Rita Vetro, è indagata perché, su istigazione dei dirigenti di Girgenti Acque, avrebbe formato numerosi rapporti di prova ritenuti falsi su campioni di scarichi fognari. E poi, dirigenti e tecnici di Girgenti Acque e dell’ Ato idrico, nell’ ambito dei lavori di manutenzione straordinaria delle centrali di sollevamento e dei pennelli a mare di San Leone, avrebbero commesso irregolarità, tra il contratto d’appalto, la normativa in materia e l’esecuzione delle opere a regola d’arte, usando artifizi e raggiri a danno del Dipartimento regionale dell’ acqua e dei rifiuti.


6 agosto, Ad Agrigento, in via Imera, due ignoti malviventi a bordo di una motocicletta, travisati con i caschi, hanno affiancato un uomo di 45 anni, e hanno tentato di rapinarlo. L’ uomo ha reagito, si è scatenata una colluttazione, ai due banditi è caduta a terra una pistola e sono fuggiti. La pistola a salve sarà sottoposta ad esame per la ricerca delle impronte digitali. Il 45enne sarebbe stato in possesso di alcune decine di migliaia di euro da depositare in banca. Probabilmente ai Carabinieri è nota la targa della motocicletta. Indagini in corso anche tramite le telecamere di videosorveglianza nella zona.


8 agosto, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato marito e moglie di Favara, T G sono le iniziali del nome, 50 anni, e P A 42 anni. All’ interno di un casolare al Villaggio La Loggia Grangifone, i due coniugi sono stati sorpresi in possesso di 13 piante di marijuana tra i 150 e i 180 centimetri, 1 sacchetto con 180 grammi di marijuana essiccata, 1 bilancino di precisione, 54 cartucce calibro 12 illegalmente detenute, e poi, a circa 500 metri dal casolare, a margine di un torrente, è stata scoperta una piantagione di 25 piante di marijuana alte 2 metri ciascuna. Il tutto è stato sequestrato. Il figlio della coppia, ristretta ai domiciliari, è stato denunciato a piede libero.


8 agosto, A Sciacca, in località San Giorgio, nel tratto di mare antistante lo stabilimento balneare Barracuda, è morto Pietro Accursio Di Leo, 43 anni, commerciante e appassionato di pesca subacquea, in immersione e, probabilmente, colto da malore. Inutili i soccorsi prestati dal 118. Il corpo è stato trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale Giovanni Paolo secondo di Sciacca per l’ispezione cadaverica.


8 agosto, Furto nelle campagne tra Agrigento e Naro dove ignoti hanno imperversato in un impianto eolico nella zona e hanno rubato circa 100 chili di materiale ferroso. Indagano i Carabinieri.


8 agosto, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, capitanati da Cesare Castelli, hanno inflitto 15 multe a carico di altrettanti automobilisti sorpresi a violare il codice della strada. Uno dei 15, sanzionato perché senza cinture di sicurezza allacciate, ha tentato di giustificarsi sostenendo di essere ustionato allorchè scottato al torace e alle spalle dal sole in spiaggia e, quindi, non avrebbe sopportato le cinture addosso.


8 agosto, A Caltabellotta, in contrada Favarella, in un appezzamento di terreno di un’ anziana pensionata sono stati tagliati, probabilmente utilizzando una motosega, 80 alberi di ulivo. La donna, accortasi di quanto accaduto, ha sporto denuncia ai Carabinieri. Indagini in corso.

 

8 agosto, A Grotte è stato devastato da ignoti l'ulivo della pace, cosiddetto “Bilicinu”, piantato quasi 3 anni addietro come testimonianza di pace e di concordia dai poeti provenienti da tutta la Sicilia in occasione della giornata "Centomila poeti per il cambiamento”. E’ stata sporta una denuncia ai Carabinieri.


9 agosto, La Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 34 indagati nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nell’ agrigentino cosiddetta “Icaro”, dal nome del blitz della Squadra mobile di Agrigento del 2 dicembre 2015, quando 16 persone sono state arrestate tra Santa Margherita di Belice, Montevago, Ribera, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Porto Empedocle, Agrigento e Favara. I 34 rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, riciclaggio, danneggiamenti, detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina aggravata dall' uso delle armi, e tentato omicidio.

 

9 agosto, Apprensione, paura e panico tra Realmonte e Porto Empedocle allorchè una bambina di 8 anni, a mare insieme alla famiglia a Punta Grande, spiaggia di Realmonte, si è smarrita. I genitori e i soccorritori, anche a causa del mare agitato, hanno temuto che la piccola fosse annegata. Le ricerche sono state disperate, si sono protratte alcune ore, tra Capitaneria e pattuglie della Polizia coordinate dal locale dirigente del commissariato, Cesare Castelli. Poi la bambina, una turista, è stata trovata al Lido Azzurro, spiaggia di Porto Empedocle. La bimba si è incamminata sulla battigia, tra la confusione, e poi, molto probabilmente, non è riuscita ad orientarsi per ritornare indietro.


10 agosto, Il Tribunale di Agrigento e la Divisione anticrimine della Questura di Agrigento hanno imposto la misura preventiva della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno, per 3 anni, a Domenico Terrasi, 73 anni, di Cattolica Eraclea, arrestato il 27 novembre 2009 e poi condannato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta Minoa, e ritenuto esponente di spicco dell’associazione mafiosa cattolicese. Terrasi, attualmente detenuto, è stato condannato dalla Cassazione, con sentenza definitiva, a 10 anni e 8 mesi di reclusione, in continuazione con la sentenza di condanna subita al processo "Akragas".


11 agosto, A Porto Empedocle la Polizia ha eseguito 2 misure cautelari nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Supermarket”, nel cui ambito si consuma da alcuni mesi un tira e molla tra Procura e Tribunale sulla concessione o meno delle misure cautelari, e i conseguenti ricorsi al Tribunale del Riesame. I destinatari delle due misure cautelari, notificate dai poliziotti capitanati da Cesare Castelli, sono Antonio Sorce, 21 anni, di Agrigento, al quale è stato imposto l'obbligo di dimora ad Agrigento o a Porto Empedocle, e poi Luigi Pulsiano, 22 anni, di Porto Empedocle, al quale è stato imposto l'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

 

11 agosto, Ad Agrigento ancora furti in abitazioni. In contrada Petrusa, a nord della città, i ladri sono entrati forzosamente in due case, e hanno rubato oggetti preziosi, a danno rispettivamente di un pensionato di 64 anni e di un artigiano di 57 anni che hanno sporto denuncia contro ignoti. Indagano i Carabinieri.


11 agosto, A Realmonte due banditi travisati col casco integrale, e armati di pistola, hanno rapinato l’ ufficio postale. Hanno minacciato i dipendenti e hanno arraffato tutto il denaro in cassa, forse circa mille euro. Poi sono fuggiti in moto. Indagano i Carabinieri.


11 agosto, La Polizia municipale di Agrigento ha notificato a Girgenti Acque il provvedimento di sequestro del depuratore a Fontanelle, frazione di Agrigento. La Polizia locale contesta che l’ impianto non sarebbe adeguato a norma in termini di scarichi, e ciò sarebbe comprovato dagli esiti dei prelievi dell’Arpa Protezione ambiente che già hanno provocato il sequestro preventivo della struttura lo scorso 13 luglio. Girgenti Acque ha rassicurato che entro 60 giorni gli interventi di adeguamento, già in corso, saranno conclusi.


12 agosto, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca e della Tenenza di Ribera, capitanati da Salvatore Marchese, hanno lavorato già dalle prime ore dell’ alba di oggi, venerdì 12 agosto 2016. I militari hanno arrestato 6 persone perché sarebbero componenti di una banda criminale impegnata nelle rapine in banca. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca, Roberta Nodari, ha firmato l’arresto invocato dalla Procura di Roberta Buzzolani a carico dei palermitani Giuseppe Cusimano, 43 anni, Salvatore Bruno, 27 anni, Mariano Ficarra, 25 anni, e Vincenzo Adelfio, 25 anni. E poi a Ribera Giuseppe Triassi, 24 anni, e Daniele Centurione, 28 anni. I 6 sarebbero responsabili della rapina il 10 dicembre 2015 a Ribera, alla Banca Popolare Sant’Angelo, che fruttò un bottino di oltre 20mila euro. E poi rispondono della rapina il 18 gennaio scorso 2016 a Licata, alla Banca Sella, e il bottino è stato di circa 5mila euro, altrettanto in contanti. Le indagini dei Carabinieri, coordinate dai sostituti procuratori di Sciacca Alessandro Moffa e Cristian Del Turco, hanno ricercato e inseguito il gruppo di rapinatori palermitani, quasi tutti pregiudicati per rapine in banca, e i due basisti residenti a Ribera, Triassi e Centurione, che si sarebbero occupati della logistica, pianificando i percorsi di arrivo e fuga della banda palermitana, in azione in trasferta, così da rendere più difficile il compito degli investigatori. Il metodo usato per compiere le rapine, secondo Carabinieri e Magistrati, sarebbe stato organizzato così : dentro la banca entra per primo Mariano Ficarra, che è incensurato e non conosciuto dalle forze dell’ ordine. Dunque, il suo volto è registrato dalle telecamere di videosorveglianza, e le sue impronte digitali da altri strumenti di sicurezza. Poi Ficarra, già dentro la banca, inizia a gridare perché fuori un suo parente ha bisogno urgente di cure mediche, lui grida di aprire, gli aprono la bussola d’ingresso della banca, ed entrano fulmineamente gli altri 3 palermitani, Bruno, Adelfio e Cusimano, a volto coperto e con i guanti alle mani per evitare tracce. Poi violenza e minacce contro dipendenti e clienti, poi la rapina dei soldi, e poi la ritirata, in collaborazione ancora con i due basisti di Ribera. I Carabinieri agli ordini di Salvatore Marchese si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche, dell’analisi dei tabulati telefonici, dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, e poi osservazioni, pedinamenti e informazioni testimoniali a Palermo dove adesso, nel carcere Pagliarelli, sono detenuti Ficarra, Cusimano, Bruno e Adelfio. Il riberese Giuseppe Triassi è ristretto invece nel carcere di Favignana, e Daniele Centurione ai domiciliari a Ribera.


12 agosto, A Brescia, nello stabilimento della Carpenteria industriale bresciana, è morto, vittima di un incidente sul lavoro, un operaio agrigentino originario di Menfi. Si tratta di Francesco Paolo Sanzone, 50 anni, a Brescia dal 2002, sposato e padre di due figli. Sanzone è stato subito soccorso e trasportato inutilmente all’ Ospedale Civile di Brescia. L’ arciprete di Menfi, don Saverio Catanzaro, ha commentato : “Sono veramente dispiaciuto per questi fratelli che vanno al nord per lavoro e per una tranquillità economica e che invece, come in questo caso, possono trovare anche la morte”.


12 agosto, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Daniele Incorvaia, 31 anni, sottoposto alla pena alternativa della detenzione domiciliare e responsabile di evasione allorchè è stato sorpreso in Via Cappellini, fuori dalla propria abitazione. Incorvaia è stato ristretto ancora ai domiciliari a disposizione dell’ autorità giudiziaria.


12 agosto, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato un uomo di 40 anni di Porto Empedocle già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il 40enne ha telefonato alla Polizia : “Sto male, vado al pronto soccorso dell’ ospedale di Agrigento”. I poliziotti controllano e telefonano al pronto soccorso : nessuna traccia dell’ empedoclino che, invece, è stato poi sorpreso dagli agenti a ballare in un noto locale di Porto Empedocle. Il sorvegliato si è scatenato in escandescenze e minacce, di cui risponderà all’autorità giudiziaria, oltre che della violazione della sorveglianza speciale.


13 agosto, A Palma di Montechiaro, i poliziotti del locale commissariato, diretto da Angelo Cavaleri, hanno arrestato per spaccio di cocaina e furto di energia elettrica Carmelo Capizzi, 43 anni, sorpreso, durante un controllo del territorio, in stato di ebbrezza alla guida della sua automobile in possesso di 2 grammi di marijuana. Poi, nel corso della perquisizione a casa sua sono state scoperte 10 dosi di cocaina, accuratamente confezionate in piccoli involucri in cellophane e nascoste in due diversi posti della sua residenza. E contestualmente è stato scoperto l’allaccio abusivo alla rete elettrica.

 

13 agosto, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Cono Angelo Ciotta, 30 anni, per lesioni personali aggravate, minaccia, violenza, resistenza e oltraggio a un pubblico ufficiale, e porto ingiustificato di armi ed oggetti atti ad offendere. Allarmati al 112, i Carabinieri sono intervenuti in via Nasi dove hanno sorpreso Cono Angelo Ciotta, in evidente stato di agitazione, intento ad aggredire per futili motivi un 20enne del luogo, impugnando e brandendo un coltello a serramanico di 13 centimetri. Il 30enne è stato disarmato ed ammanettato dai Carabinieri verso i quali ha opposto resistenza e violenza oltre che minacce. La vittima dell’ aggressione è stata soccorsa in guardia medica con prognosi di 6 giorni.


13 agosto, A Licata, all’ ospedale “San Giacomo d’Altopasso, un infermiere del pronto soccorso è stato aggredito a pugni durante il servizio. Il primario del reparto, Carmelo Castiglione, ha presentato una denuncia al commissariato di Polizia su quanto accaduto. L' infermiere, dopo essere stato medicato e dichiarato guaribile in 3 giorni, per non provocare difficoltà allo staff medico è stato regolarmente a lavoro.


13 agosto, n territorio di Canicattì, lungo la statale 123, in contrada Madonna dell’ Aiuto, 3 malviventi a volto scoperto e non armati hanno assaltato un distributore di carburanti Q8. Sotto minaccia hanno rapinato circa 5mila euro dalla cassa e sono fuggiti a bordo di una Fiat Panda.


14 agosto, A Ferragosto a Licata ha imperversato il cannibalismo. Trasparano La Cognata, 54 anni, bracciante agricolo, il padre, e suo figlio, Pietro La Cognata, 32 anni, anche lui bracciante agricolo, sono stati arrestati dai Carabinieri perché hanno litigato con un vicino di casa e lo hanno aggredito non solo a calci e a pugni ma anche a morsi, al viso, provocandogli sfregi permanenti. I due La Cognata risponderanno di lesioni personali gravissime e violazione di domicilio aggravata. In via Manzoni, nel centro cittadino, Trasparano e Pietro La Cognata si sono scontrati con il vicino per il parcheggio di un mezzo dei La Cognata innanzi alla proprietà del malcapitato di 68 anni. Padre e figlio hanno forzato l’ingresso dell’abitazione del 68enne e lo hanno aggredito selvaggiamente. Il pensionato è stato soccorso all’ ospedale “San Giacomo d’Altopasso”.


15 agosto, A Licata una ragazza, dopo una festa ferragostana in riva al mare, ha chiesto un passaggio ad un suo conoscente, che poi, in automobile, lungo la strada del rientro a casa, avrebbe approfittato di lei abusandone sessualmente. Lei, 22 anni di età, si è recata al pronto soccorso dell'ospedale di Licata e poi ha sporto denuncia ai Carabinieri. La sorte giudiziaria di lui, 27 anni, è legata agli esiti degli esami medici e delle indagini degli investigatori.


15 agosto, A Palma di Montechiaro, in spiaggia, un ragazzo di 20 anni è caduto da uno scoglio ed è stato soccorso dal 118 privo di sensi. Il trasporto al pronto soccorso dell’ ospedale di Licata si è rivelato salvifico. Il ventenne, apparentemente esanime, ha recuperato vitalità, forse ha subito delle fratture ma non è in pericolo di vita.


15 agosto, Risse tra Licata e Campobello di Licata. A Licata la notte di Ferragosto ha infuocato il sistema nervoso di circa 20 persone, tutte imparentate tra di loro, insieme in una villetta a banchettare, poi forse una parola di troppo ha scatenato una discussione che poi è degenerata in un ciclone di botte, tutti contro tutti fin quando non è intervenuta la Polizia. E a Campobello di Licata i Carabinieri hanno identificato e denunciato 3 romeni, che, in balia dell’ alcol, si sono azzuffati in strada.


15 agosto, Ad Agrigento un’ anziana di 82 anni, che abita in una traversa di via Garibaldi, ha peccato di ingenuità ed è stata rapinata di 200 euro da due donne malviventi che si sono presentate a casa di lei, a pian terreno, come persone in servizio alla Caritas e impegnate a raccogliere fondi per i poveri. Indaga la Polizia.


16 agosto, A Palma di Montechiaro, in via Costa, verosimilmente a causa di un corto circuito nella cucina, è divampato un incendio in un’abitazione della zona, al secondo piano di una palazzina. All’ interno, una pensionata ha lanciato l’allarme. I Vigili del fuoco sono intervenuti prontamente e hanno domato il rogo dopo avere salvato la donna.

 

17 agosto, Al confine tra Siculiana e Montallegro, in contrada Omomorto, un bambino di quasi 9 anni, Samuele Miceli, di Siculiana, imprudentemente alla guida di un ciclomotore Piaggio Sì, si è scontrato con un’automobile Volkswagen Passat condotta da un meccanico di 49 anni residente a Realmonte. L’ impatto si è rivelato mortale. Inutile è stato il soccorso del bambino, trasportato in elicottero dal 118 all’ ospedale di Agrigento. Indagano i Carabinieri. L’ amministrazione comunale di Siculiana, in segno di lutto, ha sospeso le manifestazioni estive.

 

17 agosto, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha disposto, su richiesta del pubblico ministero, Andrea Maggioni, l'archiviazione, “perché il fatto non sussiste”, delle indagini a carico dei dirigenti Francesco Filippo Tigano, Giuseppe Garofalo e Vito Tancredi, componenti della Commissione Autotutela della direzione regionale dell’ Agenzia delle Entrate di Sicilia indagati nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Duty Free” per il parere emesso in merito ad un avviso di accertamento.

 


17 agosto, Ad Agrigento un’ automobile sospetta è stata inseguita in via Imera, in via 25 aprile, e poi, verso valle, in via Gioeni, contro senso. Poi, i due a bordo dell’ auto inseguita sono fuggiti a piedi lungo la scalinata tra via Gioeni e via Imera. Uno è stato acciuffato. Si tratta di A F F , sono le iniziali del nome, 20 anni, di Mussomeli, e risponderà di ricettazione perché l’automobile, una Peugeot, è stata rubata alcuni giorni addietro a Porto Empedocle. All'interno dell’ automobile, forse con targa di un’altra auto rubata ad un avvocato, sono stati scoperti numerosi arnesi atti allo scasso.


18 agosto, A Campobello di Licata i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Leandro Pumilio, 21 anni, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorchè nella sua abitazione è stato sorpreso in possesso, nella camera da letto, di 32 grammi circa di marijuana, già divisa in varie dosi, 7 semi di canapa indiana, 2 bilancini elettronici digitali, nonché la somma di circa 500 euro, in banconote di vario taglio, verosimilmente provento dell’attività illecita. Pumilio è ristretto ai domiciliari a disposizione dell’ Autorità giudiziaria.


18 agosto, A Licata un acquascooter in evoluzione sotto costa a folle velocità è stato bloccato dalla Guardia Costiera. L'intervento è scattato a seguito delle riprese dall'alto di un Atr 42 del secondo nucleo aereo della Guardia costiera di Catania. Le immagini hanno immortalato l'uomo in slalom tra le imbarcazioni, provocando gravi rischi per l'incolumità dei bagnanti. La moto d'acqua è stata intercettata da una motovedetta della Guardia costiera di Licata e il responsabile, pesantemente multato, è stato denunciato all'autorità giudiziaria per inosservanza delle norme in materia di sicurezza della navigazione.

 


18 agosto, A Racalmuto escalation di furti in villette di campagna, tra le contrade Casalvecchio, Serrone, Noce e Garamoli. Il bottino ammonta a diverse decine di migliaia di euro, tra preziosi, oggetti vari e denaro. I furti sono stati compiuti secondo le stesse modalità, e ciò induce i Carabinieri, che indagano, a ritenere che nella zona abbia imperversato un unico gruppo criminale.


19 agosto, I Carabinieri hanno arrestato a Palma di Montechiaro Calogero Allegro, 29 anni, per coltivazione, produzione e detenzione a fini di spaccio di marijuana. A Palma, in località “Giacobbe”, nel fondo agricolo di proprietà di Allegro, all’interno di una serra agricola, è stata scoperta in 9 campate una maxi piantagione di marijuana di circa 3 mila metri quadri, con 3 mila piante di canapa indiana fiorite ed in ottimo stato di vegetazione, dell’altezza variabile dai 2 ai 5 metri, pronte per essere raccolte, e per un valore di mercato stimato intorno ai 2 milioni di euro. Il tutto è stato posto sotto sequestro. Calogero Allegro è recluso nel carcere Petrusa di Agrigento a disposizione dell’ autorità giudiziaria.

 

19 agosto, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato alla Procura per sequestro di persona aggravato un uomo colpevole di avere rinchiuso per punizione la figlia di 6 anni in automobile al Villaggio Mosè. A lanciare l’allarme al 113 sono stati alcuni passanti che si sono accorti della bambina costretta nell'abitacolo dell'automobile, piangente e con le mani a battere contro il vetro di un finestrino. I poliziotti hanno rintracciato il padre della piccola, poco distante, il quale ha spiegato che la figlia, come ultimo capriccio della giornata, non ha voluto cenare e lui, esasperato, per castigarla l'ha rinchiusa in auto. Lo racconterà anche all’autorità giudiziaria a cui è stato denunciato.

 

19 agosto, Ad Agrigento, nel centro storico, in via San Girolamo, un immigrato dal Ghana si è mostrato disturbato dall’ abbaiare di un cane al guinzaglio di un agrigentino a passeggio e ha tentato di allontanarlo con un gesto di stizza assimilabile ad una pedata. Ciò ha provocato la reazione dell’ agrigentino, insieme ad un altro amico anche lui di Agrigento. I tre si sono scontrati e sono stati poi costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio" ad Agrigento. All’ africano è stato diagnosticato un trauma cranico e ferite lacero-contuse al lobo di un orecchio, con prognosi di 30 giorni. Gli altri due invece hanno subito ferite con prognosi di 7 e 15 giorni. Tutti e tre sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri alla Procura, per il reato di rissa e lesioni personali aggravate.


20 agosto, Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento, su proposta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, e a firma della Sezione misure prevenzione del Tribunale di Agrigento, ha eseguito un decreto di sequestro di beni, con successiva confisca, per 1 milione e 300 mila euro, a carico di Calogero Di Caro, 70 anni, di Canicattì, già condannato per mafia. Sono stati sequestrati 5 beni immobili tra 4 appartamenti ed un magazzino, tutti a Canicattì, acquistati nel 1985 dalla moglie di Di Caro. Le indagini, tra l’ altro, hanno rilevato una sproporzione tra il valore dei beni acquistati rispetto alla capacità reddituale del nucleo familiare di Calogero Di Caro.


20 agosto, Sono stati celebrati a Siculiana i funerali di Samuele Miceli, il bambino di quasi 9 anni morto in contrada Omomorto, scontrandosi, alla guida di un ciclomotore, contro un’automobile lo scorso 16 agosto. Nel frattempo la Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati 3 persone. Si tratta dell'automobilista, un meccanico di 49 anni di Realmonte, al volante di una Volkswagen Passat, indagato per omicidio colposo. E poi, per concorso in omicidio colposo, sono indagati i genitori del bambino, in riferimento al perché il ciclomotore, intestato al nonno di Samuele, fosse nella disponibilità del bambino.


20 agosto, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Andrea Barletta, 48 anni, pastore, per furto aggravato di energia elettrica allorchè nella sua abitazione rurale, in contrada “Perciaquartara”, i militari hanno scoperto un allaccio abusivo ad un traliccio della rete elettrica pubblica. Barletta è stato ristretto ai domiciliari a disposizione dell’ autorità giudiziaria.

 

20 agosto, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra mobile, capitanati da Giovanni Minardi, hanno arrestato D M, sono le iniziali del nome, 44 anni, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori, quindi di stalking. L’ uomo nell’ aprile scorso è stato già sottoposto alla misura preventiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, che è la sua ex convivente, e del divieto di comunicazione, con ogni mezzo, con la stessa donna. Adesso l’aggravamento della misura, con l’arresto, è stato disposto dalla Procura perché, come segnalato dalla Squadra mobile, l’indagato più volte ha violato i divieti che gli sono stati imposti. La Polizia rileva in positivo la costante vicinanza della donna alla Polizia, in alternativa ad un silenzioso, doloroso ed inerme atteggiamento.


20 agosto, Ad Agrigento come si ricorderà lo scorso 16 agosto un’ automobile sospetta è stata inseguita in via Imera, in via 25 aprile, e poi, verso valle, in via Gioeni, contro senso. Poi, i due a bordo dell’ auto inseguita sono fuggiti a piedi lungo la scalinata tra via Gioeni e via Imera. Uno è stato acciuffato subito. Si tratta di A F F , sono le iniziali del nome, 20 anni, di Mussomeli, e risponderà di ricettazione perché l’automobile, una Peugeot, è stata rubata alcuni giorni addietro a Porto Empedocle. All'interno dell’ automobile, forse con targa di un’altra auto rubata ad un avvocato, sono stati scoperti numerosi arnesi atti allo scasso. Ebbene, adesso è stato identificato e denunciato anche il secondo complice. Si tratta di G S, sono le iniziali del nome, 25 anni, di Aragona.


22 agosto, A Ravanusa i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Giuseppe Minacori, 30 anni, operaio, di Ravanusa ma residente in Germania, indagato per furto e danneggiamento aggravato. A Ravanusa, in località “Monte Saraceno”, all’interno di un’area archeologica, Minacori è stato sorpreso dai Carabinieri intento a trafugare ed a caricare sulla propria automobile Ford Fiesta, con targa tedesca, ben 126 frammenti di reperti archeologici in ceramica, verosimilmente risalenti al quarto secolo avanti Cristo, appena sottratti all’interno della stessa area. Il 30enne ha usato un metal detector e vari arnesi da scavo. A casa sua sono stati scoperti e sequestrati altri reperti archeologici. Giuseppe Minacori è ristretto ai domiciliari a disposizione dell’ autorità giudiziaria.

 

22 agosto, A Santa Margherita Belice, ignoti ladri, approfittando dell’ assenza dei proprietari in vacanza, hanno svaligiato un’ abitazione nel centro cittadino. Hanno rubato soprattutto oggetti preziosi per un bottino di circa 10 mila euro. I malviventi hanno forzato un infisso. Indagini in corso.

 

22 agosto, A Licata è stato scoperto dalla Polizia Municipale un cantiere edile abusivo e il Comune ha subito spiccato l’ ordinanza di demolizione. Dall’ inizio dell’ anno sono già 28 le ordinanze del genere. Nel frattempo, a metà settembre saranno riavviate le demolizioni degli immobili abusivi con sentenza definitiva e sotto diffida della Procura della Repubblica. Tra luglio e agosto sono state abbattute 16 villette abusive in riva al mare. La Procura ha già trasmesso al Comune altre 150 ordinanze di demolizione di altrettanti edifici illegali.


22 agosto, Ad Agrigento ignoti hanno disegnato simboli e numeri che sono legati al satanismo, tra una croce ribaltata all’ interno di una stella, e i tre sei, il numero del diavolo. Il disegno è al Viale della Vittoria. Indagini in corso.

 

22 agosto, I poliziotti del Commissariato Frontiera di Porto Empedocle, capitanati da Cesare Castelli, sono intervenuti in una casa per sedare una lite familiare. Una ragazzina adolescente avrebbe voluto indossare il bikini e il padre, 50 anni, di fede islamica, sarebbe stato contrario. Le grida hanno indotto i vicini di casa a telefonare al 113.


22 agosto, A Licata l’ organizzatore del concerto del cantante napoletano Gigi D’Alessio è stato denunciato dai poliziotti del locale Commissariato perché non è stato autorizzato ad utilizzare il manto erboso dello stadio per l’ accesso degli spettatori, essendo l’ autorizzazione limitata solo agli spalti. Il pubblico invece è entrato anche sul manto erboso.


23 agosto, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, capitanati dal vice Questore, Cesare Castelli, dopo articolate indagini, hanno scoperto e identificato una truffatrice cubana che, presentandosi come cartomante, ha ingannato e ottenuto da alcuni creduloni di Porto Empedocle circa 30 mila euro nel corso di un anno, tra denaro e oggetti preziosi, promettendo loro che, appena rimosso il malocchio, lei avrebbe restituito il tutto. E invece, poi, la donna originaria di Cuba si è rivelata irrintracciabile, sia su Facebook, dove il suo profilo è stato cancellato, sia altrove, ad esempio in Emilia Romagna, dove opererebbe solitamente. Adesso è stata denunciata dalla Polizia.

 


23 agosto, Ad Agrigento un’ automobile rubata è stata recuperata grazie al Gps. Nel centro storico, nel quartiere della Bibbirria, l’ automobile è posteggiata sotto casa, lui, il proprietario, si affaccia alla finestra allarmato dal segnale Gps, si accorge che gliel’hanno rubata, telefona al 113, alla Polizia, e fornisce le coordinate per la localizzazione dell’ automobile, i poliziotti della Volanti, coordinati da Tommaso Amato, recuperano l’automobile in una zona poco distante dal luogo del furto. Indagini in corso.


23 agosto, A Porto Empedocle la Polizia ha denunciato a piede libero alla Procura una donna di 50 anni perché, non condividendo il fidanzamento della figlia, si è recata sotto casa del fidanzato, e ha danneggiato a colpi di bastone e ha graffiato l’automobile della figlia, al momento a casa del suo ragazzo. Risponderà di danneggiamento aggravato.

 

 

23 agosto, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato a piede libero un uomo 40enne per minacce e stalking, e gli ha sequestrato il computer e il telefonino cellulare. L’ indagato avrebbe più volte minacciato e molestato i commercianti del centro storico su Facebook, scrivendo messaggi violenti ai titolari, in particolare, di alcuni locali in piazza San Francesco dove, peraltro, lui stesso si è reso responsabile in passato di aggressioni, sia fisiche che verbali.

 

23 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, in spiaggia, i bagnini hanno salvato due ragazzini di 12 e 14 anni, fratello e sorella, da quasi certo annegamento. L’ intervento di recupero a riva da parte dei vigilanti è stato tempestivo e risolutivo.


24 agosto, A Porto Empedocle i poliziotti del locale commissariato, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno controllato ad un posto di blocco un’ automobile con a bordo due ventenni immigrati dalla Romania e residenti a Canicattì. Ebbene, sull’ automobile, oltre a tanti arnesi da scasso, è stata scoperta refurtiva per circa 10mila euro, tra oggetti preziosi e un computer I due romeni sono stati denunciati per ricettazione, non essendo provato, almeno per il momento, che abbiano loro commesso il furto. Grazie al computer, i poliziotti sono risaliti al proprietario, che abita con la famiglia a Piano Lanterna, e che, fuori casa temporaneamente, non è stato a conoscenza del furto subito.

 

24 agosto, La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna, a 4 anni e 2 mesi di carcere, a carico di Salvatore Pagano, 39 anni, di Lucca Sicula ma residente a Sciacca, imputato del tentato omicidio di Calogero Mustacchia. Il 2 agosto 2011 Pagano ha colpito alla testa e all’orecchio Mustacchia con una mazza da baseball per futili motivi, costringendolo in prognosi riservata sulla vita. Mustacchia si è costituito parte civile. Salvatore Pagano, difeso dall’ avvocato Giovanni Vaccaro, tra carcere e domiciliari ha già scontato parte della pena e per il residuo, di circa 3 anni, la difesa ha presentato un'istanza per la liberazione anticipata.

 

24 agosto, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Antonino Bella, 25 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari, e che è stato sorpreso a piedi fuori dalla propria abitazione in via Cavour. Antonino Bella risponderà all’ autorità giudiziaria di evasione.

 

24 agosto, A Campobello di Licata i Carabinieri della locale stazione indagano perché un venditore ambulante di 40 anni originario di Caltanissetta si è presentato al pronto soccorso dell’ ospedale di Canicattì denunciando di essere stato accoltellato a Campobello. I medici hanno arrestato l’emorragia per una ferita da taglio alla gamba sinistra e poi hanno applicato diversi punti di sutura. L’ accoltellamento si è scatenato nei pressi del punto vendita dell’ ambulante, in via Edison.

 

24 agosto, Il Tribunale di Sciacca, a fronte della richiesta degli arresti domiciliari invocata dalla Procura, ha imposto ad un bracciante agricolo di Menfi di 46 anni il divieto di avvicinarsi e di comunicare con la ex moglie. L’ uomo è indagato per maltrattamenti nei confronti della donna che ha presentato denuncia.

 


24 agosto, A Sciacca la Polizia ha denunciato 3 palermitani, pluripregiudicati, per truffa, perché hanno raggirato un anziano malcapitato, sorpreso e abbindolato nel centro storico, e gli hanno venduto come gioielli d’oro delle patacche per circa 1.500 euro.

 

24 agosto, A Grotte, al Viale della Vittoria, nottetempo, ignoti sono entrati furtivamente all’ interno dell’ Istituto comprensivo "Roncalli" e hanno rubato un condizionatore ed una caldaia, installati nella parte esterna della scuola. E’ stata formalizzata una denuncia ai Carabinieri, che indagano.


25 agosto, I Carabinieri della Tenenza di Favara, e un elicottero in volo da Palermo, hanno scoperto una piantagione di marijuana in contrada San Benedetto, in territorio di Favara. Sono stati arrestati ai domiciliari padre e due figli, dei quali, in attesa della convalida dell’ arresto, sono state diffuse solo le iniziali. Il padre è L L nato nel 1948, e i due figli sono L S dell’ 85, ed L P dell’ 83. I 3 rispondono di detenzione e coltivazione illecita di stupefacenti a fini di spaccio. Il terreno su cui è stata coltivata la droga è intestato alla moglie di L L, D A, del 54. Sono state sequestrate 130 piante con altezza variabile dai 2 ai 4 metri, per un valore di 200mila euro circa. E poi, a seguito di perquisizione domiciliare, sono state sequestrate 8 cartucce calibro 7,65, 1 cartuccia calibro 44 e 1 fucile senza marca e matricola. E poi a L L sono stati sequestrati, a titolo preventivo seppur detenuti regolarmente, un revolver Smith e Wesson calibro 32, 2 pistole calibro 38, e 202 cartucce di vario calibro.


25 agosto, Ladri e ruberie in escalation nella provincia agrigentina. A Cammarata, tra le contrade Serra e Piano d’Amato, sono state svaligiate 3 abitazioni nel corso di una sola notte, razziando di tutto, tra oggetti preziosi, elettrodomestici, abbigliamento e anche un fuoristrada. I Carabinieri sarebbero sulle tracce di un gruppo di romeni sospettati delle scorribande criminali.
E ad Agrigento, in via Manzoni, ignoti sono entrati in un appartamento, senza effrazione e quindi probabilmente usando una chiave bulgara, e hanno rubato oggetti preziosi e di informatica per un valore di circa 8mila euro.
E a Racalmuto, in via Soldato Cipolla, nella zona di San Francesco, altri malviventi, dentro un’automobile, hanno chiesto informazioni stradali ad una donna, una pensionata di 74 anni, che si è avvicinata al finestrino, e quando si è avvicinata le hanno strappato la collana dal collo e sono fuggiti.

 

25 agosto, A Ravanusa i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato in flagranza di reato Calogero Lombardo, 58 anni, sorpreso in contrada “Monte Rosso” intento a rubare 100 chilogrammi complessivi di mandorle dal frutteto di proprietà di un 70enne coltivatore diretto di Ravanusa. L’ uomo è ristretto ai domiciliari a disposizione dell’ autorità giudiziaria.


26 agosto, I poliziotti della sezione antidroga della Squadra mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno sorpreso a Favara un furgone con a bordo B G di 34 anni e A S di 35 anni, in possesso di 2 scatole contenenti 21 flaconi di metadone. I 2 sono stati posti agli arresti domiciliari per detenzione e trasporto di sostanza stupefacente. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha convalidato l’arresto e ha imposto ai due l’ obbligo di dimora e l’ obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

 

26 agosto, A Lampedusa, al centro d’accoglienza per immigrati, in contrada Imbriacola, in una stanza del padiglione destinato ad ospitare i minori, 4 posti letto sono stati accatastati uno sopra l’altro, compresi i materassi, e poi sono stati incendiati. Probabilmente si tratta di un gesto di protesta contro il provvedimento del rimpatrio. La Squadra mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, ha interrogato 3 egiziani minorenni sospettati di essere responsabili di quanto accaduto.

 

26 agosto, Ad Agrigento, lungo viale Cannatello, nei pressi di un centro commerciale, due sorelle di 69 e 70 anni sono state sorprese dai Carabinieri in possesso di generi alimentari, articoli per la casa e capi d'abbigliamento. La merce, caricata in automobile, è risultata essere stata rubata allo stesso centro commerciale ed è stata riconosciuta dagli esercenti. Le due sorelle sono state denunciate a piede libero.


26 agosto, A Licata i Carabinieri hanno denunciato alla Procura 4 persone per rissa. Si tratta di 3 licatesi di 22, 24 e 27 anni, e di un turista francese di 22 anni, che, in piazza Attilio Regolo, si sono scontrati per futili motivi. Tre dei 4 sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche in ospedale, con ferite e traumi, anche da bottigliate, guaribili dai 15 ai 20 giorni.

 

26 agosto, Ad Agrigento i Carabinieri del Nucleo radiomobile hanno denunciato a piede libero alla Procura, per ubriachezza molesta, un uomo di 55 anni immigrato dalla Tunisia che, preda dei fumi dell’ alcol, ha importunato gli avventori di un locale della movida agrigentina, in via Atenea. Il tunisino, residente da tempo ad Agrigento, non è nuovo ad episodi dello stesso genere.


27 agosto, Ancora episodi di strappo della collana nell’ agrigentino. Adesso, dopo Castrofilippo, Canicattì e Racalmuto, è accaduto a Grotte, e sempre con lo stesso metodo : un uomo e una donna sono seduti dentro un’automobile di colore grigio, chiedono informazioni ad una passante, preferibilmente una persona anziana, e quando lei si avvicina al finestrino per rispondere le strappano la collana dal collo e scappano. A Grotte ha subito lo scippo una donna di 76 anni, nella zona della Chiesa Madre. Indagano i Carabinieri.


27 agosto, Ad Agrigento, nel centro storico, i poliziotti della Squadra Volanti, capitanati da Tommaso Amato, hanno sorpreso 3 giovani intenti a rubare. Uno è stato arrestato, Giuseppe Cusumano, 18 anni, e gli altri due, minorenni di 16 e 17 anni, sono stati denunciati a piede libero. I 3, che risponderanno di furto aggravato, hanno scassinato gli sportelli di una Fiat Punto, e poi di una Ford Ka, dal cui interno avrebbero arraffato denaro dal cruscotto e poi lo stereo.


28 agosto, Lungo la costa agrigentina, nei pressi di Eraclea Minoa, in località Capo Bianco, sono approdati a bordo di una barca bianca e azzurra 15 immigrati verosimilmente tunisini. I migranti, tra lo stupore dei bagnanti presenti sul posto, sono scappati dileguandosi all’ interno. I Carabinieri sono impegnati nelle ricerche. La barca, probabilmente lasciata sotto costa da una nave madre, è stata sequestrata.


29 agosto, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, in un ovile nei pressi del fiume Akragas, in contrada San Marco, hanno scoperto, nascosti in diversi punti, e sequestrato panetti e ovuli di hashish per un peso complessivo di 1 chilo e 287 grammi, poi una busta di cocaina per 9 grammi virgola 7, una pistola a salve, denaro contante in banconote da 10 e 20 per un totale di 250 euro, e 3 bilancini di precisione. E’ stato arrestato ai domiciliari Maurizio Agrò, 45 anni, il quale risponderà anche di avere gettato rifiuti nei pressi del corso d’acqua attiguo all’ ovile.


29 agosto, A Canicattì gli appartamenti di un intero stabile a tre piani di una zona popolare sono stati svaligiati dai ladri che hanno approfittato che tutti i residenti fossero ad un matrimonio. I ladri evidentemente conoscevano gli occupanti delle case e sapevano che sarebbero stati tutti fuori a festeggiare le nozze di uno dei condomini. I criminali hanno rubato gioielli, denaro, elettrodomestici, mobili e addirittura alcuni regali destinati ai novelli sposi. Sono in corso indagini per risalire ai colpevoli che peraltro hanno operato con capienti mezzi di trasporto per trasportare tutta la merce rubata.


29 agosto, Tra le vittime del terremoto che ha devastato il centro Italia, ed in particolare ad Amatrice, vi è anche un agrigentino. Si tratta di Nicola Piazza, 83 anni, ex segretario comunale in pensione, originario di Racalmuto. Piazza è compreso tra 223 vittime, al momento, del paesino rietino. Nicola Piazza è stato travolto insieme alla moglie dal crollo della sua casa. La coniuge è ferita e ricoverata in gravi condizioni.


29 agosto, Ancora ladri e ruberie nell’ agrigentino. Ad Aragona, in via Diodoro Siculo, ignoti criminali, probabilmente utilizzando una chiave bulgara, hanno rubato all’ interno di un’abitazione oggetti preziosi per un valore di circa 10mila euro. Indagano i Carabinieri della locale Stazione.

 

30 agosto, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca, agli ordini del capitano Salvatore Marchese, hanno arrestato Giuseppe Sanzone, 38 anni, di Menfi, per detenzione e trasporto illecito di sostanza stupefacente. Lungo la statale 624, cosiddetta Fondovalle, nei pressi del bivio Misilbesi, Sanzone, a bordo di un’auto in velocità, in prossimità del posto di blocco dei Carabinieri ha lanciato dal finestrino un involucro. L’ auto è stata bloccata e l’ involucro è stato recuperato, con dentro 2 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno, e una bustina con dentro 1,6 grammi di cocaina. Giuseppe Sanzone è ristretto ai domiciliari.

 

30 agosto, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, capitanati da Tommaso Amato, hanno intercettato, bloccato e denunciato a piede libero alla Procura un uomo immigrato dalla Tunisia sorpreso, da alcuni in transito che hanno telefonato al 113, a bordo di un’ automobile Peugeot 107 a correre lungo la via Empedocle in modo sfrenato e a zig e zag. La Polizia lo ha condotto in caserma dove il tunisino si è rifiutato di sottoporsi all’ alcol test e si è scatenato in escandescenze danneggiando alcuni arredi.


30 agosto, A Porto Empedocle nottetempo sono stati accertati 133 casi di scabbia fra i 300 migranti sbarcati sulla banchina del porto empedoclino. I migranti non sono stati condotti in ospedale. Saranno curati nei centri dove saranno ospitati. Fra i 300 vi sono anche 38 donne e 68 minori. Gli extracomunitari sono stati salvati, nel canale di Sicilia, dalla nave civile inglese "Fast Sentinel" e sono stati diretti a Pozzallo e poi, non essendo Pozzallo più capiente, a Porto Empedocle. I migranti hanno dichiarato di essere fuggiti da Eritrea, Mali, Costa d'Avorio e Guinea.


31 agosto, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno scoperto in via Russel, nel centro cittadino, che un intero palazzo si è allacciato abusivamente alla rete elettrica. Sono state arrestate ai domiciliari 9 persone, tutte originarie della Romania, tra i 19 e i 47 anni, residenti a Palma di Montechiaro. Risponderanno all’autorità giudiziaria di furto aggravato in concorso. I 9 romeni avrebbero allacciato abusivamente l’impianto elettrico di 5 appartamenti ad una cabina esterna della rete elettrica, rubando energia elettrica.


31 agosto, A Sciacca i Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Palermo hanno denunciato alle autorità giudiziaria e sanitaria, in una farmacia, due persone per detenzione e vendita al pubblico di farmaci scaduti. Sono state sequestrate 160 confezioni di medicinali.

 

31 agosto, Lungo la statale 189 Palermo – Agriento, la Polizia stradale ha inflitto una multa di 6000 euro al camionista di un mezzo carico di farmaci e presidi medici da distribuire alle farmacie agrigentine. L’ uomo è risultato privo di regolare autorizzazione per il trasporto di tale merce.


1 settembre, A Canicattì 12 consiglieri comunali sono indagati per danno all’Erario allorchè sarebbe stato aumentato a dismisura il gettone di presenza alle sedute del consiglio e delle commissioni. Il 16 ottobre 2003 i 12 votarono a favore dell'aumento del gettone da poco più di 31 euro a 100 euro per seduta. E tra i 12 di allora vi è anche l'attuale sindaco, Ettore Di Ventura, eletto nel giugno scorso. Dal 2014 indaga la Procura della Corte dei conti di Palermo. E’ ipotizzato un danno all’ Erario di circa 600 mila euro per i gettoni di presenza pagati dal 2003 al 2014. Prescrizioni ed altro hanno ridotto il presunto danno a poco più di 300 mila euro, che in caso di condanna i 12 consiglieri sarebbero costretti a pagare in solido. Nel frattempo, il Consiglio comunale di Canicattì ha riportato il gettone di presenza a 31 euro.

1 settembre, A Menfi, nelle campagne intorno al paese, nottetempo, ignoti criminali hanno tagliato 700 piante di vite a danno del proprietario, un medico di 45 anni, che si è recato nel proprio appezzamento di terreno e ha scoperto quanto accaduto. Ad agire sarebbero state verosimilmente più persone, armate con cesoie. I danni sono ingenti. Indagano i Carabinieri.


2 settembre, A Canicattì, in campagna, nei pressi della casa dei nonni, una bambina di 10 anni, intenta a giocare con altri bambini, è stata morsa da una biscia d'acqua. E’ stata soccorsa all’ ospedale "Barone Lombardo" a Canicattì. I medici hanno contattato il centro antiveleni dell'ospedale "Niguarda" a Milano al fine di ottenere indicazioni sulle procedure da seguire. La biscia d'acqua non è velenosa, e la piccola è stata accuratamente disintossicata. I genitori della bambina ringraziano pubblicamente i medici del pronto soccorso dell’ ospedale di Canicattì, e il primario Giuseppe Licata, per l’ impegno e il senso di responsabilità.


3 settembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Angelo Paraninfo, 27 anni, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Paraninfo è stato sorpreso dai Carabinieri a piedi fuori dalla propria abitazione sul Ponte Federico secondo di Svevia, in evidente stato di alterazione psicofisica conseguente all’uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche, violando con tale condotta le prescrizioni impostegli dalla misura di prevenzione.

 

3 settembre, Ad Agrigento, nella frazione di Montaperto, in contrada Borsellino, ignoti hanno tagliato e rubato cavi elettrici, costringendo al buio tante abitazioni nella zona. Sono intervenuti i tecnici dell’ Enel per rimediare. Indagano i Carabinieri.


5 settembre, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato un immigrato dalla Tunisia, Bassir Rafik, 36 anni, perché, nonostante fosse ristretto ai domiciliari per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, avrebbe tentato di violentare una donna. L’africano, adesso recluso nel carcere di Sciacca, risponderà di tentata violenza sessuale, lesioni ed evasione dai domiciliari. L'intervento dei Carabinieri ha scongiurato la violenza alla donna che è stata soccorsa all’ ospedale di Ribera dove le sono state riscontrate


5 settembre, Ad Agrigento, al Quadrivio Spinasanta, la Polizia ha scoperto un deposito clandestino di ciclomotori rubati, tra decine di pezzi meccanici e soltanto due mezzi ancora integri. In Via Mattarella i poliziotti hanno sorpreso un immigrato dalla Tunisia, di 20 anni, a bordo di un Piaggio Liberty rubato. E nel corso delle successive perquisizioni, è stato scoperto il garage con dentro i ricambi di ciclomotori. Numerosi sono stati i furti, quasi sempre di Piaggio Liberty, compiuti nel corso delle ultime settimane ad Agrigento.

 

5 settembre, A Joppolo Giancaxio, in provincia di Agrigento, in contrada Montefamoso, un incendio ha investito un capannone bruciando all’ interno un’ automobile Fiat Panda, un trattore cingolato ed un trattore gommato. I Vigili del fuoco del comando di Agrigento Villaseta hanno lavorato oltre 3 ore per domare le fiamme. I proprietari, due fratelli agricoltori di 59 e 54 anni, hanno subito danni per circa 30mila euro. Indagano i Carabinieri.

 

5 settembre, A Menfi sono state svaligiate due residenze abitate da persone anziane. In Corso dei Mille a danno di una 80enne provvisoriamente fuori casa : ignoti hanno forzato l’ ingresso e hanno rubato oggetti preziosi per quasi 20mila euro. E in vicolo Guglia a danno di donna di 65 anni, che ha subito il furto di altrettanti oggetti preziosi. Indagano i Carabinieri.

 

5 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata e le Guardie venatorie della sezione di Agrigento della Federazione siciliana della caccia hanno denunciato 3 bracconieri sorpresi ad esercitare abusivamente la caccia al coniglio in contrada Gallinica in un periodo non ancora consentito dal regolamento regionale. I tre cacciatori di frodo, un giovane di 22 anni, uno di mezza età e un altro adulto, con 3 fucili al seguito, sono stati avvistati dalle Guardie venatorie che hanno immediatamente inoltrato la segnalazione ai Carabinieri. I tre bracconieri sono stati denunciati per attività venatoria illegale, e per tutti è stata anche richiesta la revoca del porto d’armi. I Carabinieri hanno sequestrato i fucili e la selvaggina, donata in beneficenza.

 

5 settembre, La Cassazione ha confermato, e ha quindi reso definitiva, la sentenza emessa il 26 giugno 2015 dalla Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Roberta Nodari, che ha condannato, in patteggiamento, a 3 anni e 10 mesi di reclusione Giuseppe Fallea, 55 anni, di Ribera, arrestato dalla Guardia di Finanza perché avrebbe estorto denaro a un suo conoscente il quale, per pagare, avrebbe consegnato anche i soldi ricevuti per l’assistenza del proprio figlio, affetto da autismo. E’ stata la Guardia di Finanza a sorprendere Fallea con 2.000 euro appena intascati dalla vittima delle sue estorsioni che sarebbero ammontanti a circa 60mila euro. Nella sentenza di primo grado è stata disposta l’immediata restituzione dei 2mila euro alla parte offesa.


6 settembre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, hanno arrestato un immigrato dalla Tunisia, regolarmente residente ad Agrigento, perché dal 2012 in poi, minacciando anche di morte una persona anziana, l’ ha costretta a consegnargli ogni settimana dai 20 ai 60 euro. Il Tribunale di Agrigento ha firmato l’arresto del tunisino di 30 anni per estorsione. L’ africano Mohamed Anour Chaouachi è recluso nel carcere Petrusa ad Agrigento.

 

6 settembre, A Favara la Squadra mobile di Agrigento ha arrestato ai domiciliari C V, sono le iniziali del nome, 21 anni, perché ha coltivato marijuana sul tetto di un edificio disabitato innanzi alla sua abitazione. Sequestrati 15 vasi con piante di marijuana fino a 1 metro e 80, per un valore di mercato tra i 4 e i 5mila euro. Al 21enne è contestato anche l’allaccio abusivo alla rete dell’ energia elettrica.


7 settembre, La Squadra Mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, ha arrestato due tunisini, Najmddine Malki, 31 anni, e Wassim Ben Mizouni Zari, anche lui di 31 anni. Uno è destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Agrigento lo scorso 22 giugno, ed è rientrato illegalmente in Italia, sbarcando a Lampedusa, la scorsa domenica 4 settembre. E l’altro è rientrato illegalmente anche lui domenica scorsa a Lampedusa, nonostante sia stato espulso dal Prefetto di Brescia nel marzo del 2014. E’ stato inoltre arrestato, su ordine del Tribunale di Bolzano, il tunisino Moez Noomane, 35 anni, ritenuto responsabile del reato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. E la Squadra Volanti, diretta da Tommaso Amato, ha invece rintracciato ed arrestato il senegalese Mbaye Faye, 32 anni, che sconterà la pena residua di 2 anni e 3 mesi di reclusione perchè riconosciuto responsabile dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti contraffatti e ricettazione.

 

7 settembre, A Calamonaci, in provincia di Agrigento, un rapinatore solitario, armato di coltello, è entrato i una farmacia e ha arraffato il denaro in cassa, circa 300 euro. Poi è fuggito. Indagano i Carabinieri.

 

7 settembre, In territorio di Cammarata un cacciatore è stato denunciato dalla Guardia Forestale perché è stato sorpreso a cacciare in una zona vietata, all’ interno dell’ area del Parco dei Monti Sicani. Gli sono stati sequestrati il fucile e le cartucce.

 


8 settembre, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato un immigrato dal Gambia, richiedente asilo politico, e ospite del centro “Cooperativa Sole”. Si tratta di Abdoulie Jallow, 23 anni. Risponderà all’ autorità giudiziaria di traffico e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti perché, appena fuori da un autobus di linea proveniente da Palermo è stato perquisito e sorpreso in possesso di circa 500 grammi di hashish divisi in 5 panetti nascosti in uno zaino. Jallow è recluso nel carcere “Petrusa” ad Agrigento.


8 settembre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento e il Tribunale, su richiesta della Procura, hanno imposto ad un giovane di Favara il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex fidanzata, una ragazza di 24 anni, che ha denunciato lui per minacce, atti persecutori, violenza privata e trattamento illecito di dati. L’indagato, a conclusione della relazione durata 5 mesi, avrebbe iniziato a importunare la ex fidanzata, pedinandola, inviandole frequenti messaggi, e minacciandola di gravi ritorsioni al rifiuto di recuperare la relazione. Poi avrebbe aggredito lei e altri insieme a lei. E poi ha pubblicato su Whatsapp e su Facebook in un gruppo creato dal lui e denominato con il nome della ex fidanzata delle foto intime di lei, inserendo gli amici e i parenti della donna.


9 settembre, Il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola, ha ordinato la chiusura di una locale Casa di riposo per anziani allorchè non avrebbe i requisiti per esercitare le attività preposte. Come accertato dai Carabinieri del Nas, “la struttura è senza alcun titolo legittimante l'apertura ed in assenza di certificato di agibilità oltre ad ulteriori criticità rilevate”. I 22 anziani già ospiti sono stati trasferiti, al momento, nelle rispettive abitazioni.


9 settembre, I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato Moussa Marena, 19 anni, della Guinea, e l’ivoriano Abdullah Bamba, 24 anni, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due, in concorso con gli organizzatori che non sono stati identificati, avrebbero trasportato 100 migranti dalla Libia verso Lampedusa Gli arrestati sono reclusi nel carcere Petrusa ad Agrigento.


10 settembre, La Dia, la Direzione investigativa antimafia, di Agrigento, ha confiscato beni per 2 milioni e 100 mila euro circa ritenuti nella disponibilità dell’ imprenditore Gioacchino Cottitto, 49 anni, di Palma di Montechiaro, inquisito, arrestato e condannato a 3 anni di reclusione in Appello nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Apocalisse” contro presunti favoreggiatori del boss Giuseppe Falsone. Si tratta di beni che sono stati sequestrati nel maggio del 2013, e che adesso sono stati confiscati su provvedimento della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento. La confisca comprende l’ l’associazione agricola “La Rotonda dei Pini”, il 50 per cento (perchè l’altro 50 è già confiscato) delle quote societarie e dell’intero patrimonio della “Biofrutta s.r.l.”, e poi 2 fabbricati, 11 terreni, un’impresa individuale operante nel settore agricolo ed il saldo attivo di conti correnti bancari.

 

10 settembre, Ad Agrigento lo scorso 16 agosto i poliziotti della Volanti, coordinati da Tommaso Amato, hanno inseguito un’ automobile sospetta in via Imera, in via 25 aprile, e poi, verso valle, in via Gioeni, contro senso. Poi, i due a bordo dell’ auto inseguita sono fuggiti a piedi lungo la scalinata tra via Gioeni e via Imera. Uno è stato acciuffato subito. E l’altro è stato identificato pochi giorni dopo. L’automobile, una Peugeot, è risultata rubata alcuni giorni addietro a Porto Empedocle. All'interno dell’ automobile sono stati scoperti numerosi arnesi atti allo scasso. Ebbene, adesso, dopo l’ iniziale denuncia, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, su richiesta della sostituto procuratore Alessandra Russo, ha ordinato l’arresto ai domiciliari di Alex Francesco Favata, 20 anni, di Mussomeli, e Giuseppe Spataro, 25 anni, di Aragona. Entrambi rispondono di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, riciclaggio e furto.


12 settembre, A Realmonte i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 77 anni, M C sono le iniziali del nome, per tentato omicidio, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, allorchè, per futili motivi, ha costretto in casa la moglie. Carabinieri e Vigili del fuoco, giunti sul posto per forzare l’ ingresso dell’ abitazione, hanno colto la donna con diverse ferite in varie parti del corpo, e lei ha dichiarato che da anni ha subito maltrattamenti da parte del marito.

 

12 settembre, A Ravanusa i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento, per detenzione e spaccio di stupefacenti, una donna di 44 anni, T C sono le iniziali del nome, sorpresa in possesso di 11 grammi di marijuana e di un bilancino digitale di precisione. Il tutto è stato sequestrato.


12 settembre, A Grotte i Carabinieri hanno denunciato alla Procura di Agrigento due conviventi, lui romeno di 32 anni, D G sono le iniziali del nome, e lei agrigentina di 21 anni, L B G, perché hanno allacciato abusivamente la loro abitazione, in via Etna, alla rete elettrica. Risponderanno di furto aggravato.

 

12 settembre, Ancora furti in abitazione nell’ agrigentino. A Cammarata, in contrada San Martino, ignoti criminali, approfittando della temporanea assenza dei proprietari fuori per cena, sono entrati furtivamente in un’abitazione e hanno rubato denaro, gioielli e vari oggetti di valore. Il bottino ammonterebbe a circa 20mila euro. Indagano i Carabinieri.


12 settembre, A Favara, in via San Calogero, un ignoto malvivente, usando il pretesto della richiesta di un bicchiere d’acqua all’ uscio di casa, si è avvicinato ad un’ anziana di 72 anni e le ha scippato dal collo la collana del valore di circa 500 euro. Indagano i Carabinieri.


13 settembre, Ultimi provvedimenti nell’ ambito delle misure preventive cautelari a carico degli indagati “Duty Free”, l’ inchiesta sostenuta dalla Procura di Agrigento in collaborazione con la Guardia di Finanza, e che ipotizza, tra l’altro, interessi illeciti coltivati all’Agenzia delle Entrate. Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Santo Lucia e Giuseppe Scozzari, il Tribunale del Riesame di Palermo ha revocato l’ obbligo di dimora a favore di Salvatore La Porta, 43 anni, di Porto Empedocle, e di Antonio Vetro, 47 anni, di Favara, commercialista, inquisiti a vario titolo per corruzione e abuso d’ufficio, e arrestati, Vetro in carcere, e poi ai domiciliari, e La Porta ai domiciliari, il 10 dicembre 2015, il giorno del blitz.


13 settembre, I Carabinieri della stazione di Campobello di Licata hanno arrestato ai domiciliari un immigrato dalla Romania domiciliato a Ravanusa, Liviu Grigoras, 36 anni, già destinatario di un avviso orale della Polizia. Il romeno risponderà all’autorità giudiziaria di ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, e resistenza a un Pubblico Ufficiale. Nottetempo Grigoras è stato sorpreso a bordo di una Bmw. L’ uomo ha tentato una manovra di inversione di marcia a fronte del posto di blocco, rischiando di investire i Carabinieri che si sono scansati in tempo. E’ stato inseguito e ammanettato. Dentro l’automobile, risultata rubata a Caltanissetta, sono stati scoperti numerosi arnesi atti allo scasso.

 

13 settembre, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha rinviato a giudizio 9 imputati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tra Licata e Gela. Si tratta di Andrea Spiteri, 45 anni, Nicola Fabrizio Marino, 37 anni, Francesco Ferranti, 32 anni, Eugen Sterian, 37 anni, Antonino Cammilleri, 47 anni, Diego Nastasi, 50 anni, il figlio Giovanni Nastasi, 24 anni, Enrico Nastasi, 44 anni, ed Emanuele Ferrigno, 35 anni. Un decimo imputato, Fabio Pastore, 38 anni, di Palagonia, in provincia di Catania, ha chiesto di essere ammesso al rito abbreviato. Le indagini sono state coordinate dalla sostituto procuratore di Agrigento, Antonella Pandolfi. La prima udienza è in calendario il 29 novembre.


13 settembre, La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Roberta Nodari, si è pronunciata nell’ ambito di una inchiesta per spendita di banconote false a carico di 3 imputati di Porto Empedocle denunciati dai Carabinieri di Santa Margherita Belice il 4 agosto del 2015 perché sorpresi in un bar con delle banconote false da 20 e 50 euro. Giuseppe Angarussa, 32 anni, difeso dall'avvocato Davide Casà, è stato assolto con la formula "per non avere commesso il fatto". Antonio Falzone, 29 anni, è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione. Simone Gramaglia, 42 anni, è stato, invece, rinviato a giudizio.

 

13 settembre, La Polizia Ferroviaria di Agrigento ha denunciato un giovane palermitano perché sorpreso sul treno regionale Agrigento - Palermo in possesso di un coltello di circa 16 centimetri. L'arma è stata sequestrata. Il denunciato, alla vista degli agenti, ha tentato di svignarsela.


16 settembre, I poliziotti della Stradale di Agrigento, capitanati da Andrea Morreale, hanno multato 3 conducenti di altrettanti autobus turistici, perché non hanno rispettato gli orari di lavoro e di riposo, obbligatori per legge. Al posto di blocco, i poliziotti hanno riscontrato, tramite la lettura dei crono – tachigrafi, che hanno lavorato più del dovuto, procurando un rischio a se stessi, ai turisti trasportati e agli altri utenti della strada.


16 settembre, A Sciacca, nel corso della stessa notte, sono stati compiuti due furti in altrettante abitazioni del già sindaco, per 7 anni, Ignazio Messina, attuale segretario nazionale di Italia dei Valori. In una delle due case è stato anche danneggiato un impianto di irrigazione. Messina ha presentato denuncia al commissariato di Polizia di Sciacca e commenta : “Nella casa di Capo San Marco e in quella di San Calogero la stessa notte hanno portato via delle pedane particolarmente voluminose. Ci sarà voluto un camion. A San Calogero hanno tranciato i cavi dell' impianto idrico e portato via un’ autoclave. Sono due posti nei quali c' è una guardiania e non parliamo di aree isolate. Mi insospettisce il fatto che questi fatti siano avvenuti quando ho ripreso a parlare della città di Sciacca dopo un lungo silenzio”.

 

16 settembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Gabriele Calderaro, 34 anni, già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, per tentato furto in abitazione. I Carabinieri, allarmati al telefono 112, sono intervenuti in via Taschetta, e all’ interno dell’ appartamento di un bracciante agricolo hanno sorpreso Calderaro intento a rubare un tablet, uno stereo ed altri effetti personali. L’ uomo è recluso ai domiciliari.


16 settembre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, capitanati da Tommaso Amato, hanno denunciato a piede libero Z G, sono le iniziali del nome, di 80 anni, per omessa custodia di armi e munizioni. L’ uomo, claudicante in strada, è stato accompagnato a casa dai poliziotti come gesto di solidarietà, e dentro casa sono stati scoperti per terra un fucile da caccia e diverse munizioni.


17 settembre, A Liegi, in Belgio, sono stati bersaglio di un agguato a colpi d’arma da fuoco due agrigentini. Uno è morto e l’altro è gravemente ferito. Il morto è un incensurato originario di Porto Empedocle, Mario Jakelic, 28 anni, residente con la compagna in Emilia Romagna e padre di un bambino. Il ferito invece è Maurizio Di Stefano, 30 anni, di Favara. I due sono stati in Belgio da pochi giorni, ospiti nell’abitazione di un altro favarese. Indagini sono in corso sul movente dell’ omicidio e del tentato omicidio. In Belgio, e soprattutto a Liegi, sono numerosi i siciliani immigrati. E nel territorio si scatenano spesso contrasti tra stranieri, fra turchi, albanesi e italiani, nell’ ambito del mercato degli stupefacenti.

 

17 settembre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato un collega, l’ appuntato Renato Amato, 56 anni, di Palma di Montechiaro, indagato per coltivazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Amato ha 33 anni di anzianità, da tempo presta servizio alla Banca d’Italia di Agrigento, e tra un anno sarebbe stato in pensione. Adesso invece è stato sospeso dal servizio fino a data da destinarsi. Durante un sorvolo in elicottero sul centro abitato di Palma, dentro un cortile di pertinenza di un'abitazione, è stata scoperta una piantagione di marijuana. La casa è risultata di proprietà di Renato Amato. I Carabinieri hanno avvertito i superiori, la Procura e poi sono intervenuti. Nel corso della perquisizione domiciliare all'interno del cortiletto non vi è stata più la piantagione che sarebbe stata estirpata e le foglie essiccate. Dentro l'abitazione sono stati invece rinvenuti e sequestrati 150 grammi di marijuana. L’ appuntato è recluso ai domiciliari.



17 settembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Giancarlo Cammilleri, 36 anni, sorpreso in flagranza di reato in via Honduras intento a rubare all’ interno dell’appartamento di un pensionato licatese, tra arredi ed elettrodomestici, il tutto poi restituito al legittimo proprietario. Cammilleri è recluso ai domiciliari a disposizione dell’ autorità giudiziaria. Risponderà di tentato furto aggravato.

 

17 settembre, A Porto Empedocle i poliziotti del locale Commissariato hanno denunciato una coppia di empedoclini che, probabilmente perché ritenuta disabitata, hanno occupato insediandosi abusivamente una casa popolare in contrada Inficherna. E’ stato il legittimo assegnatario, rientrato a casa, ad accorgersi dell’ occupazione e a telefonare alla Polizia. La coppia sgomberata è stata trasferita nell’ abitazione di alcuni parenti.


18 settembre, Ad Agrigento, tra Villaseta e Monserrato, in una cava di rosticcio, ha subito un incendio un mezzo pesante, la motrice di un autoarticolato. Il danno è ingente e ammonterebbe a circa 50mila euro. Il proprietario, titolare anche della cava, è un imprenditore di oltre 60 anni di età di Porto Empedocle. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e la Polizia. Indagini in corso. Il cancello dell’ area privata non sarebbe stato scassinato e non vi sarebbero altre tracce di effrazione.

 

19 settembre, Ad Agrigento ignoti, utilizzando verosimilmente della vernice spray, hanno scritto frasi ingiuriose contro la Polizia su un muro in via Empedocle. Indagini sono in corso da parte dell’ ufficio Digos della Questura.

 

19 settembre, Ad Agrigento i Carabinieri del Nucleo Radio Mobile hanno arrestato un giovane di 22 anni, del quale, in attesa della convalida dell’ arresto, non sono state rese note le generalità. Il 22enne è ristretto ai domiciliari perché a casa sua i militari hanno scoperto e sequestrato 42,8 grammi di marijuana, 0,5 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, un coltello, un cucchiaio con tracce di sostanza stupefacente e materiale per il confezionamento.

 

19 settembre, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato un giovane perché sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso, nella camera da letto, in un armadio, di circa 8 grammi di cocaina, 7 grammi di hashish, un bilancino di precisione e altro materiale utile per il confenzionamento della droga che avrebbe fruttato nel mercato al dettaglio quasi 1000 euro. Il tutto è stato sequestrato. Il giovane, del quale non sono state rese note le generalità in attesa della convalida dell’arresto, è recluso ai domiciliari.

 

19 settembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Salvatore La Rocca, 38 anni, già sottoposto alla pena alternativa della detenzione domiciliare, e che invece è stato sorpreso dai militari fuori dalla propria abitazione, nella centrale Via Vivaldi. La Rocca è stato ancora ristretto ai domiciliari e risponderà all’ autorità giudiziaria di evasione.

 

19 settembre, A Favara, in via Luigi Capuano, ha subito un incendio il portone di ingresso di una struttura che a breve sarà adibita all’ assistenza ai disabili. Il rogo si è auto – estinto. I Carabinieri della locale Tenenza indagano e hanno già ascoltato i soci della cooperativa che gestirà il servizio sociale.


19 settembre, La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a carico di Antonio Maniscalco, 37 anni, di Sciacca, che sconterà 5 anni di reclusione per violenza sessuale a danno di una turista inglese, non ancora maggiorenne, nel bagno di un pub, nell’ ottobre del 2011. La ragazza poi ha denunciato l'accaduto alla polizia britannica. La difesa di Maniscalco ha sostenuto l’innocenza dell’ uomo sottolineando che la ragazza fosse stata capace di intendere, non ubriaca, e quindi consenziente.


20 settembre, La Corte d'Appello di Palermo ha annullato la misura di prevenzione, personale e patrimoniale, a carico di Biagio Smeraglia, 51 anni, di Ribera, imprenditore, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Scacco Matto”. A Smeraglia sono stati restituiti tutti i beni sequestrati, per un valore di oltre un milione di euro. Smeraglia, carcerato per 3 anni, è stato poi assolto con sentenza definitiva. I beni restituiti comprendono 3 imprese di costruzioni e una ditta individuale, nonché 11 beni immobili e conto correnti. A difendere Biagio Smeraglia sono gli avvocati Roberto Tricoli, Luigi Miceli Tagliavia e Fabio Buttafuoco.


20 settembre, La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto Andrea Maggioni, ha chiesto il rinvio a giudizio di 21 imputati, soprattutto di Canicattì, nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta "Brothers". L'udienza preliminare, innanzi al Gup, è in calendario il prossimo 31 ottobre. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai Carabinieri, gli imputati, dall' aprile del 2012 ed il maggio del 2013, avrebbero smerciato eroina, cocaina, hashish, marijuana e metadone.

 

20 settembre, Ad Agrigento, in via Manzoni, il gestore di un centro scommesse nella zona è entrato, in serata, nella sua automobile, una Fiat 600, quando un ignoto malvivente, incappucciato, ha rotto il finestrino del lato passeggero ed ha arraffato il borsello dell’ uomo poggiato sul sedile passeggero, e poi è fuggito a piedi. All'interno del borsello vi sono circa 2 mila euro, l'incasso della giornata lavorativa, e poi documenti ed effetti personali. Indaga la Polizia.

 


20 settembre, Ad Agrigento i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato Francesco Di Stefano, 40 anni, di Porto Empedocle, sorpreso lungo la statale 640, in contrada Gasena, a bordo di un’ automobile, in possesso di un involucro contenente 8,7 grammi di hashish, e di un altro involucro con dentro 89 grammi di cocaina. Di Stefano è recluso nel carcere Petrusa a disposizione dell’ autorità giudiziaria.

21 settembre, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari, Walter Turturici, ha assolto 3 imprenditori agrigentini imputati di avere eseguito lavori pubblici al Comune di Castrofilippo grazie ad accordi collusivi con l' ex sindaco Salvatore Ippolito e il presunto boss del paese, adesso defunto, Antonino Bartolotta, entrambi inquisiti e condannati nell’ ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Family”. Si tratta di Vittorio Settimo Alaimo, 48 anni, Giuseppe Arnone, 59 anni, e Carmelo Cimino, 59 anni. I tre imputati, difesi dagli avvocati Diego Giarratana, Dino Giovanni Milazzo, Salvatore Amato e Emanuele Limuti, hanno risposto di turbativa d'asta con l' aggravante dell' avere agevolato la mafia. Il Pubblico ministero, Emanuele Ravaglioli, a conclusione della requisitoria, ha invocato la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno.

 

21 settembre, La divisione Pasi, che è la Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale e dell'Immigrazione, al Commissariato di Canicattì, diretta dal vice questore, Valerio Saitta, ha scoperto un Centro internet locale adibito illegalmente a sala giochi d’azzardo. Sono stati denunciati il canicattinese che ha gestito il centro Internet perché privo delle necessarie autorizzazioni, ed il titolare della licenza, di Palma di Montechiaro. Sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 40 mila euro. Gli apparecchi installati sono di proprietà di una società di Malta e sono in corso ulteriori indagini alla ricerca della fonte della distribuzione delle slot illegali.


22 settembre, A San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, i Carabinieri, in collaborazione con il personale dell’ Arpa protezione ambiente, hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento due amministratori comunali per inquinamento ambientale e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. In particolare, si tratta dello smaltimento presunto illecito di rifiuti potenzialmente patogeni. Carabinieri e Arpa hanno accertato che il depuratore comunale a San Biagio, in contrada Pizzuta, è stato mantenuto in totale stato di abbandono, e dallo stesso sono fuoriusciti gli scarichi a danno del fiume Platani. Tali scarichi sono stati esaminati e sono risultati inquinanti. Il depuratore pertanto è stato sequestrato. Come si ricorderà, alcuni giorni addietro, diffondendo anche un video testimonianza, le associazioni ambientaliste MareAmico di Claudio Lombardo e Wwf hanno sollevato il caso preoccupante di una persistente moria di pesci alla foce del fiume Platani, tra Cattolica Eraclea e Ribera.

 

22 settembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Alfano Malato, accogliendo le istanze e i mezzi di prova addotti dal difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, con i collaboratori Cavaleri, Averna e Lo Giudice, ha disposto la propria incompetenza a decidere sull’ imputato Bah Mamadou, originario del Senegal e presunto scafista di una imbarcazione carica di migranti condotta a Lampedusa. La contesa è insorta sulla maggiore età o meno dell’ africano. La difesa ha prodotto un certificato di nascita originale del Senegal da cui risulta che l’ imputato ha compiuto 18 anni il 10 ottobre 2015 e che il 22 agosto 2015, giorno dell’ approdo, quindi, non è stato ancora maggiorenne. Se ne discuterà, dunque, innanzi al Tribunale per i Minorenni di Palermo.


22 settembre, A Canicattì i Carabinieri, allarmati alle ore 4.30 dell’ alba da alcuni residenti in via Vittorio Emanuele che hanno segnalato urla in un’abitazione, sono giunti sul posto e hanno sorpreso e arrestato Domenico Sanfilippo, 21 anni, che si è recato a casa della madre aggredendo la sorella di 23 anni e provocandole un trauma con contusione cranica ed escoriazioni al collo, con prognosi di 2 giorni. Non si tratta del primo episodio del genere. Già altre volte in passato il giovane ha minacciato e maltrattato la madre e la sorella procurando loro delle lesioni. Sanfilippo è recluso ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

 

22 settembre, Ad Agrigento, in via Papa Luciani, addirittura durante il giorno, approfittando della chiusura temporanea per la pausa pranzo, tra le ore 14 e le 16, ignoti malviventi hanno forzato la saracinesca di un supermercato segando il catenaccio, sono entrati dentro e hanno rubato circa 300 euro. Indagano i Carabinieri.

 

22 settembre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 9 mesi di reclusione, Antonino Di Rosa, 22 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di omicidio colposo allorchè nel dicembre 2011 ha investito, provocandone la morte, una pensionata di 87 anni. La donna, intenta ad attraversare la strada, fu investita in via Roma e morì alcuni giorni dopo all’ospedale di Licata.

 

23 settembre, I Carabinieri della Tenenza di Ribera sono intervenuti a Calamonaci e hanno eseguito una ordinanza di collocamento in una Comunità di un minorenne di Calamonaci, querelato dalla madre perché vittima dei comportamenti del figlio, che già dal 2014, con minacce, violenze sia fisiche che psicologiche, e condotte estorsive, ha preteso soldi per procurarsi droga. Tali comportamenti si sono aggravati nel corso del tempo, e il ragazzino ha rubato non solo alla madre ma anche al nonno materno, danneggiando gli arredi di casa qualora non avesse ottenuto i soldi. La terapia intrapresa dal minore al Sert di Ribera si è rivelata inutile perché lui ha interrotto il trattamento. Quando i Carabinieri sono intervenuti hanno sequestrato al minore un sacchetto di cellophane con dentro quasi 50 grammi di hashish, un coltellino a serramanico, un bilancino di precisione, una collana con crocefisso pendente in oro, rubata alla madre, e 40 euro, probabilmente da poco rubati ai familiari. Il minorenne è stato trasferito nella comunità “Santa Maria della Strada” di Messina.

23 settembre, La Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni di reclusione, per sequestro di persona, inflitta in Corte d’Appello a carico dell’agrigentino Mario Musotto. E poi, 2 anni sconterà Alfredo Silvano, e un anno e 6 mesi la moglie di lui, Daniela Todaro. Mario Musotto, regista di film sulla lotta alla mafia, ha indotto il socio nelle attività, Vincenzo Balli, e la moglie del socio, Patrizia Trovato, a credere di essere nel mirino davvero della mafia, e, di conseguenza, si adoperò per blindarli con tanto di programma di protezione. Ecco il perché del sequestro di persona, che si è protratto dal 2004 al 2006, tra intimidazioni, minacce, movimenti strumentalmente sospetti e trasferimenti in località segrete, il tutto affinchè i due credessero davvero di essere inseguiti dalla mano omicida della mafia. Poi Balli si è imbattuto fortuitamente in un carabiniere vero, e non il falso che ha firmato delle mail di comunicazioni investigative. E la messinscena è stata smascherata. Il regista Musotto ha ammesso di avere organizzato tutto ciò ma in accordo con Vincenzo Balli, per sfuggire ai creditori e alle difficoltà finanziarie della società. Tale versione non è stata ritenuta credibile. E la Cassazione, come richiesto dai difensori di Balli e Trovato, ha giudicato non ammissibile il ricorso dell’ imputato.

 

24 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Canicattì, capitanati da Mario Amengoni, hanno scoperto i due presunti responsabili di alcune rapine commesse recentemente nell’ agrigentino con un metodo insolito. Ci si affianca ad una persona preferibilmente anziana, le si chiede un’ informazione, ad esempio l’indicazione di una strada, e quando lei si sporge apprestandosi a rispondere, le si strappa la collana dal collo. I due sono Davide Bruccoleri, 31 anni, di Favara, e la convivente di lui, Sharon Trupia, 22 anni, di Porto Empedocle. A lui sono stati imposti gli arresti domiciliari. A lei l’ obbligo di dimora. Le singolari rapine con inganno e strappo sono state perpetrate a Grotte il 17 agosto, a Racalmuto il 19 agosto, ancora a Racalmuto il 24 agosto, e a Castrofilippo il 26 agosto.

 

24 settembre, Ad Agrigento, in via Cicerone, ha subito un incendio la sagrestia della chiesa Santa Teresa Bambin Gesù, retta da padre Giuseppe Giammusso. Il fuoco sarebbe divampato accidentalmente. Secondo i Vigili del fuoco si è surriscaldato il quadro elettrico all’interno degli stessi locali. Non vi sono tracce di effrazione o di indizi di dolosità. Le fiamme hanno bruciato la scrivania, le sedie, armadietti e la libreria. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri.

 

24 settembre, Ad Agrigento, nei pressi dello stadio Esseneto, ignoti malviventi hanno scassinato la saracinesca, sono entrati dentro il bar "Baby Luna" e hanno rubato i soldi in cassa, nei videogiochi, e diversi blocchi di "Gratta e vinci" . Indaga la Polizia avvalendosi anche delle telecamere di video - sorveglianza nella zona.

 

24 settembre, A Canicattì due ignoti malviventi, a volto coperto e armati di pistola hanno sorpreso un impiegato di una ditta che commercia frutta appena dopo aver prelevato denaro in banca, e gli hanno rapinato, sotto minaccia delle armi, circa 8mila euro, destinati a pagare gli operai impiegati nella raccolta dell'uva da tavola. Indaga la Polizia.

 


24 settembre, A Naro i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Brunco, 34 anni, originario di Camastra, per violazione delle misure di prevenzione. Brunco, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Naro, avrebbe più volte violato gli obblighi preventivi che gli sono stati imposti. E il Tribunale di Agrigento ne ha di conseguenza disposto gli arresti domiciliari.


24 settembre, Il Tribunale di Agrigento ha giudicato 5 favaresi imputati del reato di rissa, risalente al 2013, e ne ha assolti 3. Gaetano Di Nica ha patteggiato 8 mesi di reclusione, Gianfranco Pullara è stato condannato a 4 mesi di reclusione, Calogero Di Nica è stato assolto ed è stato difeso dall’ avvocato Maurizio Buggea, e poi Salvatore Lentini e Calogero Lentini, padre e figlio, proprietari di un noto e frequentato bar del centro di Favara, sono stati assolti entrambi con formula ampiamente liberatoria, e sono stati difesi dall’ avvocato Gerlando Vella.


26 settembre, La Guardia di Finanza e la Procura di Sciacca hanno notificato 35 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati per truffa nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Overland”. Si tratta di 35 persone che risiedono all’ estero e che, invece, avrebbero dichiarato di essere residenti in Italia al fine di intascare l’ assegno sociale di circa 500 euro al mese senza averne diritto. I 35 sono originari di Sciacca, Menfi e Sambuca di Sicilia, dove già da tanti anni non sarebbero più residenti, essendosi trasferiti soprattutto in Venezuela e in Argentina. Peraltro, le Fiamme Gialle hanno scoperto che anche un soggetto defunto da oltre 2 anni avrebbe continuato a percepire l’assegno mensile perché la figlia non ne ha comunicato la morte, intascando quindi l’ assegno del padre. I 35 indagati hanno complessivamente incassato 2 milioni e 200 mila euro. Avviate le procedure di recupero.


26 settembre, A Canicattì in contrada Concino, al confine con Castrofilippo, ignoti ladri hanno forzato un ingresso, sono entrati dentro un capannone, e hanno rubato un trattore cingolato del valore di circa 20mila euro. Il proprietario, un imprenditore agricolo di Racalmuto di 56 anni, ha sporto denuncia ai Carabinieri.

 

26 settembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Scicolone, 23 anni, di Campobello di Licata, sorpreso in via Cotturo, nel centro di Licata, intento a rubare un ciclomotore Aprilia Scarabeo, di proprietà di una casalinga licatese. Scicolone è recluso ai domiciliari.

 

26 settembre, A Canicattì due malviventi hanno rapinato un distributore di carburante in viale Giudice Antonino Saetta. I banditi, armati con un coltello, hanno seguito e poi minacciato un dipendente, con in tasca l’ incasso e diretto al rientro a casa. Il bottino ammonterebbe a circa 8mila euro. Indaga la Polizia.

26 settembre, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto l’archiviazione a favore di 11 medici degli ospedali San Giacomo d'Altopasso di Licata e Sant' Elia di Caltanissetta, indagati a seguito della morte di un paziente, Francesco Sances, di Licata, morto all’ospedale di Caltanissetta il 20 gennaio del 2014 per un'infezione cardiaca, dopo essere stato ricoverato nei giorni precedenti all’ ospedale di Licata. Quasi tutti gli indagati sono stati assistiti dall' avvocato Giusy Katiuscia Amato. Secondo quanto accertato dal consulente medico legale Concetta Sortino, non sarebbero emerse responsabilità o negligenze da parte dei medici che si occuparono del paziente licatese.


27 settembre, Ad Agrigento, la Procura della Repubblica, tramite la titolare delle indagini, Brunella Sardoni, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio dell’ anziano di 79 anni, Giuseppe Valenti, pensionato, al volante dell’ automobile Nissan Micra che la sera del 30 dicembre 2013 fu coinvolta nell’ incidente stradale, a San Leone, in via Cavaleri Magazzeni, che ha provocato la morte della giovane agrigentina, Chiara La Mendola, 23 anni. Il rinvio a giudizio è stato chiesto dopo due richieste di archiviazione, respinte dal Tribunale. Ad opporsi all'archiviazione sono stati Ignazio La Mendola, fratello di Chiara, con il proprio avvocato, Salvatore Pennica. La pubblico ministero si è avvalsa della consulenza del fisico Luigi Simonetto. Nell’ ambito della stessa inchiesta sono stati già rinviati a giudizio il dirigente comunale Giuseppe Principato e il funzionario comunale Gaspare Triassi, responsabili della manutenzione delle strade.

 

27 settembre, Nell’ agrigentino, lungo la strada tra Lucca Sicula e Bivona, si è abbattuto un violento temporale, e un’automobile ha rischiato di essere trascinata e inondata dai detriti franati a seguito della pioggia torrenziale. A bordo dell’ auto è stato un uomo con la figlia piccola seduta sul sedile posteriore. Il padre non ha esitato ad uscire subito dall’ abitacolo, ad acciuffare la piccola e a raggiungere la salvezza appena in tempo, prima che l’automobile fosse travolta in un dirupo. Il genitore, Giovanni Amoroso, invoca immediati interventi di manutenzione lungo il pericoloso tratto di strada da parte degli organi competenti.


27 settembre, Ad Agrigento, lungo la strada tra la frazione di Montaperto e Joppolo Giancaxio, ignoti malviventi hanno forzato gli infissi, sono entrati dentro una villetta isolata e hanno rubato tutti gli oggetti di valore. Il bottino sarebbe ingente. Indaga la Polizia su segnalazione della famiglia proprietaria dell’ abitazione.


28 settembre, Una coppia originaria di Agrigento ma da tempo residente in Molise è stata arrestata dai poliziotti della Squadra Mobile di Campobasso per detenzione illegale di droga ed armi. I due, N L, le iniziali del nome, 43 anni, e B A, 40 anni, sono stati sorpresi alla stazione degli autobus a Campobasso, appena giunti dalla Sicilia, in possesso, nascosti tra gli indumenti e i dolci tipici siciliani, di 50 grammi di cocaina e 700 grammi di hashish. All’ uomo è stata anche sequestrata una pistola risalente alla seconda guerra mondiale, clandestina, modificata, e 65 proiettili.


28 settembre, A Canicattì i Carabinieri hanno denunciato un operaio di 45 anni per coltivazione di sostanza stupefacente allorchè sul balcone di casa ha allestito una serra per la coltivazione di marijuana. All’interno sono state sequestrate 3 piante di canapa indiana di 40, 70 ed 80 centimetri, e poi altre foglie di marijuana poste ad essiccare e semi, per un totale di 60 grammi.


28 settembre, Ad Agrigento è stata rubata un’ automobile, una Fiat 500, nella zona dello stadio Esseneto, in tarda serata. Dopo la scoperta del furto da parte del proprietario, e l’ allarme al 112, i Carabinieri, all’ alba successiva, hanno ritrovato l’ automobile bruciata in contrada Pizzino, nella zona Maddalusa. Un episodio dello stesso genere si è verificato alcune settimane addietro a danno di una Fiat 500 rubata in via Portulano, nel quartiere di Bonamorone. Indagini in corso.

 

29 settembre, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato un pastore di 30 anni, Alessandro Patti, per coltivazione e produzione di stupefacenti, e detenzione abusiva di armi, allorchè nell’ovile dell’uomo sono stati scoperti e sequestrati un fucile a pompa calibro 12 con matricola abrasa, una carabina calibro 22 priva di matricola, una pistola giocattolo alterata e priva di tappo rosso, e 9 cartucce per fucile. E poi 27 piante di canapa indiana, in fioritura, di 2 metri di altezza in media, pronte per essere raccolte. Patti è recluso nel carcere Petrusa ad Agrigento.

 

29 settembre, Il Tribunale di Agrigento ha archiviato le indagini per diffamazione a carico del giornalista direttore di Sicilia24h.it, Lelio Castaldo, avviate a seguito di una querela per diffamazione sporta dal responsabile dell’ ufficio stampa dell’ ex Provincia di Agrigento, Ignazio Gennaro, per avere scritto, tra l’altro, che lo stesso ufficio stampa “era chiacchierato”. Alla richiesta di archiviazione proposta dalla Procura si è opposto lo stesso Gennaro, e il Tribunale, condividendo le tesi del difensore di Castaldo, l’ avvocato Davide Casà, ha dichiarato non ammissibile l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione.

 

29 settembre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, coordinati da Tommaso Amato, sono intervenuti in una traversa di via Garibaldi e hanno denunciato un uomo di 31 anni perché avrebbe aggredito e picchiato la moglie. Il 31 enne risponderà all’autorità giudiziaria di maltrattamenti in famiglia e anche di furto e ricettazione perché, nel corso della perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno scoperto una targa rubata ad un’ automobile e l’allaccio abusivo all’ energia elettrica.


29 settembre, A Palermo in Corte d’Appello la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della sentenza di condanna, emessa dal Tribunale di Agrigento il 29 settembre 2014, a carico di 3 imputati agrigentini nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Parcometro”, perché avrebbero preteso il pagamento del pizzo da alcuni parcheggiatori abusivi a lavoro in città. In primo grado sono stati inflitti 7 anni e 2 mesi di reclusione ciascuno a Pietro Capraro, 30 anni, e a Nicolò Vasile, 34 anni. E poi, 6 anni e 8 mesi di carcere a Vincenzo Cacciatore, 52 anni.

 

29 settembre, Imperversano ancora ad Agrigento i furti nelle abitazioni. I malviventi hanno forzato delle finestre e sono entrati in una villetta in via dei Fiumi al Villaggio Mosè e in un’altra villetta in via Forte dei Marmi a Cannatello. Sono stati rubati soprattutto oggetti di valore, e poi elettrodomestici e capi di abbigliamento. Indaga la Polizia.


29 settembre, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Vincenzo Ricotta, ha assolto 21 imputati agrigentini, tra titolari di bar e gestori di esercizi pubblici, sotto processo per presunte irregolarità di gestione dei giochi d’ azzardo. Secondo l’accusa, le macchinette sarebbero state collegate a siti internet privi di concessione e avrebbero consentito il gioco d' azzardo e le scommesse clandestine.

 


29 settembre, Ad Agrigento, in via Cicerone, lo scorso 23 settembre, ha subito un incendio la sagrestia della chiesa Santa Teresa Bambin Gesù, retta da padre Giuseppe Giammusso. Il fuoco sarebbe divampato accidentalmente. Secondo i Vigili del fuoco si è surriscaldato il quadro elettrico all’interno degli stessi locali. Non sono state scoperte tracce di effrazione o di indizi di dolosità. Le fiamme hanno bruciato la scrivania, le sedie, armadietti e la libreria. Ebbene, adesso, 5 giorni dopo, nottetempo, un altro incendio è divampato nello studio di don Giuseppe Giammusso, attiguo alla sagrestia in fiamme il 23 settembre. Anche in tal caso non sono state scoperte tracce di dolosità però è stato forzato l'armadietto dove sono conservati calici e porta ostie.

 

30 settembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Santo Fornasier, ha chiesto al Tribunale 6 condanne e 4 assoluzioni nell’ ambito dell’ inchiesta sul crollo a Favara di una palazzina in via del Carmine che il 23 gennaio 2010 provocò la morte delle sorelle Chiara e Marianna Bellavia, di 3 e 14 anni. Tra l’altro, Fornasier ha sottolineato che “l’ incidente si sarebbe potuto evitare se nel 2001, quando si verificò il primo crollo, l’ufficio tecnico ed il sindaco si fossero mossi in tempo”. Ecco le richieste del pm per disastro e omicidio colposo : 5 anni per Antonio Noto, proprietario dell’ immobile, 2 anni e 6 mesi per Rosalia Presti, parente di Noto e intestataria dell’ immobile, 3 anni ciascuno per gli ex dirigenti dell'Ufficio Tecnico, Giacomo Sorce e Sebastiano Dispensa, 4 anni per il geometra Antonio Grova, e 2 anni per Carmelo Vetro, sindaco di Favara nel 2001. E poi assoluzione per l’ ex sindaco Lorenzo Airò, e per 3 tecnici comunali : Francesco Criscenzo, l’attuale sindaco di Palma di Montechiaro Pasquale Amato, e Alberto Avenia.

 

30 settembre, A Favara i Carabinieri hanno arrestato, per furto aggravato in concorso, Andrea Castellino, 27 anni, residente a Cattolica Eraclea, sorpreso, insieme ad un complice fuggito, in contrada San Benedetto, nella zona industriale, all’ interno del capannone della ditta Hp Group, società sotto custodia fallimentare, intenti a caricare materiale su un furgone. Il complice è stato poi rintracciato a Porto Empedocle e denunciato per lo stesso reato. L R C R sono le iniziali del nome, 29 anni. Il furgone e il materiale sono stati posti sotto sequestro.


30 settembre, A Porto Empedocle un 12enne si è allontanato arbitrariamente da casa causando parecchia apprensione ai genitori, che hanno allarmato la Polizia. Gli agenti, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, lo hanno cercato un’ intera notte, fin quando poi al primo mattino il minorenne è stato rintracciato a piedi lungo le strade cittadine. Il ragazzino sarebbe stato rimproverato dai genitori perché di poco profitto a scuola.

 

30 settembre, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle hanno multato per 5mila euro una ragazza di Siculiana di 22 anni sorpresa a bordo di un’automobile Smart senza patente, perché mai conseguita. Inoltre la madre, intestataria del mezzo, pagherà 400 euro per omessa custodia del veicolo, e altri 2 mila euro circa perché l’ auto è senza assicurazione e senza revisione.


30 settembre, A Lampedusa i Carabinieri della locale stazione e il personale dell’ Azienda sanitaria di Palermo hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento D M G, sono le iniziali del nome, 49 anni, residente a Lampedusa, sorpreso, insieme ad altri 7 operai, intento a svolgere attività abusiva di produzione e confezionamento di conserve di prodotti ittici, in condizioni igieniche e sanitarie precarie, e in locali privi di autorizzazione. Sono state sequestrate 116 scatolette di sarde sotto olio, 600 chili di sgombro già cotto, 50 chili di altro pescato e un frigo congelatore. Sigilli anche all’ immobile.


1 ottobre, Angelo Carmelo Grillo, 53 anni, di Licata, è stato condannato dal Tribunale di Agrigento a 10 anni e 2 mesi di reclusione. E’ stato giudicato in abbreviato per violenza sessuale aggravata nei confronti di minori o disabili. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari Stefano Zammuto. Il pubblico ministero Salvatore Vella ha invocato la condanna di Grillo a 12 anni di reclusione, poi ridotti di un terzo in ragione dell’ abbreviato. Carmelo Angelo Grillo, a lavoro come operatore - assistente in una comunità di accoglienza a Licata, ribattezzata “Comunità degli orrori”, è stato arrestato il 6 luglio 2015, perché indagato di violenza sessuale su minori disabili psichici. L’ uomo avrebbe anche indotto gli stessi minori a lui affidati a bere alcol, a fumare hashish e ad assistere alla proiezione di film porno. Lui avrebbe conquistato la simpatia degli ospiti della comunità regalando superalcolici e spinelli di marijuana. E poi, approfittando della loro complicità, avrebbe, tra l’altro, abusato sessualmente di una ragazza affetta da un ritardo mentale. E’ stata una vittima delle violenze a denunciare quanto subito a una operatrice, e la donna ha subito allarmato il Commissariato di Palma di Montechiaro. A seguito del clamore e dell’ indignazione che ha sollevato l’arresto di Angelo Carmelo Grillo, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ordinò la chiusura immediata delle comunità teatro degli orrori, e il trasferimento degli ospiti in altre strutture. A fianco di Grillo, sul banco degli imputati, sarebbe stato giudicato anche un altro operatore della stessa comunità se il giudice, riconoscendo un altro reato diverso dal contestato, non avesse restituito gli atti al pubblico ministero. Si tratta di Angelo Saverini, 29 anni, che risponde solo di avere tentato di eludere le investigazioni dichiarando il falso in relazione ai comportamenti presunti illeciti di uno degli indagati. A suo carico è stato ipotizzato il reato di favoreggiamento personale, ma secondo il giudice Zammuto bisogna procedere per "false informazioni al pubblico ministero". A carico di Saverini, il pm Vella ha proposto la pena a 2 anni di reclusione. All’ epoca dell’ arresto e dell’ esplosione dello scandalo, poco più di un anno addietro, il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, confessò : “Ho avuto difficoltà a leggere gli atti delle indagini. E' una cosa che mi ha colpito e infastidito”. Carmelo Angelo Grillo è stato regolarmente assunto dalla cooperativa ed è stato iscritto all'albo regionale degli operatori per minori. E il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, ha commentato a proposito : “ Evidentemente servono altri tipi di controlli, che vadano al di là della regolarità burocratica delle cooperative per minori”.

 

1 ottobre, A Canicattì, i Carabinieri, allarmati nottetempo al 112, sono intervenuti su richiesta di una donna di 56 anni, perché il convivente, ubriaco, inveiva contro di lei minacciandola con un coltello. Il convivente, Ben Dhafer Wassim, 29 anni, originario della Tunisia, ha colpito a pugni in faccia la donna e poi si è scagliato contro i Carabinieri. La 56enne è stata soccorsa in ospedale con 7 giorni di prognosi. Il tunisino è recluso in carcere. L’ arresto è stato convalidato dall’ autorità giudiziaria.

 

1 ottobre, Una donna di Canicattì è stata truffata su internet, e ha subito il prosciugamento della sua poste pay con circa 200 euro. Lei si è imbattuta in un sito con costi vantaggiosi per l’acquisto di capi d’abbigliamento. Ha comprato merce per 16 euro pagando con la sua carta prepagata. Poi, dopo giorni d’attesa, non ha ricevuto la merce, e poi si è accorta dell’ azzeramento della sua poste pay. Indaga la Polizia Postale. I pirati informatici probabilmente, ricevendo il pagamento con poste pay, riescono poi ad agire sulla stessa poste pay.


1 ottobre, A Sciacca, in piazza don Sturzo, la Polizia ha sorpreso due ragazzi di 19 anni in possesso di circa 200 grammi di hashish. Sono stati arrestati ai domiciliari Salvatore Gregori Caracappa e Lorenzo Colletti. I due sono stati bloccati a bordo di una bici elettrica. Caracappa e Colletti avrebbero subito consegnato ai poliziotti l’ hashish inutilmente nascosto alla meno peggio.


3 ottobre, Ad Agrigento, una donna di Villaseta, di 50 anni, non è stata colta da meningite batterica. Il prelievo cerebrospinale, eseguito all'ospedale "Sant'Elia" a Caltanissetta, dove la donna è stata trasferita dopo un primo ricovero al "San Giovanni di Dio" ad Agrigento, ha escluso che la 50enne sia vittima di meningite batterica. Pertanto non è necessario attivare la profilassi preventiva contro il contagio. La donna è ricoverata al reparto di Rianimazione e sono in corso ulteriori accertamenti sanitari.


3 ottobre, A Sant’Angelo Muxaro, in contrada Calici, ignoti hanno rubato il trattore agricolo, del valore di circa 10 mila euro, nell’ azienda di un imprenditore agricolo di 69 anni di Raffadali, il quale, incautamente, ha custodito il mezzo con la chiave di accensione inserita, facilitando il compito dei ladri. Il 69enne ha sporto denuncia ai Carabinieri, impegnati adesso a seguire le impronte del trattore.

3 ottobre, In territorio di Castrofilippo, al Centro commerciale Le Vigne, i dipendenti del negozio Piazza Italia si sono insospettiti perché una donna entrava e usciva più volte senza acquistare nulla. Ebbene, sono stati allarmati i Carabinieri, che sono intervenuti in osservazione, hanno pedinato la donna e l’ hanno sorpresa intenta a scaricare merce rubata nel portabagagli della sua automobile. In una borsa le sono stati sequestrati 25 capi di abbigliamento, tra pantaloni, camicette, intimo e borse, e altri 45 già sull’ auto, per un valore complessivo di circa 1.600 euro, il tutto restituito al negozio. Simona Carmen Dumbrava, 29 anni, originaria della Romania e residente a Delia, è stata arrestata per furto aggravato ed è reclusa ai domiciliari.


4 ottobre, I poliziotti della Stradale di Agrigento, capitanati dal vice questore, Andrea Morreale, lungo la strada statale 189 hanno multato due furgoni per trasporto irregolare di medicine e alimentari. Un furgone di surgelati, da trasportare a meno 18 gradi, è risultato autorizzato fino a meno uno. E pagherà 1000 euro di sanzione. E altre 1000 euro le paga l’ altro furgone, che ha trasportato medicine senza autorizzazione.


5 ottobre, Ad Agrigento lo scorso 27 settembre è stata rubata un’ automobile, una Fiat 500, nella zona dello stadio Esseneto, in tarda serata. Dopo la scoperta del furto da parte del proprietario, e l’ allarme al 112, i Carabinieri, all’ alba successiva, hanno ritrovato l’ automobile bruciata in contrada Pizzino, nella zona Maddalusa. Un episodio dello stesso genere si è verificato ai primi di settembre a danno di una Fiat 500 rubata in via Portulano, nel quartiere di Bonamorone. Ebbene, adesso lo stesso episodio si è ripetuto, nello stesso identico modo. Una Fiat 500 è stata rubata in via Acrone, condotta in via Dante, e in via Dante bruciata. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i poliziotti della Volanti. L’ auto è intestata a una donna di 52 anni.

 

5 ottobre, d Agrigento, a Villaseta, i poliziotti della Squadra Volanti, coordinati da Tommaso Amato, hanno sorpreso due immigrati dalla Romania a bordo di una Ford Fiesta, all’alba, in possesso di un coltello e di un cacciavite trasformato in grimaldello. I due sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e porto abusivo di oggetti atti allo scasso. Il coltello e il cacciavite sono stati sequestrati.

 

5 ottobre, Alla Compagnia dei Carabinieri di Sciacca recentemente sono state numerose le segnalazioni da parte di persone che, dopo avere posteggiato l’automobile all’ interno dell’ ospedale, hanno poi scoperto un finestrino in frantumi e il furto all’ interno della propria auto. Dunque, i Carabinieri hanno organizzato un servizio di osservazione e hanno sorpreso un uomo avvicinarsi furtivamente verso un’auto, e a rubare dal suo interno un borsello. Il ladro, a bordo della sua auto, è stato inseguito dai Carabinieri, bloccato e arrestato ai domiciliari. Lui, R C, sono le iniziali del nome, 34 anni, di Sciacca, ha ammesso il furto e ha restituito il borsello. Risponderà di furto aggravato.


6 ottobre, Ad Agrigento, nel centro storico, nei pressi della Cattedrale, per cause in corso di accertamento da parte dei poliziotti della Squadra Volanti, si è scatenato un violento scontro tra il titolare di un bar della zona, un uomo di 30 anni, e altri due, padre e figlio. Il barista è stato ferito al braccio da una coltellata ed è stato soccorso in ospedale con 30 giorni di prognosi. Padre e figlio sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per lesioni personali aggravate. Non vi è traccia, almeno per il momento, del coltello.

 

6 ottobre, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, due malviventi, credendo che all’ interno non vi fosse nessuno, sono entrati furtivamente dentro un’abitazione a pian terreno, ma si sono imbattuti nella proprietaria, una donna di 40 anni, che li ha investiti con violenti urli inducendoli alla fuga a mani vuote. Indaga la Polizia.


6 ottobre, A Porto Empedocle i poliziotti del locale commissariato, coordinati dal vice questore Cesare Castelli, hanno inflitto una severa multa ad un ragazzo di 19 anni. Pagherà circa 7 mila euro per essere stato sorpreso alla guida di una moto senza patente, perché mai conseguita, e senza assicurazione.


6 ottobre, A Licata la Polizia municipale ha denunciato 16 persone per abusivismo edilizio, peraltro a ridosso delle attività in corso di demolizione di immobili abusivi nel territorio comunale, ritenuti illegali con sentenza definitiva in giudicato e sotto diffida della Procura di Agrigento per l’abbattimento. Gli illeciti odierni si riferiscono a 7 edifici, i 16 sono comproprietari che entro 90 giorni riceveranno dal Comune l’ ingiunzione alla demolizione.


7 ottobre, A Campobello di Licata il 9 agosto 2015 è stato il giorno di un incidente sul lavoro mortale : Antonio Lo Coco, 40 anni, sposato e padre di due figli, è morto precipitando dal tetto di un capannone industriale dove è stato intento in lavori di manutenzione, in contrada Ciccobriglio, all’interno di un’azienda che produce forni da giardino. Antonio Lo Coco sarebbe scivolato ed è deceduto sul colpo. Inutili i soccorsi. Ebbene, adesso il Tribunale di Agrigento ha accolto la richiesta della Procura, che contesta la mancata predisposizione di misure di sicurezza, e ha rinviato a giudizio i responsabili dell’ azienda, Ignazio Gioacchino Antonio Imbruglia, 52 anni, e Tommaso Alberto Imbruglia, 48 anni.

 

 

7 ottobre, Ad Agrigento, in via Gioeni, ignoti sono entrati forzando una finestra nei locali dell’ Istituto tecnico – commerciale Athena, hanno scassinato le macchinette di bevande e snack, hanno svuotato gli estintori lungo corridoi e aule, poi hanno accatastato documenti e suppellettili, e hanno appiccato il fuoco. Sul posto, allarmati al 112, sono giunti i Carabinieri e i Vigili del fuoco. Indagini in corso.


8 ottobre, La Cassazione ha confermato la correttezza del lavoro svolto dal dirigente generale dell’Asi di Agrigento, Antonino Casesa, licenziato dal commissario Alfonso Cicero nell’agosto 2012. Il licenziamento è stato preceduto da un demansionamento, con la sostituzione delle funzioni del dirigente generale con altro amministratore. Lo stesso avvocato Antonino Casesa aggiunge e commenta : “È stata respinta anche la questione prospettata dall’amministrazione relativa all’incostituzionalità di alcune norme. L’infamante campagna mediatica è partita prima del licenziamento ed è continuata anche quando il giudice di primo grado con sentenza, nel 2013, ha riconosciuto le mie ragioni, condannando immediatamente l’amministrazione al reintegro al posto di lavoro ed al risarcimento del danno subito. L’amministrazione non si è fermata neanche davanti la sentenza nel 2014 della Corte di Appello di Palermo, continuando a mantenere un atteggiamento ostile ed una perenne condotta mobbizzante nei miei confronti. I danni all’erario li pagherà purtroppo l’amministrazione. Nessuno risarcirà invece la serenità mia e della mia famiglia” – conclude Nino Casesa.

 

8 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato Emanuele Guagenti, 22 anni, e Carmelo Burgio, 21 anni, sorpresi a bordo di uno scooter in possesso, nascosta nel vano portaoggetti, di una busta in cellophane contenente germogli di marijuana per circa 100 grammi e 215 euro in contanti, forse provento di spaccio. Guagenti e Burgio sono reclusi ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida dell’ arresto.


8 ottobre, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato Gabriel Gheorghe Ababei, 25 anni, immigrato dalla Romania. I Carabinieri, allarmati al 112, sono intervenuti in via Rossini per rimediare a schiamazzi e musica ad alto volume da un’abitazione a disturbo della quiete pubblica. Quando il romeno è stato invitato ad abbassare il volume dell’impianto stereo, si è infastidito e, ubriaco, si è scagliato contro i militari con insulti,minacce, calci e pugni.

 

8 ottobre, A Montevago, lo scorso 4 aprile 2016, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca, agli ordini del capitano Salvatore Marchese, hanno arrestato Calogero Alagna, 39 anni, di Montevago, perché avrebbe coltivato una piantagione di marijuana nelle campagne di Montevago, in contrada Mastragostino, dove i Carabinieri hanno sequestrato una piantagione, ancora in ottimo stato vegetativo, di oltre 200 piante, alcune delle quali alte fino a 3 metri, per un peso complessivo di circa180 chilogrammi, e con un valore di mercato di circa 300mila euro. Ebbene, adesso il Tribunale di Sciacca, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato Calogero Alagna a 3 anni di reclusione.

 

8 ottobre, A Lampedusa, il 20 novembre 2015, i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, per estorsione aggravata, Cono Cucina, 43 anni. All'alba di giovedì 19 novembre 2015, a Lampedusa, in via Eleonora Duse, sono state incendiate 4 automobili parcheggiate nel piazzale antistante un autonoleggio. Poi, venerdì 20, Cono Cucina avrebbe incontrato il titolare dell’ autonoleggio e gli avrebbe chiesto 200 euro per – sono le sue presunte parole – “stare tranquillo”. Dopo la denuncia dell'imprenditore, è stata organizzata con l’ appostamento dei Carabinieri la consegna del denaro ed è scattato l'arresto. Adesso, al Tribunale di Agrigento, il pubblico ministero, Salvatore Caradonna, a conclusione della requisitoria, ha invocato la condanna di Cono Cucina, difeso dall’ avvocato Daniele Re, a 5 anni di reclusione.

 


8 ottobre, Ad Agrigento, in Tribunale, a conclusione del giudizio abbreviato, è stato condannato a 3 anni di reclusione Aidi El Faled, 60 anni, originario della Tunisia, presunto scafista di 520 immigrati clandestini nordafricani condotti verso la Sicilia il 5 novembre 2015. Il giudice, accogliendo la richiesta degli avvocati difensori Marco Padùla, Daniele Re e Giancarlo Trovato, ha riconosciuto le circostanze attenuanti grazie alle quali la pena è stata sensibilmente diminuita.


8 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato Mirko Messina, 39 anni, verso il quale si è proceduto alla riunificazione delle condanne da scontare, e si tratta complessivamente di 9 mesi di reclusione per resistenza ad un pubblico ufficiale e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.


10 ottobre, La Guardia di Finanza di Agrigento e di Licata, e la Procura della Repubblica di Agrigento, coordinata dall’ aggiunto Ignazio Fonzo, hanno disposto ed eseguito provvedimenti cautelari a Licata ipotizzando il reato di estorsione a danno di alcuni dipendenti delle cooperative Arcobaleno e Libero Gabbiano. L’ inchiesta è scaturita dalla denuncia di un ex dipendente. Agli arresti domiciliari sono stati ristretti Rosario Magliarisi, avvocato, 47 anni, di Ventimiglia e residente a Licata, amministratore di fatto delle cooperative sociali “Il Libero Gabbiano” e “Arcobaleno”, e poi Linda Modica, 49 anni, responsabile di fatto delle cooperative e addetta alla gestione economica e contabile dei rapporti con i lavoratori dipendenti. Poi divieto di dimora per Angelo Magliarisi, 46 anni, di Licata e residente a Paternò, amministratore unico e rappresentante legale della “Arcobaleno”, per Carmela Di Blasi, 67 anni, amministratore unico e rappresentante legale della cooperativa sociale “Il Libero Gabbiano”, e per Florinda Zagra, 37 anni, impiegata amministrativa addetta di fatto alla gestione economica, stretta collaboratrice di Linda Modica. Sono indagate altre 4 persone, tutte dipendenti delle società, per favoreggiamento personale, avendo cercato, con le loro dichiarazioni alla magistratura, di alleggerire la posizione dei loro datori di lavoro. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero assunto personale pagando una cifra minore rispetto alla busta paga. I dipendenti, infatti, sarebbero stati costretti, dopo il prelievo dello stipendio, a restituire una somma eccedente. Il Tribunale ha accolto la richiesta di sequestro preventivo delle quote della società Vi.Sa. Unipersonale Srl di Rosario Magliarisi.


10 ottobre, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno arrestato in flagranza di reato Calogero Federico Mallia, 19 anni, e Angelo Remiggi, anche lui di 19 anni. I due avrebbero rubato un Piaggio Liberty 50 nel quartiere di Piano Lanterna a Porto Empedocle e i poliziotti li hanno colti intenti a rimuovere il ciclomotore, già con il bloccasterzo forzato. A Mallia e Remiggi è stato sequestrato un sacchetto con dentro oggetti atti allo scasso. Il ciclomotore è stato restituito alla proprietaria, una giovane agrigentina ancora non a conoscenza del furto. I due sono reclusi ai domiciliari.


11 ottobre, A Sambuca di Sicilia i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari due romeni, Ionut Leustean, 21 anni, e Florica Leustean, 27 anni, residenti a Campobello di Mazara, sorpresi in flagranza di reato di furto, a bordo della propria automobile, lungo la strada statale 188, in possesso di 300 litri di gasolio per autotrazione, attrezzi meccanici vari per un valore di 2.000, euro ed un dispositivo di diagnosi per veicoli del valore commerciale di 15.000 euro. In altri luoghi, pertinenti alle indagini, i Carabinieri hanno scoperto 3 pneumatici completi di cerchi in lega, smontati da un’auto depredata, 4 cassette contenenti attrezzi vari, 2 trapani ed 1 crick, oltre che vari bidoni contenenti 100 litri di gasolio. Il tutto è già stato riconsegnato ai legittimi proprietari. Secondo i Carabinieri della stazione di Sambuca, sulle loro tracce già da un mese, i due romeni sarebbero stati gli autori di molteplici furti perpetrati nella zona sambucese durante lo scorso mese di settembre. I militari hanno stimato in 1800 litri la quantità di gasolio asportato ed in 28.000 euro il valore totale delle attrezzature rubate e dei vari danni patiti dalle aziende e dagli artigiani vittime dei raid da parte degli immigrati dalla Romania.


11 ottobre, A Sciacca la Procura ha chiesto il giudizio immediato, ricorrendo l’evidenza della prova, a carico di 6 imputati, 2 di Ribera e 4 di Palermo, inquisiti nell’ ambito dell’ inchiesta sostenuta dai Carabinieri cosiddetta Ulisse, contro alcune rapine in banca. I due riberesi sarebbero stati i presunti basisti di una rapina nell'agenzia della banca Popolare Sant' Angelo a Ribera, il 10 dicembre 2015. Si tratta di Giuseppe Triassi, 24 anni, e Daniele Centurione, 28 anni. I palermitani sarebbero stati, invece, gli esecutori materiali : Giuseppe Cusimano, 43 anni, Salvatore Bruno, 27 anni, Mariano Ficarra, 25 anni, e Vincenzo Adelfio, 25 anni. I 4 palermitani rispondono anche di un’ altra rapina, a Licata, alla Banca Sella, il 18 gennaio 2016, con 5 mila euro di bottino.

 


11 ottobre, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato una donna di 42 anni originaria della Romania e residente a Favara, e che, al culmine di un litigio, ha accoltellato il convivente ferendolo al braccio sinistro. L’uomo è stato soccorso in ospedale, e non versa in gravi condizioni.


11 ottobre, Ad Agrigento ignoti, approfittando che la proprietaria, una pensionata di 90 anni, fosse ricoverata in ospedale, le hanno svaligiato la casa, in via Verga, nella zona Esseneto. Poi, successivamente, la stessa casa è stata occupata abusivamente, ed è stato necessario l’ intervento dei Carabinieri per consentire alla donna, dimessa dall’ ospedale, a rientrare nella propria abitazione.


12 ottobre, A Favara, in contrada san Benedetto, incidente sul lavoro allorchè un operaio di 34 anni, di Santo Stefano Quisquina, a lavoro sulla pavimentazione di un capannone, ha urtato i fili della corrente elettrica ed è stato folgorato da una violenta scossa elettrica. E’ stato soccorso tramortito dal 118 e trasportato in Ospedale ad Agrigento. Non è in pericolo di vita.

 

12 ottobre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto al tribunale di condannare Antonino Di Rosa, 26 anni, di Palma di Montechiaro, a 9 anni e 4 mesi di reclusione, per detenzione e spaccio di droga, e per furto aggravato. Antonino Di Rosa è stato arrestato il 30 marzo 2015 perché la Polizia lo ha sorpreso in possesso di 144 piantine di marijuana, 66 semi, 300 grammi di ketamina, 13 chili di hashish, quasi un chilo e mezzo di cocaina e 61 cartucce per pistola di vario calibro. E poi il palmese si sarebbe allacciato abusivamente alla rete dell’ energia elettrica, incorrendo nel reato di furto.

 

12 ottobre, Ad Agrigento ignoti sono entrati furtivamente all’ interno dei locali della sede, in via Dante, del Liceo scientifico Leonardo, hanno forzato le cassette dei distributori automatici di bevande e snack rubando poche monete. Indaga la Polizia.


12 ottobre, Ad Agrigento, nel centro storico, in via Duomo, sono state danneggiate 3 automobili parcheggiate, graffiandole con un oggetto appuntito e ammaccandole. Si tratta di una Micra, una Lancia Y e una Fiat Punto. Indaga la Polizia.

 

12 ottobre, A Licata la Polizia ha arrestato ai domiciliari i fratelli Angelo e Salvatore Paraninfo, di 27 e 28 anni, perché hanno violato l’ alt ad un posto di blocco sul ponte Giovanni Paolo secondo, sono fuggiti a bordo di uno scooter, sono stati inseguiti per 2 chilometri, poi anche a piedi dopo la caduta dallo scooter, e poi, con difficoltà, perché hanno resistito, sono stati bloccati. Nella colluttazione fisica due poliziotti hanno subito ferite giudicate guaribili in ospedale in 6 e 7 giorni. Salvatore Paraninfo, alla guida della moto, è stato denunciato anche perché si è rifiutato di sottoporsi all’ alcol test.


13 ottobre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Salvatore Vella e l’ aggiunto Ignazio Fonzo hanno chiesto la condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione a carico dell’ ex sindaco di Licata, Angelo Balsamo, che si è dimesso dalla carica il 24 luglio 2014, e che è stato arrestato il 13 gennaio 2014 nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento e dalla Polizia in riferimento a un processo civile presunto truccato, tramite una falsa testimonianza, per truffare l’ Assicurazione sul risarcimento danni di un incidente stradale. E poi sono stati chiesti 5 anni per Francesca Bonsignore, che sarebbe stata falsa testimone, ed 1 anno e mezzo per Carmelo Malfitano, imputato di favoreggiamento.


14 ottobre, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, ignoti malviventi sono entrati furtivamente all’ interno di un’abitazione, e hanno rubato oggetti preziosi, denaro e anche una pistola revolver calibro 38, legalmente detenuta dal proprietario, un pensionato di 70 anni. Indaga la Polizia, alla ricerca soprattutto dell’ arma.


14 ottobre, A Canicattì, lungo la variante tra le statali 122 e 640, un ignoto malvivente, armato di fucile, ha rapinato il distributore di benzina "Q8". Ha minacciato i dipendenti e ha rubato l’ incasso, circa 2mila euro. E 24 ore prima, lo stesso distributore è stato rapinato per 3 mila euro da 3 banditi armati di pistola. L’auto dei 3, una Lancia Y rubata, è stata scoperta bruciata in via Nazionale.


14 ottobre, A Bivona i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari, per porto abusivo di armi e minacce, Carmelo Traina, 81 anni, perché avrebbe minacciato di morte con una pistola il proprietario di un terreno confinante con il proprio, in contrada Giddia. Appena giunti i Carabinieri, Traina avrebbe gettato l'arma, una calibro 7,62 con il colpo in canna e 8 cartucce, ai piedi di un albero poco distante. In casa gli sono stati sequestrati anche 2 fucili. Le armi sono risultate regolarmente denunciate, e sono intestate ad un familiare che è stato quindi denunciato alla Procura di Sciacca, per omessa custodia di armi.

 

14 ottobre, A Porto Empedocle i poliziotti del locale Commissariato, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato una donna di 37 anni perché non ha obbedito all’ ordine imposto dal Tribunale di Agrigento di mantenersi lontana, ad almeno 150 metri di distanza, dalla madre e dai luoghi frequentati dalla stessa madre, che è parte offesa in un procedimento giudiziario per stalking.


14 ottobre, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari 3 persone per furto aggravato allorchè si sarebbero allacciate abusivamente alla rete dell’ energia elettrica. Si tratta di Rosario Arrigo, 33 anni, bracciante agricolo, di Campobello di Licata, e due romeni: Stefan Radu Croitoriu, 20 anni, disoccupato, e il fratello Ion Petrut Croitoriu, 22 anni, anche lui disoccupato. I due romeni rispondono anche di ricettazione perché nella loro abitazione è stata scoperta e sequestrata una motosega verosimilmente oggetto di furto, di cui non hanno giustificato possesso e provenienza.


14 ottobre, A ridosso del fine settimana di attesa di riscontri di attenzione da parte dello Stato e della Regione verso il sindaco di Licata, Angelo Cambiano, pronto a dimettersi perchè si ritiene isolato nel fronteggiare le resistenze alle demolizioni degli abusi edilizi in città, la Procura della Repubblica di Agrigento, capitanata dall’ aggiunto reggente Ignazio Fonzo, e i Carabinieri della Compagnia di Licata, agli ordini di Marco Currao, hanno arrestato i due presunti responsabili dell’ attentato incendiario alla casa in campagna del padre del sindaco Cambiano. Si tratta di Angelo Marco Sortino, 32 anni, e Calogero Strincone, 30 anni. La giudice per le indagini preliminari, Alessandra Vella, ha firmato l’ arresto ai domiciliari dei due, invocato dalle colleghe indaganti della Procura, Simona Faga e Alessandra Russo. A carico di Sortino e Strincone si ipotizza che di domenica, lo scorso 8 maggio 2016, peraltro poche ore dopo la partecipazione del sindaco Cambiano all’ “Arena” di Giletti su Rai 1 sul tema spinoso delle demolizioni, Sortino e Strincone, forse su incarico di altre persone ancora non identificate, nottetempo favoriti dall’ oscurità, sarebbero entrati nella casa di Rosario Cambiano, padre del sindaco, in contrada Stretto, e avrebbero appiccato il fuoco. Il giorno dopo, quando su Facebook hanno scritto : “Magari bruciava pure lui”, il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, giunse a Licata in solidarietà ad Angelo Cambiano, al quale nel frattempo è stata assegnata la scorta. Le indagini : nella casa teatro dell’ attentato sono stati scoperti più punti di innesco, tra stracci e cilindri di cartone avvolgenti degli infiammanti del tipo diavolina, e poi cumuli di carta. E poi tracce di effrazione all’ ingresso. E poi le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato nell’abitazione hanno rivelato che gli attentatori sono stati 2, travisati con i cappucci delle felpe indossate. Ebbene, nella casa di Angelo Marco Sortino, perquisita nell’ ambito di un’ altra inchiesta, è stata scoperta una felpa uguale alle altre a casa Cambiano. E poi dall’ esame delle celle telefoniche è emersa la presenza di Sortino e di Strincone nella zona sotto indagine la sera dell’ attentato. E poi le intercettazioni ambientali e telefoniche : e in una conversazione Angelo Marco Sortino si vanta di essere sicuro che non sarebbe stato mai identificato, nemmeno da suo padre, travisato come è stato, e le sue parole sono state : “Se fossi ritornato a casa così come ero vestito, mio padre non mi avrebbe riconosciuto e mi avrebbe sparato e mandato via”. Il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, commenta : “Anche questa indagine della Procura della Repubblica di Agrigento dimostra la massima attenzione rivolta dall’Ufficio in ordine a delitti maturati in un contesto di particolare allarme sociale e di minaccia per l’ordine pubblico ed in relazione ai quali la presenza dello Stato e l’efficacia dei metodi investigativi assumono valenza prioritaria. Le indagini di Polizia, su direttive della Procura della Repubblica, tuttora proseguono al fine di accertare eventuali altre corresponsabilità nonché altri fatti recenti in danno delle stesse parti offese e sono svolte dalla Compagnia dei Carabinieri di Licata, alle dipendenze del capitano Marco Currao”.

 

15 ottobre, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, l’ ex sindaco di San Giovanni Gemini, Valerio Viola, il segretario comunale Salvatore Vasile, e due funzionari, Carmela Traina e Lucia Lombino, imputati del reato di abuso di ufficio per presunte irregolarità nell’ ambito dell’ assegnazione di alloggi popolari. L’ inchiesta è scaturita a seguito di un esposto del comandante della polizia municipale Myriam Gagliano nel 2011.


15 ottobre, Ad Agrigento, a Fontanelle, ignoti malviventi sono entrati furtivamente dentro un’abitazione, approfittando della temporanea assenza del proprietario, peraltro un appartenente alle forze dell’ ordine, e hanno rubato oggetti preziosi vari. Indaga la Polizia.

 

15 ottobre, Il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, ha disposto l’immediata chiusura di due scuole primarie, la “Rapisardi” e “La Carrubba”, perché da accurati controlli ad opera dell’ Ufficio tecnico comunale è risultata la presenza di cemento depotenziato che renderebbe insicuri alcuni pilastri delle due scuole. Da lunedì prossimo, dunque, 650 alunni e 140 insegnanti saranno alla ricerca di altri locali dove svolgere le lezioni.


15 ottobre, A Caltanissetta in via Candura la Polizia ha intercettato un’ auto Bmw ad elevata velocità. L’ auto è risultata rubata. I poliziotti l’ hanno inseguita, e dalla Bmw sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco. La polizia ha risposto sparando in aria. Poi, in contrada Canicassé, i 3 fuggitivi sulla Bmw hanno proseguito la corsa a piedi nelle campagne. Uno è stato acciuffato. Si tratta di un immigrato dalla Romania, di 36 anni, già avvisato dal Questore di Agrigento e sottoposto all’ obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria a Campobello di Licata. A bordo della Bmw sono state sequestrate calzamaglie e un telefonino. E nel luogo della fuga sono state ritrovate una Lancia Y e una Mercedes rubate.


17 ottobre, Ad Agrigento, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Salvatore Re e Giuseppe Zucchetto, il Tribunale ha convalidato l’ arresto ma non ha applicato alcuna misura cautelare a carico di Carmelo Capraro, 71 anni, imprenditore, arrestato lo scorso 14 ottobre per evasione dai domiciliari. Gli avvocati Re e Zucchetto hanno sostenuto che lo stesso Capraro si è allontanato dalla propria abitazione, in orario non autorizzato, per recarsi dal medico di famiglia per ragioni di salute, e che ha preventivamente avvisato le Forze dell'ordine che doveva recarsi a visita medica.

 

17 ottobre, Ad Agrigento in via Crispi ignoti sono entrati furtivamente all’ interno del supermercato Penny Market, forzando un ingresso. Poi, però, sono fuggiti senza rubare nulla, probabilmente perché colti da un incomodo. Sul posto hanno compiuto i rilievi i poliziotti della Volanti e della Scientifica, avvalendosi anche delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza.

 

18 ottobre, La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ architetto agrigentino, Giuseppe Tuzzolino, accreditato come collaboratore della giustizia, imputato del reato di calunnia a danno dell’ avvocato agrigentino Salvatore Pennica. Tuzzolino è stato cliente di Pennica in occasione di un processo che si è concluso con il patteggiamento della condanna nell’ ambito di una inchiesta su licenze e concessioni edilizie al Comune di Palma di Montechiaro. A seguito delle accuse di Tuzzolino, ritenute calunniose, l’avvocato Pennica ha subito una perquisizione domiciliare alla ricerca di una pen drive con asseriti documenti importanti all’ interno che avrebbero riguardato la malavita mafiosa agrigentina e con una foto del latitante Matteo Messina Denaro.

 

18 ottobre, Ad Agrigento, su richiesta della Procura della Repubblica, la Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, ha disposto, tramite la Guardia di Finanza, il sequestro dei beni, fino al quanto si ritiene ingiustamente percepito, a carico degli ex consiglieri comunali di Agrigento Alfonso Vassallo, 33 anni, e di Antonino Cicero, 57 anni, e poi a Francesco Giambrone, 62 anni, di Cammarata, presidente provinciale della ConfArtigianato di Agrigento. Le indagini, sostenute dai sostituti procuratori Santo Fornasier e Alessandro Macaluso, sono comprese nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Gettonopoli” o, più esattamente, "Rimborsopoli", su rimborsi e pagamenti di indennità ai consiglieri comunali in carica tra il 2012 e il 2015. Il Tribunale ha risposto no al sequestro dei beni degli ex consiglieri comunali Francesco Picone, 39 anni, e Alfonso Mirotta, 49 anni, rieletto nel 2015. A fronte del no, la Procura si è riservata di proporre ricorso. In particolare, Giambrone e Vassallo sono indagati di truffa in concorso tra loro, allorchè, si legge testualmente nell' ipotesi di imputazione, "con artifici e raggiri, Giambrone, nella sua qualità di Presidente della ConfArtigianato di Agrigento, avrebbe simulato l'assunzione di Alfonso Vassallo in data successiva alla sua elezione a consigliere comunale, nel maggio 2012, con la qualifica di segretario provinciale, con un trattamento retributivo pari a 3.900 euro mensili, nella piena consapevolezza che Vassallo non avrebbe potuto fornire alcun concreto impegno connesso alla qualifica conferita sino alla decadenza dalla carica elettiva per le incombenze istituzionali connesse". L' ingiusto guadagno ammonterebbe a 102mila e 962 euro, a danno del Comune di Agrigento perchè poi è stato il Comune a rimborsare, pagando stipendio e contributi, il datore di lavoro di Vassallo, ossia la ConfArtigianato di Giambrone. Invece, Antonino Cicero avrebbe ottenuto il rimborso di spese viaggio che non sarebbero mai state spese, allorchè Cicero avrebbe attestato falsamente di dimorare abitualmente a Palermo e, quindi, di essere in viaggio spesso verso Agrigento per partecipare alle sedute del consiglio e delle commissioni consiliari. In tal caso l' ingiusto guadagno, a danno del Comune di Agrigento, ammonterebbe a 30mila e 556 euro. Infine, Francesco Picone e Alfonso Mirotta sono indagati perchè avrebbero prodotto al segretario e al presidente della Commissione consiliare un atto di delega a partecipare alla riunione falsamente firmato da un altro consigliere comunale, e quindi il segretario e il presidente della Commissione sarebbero stati indotti in errore ritenendo legittimo l' atto di delega e dunque pagando poi il gettone di presenza.

 

18 ottobre, A Santa Elisabetta i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari Vincenzo Fragapane, 62 anni, incensurato, pensionato, appena rientrato dal Belgio, sorpreso nella sua abitazione in possesso di una carabina senza marca calibro 22, di fabbricazione belga, una carabina marca erma-werke calibro 22, di fabbricazione tedesca, con un caricatore, poi una pistola semiautomatica senza marca calibro 6,35, di fabbricazione belga, con un caricatore, e poi 396 cartucce, di cui 290 calibro 22 e 106 calibro 6,35.

 

18 ottobre, I Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Francesco Fragapane, 36 anni, di Santa Elisabetta, perché, nonostante sia sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno a Santa Elisabetta, è stato sorpreso nel territorio del comune di Aragona, a bordo di un’automobile appena fuori da una masseria in contrada Margi – Carbonia, peraltro senza patente perché gli è stata revocata.


18 ottobre, La Procura di Palermo ha arrestato due nigeriani, Peter Egwuy, e Osas Edos, 29 e 24 anni, residenti ad Agrigento, per associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, introduzione illecita in Italia di extracomunitari e minacce. L'indagine, coordinata dall'aggiunto Maurizio Scalia e dal pm Gery Ferrara, è stata sostenuta dalla Guardia di Finanza. I due indagati, in concorso con altri connazionali già arrestati, hanno reclutato le extracomunitarie sbarcate in Italia, e ospiti dei centri di accoglienza, per poi consegnarle alla "maman" e avviarle alla prostituzione. Le vittime, sottoposte a riti "vodoo", sono state costrette in uno stato di soggezione psicologica e ad intrattenere rapporti sessuali con i componenti della banda e i loro familiari.

 

18 ottobre, La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha confermato la responsabilità amministrativa di Giuseppe Reina, 72 anni, ex segretario dell' istituto professionale "Archimede" a Cammarata, che avrebbe falsificato per 4 anni decine di mandati di pagamento intascando ingenti somme di denaro. In particolare, sono stati calcolati 461.151 euro. Reina è stato già condannato in sede penale con rito abbreviato dal Giudice per le udienze preliminari di Agrigento a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Tra il 2005 e il 2008 avrebbe aggiunto una o più cifre all' inizio dell' importo da pagare, sostituendo al reale creditore dell' istituto un'altra persona, e spesso se stesso, incassando la somma.

 

18 ottobre, Nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Supermarket” a Porto Empedocle, accogliendo le istanze contenute nel ricorso dell' avvocato Giuseppina Ganci del foro di Agrigento, la Corte di Cassazione ha annullato, senza rinvio, la misura dell'obbligo di dimora applicata dal Tribunale del Riesame di Palermo lo scorso primo giugno ad Alfonso Alongi, 32 anni, di Porto Empedocle. La Procura ha impugnato l’ ordinanza innanzi al Riesame, che ha applicato ad Alongi la misura dell'obbligo di dimora, adesso cassata definitivamente senza rinvio .

 

18 ottobre, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento A F, sono le iniziali del nome, 37 anni, per porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere. Il 37enne è stato sorpreso a bordo della propria automobile “Fiat Croma” nel centro cittadino in possesso di un coltello a serramanico, della lunghezza complessiva di 10 centimetri circa, ed un bastone in plastica di 57 centimetri. Il tutto è stato sequestrato.

 

18 ottobre, I Carabinieri della Stazione di Campobello di Licata hanno arrestato ai domiciliari Leonardo Sanfilippo, 41 anni, che sconterà la condanna definitiva di 2 mesi di reclusione, perché giudicato colpevole del reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, commessi a Termini Imerese.

 

19 ottobre, A Sciacca, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la Procura ha invocato la condanna all’ ergastolo a carico di Giuseppe Sabella, 40 anni, e 20 anni di carcere per Antonino Gucciardo, di 25 anni, entrambi giudicati in abbreviato per la morte di Nicolò Ragusano, 93 anni, aggredito nella propria abitazione a di Sicilia il 6 luglio 2015 e morto pochi giorni dopo, il 21 luglio, e per la morte di Stefana Mauceri, 85 anni, aggredita nella propria abitazione a il 16 luglio 2015, e morta anche lei dopo alcuni mesi di agonia. Le due figlie della Mauceri si sono costituite parte civile con l' avvocato Tommaso Masanelli.

 

19 ottobre, Ad Agrigento 4 giovanissimi, 2 di 16 anni e 2 di 18 anni, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento dai poliziotti della Squadra Volanti per tentato furto aggravato. Gli agenti, allarmati al 113, hanno sorpreso i 4 intenti a rubare in una villetta in contrada Maddalusa. I 4 hanno tentato inutilmente la fuga e sono stati condotti in caserma dove un poliziotto li ha riconosciuti come gli autori del recente tentato furto al Penny Market in via Crispi, avendone visionato in precedenza le immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza.

 


19 ottobre, Ad Agrigento, in via Garibaldi, un’automobile pirata ha investito un ragazzo di 16 anni a bordo di uno scooter. Il 16enne è rovinato a terra, e intorno a lui sono accorse altre persone per soccorrerlo. E, probabilmente approfittando della confusione, un malvivente ha rubato lo scooter appena incidentato. La Polizia è alla ricerca dell’ automobile pirata e dello scooter rubato. Il ragazzo è stato trasportato in Ospedale, e non è ferito gravemente.


19 ottobre A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato 2 ragazzi tunisini per furto di energia elettrica per almeno 2 mesi con un allaccio abusivo. Si tratta di Khalil Arfa e Tarcoun Adnen, di 25 e 32 anni. I militari, nel corso della perquisizione domiciliare, hanno scoperto anche 2 grammi di hashish, e pertanto gli africani, già con precedenti di Polizia, sono stati segnalati alla Prefettura di Agrigento come consumatori di stupefacenti.


19 ottobre, A Canicattì, all’ interno di un’abitazione in via Pirandello, i Carabinieri hanno arrestato Stefano Taibi, 46 anni, perché a casa dei genitori li ha minacciati verbalmente e con un coltello pretendendo dal padre la consegna di un libretto al portatore. Taibi si è scagliato anche contro il fratello e la cognata che abitano nell’appartamento al piano superiore, afferrando al collo la donna e costringendola a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso. L’ intervento tempestivo dei Carabinieri ha scongiurato il peggio. Stefano Taibi è recluso nel carcere “Petrusa” di Agrigento.


20 ottobre, Tra Siculiana e Montallegro, in contrada Torre Salsa, sono stati tagliati 30 alberi di ulivo, piantati lo scorso anno, al capo dell’ Ufficio tecnico comunale di Siculiana, Laureato Tuttolomondo, da una settimana a capo anche dell’ Ufficio tecnico comunale di Montallegro. Ignoti malviventi hanno imperversato al confine con la riserva naturale gestita dal Wwf e, probabilmente utilizzando delle motoseghe, hanno tagliato gli alberi perpetrando ciò che si ipotizza essere stato un attentato intimidatorio a danno del proprietario. Il danno ammonterebbe tra i 4 e i 5 mila euro, e le indagini mirano a scoprire il movente del gesto, se sia legato ad affari professionali o personali di Tuttolomondo.

 

20 ottobre, Ad Agrigento, in via Cavaleri Magazzeni, ignoti ladri, approfittando dell’ assenza temporanea dei proprietari, sono entrati furtivamente in una villa forzando una finestra, hanno rubato tutti gli oggetti preziosi, tra cui un Rolex, e poi sono fuggiti. Il bottino ammonta a circa 20mila euro. E poi a Canicattì ancora ignoti ladri hanno svaligiato 4 abitazioni, in via Barone Lombardo, dove acrobaticamente si sono arrampicati fino ad una finestra ad un primo piano, e poi in contrada Pidocchio ed in contrada Andolina sono state derubate di oggetti preziosi, attrezzi agricoli, materiale da lavoro, elettrodomestici e televisori altre 3 residenze.

 

20 ottobre, La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha ritenuto illegittimo l' incarico affidato nel 2010 a Lampedusa all’ architetto Gioacchino Giancone di responsabile dello Sportello unico per le attività produttive, e ha condannato il sindaco dell’ epoca, Bernardino De Rubeis, a restituire al Comune di Lampedusa 24 mila euro, oltre alla rivalutazione monetaria e gli interessi legali. Secondo il collegio giudicante “non può non ravvisarsi, nel caso di specie, una ipotesi di danno all’ erario derivante dall' illegittimo conferimento di un incarico di collaborazione professionale ad alto contenuto di professionalità al di fuori dei presupposti di legge”.


21 ottobre, La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha rigettato la richiesta di applicazione di misura personale e patrimoniale, tra la sorveglianza speciale per 3 anni e il sequestro dei beni, all’ imprenditore agrigentino, Marco Campione, amministratore delegato di Girgenti Acque. Secondo i giudici giudicanti Campione non è socialmente pericoloso e le sue attività imprenditoriali non sono legate o infiltrate dalla criminalità organizzata. Le indagini a carico di Marco Campione sono state sostenute dalla Direzione investigativa antimafia e dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e, in particolare, di Maurizio Di Gati, ex capo di Cosa Nostra agrigentina, secondo cui Campione sarebbe stato contiguo a Cosa Nostra. Marco Campione è difeso dall’ avvocato Lillo Fiorello.

 

21 ottobre, Il Tribunale ha imposto la misura della sorveglianza speciale per 4 anni e ha disposto la confisca di alcune imprese edili, già sequestrate in precedenza, a Fabrizio Messina, 41 anni, di Porto Empedocle. Secondo i giudici giudicanti, Fabrizio Messina, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Nino Gaziano, si sarebbe servito di alcuni prestanome per gestire le stesse imprese.

 

21 ottobre, A Canicattì, in via Diaz, 3 malviventi, travisati al volto e armati, hanno minacciato il corriere di una ditta di spedizioni, la “GLS”, e gli hanno rapinato circa 3 mila euro. Poi sono fuggiti. Indaga la Polizia. Si tratta del sesto atto criminale del genere compiuto a Canicattì in meno di 2 mesi.

 

22 ottobre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Sciacca il 12 giugno 2015, e ha condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione Davide Mordino, 45 anni, originario di Palermo, ex parroco della Basilica di San Calogero a Sciacca, accusato, fino al 30 dicembre 2009, di aver compiuto atti sessuali con numerosi minori di sesso maschile di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in cambio di denaro o di altre futili promesse, il tutto aggravato dal proprio ruolo e dall’ età minore. Mordino, che ha millantato ai malcapitati di dovere eseguire dei test sulla sensibilità corporea per conto dell’ Università di Palermo, è stato arrestato il 23 luglio 2012. La difesa ricorrerà in Cassazione.


22 ottobre, A Palermo, all’ ospedale “Civico”, nel reparto Rianimazione, è morto, dopo 34 giorni di agonia, Nino Tavormina, 17 anni, di Menfi, vittima di un incidente stradale la sera dello scorso 17 settembre, tra Menfi e Santa Margherita Belice, in contrada Senia, dove Tavormina a bordo di una motocicletta, insieme ad un altro ragazzo, si è ribaltato.


22 ottobre, A Licata uno scooter con a bordo due ragazzi non ha obbedito all’ alt ad un posto di blocco della Polizia nel quartiere Marina. I poliziotti hanno inseguito la moto, i due sono stati bloccati, e uno dei due è stato sorpreso in possesso, in tasca, di pochi grammi di marijuana. E’ stato segnalato alla Prefettura di Agrigento come assuntore di stupefacenti. Entrambi sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale.

 

22 ottobre, A Canicattì i Carabinieri della locale Compagnia, hanno sorpreso in via Capitano Ippolito, a un posto di blocco, Daniela Di Franco, 32 anni, di Canicattì, sottoposta alla misura di sicurezza della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per un anno, e con la patente di guida revocata come misura di prevenzione personale. Pertanto la donna è stata arrestata ai domiciliari.

 

22 ottobre, A Santa Elisabetta, ad un posto di blocco, i Carabinieri hanno sorpreso Stefano La Porta, 66 anni, sottoposto alla misura di sicurezza della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 3 anni. Per aver violato le prescrizioni di sicurezza, La Porta è stato arrestato ai domiciliari.

 

22 ottobre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, capitanati da Tommaso Amato, hanno arrestato ai domiciliari Lorenzo Losi, 20 anni, e Marco Oliva, 19 anni, perché nottetempo avrebbero rubato l’incasso del distributore di alimenti e bevande del liceo linguistico “Leonardo”, in via Dante. Un minorenne, originario di Palermo, è stato invece denunciato a piede libero. I 3, che risponderanno di furto aggravato, sono stati inseguiti tra via Dante e via Manzoni, e Losi, durante la fuga, ha gettato a terra un sacchetto in plastica contenente le monete che si ritengono rubate nella scuola, dove vi sono le tracce di effrazione, e una tenaglia. Lo stesso Losi risponderà anche di danneggiamento aggravato per avere colpito con un pugno una porta dell’ufficio di polizia, lesionandone la vetrata.

 

22 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno arrestato C I E, sono le iniziali del nome, 31 anni, di Agrigento, che risponderà di estorsione continuata perché, dopo avere intrattenuto una relazione con una donna 40enne della provincia di Agrigento, le ha estorto denaro minacciandola di divulgare delle foto e dei video compromettenti. Il 31enne è stato arrestato in flagranza di reato all’atto di ricevere i soldi dall’ ex compagna, ed è stato recluso ai domiciliari. Le indagini sono state coordinate dalla sostituto procuratore, Simona Faga.


24 ottobre, A Palma di Montechiaro, lungo la strada verso la frazione balneare di Marina di Palma, lo scorso 13 dicembre 2015, bersaglio di colpi di pistola calibro 9 è stato Diego Provenzani, 49 anni, già presunto componente della Stidda, mai condannato per mafia, durante la sanguinosa faida contro le famiglie di Cosa nostra ai primi anni 90. Provenzani, a bordo di uno scooter, è stato affiancato da un’automobile e dall’ auto ignoti hanno sparato almeno 3 volte. Diego Provenzani è stato ferito all’ addome e a un braccio, è stato soccorso da alcuni automobilisti e trasportato in ospedale. Ebbene, adesso i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, e i colleghi del commissariato di Palma di Montechiaro, diretti da Angelo Cavaleri, hanno arrestato i due presunti esecutori del tentato omicidio il cui movente sarebbe stato un debito non pagato e che si è protratto per quasi 30 anni. In manette Domenico Sambito , 67 anni, e Salvatore Ingiaimo, 26 anni. L’armeria gestita da Domenico Sambito, a Palma di Montechiaro, nel 1987 sarebbe stata rapinata da un gruppo di “stiddari”. Secondo Sambito, del gruppo è stato parte anche Diego Provenzani, e quindi Sambito ha ritenuto di essere creditore con Provenzani per le armi che gli sono state rubate. Domenico Sambito più volte avrebbe provato a riscuotere il credito, finchè avrebbe teso l’agguato a Diego Provenzani insieme al presunto complice, Salvatore Ingiaimo, alla guida dell’ auto, un’ Alfa 159, che sorprese Provenzani a bordo di uno scooter, lo inseguì e gli sparò. Nonostante fosse ferito, i due a bordo dell’ automobile non scesero giù per sparare il colpo di grazia perché nello stesso frangente transitò un’altra automobile, e i due sicari si dileguarono. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Carlo Cinque, si sono avvalse delle registrazioni delle telecamere di video - sorveglianza, delle dichiarazioni di alcuni pentiti che hanno confermato il movente, e anche delle tracce dello scooter di Provenzani nella carrozzeria dell’ Alfa 159 allorchè la vittima designata speronò l’auto nel tentativo di scappare.


24 ottobre, Il Tribunale di Sorveglianza ha revocato la misura di sicurezza della libertà vigilata all'imprenditore Gregorio Lombardo, 62 anni, di Favara, già arrestato per favoreggiamento della latitanza di Giuseppe Vetro e per associazione mafiosa. Lombardo ha già scontato la condanna e la sorveglianza speciale per 3 anni. Adesso, in quanto non ritenuto socialmente pericoloso, gli è stata revocata la libertà vigilata che gli è stata imposta nel 2015.

 

24 ottobre, A Burgio un’anziana, al rientro a casa, è stata assaltata in via Nazionale da un’altra donna di origine Rom che le ha strappato dal collo la collana. Indagano i Carabinieri.


25 ottobre, A Porto Empedocle la Guardia di Finanza della locale Sezione operativa navale e della Tenenza hanno scoperto e sequestrato una discarica abusiva a ridosso del centro abitato, nei pressi del torrente Re, a pochi metri dal mare, dove sono stati stoccati in modo incontrollato rifiuti inerti, materiali di scarto da demolizioni edilizie, materiale ferroso destinato alla rivendita, pneumatici, lastre di eternit, telai per infissi e carcasse di autocarri. Il proprietario dell’ area, di circa 2mila metri quadri, è stato denunciato. Si tratta di un imprenditore di 45 anni, titolare di un’ impresa di autotrasporti, che avrebbe gestito la sua area come deposito e movimentazione di scarti senza alcuna autorizzazione. Lo stesso imprenditore, che risponderà all’ autorità giudiziaria di violazioni in materia ambientale, è stato sorpreso in flagranza di reato intento a scaricare da un autocarro residui di demolizioni. Sono stati sequestrati anche i mezzi meccanici.

 

25 ottobre, Il 30 aprile 2015, al palazzo di giustizia di Palermo, la Corte d’Assise d’Appello ha ridotto da 18 anni a 16 anni e 2 mesi di carcere la condanna a carico di Raimondo Bonfanti, 30 anni, di Palma di Montechiaro, giudicato in abbreviato per l’omicidio di Nicolò Amato e del tentato omicidio del figlio Diego, a Palma di Montechiaro, il 22 aprile 2011. La Corte d’Assise di Agrigento ha già condannato Vincenzo e Nicola Bonfanti, giudicati in ordinario per gli stessi delitti, rispettivamente a 30 anni e 27 anni di reclusione, confermati poi in Corte d’Assise d’Appello. Ebbene, adesso la Cassazione ha annullato la condanna a carico di Raimondo Bonfanti con rinvio ad altra sezione di Corte d’Assise d’Appello. Pertanto i giudici di secondo grado valuteranno una seconda volta gli elementi probatori a carico dell’ imputato sulla base delle indicazioni della Cassazione.

 

25 ottobre, A Canicattì, in contrada Aquilata, ignoti malviventi, travisati con dei passamontagna, hanno bloccato l'automobile di un impiegato di una impresa locale che si occupa della consegna di elettrodomestici "folletto" e "bimby", e gli hanno rubato circa 20mila euro. Probabilmente i banditi, 2 o 3, sono stati a conoscenza che l’ uomo fosse diretto in banca per depositare i soldi. Indaga la Polizia.


25 ottobre, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia, agli ordini del capitano Marco Currao, hanno arrestato un operaio di 40 anni, Raimondo Riccobene, allorchè avrebbe tentato di estorcere dei soldi ad un muratore del luogo, e, al rifiuto, lo avrebbe aggredito provocandogli delle lesioni e gli avrebbe danneggiato l’automobile. L’episodio risale al 2 ottobre scorso. La somma pretesa ammonterebbe a 850 euro.


26 ottobre, Un omicidio è stato commesso nella tarda mattinata di oggi a Favara, in Corso Vittorio Veneto, nei pressi del supermercato Paghi Poco, dove è stato assassinato un uomo di 42 anni, Carmelo Ciffa, di Porto Empedocle, operaio, intento a lavorare con una motosega ad una palma, quando un ignoto sicario, sopravvenuto da via Cina, gli si è avvicinato e gli ha sparato 3 colpi di pistola. Due proiettili lo hanno colpito mortalmente e un terzo ha invece raggiunto un’automobile posteggiata. L’arma impugnata sarebbe stata una pistola di piccolo calibro. L'uomo, gravemente ferito, si è trascinato almeno cento metri, ed è morto poco dopo la disperata fuga dal killer che nel frattempo, temendo di essere bloccato, è fuggito. Sul posto hanno lavorato Carabinieri, Polizia e il sostituto procuratore, Salvatore Vella, che coordina le indagini.


26 ottobre, Ad Agrigento un uomo originario della Toscana ma da tempo residente ad Agrigento è stato denunciato alla Procura della Repubblica perché è stato sorpreso a cacciare illecitamente in contrada Drasy, nei pressi di Punta Bianca, dai poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle diretti da Cesare Castelli e dalla Guardia Forestale di Agrigento diretta da Calogero Cammarata. L’ anziano ha utilizzato illegalmente un richiamo acustico, del tipo "Plurifon", per allodole, e ha ucciso 35 allodole quando invece il limite massimo che la legge consente agli individui che amano sparare alla natura è di 10 esemplari. Al toscano è stata sequestrata l’ arma, un fucile semiautomatico calibro 12, e il riproduttore acustico. E pagherà una multa di 412 euro.

 

26 ottobre, Ad Agrigento, a Villaseta, una neonata di 4 giorni ha rischiato il soffocamento a causa di un rigurgito di latte. Tempestivo e salvifico è stato l’ intervento dei sanitari del 118 che hanno subito indicato telefonicamente alla madre come rimediare. Quando è giunta l’ ambulanza la piccola è stata già fuori pericolo. Al servizio telefonico, dalla centrale operativa di Caltanissetta, hanno operato gli infermieri Alessandro Scarantino, Antonio Giuffrida, Cilia Kocis, Michele Miccichè, e Tiziana Caramia, coordinati dal responsabile della centrale Giuseppe Misuraca.

 

26 ottobre, Ad Agrigento al Liceo scientifico Leonardo, al Viale della Vittoria, ignoti, nottetempo, sono entrati forzando un ingresso, hanno rovistato dappertutto ma non hanno rubato nulla. Sul posto hanno compiuto i rilievi sul danneggiamenti i poliziotti della Volanti.

 

26 ottobre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno multato per 1.200 euro complessivi i titolari di 2 locali pubblici nel centro cittadino per avere installato videopoker non in regola. I videopoker sono stati sequestrati e affidati in custodia agli stessi proprietari dei locali.


27 ottobre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato in carcere Gabriele Calderaro, 34 anni, perché è evaso dagli arresti domiciliari. L’ episodio risale al 22 ottobre scorso. Il Tribunale di Agrigento ha ordinato il trasferimento in carcere.


27 ottobre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Domenico Morgana, 42 anni, sorvegliato speciale con patente revocata, sorpreso a bordo di un ciclomotore Vespa 50 che è stato sequestrato perché senza assicurazione.


27 ottobre, I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento hanno trovato tempestivamente, poco tempo dopo il furto in città, e restituito ai proprietari, due ciclomotori Piaggio Liberty. Nel corso del servizio di pattugliamento, coordinato dal dirigente Tommaso Amato, sono stati controllati 106 veicoli, 119 persone e sono state elevate 9 contravvenzioni al codice della strada.


27 ottobre, L’ imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, 52 anni, è stato arrestato dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento, capitanato dal tenente colonnello Fabio Sava e dal colonnello Massimo Sobrà. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento, tramite la sostituto procuratore Brunella Sardoni, nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Discount” sui fallimenti di 4 società che si ritengono legate a Giuseppe Burgio, e che sono la Gestal srl, la Ingross srl, la CDA spa, e la GsB srl. Le stesse 4 società sono fallite tra il dicembre 2011 e l’ ottobre 2012. Ebbene, le Fiamme Gialle avrebbero rilevato la distrazione di ingenti beni patrimoniali, per decine di milioni di euro, tramite vari artifizi materiali e contabili : la sottrazione di denaro dalle casse della società, poi operazioni finanziarie e compravendite tra società collegate per drenare liquidità, e poi la falsificazione delle scritture contabili se non, in alcuni casi, la loro distruzione o sottrazione. In ragione di ciò, come invocato dalla Procura della Repubblica di Agrigento, adesso alle redini di Luigi Patronaggio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale ha firmato una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giuseppe Burgio, contestandogli la bancarotta fraudolenta a danno delle 4 società Gestal, Ingross, CDA e GsB. I fallimenti avrebbero procurato danni ai creditori sociali per quasi 50 milioni di euro, e le distrazioni ipotizzate ammontano a oltre 13 milioni di euro. Si è inoltre proceduto al sequestro preventivo di quote sociali che l’ imprenditore Giuseppe Burgio ha detenuto in altre società per 530mila euro, e di altri rapporti finanziari, di diversa tipologia, intestati o riconducibili allo stesso Burgio.


28 ottobre, La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha concluso le indagini e ha scritto al Tribunale : “archiviate”. E il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ha risposto condividendo e archiviando l’ inchiesta sui lavori preliminari alla costruzione del rigassificatore a Porto Empedocle insorta a seguito di quanto dichiarato dall’ ex sindaco, Paolo Ferrara, che nel 2013 ha sollevato sospetti sul materiale utilizzato per il compattamento del suolo e per la costruzione della scogliera a difesa e protezione del rigassificatore, ipotizzando il reato di frode in fornitura pubblica, peraltro aggravato dall’ avere agevolato la mafia perché l’ impresa fornitrice è stata ritenuta contaminata da infiltrazioni mafiose tanto che il 19 gennaio 2012 la Prefettura di Agrigento le ha inflitto l’ informativa antimafia interdittiva. E poi Paolo Ferrara ha raccontato, anche in tal caso smentito dall’ archiviazione, di essere stato a conoscenza di somme di denaro pagate a soggetti politici agrigentini per 1 milione di euro complessivo offerto a disposizione dall’ Enel. Pertanto sono stati scagionati i manager e dirigenti del gruppo Enel, Aurelio Cesareo, 61 anni, di Catanzaro, Giuseppe Luzzio, 62 anni, di Viterbo, e Antonio Lorenzo Poli, 52 anni, di Milano. E poi Nunzio Adesini, 32 anni, di Gela, amministratore delegato della società “Mondello”, ed Emanuele Mondello, 57 anni, di Gela, imprenditore e presidente del Consiglio di amministrazione della società “Mondello”. E poi i titolari e gestori della società “Gest quarry” di Favara, Giuseppe Scariano, 64 anni, Salvatore Scariano, 41 anni, Antonio Sgarito, 29 anni, Gaetano Sferrazza, 40 anni, e Francesco Torres, 30 anni. E poi Giuseppe Citino, 63 anni, di Avola, impiegato al cantiere di Porto Empedocle e dipendente del gruppo Enel. Già lo scorso 29 aprile 2016 la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Alessia Geraci, ha respinto le richieste di applicazione delle misure cautelari a carico degli 11 indagati, proposte dalla Procura di Palermo. E allo stesso modo, su ricorso dei sostituti procuratori, Emanuele Ravaglioli e Gery Ferrara, si è pronunciato il Tribunale del Riesame lo scorso 13 maggio 2016. Adesso l’ archiviazione.


29 ottobre, La presunta parte offesa si è opposta due volte, tramite l’ avvocato Arnaldo Faro, alla richiesta di archiviazione da parte della Procura di Agrigento. E adesso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha disposto l’ imputazione coatta a carico dell’ ex dirigente della Biblioteca Museo Pirandello, Enzo Caruso, per stalking a danno di Maria Filomena Lauricella, dipendente della stessa Biblioteca Museo. Pertanto, a seguito dell’ imputazione coatta, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, e la prima udienza preliminare è in calendario il prossimo 11 gennaio 2017 innanzi alla giudice per le udienze preliminari, Alessandra Vella.

 

29 ottobre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Salvatore Vella, a conclusione della requisitoria, ha chiesto ai giudici della Corte d’Assise di condannare all’ ergastolo Angelo Carità, 60 anni, imprenditore di Licata, arrestato il 20 maggio 2013 perchè accusato di sequestro di persona, omicidio aggravato e occultamento di cadavere in riferimento alla morte dell’ imprenditore di Licata, Giovanni Brunetto, 56 anni, del quale non vi è stata più traccia dal 7 maggio 2013. Il prossimo 20 dicembre interverrà il difensore di Carità, l’ avvocato Nino Gaziano. Il movente dell’ omicidio sarebbe legato a una truffa di 40 mila euro che sarebbe stata perpetrata a danno della vittima.


29 ottobre, Tra Agrigento e Raffadali ignoti sarebbero entrati dentro l’ abitazione di un pensionato agrigentino forzando un ingresso, e avrebbero provocato l’esplosione di una bombola del gas nella cucina, che ha gravemente danneggiato la casa di campagna. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e Carabinieri.


30 ottobre, Ad Agrigento i Carabinieri della Radiomobile e della stazione del Villaggio Mosè, nell’ ambito dei controlli durante la movida del sabato sera, hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe Nocera, 22 anni, di Cammarata, e hanno denunciato un minorenne anche lui di Cammarata. I due sono stati sorpresi all’ interno di una villa comunale in possesso di 17 grammi di marijuana divisi in 18 dosi confezionate. A casa di Nocera sono stati sequestrati altri 113 grammi di marijuana e 5 grammi di hashish, e materiale vario per il confezionamento delle dosi.


31 ottobre, La Procura di Sciacca, tramite il sostituto procuratore, Michele Marrone, ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Alessandria della Rocca, Alfonso Frisco, il sindaco di Bivona, Giovanni Panepinto, il sindaco di Cianciana, Santo Alfano, il sindaco di San Biagio Platani, Filippo Bartolomeo, il sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore, e poi Vincenzo Marinello, già presidente dell’ Ato rifiuti Sogeir, e Salvatore Re, segretario e dirigente amministrativo. I 7 sono indagati per abuso d’ufficio aggravato in concorso tra di loro. I sindaci Frisco, Panepinto, Alfano, Bartolomeo e Cacciatore, che sono anche componenti dell’ Unione dei Comuni Platani – Quisquina – Magazzolo, di cui Alfonso Frisco è presidente, hanno assegnato a Vincenzo Marinello l’ incarico di responsabile del settore finanziario dell’ Unione dei Comuni Platani – Quisquina – Magazzolo. La delibera di affidamento dell’ incarico è la numero 19 del 9 novembre 2013, e l’ 11 novembre 2013 è stato stipulato tra l’ Unione dei Comuni e Vincenzo Marinello un contratto di lavoro a tempo determinato e orario parziale, regolarmente retribuito. Ebbene, secondo la Procura la delibera e il contratto violano le norme del regolamento di funzionamento dell’ Unione Platani – Quisquina – Magazzolo e le norme del testo unico Enti locali che vietano all’ amministrazione di ricorrere a personale esterno tramite nuovi contratti di lavoro per incarichi come l’ incarico affidato a Marinello. Prima udienza preliminare il 13 gennaio 2017.

 

1 novembre, A Licata ancora un episodio incendiario tormenta il sindaco Angelo Cambiano. Infatti, il fuoco è divampato nella casa rurale del padre del sindaco, Rosario Cambiano. Si tratta di un fabbricato in contrada Conca Ginisi. Le fiamme lo hanno distrutto, danneggiando gli attrezzi agricoli utilizzati per le coltivazioni circostanti. Indaga la Polizia alla ricerca di tracce di dolosità. Lo scorso 9 maggio, ancora a Licata, in contrada Stretto, il fuoco è stato appiccato all’ interno della casa di campagna della famiglia Cambiano. E per tale attentato sono stati arrestati i licatesi Angelo Marco Sortino, 32 anni, e Calogero Strincone, 30 anni.

 


1 novembre, Ad Aragona un pensionato ultra 60enne è stato soccorso in ospedale ad Agrigento e poi trasferito a Palermo perché ferito gravemente alla gola e in altre parti del corpo. E’ stata la moglie ad accorgersi del marito riverso a terra in casa e ferito. I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento sono impegnati nelle indagini alla ricerca delle cause del ferimento, se aggressione a domicilio, oppure autolesionismo o tentativo di suicidio.

 

1 novembre, Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha prorogato il regime del 41 bis a carico del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, arrestato a Favara il 23 ottobre 2010 e detenuto a Tolmezzo in provincia di Udine. Nel provvedimento, tra l’altro, il ministro Orlando scrive : “Messina ha ancora una forte posizione in Cosa Nostra, e non si sono verificate sopravvenienze da cui desumere un mutamento del ruolo e della posizione del detenuto all'interno dell'organizzazione, né lo stesso ha operato condotte che si sono poste in conflitto con la sua appartenenza all'organizzazione. Il decorso del tempo trascorso in detenzione non ha mutato il ruolo e la funzione del soggetto all'interno dell'organizzazione”.


1 novembre, A Sciacca, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Michele Marrone, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna di tutti i 9 imputati, giudicati in abbreviato, nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “The Wall” per rapine in banca nel territorio del Belice, tra il 2012 e il 2013, a Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice e Menfi. 7 anni e 6 mesi per Michele Gandolfo, 61 anni, di Sambuca di Sicilia, ex direttore di filiale, che sarebbe stato basista.
8 anni e 6 mesi per Massimo Tarantino, 44 anni, di Sambuca, barbiere.
4 anni e 4 mesi per Pietro Curti, 78 anni, di Sambuca, pensionato.
8 anni per Pietro La Placa, 37 anni, di Palermo.
7 anni per Francesco Conigliaro, 45 anni, di Palermo.
2 anni e 4 mesi ciascuno per i fratelli palermitani Pietro e Paolo Valpa, di 47 e 48 anni, e poi per Ignazio La Manna, 38 anni.
Un anno e 2 mesi per Salvatore Palazzolo, 30 anni, di Palermo.

 

1 novembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari 4 braccianti agricoli. Si tratta di Gaspare Marchì, 55 anni, Calogero Marchì, 27 anni, Calogero Fraccica, 52 anni, e Francesco Fraccica, 26 anni. I 4 sono ritenuti responsabili di rissa aggravata, lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. I Carabinieri sono intervenuti al Pronto Soccorso dell’ ospedale “San Giacomo d’Altopasso”, e hanno sorpreso i 4 braccianti licatesi intenti a scontrarsi tra di loro, all’ interno dell’ ospedale, per contrasti di natura privata. I 4 agricoltori sono stati sottoposti a cure mediche prima di essere ristretti in reclusione. I militari hanno sequestrato un bastone in legno di 120 centimetri utilizzato durante la rissa.


1 novembre, La Procura di Agrigento, tramite l’ aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Alessandro Macaluso e Carlo Cinque, ritenendo utile e necessario un approfondimento dibattimentale innanzi al giudice, hanno chiesto il rinvio a giudizio di un’ avvocatessa agrigentina e di sua sorella, accusate di estorsione perché avrebbero preteso da alcuni clienti del denaro ulteriore rispetto al proprio onorario. Alcune parti offese sono difese dall’ avvocato Giuseppe Arnone, che presenterà istanza di costituzione come parte civile il prossimo 22 novembre innanzi al giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto. Le due imputate sono difese dall’ avvocatessa Maria Alba Nicotra.


2 novembre, Nell’agrigentino sono in corso a ritmo serrato, e in modo intenso, i controlli a riscontro del possesso dei requisiti per ottenere i benefici della legge 104. Ebbene, in ambito scolastico, a seguito di circa 1200 visite mediche e verifiche da parte dell’ Inps, sono state revocate 400 assegnazioni di sede ottenute con la 104. Pertanto docenti e personale Ata sono stati trasferiti nella sede originariamente assegnata, e la loro posizione è sotto valutazione dell’ autorità giudiziaria, costantemente informata dall’ Inps sugli esiti delle attività di ispezione.

 

2 novembre, Nell’agrigentino, tra Ribera e Cianciana, ha subito un violento incendio una zona adibita alla coltivazione di agrumi. In particolare, il fuoco ha devastato un capannone agricolo, comprendente diversi depositi di attrezzi agricoli di altrettanti proprietari, provocando danni stimati intorno ai 600mila euro. Sul posto hanno lavorato parecchie ore i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri. Non sono state rilevate tracce di effrazione o di dolosità delle fiamme.


2 novembre, A Sciacca, in contrada Perriera, due donne sono entrate a casa di un anziano con il pretesto di poter lavare il ciuccio per un bambino, e all’ interno una ha distratto lui e l’altra ha rubato circa mille euro in contanti. E ancora a Sciacca, altri 2 malviventi hanno truffato una donna anziana vendendole una collana di nessun valore per 300 euro.


2 novembre, La Guardia costiera di Porto Empedocle è intervenuta ad Agrigento, a largo di Punta Bianca, e ha soccorso 3 persone a bordo di una imbarcazione in avaria. E’ stato uno dei 3 a lanciare l’ sos telefonando al numero 1530. L'imbarcazione è stata trascinata con un rimorchio fino al porticciolo turistico a San Leone.


3 novembre, L’ ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, che ha collaborato con la Giustizia nell’ ambito di numerose inchieste giudiziarie, tra le quali l’ anti usura “Easy Money”, annuncia che, come gli è stato anticipato verbalmente, gli sarà revocata la scorta. Ferrara aggiunge : “Presumo che nei prossimi giorni mi sarà notificato il provvedimento a decorrere dal 12 novembre. Mi sento di ringraziare il Prefetto ed il Questore di Agrigento per la vicinanza manifestatami nei momenti belli e brutti che si sono susseguiti. Un ringraziamento forte va a tutti i ragazzi che mi hanno fatto la scorta. Sono dei professionisti che riescono a fare benissimo, nella migliore maniera, un lavoro molto delicato e difficile".


3 novembre, Ad Agrigento, a San Leone, il 2 ottobre 2015, un ragazzino di 12 anni emigrato dall’ Egitto e ospite di una comunità per minori a Cannatello, è stato recuperato cadavere in mare, morto per annegamento dopo essersi tuffato in acqua. Ebbene, adesso, la Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto Andrea Delpini, ha chiesto il rinvio a giudizio per i gestori della stessa comunità per minori di Cannatello. Risponderanno di omicidio colposo Angelo Romano, 44 anni, di Palma di Montechiaro, e Clara D’Agostino, 28 anni, di Naro.


3 novembre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione un operaio di 42 anni imputato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale a danno dell’ ex moglie, costituita in giudizio parte civile tramite l’ avvocato Mira Cerra, a cui è stato riconosciuto un risarcimento di 15 mila euro. Fino al 15 dicembre del 2013, l'operaio avrebbe picchiato con schiaffi e calci, anche in presenza dei figli minori, la moglie, insultandola affinchè abbandonasse l’abitazione.


4 novembre, In un centro di accoglienza di migranti minorenni tra Agrigento e Raffadali, il pasto offerto non è stato di gradimento degli stranieri, a tal punto che i migranti si sono scatenati in rivolta, barricandosi all’ interno della cucina, e, minacciando i responsabili del centro e gli assistenti sociali, hanno distrutto arredi e vettovaglie con spranghe di ferro e bastoni di legno. Sul posto è intervenuta la Polizia, e 8 migranti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per i minori. Risponderanno del reato di minacce gravi e danneggiamento aggravato. Nel frattempo saranno trasferiti in un altro centro d’accoglienza.


4 novembre, Ad Agrigento ignoti ancora una volta, l’ennesima, hanno rubato cavi di rame provocando il black out in ampie zone del territorio. I criminali hanno tagliato e asportato i cavi elettrici tra le contrade Punta Bianca, Zingarello e Cipolluzze. E i residenti sono costretti senza energia elettrica, in attesa che si provveda a rimedio. Le indagini in tale ambito hanno rivelato, come testimoniato anche dagli arresti che si sono susseguiti, che sono soprattutto bande immigrate dall’ est Europa a praticare il furto dei cavi di rame, il cosiddetto oro rosso, particolarmente apprezzato economicamente nel mercato nero.


4 novembre, Ad Agrigento, in via Dante, una donna anziana è stata abbindolata e derubata allorchè un’ altra donna, probabilmente una rom, ha bussato alla sua porta, e le ha chiesto di potere recuperare un qualcosa che le era cascato sul suo balcone. L’ anziana si è diretta verso il balcone alla ricerca del qualcosa, e nel frattempo la ladra è entrata dentro, ha arraffato un contenitore di oggetti preziosi e si è dileguata. Indaga la Polizia, che invita, soprattutto le persone anziane, a non prestare attenzione agli sconosciuti alla porta.


4 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero, Andrea Maggioni, ha rinviato a giudizio, all’ udienza del 18 gennaio innanzi al giudice monocratico, 21 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Brothers”. Si tratta di 21 presunti soci in affari di droga tra Canicattì e altri comuni confinanti. Le indagini sono state sostenute dai Carabinieri della Compagnia di Canicattì tra l'aprile del 2012 e il maggio del 2013.


5 novembre, Incredibile ma vero ! Dopo il maxi furto di cavi elettrici a sud est di Agrigento i ladri ancora in azione negli stessi luoghi. Favoriti dal black out, sono entrati anche nelle case per rubare i fili interni. Appena 36 ore addietro ad Agrigento ignoti hanno rubato cavi di rame provocando il black out in ampie zone del territorio. I criminali hanno tagliato e asportato centinaia di metri di cavi elettrici tra le contrade Punta Bianca, Zingarello e Cipolluzze. E i residenti sono costretti senza energia elettrica, in attesa che si provveda a rimedio. Ebbene, adesso, nottetempo, i criminali hanno imperversato ancora negli stessi luoghi, concludendo il lavoro intrapreso. Inoltre, favoriti dal black out, perché il danno è grave e i tempi di riparazione non sono brevi, hanno divelto recinzioni, forzato ingressi, e sono entrati dentro le case della zona per depredare cavi e fili interni. Alcuni mesi addietro, come si ricorderà, ad Agrigento, in Prefettura, aderendo ad una iniziativa di carattere nazionale, è stata composta e lanciata una task force contro tale fenomeno criminale del furto di oro rosso : poco effetto avrebbe dunque sortito tale iniziativa.

 


5 novembre, Dopo la rivolta, con spranghe e bastoni, e 8 denunciati, in un centro di accoglienza per migranti minori a Montaperto, al confine tra Agrigento e Raffadali, ancora tensioni in altre strutture dello stesso genere. A Villaseta, frazione di Agrigento, gli ospiti di un centro d’accoglienza hanno protestato contro i pochi soldi che gli sarebbero assegnati giornalmente. I migranti hanno manifestato all’ esterno e poi all’ interno del centro. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno ripristinato ordine e sicurezza.


6 novembre, Ad Agrigento bande di ladri hanno compiuto un maxi furto di cavi elettrici a sud est di Agrigento tra le contrade Punta Bianca, Zingarello e Cipolluzze la notte di giovedì scorso 3 novembre, provocando gravi danni e un perdurante black out nella zona. Poi sono stati a lavoro anche venerdì notte, negli stessi luoghi, e hanno proseguito le ruberie non esitando ad entrare nelle case favoriti dal black out. E poi hanno ancora proseguito le proprie attività sabato notte, 5 novembre, rubando ancora cavi e depredando anche un’ impresa a lavoro nella zona dal mattino precedente per il ripristino della corrente elettrica. Dopo la terza notte consecutiva di furti di cavi a Punta Bianca, Zingarello e Cipolluzze, i ladri domenica si sono riposati.

 

 


7 novembre, Vito Bucceri, 44 anni, di Menfi, bracciante agricolo, arrestato dai Carabinieri lo scorso 7 luglio nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Opuntia”, perché ritenuto il capomafia di Menfi, collabora con la Giustizia. E la scelta di Bucceri di collaborare con i magistrati sarebbe risalente a prima del suo arresto, quando ancora è stato in libertà. Le dichiarazioni di Vito Bucceri, che ha ammesso di essere il reggente mafioso di Menfi per volontà del boss sambucese, Leo Sutera, sono state depositate anche al processo antimafia nell’agrigentino “Icaro”, pendente con 34 richieste di rinvio a giudizio.

 

7 novembre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, hanno notificato due ordinanze di misure cautelari, emesse dal Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, a carico di Rosario Meli, 68 anni, e Angelo Prato, 36 anni, entrambi di Camastra, per il reato di porto illegale di arma in luogo pubblico. Angelo Prato è stato ristretto ai domiciliari. Rosario Meli invece, presunto capomafia di Camastra, è già detenuto in carcere dallo scorso 7 luglio 2016, il giorno dell’ operazione antimafia cosiddetta “Vultur”.


7 novembre, I Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Luigi Sciandrone, 56 anni, di Ravanusa, perché, approfittando della precarietà delle condizioni di salute di un anziano di 87 anni, è entrato furtivamente dentro casa sua e gli ha rubato 100 euro in contanti custoditi all’ interno di un mobile. Sciandrone è stato sorpreso in flagranza di reato. Il denaro è stato restituito all’ anziano.


7 novembre, A Naro i Carabinieri hanno arrestato un romeno di 35 anni, Constantin Pinau, bracciante agricolo, che ha picchiato la moglie e poi, preda dell’ alcol, si è scagliato contro i Carabinieri intervenuti sul posto allarmati al 112. All’ autorità giudiziaria, l’ immigrato dall’ est Europa risponderà di minaccia, violenza, resistenza a un pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e maltrattamenti contro familiari e conviventi. Un militare è stato soccorso in Guardia Medica.


8 novembre, La Direzione investigativa antimafia di Agrigento e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno arrestato Antonio Massimino, 48 anni, e Liborio Militello, 49 anni, entrambi di Agrigento, indagati di 3 ipotesi di tentata estorsione a danno di un imprenditore edile agrigentino impegnato nella costruzione di una palazzina in città. Le pretese estorsive, tra richieste di denaro e assunzione di personale, sarebbero state rivolte nel cantiere edile e negli uffici dell’impresa interessata. Massimino è stato già condannato per associazione mafiosa nell’ ambito delle inchieste antimafia “Akragas” e “San Calogero”, ed è sottoposto a misure di prevenzione e sorveglianza. Liborio Militello è ritenuto un uomo di fiducia dello stesso Massimino.

 

8 novembre, La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite i sostituti procuratori, Andrea Maggioni e Matteo Delpini, ha notificato l’ avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 33 indagati nell’ ambito della seconda inchiesta cosiddetta “Demetra”, dopo la prima risalente al 2013, su infortuni sul lavoro e false certificazioni mediche. Gli indagati sono soprattutto di Raffadali e di Aragona, e avrebbero indotto l'Inail e l’ Inps di Agrigento ad erogare indennizzi per inesistenti infortuni sul lavoro. Dunque, i falsi infortuni sul lavoro sarebbero stati provati da false certificazioni mediche, ottenendo benefici economici e quindi un ingiusto profitto.


8 novembre, La seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, ha assolto i 15 imputati, tutti di Racalmuto, inquisiti nell’ ambito dell’ inchiesta “Giochi di potere”, per truffa aggravata, abuso d’ufficio e abusivismo edilizio, relativamente alla costruzione di 3 alberghi a Racalmuto finanziati con fondi dell’Unione Europea. Dunque, sono stati assolti l’ ex capo dell’ Ufficio tecnico comunale, Ignazio Romano, Edoardo Chiarelli, progettista e direttore dei lavori, gli imprenditori Calogero Cacciato, Adamo Chiarelli, Luigi Martorelli, Sergio Borsellino, Andrea Borsellino e Calogera Sena, gli ex dirigenti dell' Ufficio tecnico comunale Calogero Chiarelli e Domenico Graci, l'ex sindaco Salvatore Petrotto, l'avvocato Calogero Mattina, i progettisti Paolo Lo Iacono e Carmelo Santalucia, e il tecnico comunale Diego Salvo.

 

8 novembre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione inflitta dal Tribunale di Sciacca a carico di Alessandro Tavormina, 35 anni, di Ribera, accusato del tentato omicidio della ex moglie e di stalking a danno di lei. Il riberese, il 6 maggio 2014, avrebbe sparato 5 colpi di pistola all’automobile Mercedes con alla guida la donna, G S sono le iniziali del nome, 36 anni, di Ribera.

 

8 novembre, Ad Aragona i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Gerlando Antonio Galluzzo, 42 anni, perché innanzi ad un garage, in via Santa Rosalia, impugnando una pistola avrebbe minacciato alcuni parenti. Nel corso della perquisizione domiciliare a casa di Galluzzo i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato una pistola semiautomatica marca beretta calibro 9 corto, con colpo in canna, 9 pallottole nel serbatoio ed altre 30 cartucce, il tutto regolarmente detenuto. Galluzzo però non ha autorizzazione per il porto dell’ arma. Lo scontro con i parenti, tra cognato e nipote di Galluzzo, sarebbe stato provocato dalla contesa sull’ utilizzo dello stesso garage.

 

8 novembre, Una donna di 42 anni di Santa Margherita Belice è morta vittima di un aneurisma all’ ospedale Villa Sofia a Palermo, e la famiglia ha generosamente autorizzato l’espianto degli organi, salvando 4 vite. Si è proceduto al prelievo di reni e fegato. Il fegato è stato diviso in due parti, a favore di due riceventi diversi, entrambi di Bergamo, un adulto e un bambino. I due reni sono invece stati destinati al Policlinico di Catania e all’ Ismett di Palermo. “L’Azienda Villa Sofia Cervello – sottolineano i Direttori generale e sanitario, Gervasio Venuti e Giovanni Bavetta – in sintonia con il Centro regionale trapianti è impegnata per sostenere e incrementare l’attività di donazione e prelievo organi, un settore di grande rilevanza sociale e medica nel campo della sanità siciliana”.

 

8 novembre, I Carabinieri in Motovedetta d’Altura della Compagnia di Agrigento e della Stazione di Licata, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno elevato a Licata 8 multe per complessivi 5mila euro per mancanza di autorizzazioni per il commercio, trasporto e vendita di prodotti ittici a carico di altrettanti venditori ambulanti. I controlli proseguiranno al fine di reprimere del tutto il commercio abusivo di prodotti alimentari.

 

9 novembre, Nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Rimborsopoli”, sostenuta dalla Procura e dalla Guardia di Finanza di Agrigento, contro presunti casi di indennità percepite indebitamente da amministratori comunali, il Tribunale del Riesame ha revocato la misura del sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Agrigento a carico dell’ ex consigliere comunale Alfonso Vassallo, difeso dall’ avvocato Daniela Posante, e di Francesco Giambrone, presidente ConfArtigianato Agrigento, difeso dagli avvocati Tanya Castronovo e Stefano Catuara. Per l’ ex consigliere comunale Antonino Cicero la misura è stata invece diminuita di 9.370 euro.


10 novembre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 4 mesi di reclusione inflitta il 19 giugno 2014 dal Tribunale di Agrigento all’ex sindaco di Licata, Angelo Graci, imputato di istigazione alla corruzione perché avrebbe preteso dall’ ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, l’assunzione della figlia in cambio della consegna degli impianti idrici alla società privata.


11 novembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Salvatore Antona, 38 anni, per furto aggravato ed estorsione, allorchè avrebbe rubato delle automobili pretendendo poi il riscatto dai proprietari per la restituzione. Antona è detenuto nel carcere Petrusa ad Agrigento a disposizione dell’ Autorità giudiziaria.


11 novembre, La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di 9 imputati per detenzione e spaccio di stupefacenti tra Agrigento e Aragona. Il prossimo 12 gennaio, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, risponderanno presente : i fratelli Gaetano Faija 25 anni, e Umberto Faija 23 anni, di Aragona, poi Raimondo Sorce 20 anni di Favara, Alfonso Zammuto 28 anni di Aragona, Salvatore Capraro 27 anni di Agrigento, Alessandro Bosco 36 anni di Favara, Mario Attardo 28 anni di Aragona, Massimo Trupia 43 anni di Agrigento, e Salvatore Terrasi 37 anni di Aragona. Ai nove indagati è stato già comunicato l’avviso di chiusura delle indagini. L’ inchiesta, che si è avvalsa di metodi tradizionali, tra intercettazioni e pedinamenti ad opera dei Carabinieri, risale al 2012, e ruota intorno a presunte compravendite di hashish e marijuana tra Agrigento e Aragona.

 

12 novembre, L’ avvocato agrigentino, Giuseppe Arnone, è stato arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, che lo hanno sorpreso in flagranza di estorsione, in possesso di 2 assegni per complessivi 14mila euro che sarebbero stati firmati da una sua collega avvocato, come corrispettivo di un presunto “silenzio di convenienza”. La collega è l’avvocato Francesca Picone, 42 anni, di Favara, già a giudizio per delle irregolarità che lei avrebbe commesso nel patrocinio di alcuni clienti che l'hanno poi denunciata. Alcuni di tali clienti sono assistiti dall’ avvocato Giuseppe Arnone, che avrebbe prima minacciato la collega Picone di sollevare un polverone mediatico, e poi avrebbe chiesto per il suo silenzio il pagamento di 50.000 euro. L'avvocatessa Picone ha denunciato il ricatto alla Squadra Mobile e ha concordato il pagamento delle prime due tranche con assegni da 14.000 euro.
Gli investigatori sono intervenuti sorprendendo Arnone con due assegni per complessivi 14.000 euro. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha affidato il caso ai pubblici ministeri Cinque e Macaluso, che dopo aver valutato gli atti della Squadra Mobile, inoltreranno al Tribunale le relative richieste.


12 novembre, A Sciacca, in contrada San Giorgio, due uomini residenti a Caltabellotta sono stati investiti da un’automobile. Uno dei due è morto. Si tratta di Pellegrino Muscarnera, 65 anni. L’ altro è gravemente ferito, le iniziali del suo nome sono V M, 50 anni, ed è stato trasferito al reparto Rianimazione dell'ospedale "Civico" a Palermo. I due di Caltabellotta sono stati a bordo di un’automobile Fiat Stilo, diretti da Sciacca a Caltabellotta. L’ auto, dopo uno sbandamento, si è schiantata contro il guard-rail. Le 4 persone a bordo hanno telefonato ai soccorsi e ad alcuni familiari che si sono recati sul posto. Ebbene, in tale frangente di attesa sulla carreggiata, è sopraggiunta un’ altra automobile in marcia, una Audi, che ha falciato i due uomini. Indaga la Polizia stradale.


12 novembre, Antonino Gagliano è nato a Siculiana il 13 luglio 1967. I giorni suoi sono tribolati dal mattino del 26 giugno 2012 quando la Squadra Mobile agrigentina lo ha arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”. Poi i suoi tormenti si sono ancor più aggravati il 10 novembre 2015 quando i Carabinieri lo hanno arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lui, Gagliano, proprietario di una impresa di calcestruzzo, tramite la fornitura di calcestruzzo avrebbe commesso le estorsioni aggravate a danno di un imprenditore di Siculiana che nel luglio 2014 ha subito anche un atto intimidatorio. Le dichiarazioni dello stesso imprenditore hanno svelato il presunto trucco delle fatture gonfiate per la fornitura di calcestruzzo mai consegnato. Antonino Gagliano si sarebbe rivolto così all’ imprenditore : “Ti senti tranquillo qui a Siculiana….ricordati che a Porto Empedocle pagano mille euro per il calcestruzzo….”. Poi, innanzi ai magistrati, Antonino Gagliano si è dichiarato innocente, accusando l’ imprenditore di non avergli pagato quanto legittimamente avrebbe dovuto pagargli, e di avere l’ imprenditore denunciato lui Gagliano per ritorsione vendicativa. Ebbene, adesso, dopo Polizia e Carabinieri, il Gagliano Antonino di Siculiana ha ricevuto la visita della Guardia di Finanza. E il Nucleo di Polizia Tributaria gli ha sequestrato beni per 710mila euro su ordine della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Miceli, e su proposta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Nel cestino del sequestro vi sono a Siculiana 2 imprese individuali intestate ai figli di Gagliano, e un cementificio intestato alla moglie, il tutto per circa 410 mila euro. E poi appezzamenti di terreno a Siculiana e a Realmonte, compreso un fabbricato rurale, il tutto per 250 mila euro. E poi diversi rapporti bancari intestati a lui e alla famiglia, per più o meno 50 mila euro. I Finanzieri hanno indagato e sostengono di avere rilevato, nel periodo tra il 2005 e il 2013, una evidente sproporzione tra il valore dei beni acquistati rispetto alla capacità di reddito della famiglia Gagliano. Ad Agrigento, in Tribunale, il prossimo 14 dicembre si discuterà in udienza della proposta di applicazione, a carico di Antonino Gagliano, della misura di prevenzione personale, dopo la patrimoniale che gli è stata appena imposta, e della confisca dei beni che gli sono stati sequestrati.


12 novembre, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, un ragazzo di 17 anni avrebbe rubato un’ automobile Fiat 600 e poi è fuggito lungo la statale 115 in direzione Palma di Montechiaro. Nei pressi del bivio per Naro, in contrada Ciavolotta, l’automobile, probabilmente perché ad elevata velocità, si è ribaltata e il giovane, originario di Santo Stefano di Quisquina, ha subito gravi ferite e l'elisoccorso del 118 lo ha trasportato all’ ospedale "Sant'Elia" a Caltanissetta dove è ricoverato in prognosi riservata. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Polizia. Il 17enne risponderà del reato di ricettazione.

 

12 novembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari due pescatori, Agostino Curella, 34 anni, e Orazio Sortino, 28 anni, allorchè, navigando a bordo di una lancia a motore di loro proprietà, sono stati sottoposti a controllo amministrativo da parte della Guardia Costiera. E i marinai li hanno sanzionati e hanno sequestrato una loro rete collocata in modo illegale all’imboccatura del porto, in zona non consentita. Ebbene, Curella e Sortino sarebbero saltati a bordo della motovedetta della Guardia Costiera armati di bastoni e avrebbero aggredito i militari danneggiando anche l’ imbarcazione.


12 novembre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 6 anni e 3 mesi di carcere, per lesioni personali gravissime, emessa dal Tribunale di Agrigento a carico di Davide Dispensa, 33 anni, di Agrigento, imputato di avere colpito con un casco un ragazzo, Luca Cinquemani, 30 anni, e di avergli staccato un pezzo dell’orecchio con un morso. I giudici non hanno riconosciuto all’ imputato alcuna attenuante generica, e hanno definito quanto accaduto “un’ aggressione senza alcun motivo e di violenza inaudita”. L’episodio risale al 9 agosto del 2009, innanzi ad una panineria a San Leone, dove Cinquemani e la sorella hanno festeggiato il loro compleanno insieme ad alcuni amici. Dispensa è stato condannato anche a pagare una provvisionale, quindi un anticipo sul risarcimento del danno, di 20 mila euro.


13 novembre, A Licata in via Salso è stata scoperta morta dal marito al rientro a casa, con un coltello nel petto e riversa a terra sul pavimento, Angela Antona, 48 anni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Licata coordinati dal capitano Marco Currao e il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Agrigento. La salma è stata sequestrata, e sono stati disposti gli accertamenti autoptici. Forse un suicidio, forse un omicidio, magari seguito ad un tentativo di rapina : indagini in corso.

 

14 novembre, I poliziotti della sezione anti – crimine della Questura di Agrigento, coordinata da Giovanni Giudice, e la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, hanno sequestrato beni, per 2 milioni e mezzo di euro, a Daniele Rampello, 48 anni, di Raffadali, inquisito, in ragione di un ruolo organizzativo dei presunti illeciti, nell’ ambito della maxi inchiesta “La carica delle 104”, sulle false invalidità per ottenere i benefici della legge 104. I beni sequestrati a Rampello comprendono immobili, terreni, titoli e denaro per alcune centinaia di migliaia di euro.


15 novembre, A Licata è stato risolto il giallo della donna, Angela Antona, 48 anni, scoperta morta trafitta da coltellate, in casa, in via Salso, dal marito. E’ stata eseguita l’autopsia, disposta dalla Procura di Agrigento. Ebbene, secondo quanto emerso nel corso dell’ esame, la donna si è suicidata colpendosi più volte all’addome con un coltello.


15 novembre, La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha disposto il sequestro di un conto corrente intestato alla madre di Francesco Ribisi, 36 anni, di Palma di Montechiaro, inquisito, arrestato e condannato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”, perché ritenuto a capo del mandamento mafioso di Agrigento.


15 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Antonino Pecoraro, 20 anni, di Sciacca, e Leandro Barone, 19 anni, di Palermo, indagati dalla Procura di Sciacca per rapina e lesioni personali, in concorso tra loro, a danno di un anziano, abitante nell'antico quartiere di San Michele a Sciacca, che, nell’ ottobre del 2015, uscendo di casa, ha rimproverato i due giovani perché, dopo avere bevuto del liquore vicino alla sua abitazione, hanno gettato per terra i bicchieri di plastica e la bottiglia. Ebbene, i due avrebbero reagito colpendo l’anziano con pugni al volto, strappandogli la collanina d'oro dal collo, e provocandone una rovinosa caduta a terra, con conseguenti ferite. Ebbene, dall’ esame dei Carabinieri del Ris su alcuni mozziconi di sigaretta di Pecoraro e su una bottiglietta di plastica da cui ha bevuto Barone, è emersa la responsabilità di Pecoraro e Barone, ai quali è stata imposta la misura cautelare. Sono detenuti nel carcere di Sciacca. I Carabinieri commentano : “Condotte così violente e spietate, aggravate dall’età della vittima, devono essere stigmatizzate in modo deciso anche dall’opinione pubblica. Questi arresti rappresentano il giusto contro altare a reati così violenti in grado di sollecitare fortemente, in negativo, la percezione della sicurezza” .


15 novembre, Ad Agrigento, nel centro storico, in via Sant’ Onofrio, la Polizia è intervenuta e ha denunciato a piede libero alla Procura un romeno di 37 anni, C C, sono le iniziali del nome, che risponderà di occupazione abusiva di un’abitazione aggravata dal danneggiamento dell’ ingresso. L’ uomo, e la sua famiglia, approfittando che la casa, di una donna anziana, fosse temporaneamente disabitata, l’ hanno occupata abusivamente. Alcuni vicini di casa se ne sono accorti e hanno telefonato al 113.

 

15 novembre, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato un ragazzo di 21 anni di Porto Empedocle perché sorpreso in possesso, a bordo di un’ automobile, di 100 grammi di hashish. Altri due ragazzi, anche loro residenti a Porto Empedocle, sono stati denunciati, in concorso, per spaccio di sostanze stupefacenti. Il panetto di hashish, che il 21enne ha nascosto tra gli slip, avrebbe fruttato al mercato circa mille euro. La droga sarebbe stata acquistata a Palermo.


16 novembre, A Camastra i Carabinieri indagano sulla morte di un uomo, Vincenzo Alù, 70 anni, vedovo, scoperto cadavere all’ interno della sua abitazione nella zona del campetto comunale. Sul posto hanno lavorato la sostituto procuratore di Agrigento, Silvia Baldi, e i Carabinieri del Ris, al fine di riscontrare se si tratti di un omicidio o no. Ebbene, non vi sono tracce di violenza sul corpo dell'anziano, e nemmeno tracce di effrazione in casa. La Procura ha disposto che sul cadavere sia eseguita l'autopsia e la salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Agrigento, a disposizione della Procura.

 

16 novembre, L’ ex sindaco di Licata, Angelo Balsamo, è stato condannato dal Tribunale di Agrigento a 2 anni e 6 mesi di reclusione per concorso in falsa testimonianza. E poi, 3 anni e 6 mesi di reclusione sono stati inflitti a Francesca Bonsignore per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. E poi 1 anno di reclusione è stato inflitto a Carmelo Malfitano per favoreggiamento. Balsamo si è dimesso dalla carica il 24 luglio 2014, ed è stato arrestato il 13 gennaio 2014 nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento e dalla Polizia in riferimento a un processo civile presunto truccato, tramite una falsa testimonianza, per truffare l’ Assicurazione sul risarcimento danni di un incidente stradale. E Francesca Bonsignore sarebbe stata falsa testimone. Balsamo e Bonsignore sono stati condannati anche al risarcimento del danno a favore dell'Unipol Sai Assicurazioni che si è costituita parte civile.

 

17 novembre, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Isabella Amato, 29 anni, per furto di energia elettrica, allorchè nella sua abitazione è stato scoperto un allaccio abusivo alla rete pubblica. La donna è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, a disposizione dell’ autorità giudiziaria.


17 novembre, A Ribera, in via Belmonte, un malvivente, travisato con un passamontagna e con in pugno una pistola, ha tentato una rapina in una tabaccheria. Il tabaccaio, però, ha reagito alla minaccia di consegnare i soldi dell’ incasso e ha colpito il rapinatore con una sbarra di ferro. Si è scatenata una colluttazione, in presenza, tra l’ altro, di alcuni clienti. Il malvivente è stato costretto alla fuga, e si è dileguato prima del sopraggiungere dei Carabinieri. Il tabaccaio ha subito delle lievi ferite ad una mano, ed è stato soccorso in ospedale.

 

18 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Natale Catalano, 48 anni, e Antonino Cardillo, 27 anni, entrambi di Ribera. Catalano è ritenuto autore della rapina a mano armata consumata alla farmacia Ragusa a Calamonaci il 31 agosto scorso 2016. Cardillo è ritenuto autore della tentata rapina alla tabaccheria Valenti a Ribera lo scorso 12 novembre. Nella farmacia Ragusa a Calamonaci è stato brandito un coltello. Nella tabaccheria Valenti a Ribera è stata impugnata una pistola, e la reazione coraggiosa del tabaccaio ha indotto il rapinatore alla fuga. L’attività investigativa dei militari, coordinata dalla Procura di Sciacca e condotta attraverso strumenti tradizionali d’indagine, quali testimonianze, analisi dei filmati di videosorveglianza, servizi di osservazione e attività tecniche, ha determinato l’arresto dei due riberesi, adesso reclusi nel carcere di Sciacca.

 

18 novembre, I Carabinieri della stazione del Villaggio Mosè ad Agrigento hanno arrestato un immigrato dall’ est Europa, un serbo di 31 anni, Lucan Laslo, che ha resistito all’ arresto, è fuggito ma è stato inseguito a piede e bloccato. A carico del serbo pende già un ordine di cattura emesso dal Tribunale di Enna il 9 maggio del 2014 per furto aggravato in concorso, con lo sconto di pena di 11 mesi di reclusione. Contestualmente è stata denunciata a piede libero, per ricettazione, D V sono le iniziali del nome, 19 anni, nata ad Agrigento da genitori serbi. Nel corso della perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno sequestrato oggetti in oro per 150 grammi, tra cui una fede nuziale con nome degli sposi e data di matrimonio, e 2 bilancini di precisione.


18 novembre, Incidente stradale mortale lungo la strada statale 189 Palermo – Agrigento, nei pressi del bivio per Comitini. E’ morto Carmelo Licata, 51 anni, di Casteltermini. L’ uomo ha viaggiato a bordo di una Fiat Punto. Il sinistro ha coinvolto altre 4 automobili, una Mercedes, una Lancia Phedra, una Fiat Cinquecento ed una Kia. Altre 3 persone hanno subito ferite e sono state soccorse all’ ospedale di Agrigento. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e la Polizia stradale.


19 novembre, Ad Agrigento, nottetempo, ignoti malviventi all’ interno del santuario di San Calogero hanno rubato i soldi contenuti nelle 4 cassette per le offerte, di cui 3 contenenti solo monete per l’accensione dei lumini, e un’ altra invece denaro contante. Sul posto è intervenuta la Polizia e gli agenti si sono accorti che in nessuno dei 3 ingressi alla Chiesa vi sono tracce di effrazione. E’ probabile dunque che il ladro si sia nascosto dentro la sera precedente, per poi agire indisturbato di notte. Indagini sono in corso anche avvalendosi delle telecamere di video – sorveglianza presenti nella zona.

 


19 novembre, Nubifragio, allagamenti, crolli, danni e rischio straripamento del fiume Salso a Licata. Le scuole sono state chiuse oggi. Il sindaco, Angelo Cambiano, che ha invitato i concittadini a non uscire da casa, afferma : “Si sono riversati sul territorio 150 millimetri di pioggia in 3 ore. Si sta intervenendo con squadre di soccorso dalle province di Agrigento e Caltanissetta. Sono previste nuove perturbazioni. Il numero di emergenza per le persone in difficoltà è 0922 89 35 28. Il Comune ha azionato le pompe idrovore che tirano 350 litri di acqua al minuto, per liberare piazza Gondar e via Mogadiscio dove ci sono 15 centimetri di acqua. Diversi quartieri sono rimasti senza luce e in alcune zone è interrotta anche la rete internet. Molti negozi del centro storico sono allagati e sono tanti i volontari che stanno provando a dare una mano. Inoltre, sulla statale 115, all'altezza di Licata, 5 chilometri di strada sono chiusi perché invasi da detriti e fango. È in corso il monitoraggio del fiume Salso. Il livello si è alzato, ma al momento non dovrebbe esserci pericolo di esondazione”.

 

19 novembre, A Naro i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Butticè, 62 anni, pensionato, che sconterà la condanna a 7 mesi di reclusione per il reato di furto aggravato e porto abusivo di armi, commesso a Naro nell’anno 2014. Butticè sconta la pena ai domiciliari.


20 novembre, Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato, per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, e minaccia, Daniele Galante, 46 anni, di Agrigento, perché, durante la partita di calcio Akragas – Messina, allo stadio Esseneto, ha litigato con un suo coetaneo, e poi, intervenuti i militari, per evitare l’ identificazione, ha inveito contro i Carabinieri minacciandoli e aggredendoli fisicamente con calci e pugni. Daniele Galante è ristretto ai domiciliari ed è difeso dall’ avvocato Daniele Re.


21 novembre, A Favara i Carabinieri hanno arrestato per evasione Giuseppe Lattuca, 60 anni, di Favara, perché, nonostante fosse ristretto ai domiciliari, è stato sorpreso in un’ altra abitazione, di sua proprietà, diversa dal luogo prescelto di detenzione. E’ stato nuovamente ristretto ai domiciliari.


22 novembre, Ad Agrigento, la Polizia e la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento hanno sequestrato beni per circa 2 milioni di euro alla famiglia canicattinese dei Marturana, inquisita nell’ ambito dell’ inchiesta anti – usura cosiddetta “Tie Break”. Il sequestro comprende numerosi beni immobili, mobili e rapporti finanziari di proprietà o nella disponibilità dei fratelli canicattinesi Gaetano e Roberto Marturana e della loro madre Angela Luvaro. Gli accertamenti patrimoniali sono stati compiuti dalla Divisione Anticrimine della Questura di Agrigento, capitanata da Giovanni Giudice, con il supporto del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Agrigento diretto da Fabio Sava. L'operazione "Tie Break" risale al settembre 1998 e il processo si è concluso nel 2010 con 11 condanne per complessivi 66 anni di carcere, 31 mila euro di multa e quasi 16 mila euro quale provvisionale di risarcimento danni alle parti civili. La condanna più severa, 13 anni di carcere, è stata inflitta a Gaetano Marturana, 51 anni, ritenuto tra i promotori dell’organizzazione di usurai. E’ stata condannata anche la madre, Angela Luvaro, a 7 anni di reclusione, ed il 38enne fratello minore, Roberto Marturana, a 5 anni.


22 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, in Tribunale, il pubblico ministero, Salvatore Vella, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione a carico di Giuseppe Fanara, 28 anni, di Favara, imputato, e giudicato in abbreviato, di avere sparato contro un bracciante agricolo originario della Nigeria, e di averne picchiato un altro con una spranga per contrasti insorti sul pagamento di un lavoro. I difensori di Fanara, gli avvocati Antonino Gaziano e Salvatore Tirinnocchi, hanno ribadito che i colpi non sono stati esplosi con l'intenzione di uccidere. Fanara, attualmente ristretto ai domiciliari, è stato arrestato il 26 maggio scorso per tentato omicidio, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale in luogo aperto al pubblico di una pistola. Giuseppe Fanara si è sempre difeso sostenendo di essere intervenuto a difesa del padre da un'aggressione ma senza alcuna intenzione di uccidere.

 

22 novembre, L’ ex sindaco di Lucca Sicula, Salvatore D’Angelo, e le insegnanti Giovanna Raffa e Antonella Marturano, sono stati assolti dai giudici della Corte d’Appello di Palermo dall’ imputazione di abuso d’ufficio e falsità ideologica nell’ ambito dell’ inchiesta sulle nomine del Consiglio generale e del Consiglio di amministrazione dell’Asi di Agrigento. I tre sono stati già assolti in primo grado, e la sentenza è stata poi impugnata dalla Procura.

 

22 novembre, Il ministro di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando, ha disposto la proroga del carcere duro al 41 bis a carico di Francesco Ribisi, 34 anni, di Palma di Montechiaro, e Giovanni Tarallo, 31 anni, di Santa Elisabetta. I due sono ritenuti personaggi di spicco della consorteria mafiosa agrigentina e sono stati inquisiti, arrestati e condannati nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”. La difesa annuncia ricorso al Tribunale del Riesame.

 

22 novembre, A Ravanusa, due ignoti malviventi, con armi in pugno, hanno minacciato i dipendenti e hanno rapinato un distributore di carburante. E poi sono fuggiti a bordo di un Fiat Fiorino che è stato poi ritrovato a Canicattì, nei pressi del bivio per Delia. Il bottino ammonterebbe a circa mille euro. Indagano i Carabinieri avvalendosi anche delle immagini delle telecamere di video sorveglianza.

 

22 novembre, Ad Agrigento ignoti ladri, approfittando dell’ assenza della proprietaria della casa, ricoverata in Ospedale, hanno svaligiato, utilizzando verosimilmente una chiave bulgara, l’abitazione di lei, al Villaggio Mosè, tra arredi e oggetti di valore. La donna, una 40enne, ha denunciato il furto al rientro in casa, dopo essere stata dimessa dall'ospedale.

 

23 novembre, A Sciacca, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale ha condannato a 30 anni di carcere Giuseppe Sabella, 42 anni, e a 18 anni di reclusione Antonino Gucciardo, di 26 anni, entrambi di Sciacca, imputati della tentata rapina e la morte di Nicolò Ragusano, 93 anni, aggredito nella propria abitazione a Sambuca di Sicilia il 6 luglio 2015 e morto pochi giorni dopo, il 21 luglio, e per tentata rapina e la morte di Stefana Mauceri, 85 anni, aggredita nella propria abitazione a Menfi il 16 luglio 2015, e morta anche lei dopo alcuni mesi di agonia. Le due figlie della Mauceri si sono costituite parte civile con l' avvocato Tommaso Masanelli. Le indagini tramite cui sono stati scoperti i responsabili degli efferati delitti sono state sostenute dai Carabinieri.

 

23 novembre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, capitanati da Tommaso Amato, hanno denunciato a piede libero due persone ritenute responsabili del furto sacrilego compiuto nottetempo giovedì scorso all’ interno della Chiesa di San Calogero, a danno delle offerte contenute nelle apposite cassette. Si tratta di un agrigentino e di un tunisino, che risponderanno di furto aggravato. Utili alle indagini si sono rivelate soprattutto le immagini registrate dalle telecamere di video – sorveglianza nella zona intorno alla Chiesa.

 

23 novembre, Il Questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ha imposto il Daspo, con divieto di ingresso negli stadi per 5 anni, a Daniele Galante, 46 anni, di Agrigento, il tifoso dell’ Akragas arrestato domenica scorsa all’ Esseneto dai Carabinieri per lesioni, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Dal 2012 ad oggi sono stati ben 100 i Daspo notificati dalla Questura agrigentina, non solo nel calcio ma anche nel rally e nel rugby.


23 novembre, Incidente stradale lungo la statale 115, nei pressi di Palma di Montechiaro, dove si sono scontrati una Fiat Panda ed un autocarro. E’ morto sul colpo l’ uomo a bordo dell’ automobile, Pietro Greco, 87 anni, pensionato, di Palma di Montechiaro, che è stato estratto dal veicolo dai Vigili del fuoco, intervenuti sul posto insieme al 118, ai poliziotti del Commissariato palmese, e ai Carabinieri, che indagano sulla dinamica del sinistro. Ferito non gravemente è il conducente dell'autocarro.


24 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione dell’ udienza preliminare, il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, ha prosciolto 28 imputati di false assunzioni come braccianti agricoli per ottenere l'indennità di disoccupazione. L’ inchiesta è stata sostenuta dalla Guardia di Finanza di Canicattì e dal pubblico ministero, Andrea Maggioni. Sono stati contestati i reati di falso e truffa aggravata, per un danno all’ Erario stimato intorno ai 150 mila euro.

 

24 novembre, La Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Palermo che il 22 maggio 2014 ha condannato all'ergastolo Angelo Longo, 53 anni, presunto capomafia di Cammarata, già inquisito e condannato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta Kamarat. Longo è stato imputato di essere stato uno dei carcerieri di Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino, rapito e poi sciolto nell'acido dopo oltre 300 giorni di prigionia. Solo in primo grado, Angelo Longo, che avrebbe nascosto Giuseppe Di Matteo in una masseria per un periodo di tempo, è stato condannato per mafia a 10 anni e assolto dall'accusa di sequestro aggravato dalla morte della vittima.


25 novembre, A Palermo, all’ ospedale Villa Sofia, è morto Giuseppe Curaba, 34 anni, di Raffadali, che lo scorso 6 novembre, intento a scaricare dei sacchi di sansa da utilizzare poi come combustibile, è precipitato dal terzo piano della palazzina dove ha abitato, in via A 10, da circa 10 metri, probabilmente perché o il montacarichi si è rotto oppure perché lui si è sporto eccessivamente. Giuseppe Curaba, in gravissime condizioni, è stato soccorso e trasferito all’ ospedale Villa Sofia a Palermo, in stato di coma. Adesso la morte. Indaga la Procura della Repubblica di Agrigento.

25 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal Tribunale di Sciacca, hanno arrestato Marco Gambino, 29 anni, e Marco Di Giovanna, 22 anni, entrambi di Sciacca, presunti autori di un tentato furto aggravato in una tabaccheria nel centro cittadino a Sciacca, lo scorso 28 febbraio, quando i Carabinieri giunsero prontamente sul posto e arrestarono in flagranza di reato Giorgio Italiano, 25 anni. Gli altri due complici, incappucciati, fuggirono dileguandosi nel centro storico. Il 27 ottobre scorso Giorgio Italiano è stato condannato in primo grado patteggiando la condanna ad 1 anno di reclusione. Adesso sono stati arrestati i due complici.

 

25 novembre, La Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento, Monteleone, si è pronunciata su una proposta giudiziale di conciliazione tra la Congregazione Femminile Serve dei Poveri, che gestiva il “Boccone del Povero” a Favara, e 9 lavoratori dipendenti in servizio nello stesso “Boccone del Povero”. Il 7 dicembre 2015 la Congregazione ha intimato il licenziamento collettivo di tutti i lavoratori che, assistiti dall’ avvocato Domenico Schembri, ritenendo illegittimo il licenziamento, lo hanno impugnato innanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento. Dunque, la dottoressa Monteleone ha condiviso le tesi dei lavoratori sulla illegittimità del licenziamento, e ha disposto che la Congregazione versi a ciascun lavoratore una somma di denaro a titolo di indennità risarcitoria. I lavoratori e l’avvocato Domenico Schembri esprimono soddisfazione a seguito di tale verdetto.

 

25 novembre, I Carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe D’Amico, 29 anni, di Cattolica Eraclea, per resistenza a pubblico ufficiale e per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, allorchè è stato sorpreso in atteggiamento sospetto nel centro cittadino, si è affrettato a dileguarsi a piedi, è stato inseguito dai Carabinieri fin fuori al paese, è stato bloccato e i militari hanno recuperato un involucro che D’Amico ha gettato per terra, contenente 40 grammi circa di marijuana.

 

25 novembre, La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione ciascuno a due coniugi originari della Romania, imputati di estorsione. Si tratta di Janina Moldovan Mariorara, 31 anni, e del marito Vasile Monteanu, 39 anni, residenti a Menfi. La donna avrebbe convinto un anziano 70enne di Menfi a seguirlo a casa sua e, quando i due sarebbero stati in atteggiamento ambiguo, il marito avrebbe fotografato la scena. Poi, i due romeni avrebbero minacciato l’anziano di mostrare gli scatti alla moglie dello stesso anziano se lui non avesse pagato 200 euro.


26 novembre, La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati 34 dipendenti del Comune di Palma di Montechiaro, indagati per assenteismo. I lavoratori statali, secondo i riscontri dei Carabinieri, sono responsabili di falso e truffa perché dopo avere timbrato il cartellino della presenza si sono recati a sbrigare le proprie faccende, ad esempio la spesa, oppure al bar. L’ inchiesta è scattata a seguito di alcuni esposti anonimi che hanno denunciato gravi disservizi nei servizi comunali e uffici vuoti. Al più presto i signori dipendenti comunali di Palma di Montechiaro saranno interrogati.


26 novembre, Ad Agrigento, in via Giovanni 23esimo, nottetempo, ignoti hanno forzato un ingresso, sono entrati dentro il Poliambulatorio, e hanno svuotato tutte le cassette incassa soldi dei distributori di bevande e snack. Il bottino ammonta a poche centinaia di euro. Indaga la Polizia.
E a Canicattì, in via Sondrio, ignoti malviventi hanno rubato l’automobile posteggiata, un’ Alfa Romeo, di don Giuseppe Pontillo, responsabile dei Beni culturali della Diocesi di Agrigento e parroco della cattedrale di San Gerlando. Il furto ha compreso anche valigie, effetti personali, chiavi ed un Ipad nel bagagliaio. Indagano i Carabinieri.


26 novembre, A Racalmuto, Carmelo Luparello, scrittore e padre di Graziella Luparello, giudice al Tribunale di Caltanissetta, ha subito un tentativo di truffa e rapina da parte di due fratelli zingari, dimoranti a Castrofilippo. L’anziano Carmelo Luparello ha reagito prontamente, e, nonostante fosse minacciato di morte, ha impugnato il telefonino e ha denunciato al 113 la targa dell’ automobile dei due delinquenti, spiazzandoli e costringendoli alla fuga. Grazie al maresciallo Costa, a capo della stazione di Racalmuto, e al maresciallo Borsellino, a capo della stazione dei Carabinieri di Castrofilippo, i due zingari sono stati identificati, rintracciati in poche ore e denunciati.


26 novembre, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, capitanati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato un uomo di 50 anni per violenza sessuale su un minorenne di 14 anni, che sarebbe stato molestato fisicamente in più occasioni durante incontri casuali. E’ stato lo stesso ragazzino, alquanto preoccupato, a raccontare quanto accaduto al padre, il quale ha allarmato la Polizia.


28 novembre, La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna emessa il 15 gennaio 2015 dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo, che a sua volta confermò la sentenza di condanna inflitta il 20 giugno 2013 dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, a 13 anni di reclusione a carico di Giuseppe De Rubeis, 31 anni, di Porto Empedocle, idraulico, imputato dell’omicidio e della distruzione del cadavere di Giuseppe Adorno, 25 anni, di Porto Empedocle, ricercato dal 24 agosto del 2009 e poi scoperto morto ammazzato e carbonizzato il 3 settembre nelle campagne di Montaperto ad Agrigento.

 

28 novembre, Ad Agrigento imperversano ancora i ladri di oro rosso, i cavi di rame. Dopo i furti per ben 4 notti consecutive a sud est, tra Zingarello, Punta Bianca, contrade Cipolluzze e Misita, adesso i malviventi sono stati a lavoro al confine tra Agrigento e Favara, tra le contrade Lucia, Ortata, Sant'Anna, Priolo, Gelardo Marino e Malvizzo. I ladri hanno rubato ingenti quantità di cavi di rame, provocando black out e gravi disagi agli abitanti.


29 novembre, A Sciacca sono stati accertati 6 casi di epatite C su altrettanti pazienti in cura nell'unità operativa semplice di talassemia dell'ospedale Giovanni Paolo secondo. La Procura della Repubblica indaga, in collaborazione con i Carabinieri del Nas di Palermo, che hanno acquisito e analizzato tutti i documenti riguardanti i pazienti talassemici, sia quelli che hanno contratto il virus, sia gli altri, e si tratta di un centinaio di persone. Per escludere l'ipotesi di una possibile trasmissione del virus attraverso le trasfusioni sono stati rintracciati i dati riferiti alle sacche di sangue utilizzate. E sono stati riconvocati tutti i donatori di sangue negli ultimi 6 mesi, sottoponendoli a nuovi accertamenti che, al momento, avrebbero dato esito negativo.

 

29 novembre, Ad Agrigento ignoti ladri hanno forzato degli ingressi e hanno rubato gli incassi dei distributori automatici di bevande e snack all’ interno degli Uffici della Pubblica istruzione dell’ ex Provincia in via Demetra, e del Liceo Majorana, in via Platone. Indagano Carabinieri e Polizia.


29 novembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Antonino Santamaria, 43 anni, che sconterà 1 anno di reclusione per il reato di evasione, commesso a Licata nel 2012. L'uomo è stato condotto nel carcere di Agrigento, a disposizione dell’autorità giudiziaria.


29 novembre, I giudici del Tribunale del Riesame di Palermo, presieduto da Antonella Consiglio, hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare e hanno disposto la scarcerazione dell’avvocato Giuseppe Arnone, arrestato il 12 novembre per estorsione.

 

30 novembre, Ad Agrigento, in piazzetta San Calogero, una ragazzina di 12 anni ha scippato ad un anziano di 82 anni il denaro tra le mani, circa 400 euro, appena prelevati dal bancomat, ed è scappata. La Polizia l’ ha rintracciata e ha recuperato i soldi. La 12enne, verosimilmente di origini rom, è libera perché, per la legge italiana, non è imputabile. L’ anziano ha ringraziato per la tempestività e l’ efficacia dell’ intervento i poliziotti della Squadra Volanti capitanati da Tommaso Amato.


30 novembre, I Carabinieri hanno denunciato a piede libero 5 ragazzi, tra i 15 e i 18 anni, accusati di ricettazione di refurtiva rubata al Gran Hotel delle Terme a Sciacca, chiuso da tempo. I 5 sono stati sorpresi, dopo una perquisizione, in possesso di materiale ed indumenti provenienti dalla struttura, tra computer, chiavi passe-partout delle camere, macchinette per la verifica delle banconote, uno stereo hi-fi e una giacca per assistente alla reception.

 

30 novembre, Nell’ambito di un piano di intensificazione dei controlli antidroga predisposto dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento, le Fiamme Gialle della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Antonio Oddo, 21 anni, residente a Santa Margherita Belice, dove è stato sorpreso a bordo della sua automobile in possesso di oltre 200 grammi di hashish, confezionati in due panetti e nascosti all’ interno del sedile del guidatore. La droga, che è stata fiutata dal cane antidroga della Guardia di Finanza, avrebbe fruttato oltre mille euro. Oddo è stato ristretto ai domiciliari.


30 novembre, La Guardia di Finanza di Ragusa, al termine di un'indagine avviata nel 2014 su alcune scuole paritarie con rilascio di diplomi di maturità, ha denunciato 80 persone tra docenti, dirigenti scolastici, studenti e i titolari degli istituti, tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì e Acireale, per i reati di truffa, falso, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio. Le Fiamme Gialle hanno scoperto una presunta associazione a delinquere finalizzata al conseguimento di diplomi di maturità facilitati dietro pagamento di somme di denaro, anche 3.500 euro a studente, con base organizzativa ad Ispica e Rosolini. I due istituti paritari sono stati gestiti da due coniugi, entrambi dipendenti pubblici, che si sarebbero assentati ripetutamente dai rispettivi posti di lavoro grazie alla compiacenza di medici che hanno rilasciato certificazioni per patologie inesistenti. Le indagini hanno consentito di accertare che gli studenti coinvolti sono risultati solo formalmente iscritti presso gli istituti paritari dove, invece, si sono recati saltuariamente.


1 dicembre, A Ribera il 9 ottobre 2015 in una sala giochi si è scatenato un tentato omicidio. I Carabinieri hanno arrestato Vincenzo e Stefano Scoma, di 30 e 22 anni Un trentenne è stato accoltellato. La vittima e i due fratelli Scoma hanno iniziato a litigare attorno a un tavolo di biliardo. La lite, al culmine della discussione, è degenerata nell’ accoltellamento tramite un coltello a serramanico conficcato sulla schiena del malcapitato. Ebbene, adesso i due fratelli Vincenzo e Stefano Scoma, giudicati in abbreviato, sono stati condannati dal Tribunale di Sciacca. A Vincenzo Scoma sono stati inflitti 5 anni di carcere, e a Stefano Scoma 3 anni e 2 mesi per concorso nel tentato omicidio.

 

1 dicembre, A Palma di Montechiaro, nella zona industriale, lungo la statale 115, i Carabinieri hanno arrestato una donna originaria della Romania e residente a Canicattì, Irina Ghisaram, 39 anni, per furto in un negozio di abbigliamento. La donna è stata sorpresa intenta ad allontanarsi dal negozio gestito da cinesi, insieme ai suoi tre figli e in possesso di capi d'abbigliamento rubati, per un valore di circa 100 euro. La refurtiva è stata restituita ai proprietari. La romena è stata ristretta ai domiciliari.


1 dicembre, Ad Agrigento, in via Demetra, ignoti hanno forzato l’ ingresso di un magazzino e hanno rubato un ciclomotore, un Piaggio Liberty, custodito all'interno e in uso ad uno studente di 16 anni. I proprietari hanno allarmato il 113. Indaga la Polizia. Il quartiere Bonamorone è stato recentemente teatro di numerosi furti con scasso.


2 dicembre, A Realmonte i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Antonio Giuseppe Terrazzino, 39 anni, e Giovanna Gucciardo, 43 anni. Entrambi sono stati ristretti agli arresti domiciliari. I due, nel corso di una perquisizione domiciliare, e grazie al fiuto del cane “Derby”, sono stati sorpresi in possesso di circa 85 grammi di hashish. Il proprietario di une delle due abitazioni perquisite è stato denunciato a piede libero per concorso nel reato di detenzione di droga a fini di spaccio.


2 dicembre, I Carabinieri delle stazioni di Sambuca di Sicilia e Santa Margherita Belice, coordinati dal capitano Marco Ballan, hanno arrestato due ladri originari e immigrati dalla Romania, residenti a Partinico, autori di numerosi furti nei territori della Valle del Belice nello scorso mese di ottobre. Si tratta di Razvan Nelu Ciobanu, 26 anni, e di Tudorel Costel Vasilache, 28 anni. I due hanno rubato in almeno 6 villette isolate nella zona del Belice, e si sono dimostrati abili nel disinnescare antifurti e sistemi di video – sorveglianza. La refurtiva, in parte recuperata, comprende gioielli, denaro contante, vestiti e scarpe di marca, profumi, orologi, attrezzi da lavoro vari ed elettrodomestici per un valore complessivo di decine di migliaia di euro.

 

3 dicembre, La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini a 32 presunti falsi lavoratori scoperti dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Canicattì, che ha sgominato, di conseguenza, una truffa a danno dell’Inps perpetrata da 2 imprese agricole operanti in diversi comuni dell’agrigentino. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato anche ai due titolari delle aziende che, presentando documenti attestanti rapporti di lavoro in realtà del tutto inesistenti, hanno indotto in errore l’Inps in ordine all’esistenza di tali imprese, all’effettivo svolgimento delle “giornate agricole” da parte dei braccianti formalmente assunti e alla sussistenza, da parte degli stessi braccianti, dei requisiti necessari per aver diritto all’erogazione delle indennità. I 32 braccianti avrebbero indebitamente percepito dal 2008 al 2011 indennità assistenziali e previdenziali (tra disoccupazione, maternità e malattia) per un ammontare complessivo pari a circa 150 mila euro. I 34 denunciati rispondono del reato di truffa aggravata a danno dell’Inps.

 

3 dicembre, Il 14 gennaio 2015 la Cassazione ha confermato la sentenza emessa il 28 giugno 2013 dalla Corte d’Appello di Palermo che confermato a sua volta la sentenza del Tribunale di Agrigento che il 7 giugno 2012 ha condannato a 18 anni di carcere Salvatore Rotolo, 42 anni, di Agrigento, giudicato in abbreviato e imputato dell’ omicidio della compagna, Antonella Alfano, 34 anni, anche lei di Agrigento, scoperta morta carbonizzata all’interno della sua Fiat 600 la mattina del 5 febbraio del 2011. Rotolo, al culmine di una lite, ha ucciso la donna e poi ha simulato un incidente stradale lanciando giù da una scarpata l’ automobile di lei, e poi appiccando il fuoco alla stessa automobile. Ebbene, adesso è stata sottratta la potestà genitoriale a Salvatore Rotolo. Quando è stato compiuto l’efferato delitto, Antonella Alfano è stata madre di una bambina di pochi mesi, adesso affidata definitivamente alla famiglia di lei.

 

3 dicembre, A Cammarata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Ivan Marino, 30 anni, sorpreso a cedere sostanze stupefacenti ad un uomo di 51 anni di Campofranco. La droga, della cocaina, appena ci si è accorti dei militari, è stata lanciata da un balcone. Le indagini, nel corso dei mesi precedenti, si sono concentrate su un appartamento nel quartiere periferico della Gianguarna, a Cammarata, adibito a centrale operativa dello spaccio e del ritrovo di giovani dediti al consumo di sostanze stupefacenti. Il 51enne è stato segnalato alla Prefettura di Agrigento come consumatore di sostanze stupefacenti.

 

3 dicembre, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, capitanati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno imposto il divieto di dimora a Porto Empedocle a Ivan Nuara, 40 anni, già imputato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali a danno dell'anziana madre. Nuara nell’ aprile scorso è stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa, quindi la madre. E adesso la misura è stata aggravata in divieto di dimora perché lui ha violato le prescrizioni che gli sono state imposte. E’ stata infatti riscontrata la sua presenza all'interno dell'abitazione della madre, contro il volere della stessa madre.

 

3 dicembre, Il Tribunale di Agrigento ha rinviato a giudizio i due presunti responsabili degli agguati contro il bracciante agricolo di Palma di Montechiaro, Epifanio Cammarata. Si tratta di Luigi Bracco, 62 anni, e il figlio, Giuseppe Bracco, 33 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, e che sono suocero e cognato della vittima. Il movente degli agguati sarebbe da ricercare in perduranti attriti di natura familiare tra i due Bracco e Cammarata. A Palma di Montechiaro, ai primi dell’ agosto 2014, Epifanio Cammarata, 35 anni, è stato bersaglio di due sicari che gli hanno sparato e i colpi si sono infranti contro il portone di casa sua. Poi, il 30 settembre 2014, Epifanio Cammarata è stato attinto 3 volte dai colpi di una pistola, forse un revolver, in contrada Ciccobriglio, tra Naro e Palma di Montechiaro. A bordo della sua Mercedes, è stato sorpreso dai killer nascosti dietro a un cespuglio. Il palmese è stato ferito 2 volte al braccio e all’inguine. Un quarto colpo ha raggiunto l’automobile. I due imputati sono difesi dagli avvocati Santo Lucia e Giovanni Castronovo. Epifanio Cammarata si è costituito parte civile tramite l’avvocato Giganti. Il giudice ha respinto la richiesta di rito abbreviato condizionato ad una perizia d’ufficio.


4 dicembre, A Sciacca i Carabinieri della Radiomobile hanno arrestato un pregiudicato, del quale non è stata rivelata l’ identità, responsabile, e arrestato in flagranza di reato, di ripetuti danneggiamenti ad autovetture, aggravati dal porto di armi al di fuori della propria abitazione. I reati sono stati compiuti tra le vie Fratelli Bellanca, Leonardo Sciascia ed Enrico De Nicola. Ai Carabinieri sono giunte numerose segnalazioni di atti di vandalismo alle autovetture parcheggiate. E i militari hanno disposto i servizi di osservazione che hanno consentito l’arresto del vandalo.

5 dicembre, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Agrigento hanno arrestato 4 indagati per l’ omicidio preterintenzionale di Bennardo Chiapparo, 68 anni. Si tratta di Antonio Pirrera, 40 anni, Michele Sorce, 34 anni, Carmelo Pullara, 27 anni, e Giovanni Ruggeri, 42 anni. Pirrera è in carcere. Gli altri 3 sono ristretti ai domiciliari. Bennardo Chiapparo è morto lo scorso 10 febbraio all’ ospedale di Agrigento, dove l’ 1 febbraio precedente è stato ricoverato con un grave trauma cranico provocato, come ha raccontato colui che lo ha accompagnato in ospedale, da una banale caduta. Le indagini sostenute dai Carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore, Matteo Delpini, hanno invece scoperto che Bennardo Chiapparo sarebbe stato violentemente picchiato perché avrebbe sgridato per futili motivi il figlio minore di Antonino Pirrera, un bambino, perché avrebbe tirato dei calci ad una insegna pubblicitaria dell’autolavaggio dello stesso Bennardo Chiapparo. Quando il bambino è stato sgridato, è caduto a terra, subendo delle abrasioni alle ginocchia. Dunque, il padre avrebbe organizzato la spedizione punitiva contro Chiapparo, che sarebbe stato colpito con un pugno alla testa dallo stesso Pirrera, è caduto a terra sbattendo la testa, ed è poi morto per emorragia cerebrale. I figli di Chiapparo, intervenuti per difendere il padre, sarebbero stati anche loro aggrediti. I Carabinieri rilevano in negativo che nessuno dei familiari di Chiapparo ha rappresentato quanto successo per paura di eventuali altre ritorsioni da parte degli aggressori.


5 dicembre, Ad Agrigento i Carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica un impiegato dell’ Ente Parco Valle dei Templi che avrebbe chiesto ai visitatori paganti la riconsegna dei biglietti appena acquistati, millantando che gli sarebbero serviti per i dati statistici dell’ Unesco, e poi invece avrebbe rivenduto gli stessi biglietti ad altri visitatori, intascando il denaro ricavato illecitamente. L’ uomo risponderà di truffa aggravata a danno di ente pubblico. A rivolgersi ai Carabinieri, telefonando al 112, è stato un visitatore insospettito dall'inusuale ritiro dei biglietti d'accesso. I Carabinieri della Radiomobile, subito intervenuti sul posto, hanno scoperto sotto il tappetino posteriore, lato guida, dell'automobile del dipendente, i biglietti privi di matrice già emessi per l'ingresso alla Valle dei Templi.


6 dicembre, Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento, capitanato da Massimo Sobrà e da Fabio Sava, ha sequestrato beni per 400 mila euro al capomafia di e del mandamento di Sambuca di Sicilia, Leo Sutera, già condannato per mafia. I sigilli sono stati apposti ad un villino sulle colline e ad alcuni appezzamenti di terreno a Sambuca di Sicilia, poi quote societarie di un esercizio commerciale di Sciacca, poi alcuni cavalli gestiti in un maneggio sempre a Sambuca, e poi rapporti di conto e di deposito riconducibili a Sutera ed alla sua famiglia. Le indagini delle Fiamme gialle avrebbero rilevato una situazione patrimoniale non pienamente coerente con le fonti di reddito ufficiali dichiarate dal nucleo familiare di Sutera, determinando di conseguenza il sequestro. L’udienza per la discussione della proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale è in calendario il prossimo 18 gennaio.


7 dicembre, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Pietro Angelo Lauria, 55 anni, perché, nel corso di una perquisizione domiciliare, in via Torquato Tasso, nel centro di Licata, sono stati scoperti 65 grammi di hashish nascosti in un’intercapedine del forno della cucina, e poi anche 1,2 grammi di hashish e 1 grammo di marijuana negli indumenti dei due figli, di 26 e 24 anni, segnalati alla Prefettura di Agrigento come consumatori di sostanze stupefacenti. Pietro Angelo Lauria è ristretto ai domiciliari.


7 dicembre, La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di 4 medici in servizio all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento. La prima udienza è in calendario il 18 gennaio. I 4 rispondono della morte di Antonio Carlino, 48 anni, di Palma di Montechiaro, deceduto il 26 maggio 2015, per un infarto addominale, 3 giorni dopo il ricovero. La Procura, che si è avvalsa di una consulenza tecnica, ritiene che sarebbe stato possibile diagnosticare in tempo l'infarto addominale. Gli imputati, difesi dagli avvocati Giusy Katiuscia Amato ed Andrea Carnabuci, sostengono che, fino al malore, non si è registrato alcun segno clinico o strumentale che potesse indirizzare verso una diagnosi di infarto intestinale.


7 dicembre, In territorio di Favara, in contrada Mosella, una donna di Palma di Montechiaro, impiegata alle Poste ad Agrigento, alla guida della sua automobile diretta a casa a Palma, è stata letteralmente assaltata da 3 persone, verosimilmente stranieri, che l’ hanno derubata. I 3 avrebbero aperto lo sportello del mezzo, obbligando l’ impiegata a consegnare la borsa. Il bottino ammonta a circa 20 euro. Indagano i Carabinieri.

 

7 dicembre, Il Tribunale di Agrigento ha rinviato a giudizio Francesco Gallo, 28 anni, e Angelo Infantino, 25 anni, imputati, per favoreggiamento in tentato omicidio, nell’ ambito della violenta aggressione a danno di Vincenzo La Spina, 23 anni, di Agrigento, ferito a coltellate il 5 aprile 2013 al culmine di una rissa, nella zona dello stadio Esseneto. Per lo stesso reato, Ignazio Zarbo, 32 anni, di Agrigento, è stato condannato con sentenza definitiva a 4 anni e 8 mesi di reclusione ai domiciliari.


7 dicembre, A San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, in occasione del voto alle urne per il referendum costituzionale, una donna, ritenendo erroneamente che le matite consegnate al seggio fossero cancellabili, ha protestato così vivacemente, e ha provocato scompiglio, tanto che i Carabinieri della locale stazione l’ hanno denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme. L’ episodio è accaduto al seggio della scuola media “Padre Fedele Tirrito”.

 

9 dicembre, Presunto incidente mortale a Cattolica Eraclea. Il custode di un capannone comunale, Liborio Campione, 50 anni, è morto nottetempo vittima dell’incendio di un capannone comunale adibito a deposito di materiali e garage per i mezzi della nettezza urbana. L’incendio sarebbe divampato poco dopo la mezzanotte nel locale del custode, a causa, ipotizzano gli investigatori, del malfunzionamento di una stufa elettrica. Le fiamme hanno distrutto anche i mezzi parcheggiati nel deposito. Sul posto, in contrada Lavanche dell’Oglio alla periferia del paese, hanno lavorato 4 squadre dei Vigili del fuoco e i Carabinieri della locale stazione diretti dal maresciallo Liborio Riggi, che non escludono, ovviamente, la matrice dolosa del fuoco.


9 dicembre, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Luigi Scibetta, 40 anni, che sconterà 2 anni e 7 mesi di reclusione per furto aggravato, commesso a Ravanusa nel 2010. L’ uomo è recluso nel carcere di Agrigento.
E a Palma di Montechiaro la Polizia, su ordine della Cassazione che ha rigettato il ricorso, ha arrestato Luigi Bracco, 62 anni, appena rinviato a giudizio dal Tribunale di Agrigento insieme al figlio, Giuseppe Bracco, 33 anni, perché presunti autori di agguati contro il compaesano e parente, Epifanio Cammarata.


10 dicembre, La convivenza pacifica e civile tra migranti di diversa origine ospiti nei centri d’accoglienza non è facile. Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, gli operatori di un locale Centro d’accoglienza per immigrati minorenni sono stati costretti a telefonare ai Carabinieri per rimediare ad uno scontro insorto tra gli stessi migranti per questioni di etnie. Sul posto sono giunte le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia, che hanno frenato la violenta rissa. Non sono escluse delle denunce penali, ed eventuali trasferimenti dei più facinorosi e intolleranti.

 

10 dicembre, Il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, su proposta della Divisione anticrimine, diretta da Giovanni Giudice, ha firmato 10 avvisi orali notificati ad altrettanti agrigentini ritenuti pericolosi per l’ ordine pubblico, e che sono stati ammoniti a mantenere una condotta conforme alla legge. I cartellini gialli sono stati notificati a cittadini di Menfi, Bivona, Licata, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Naro e Santa Elisabetta.


10 dicembre, Ad Agrigento, a San Leone, al Viale delle Dune, una donna ha posteggiato la propria automobile con la borsa sopra uno dei sedili, allontanandosi per pochi minuti, e quando è ritornata si è accorta del finestrino sfondato e della sparizione della borsa, rubata. Il bottino ammonta a circa 100 euro, documenti ed effetti personali. Lei ha telefonato al 113, e ha firmato la denuncia contro ignoti. Indagini in corso.


12 dicembre, La Corte d’Appello di Palermo ha assolto, dall’ imputazione di stalking a danno dell’ ex moglie, Giuseppe Boccadoro, di Porto Empedocle. I giudici di secondo grado hanno dunque ribaltato la sentenza di condanna di primo grado, emessa dal Tribunale di Agrigento, a 9 mesi di reclusione. Già in primo grado, il Tribunale di Agrigento ha assolto Boccadoro dalle accuse di maltrattamenti e di stalking alla figlia minorenne. Adesso, in Appello, l’ empedoclino è stato del tutto scagionato da ogni accusa, contestata dal 2011 in poi. Nel frattempo, nel corso dei 5 anni di procedimento giudiziario, Giuseppe Boccadoro è stato sospeso dal servizio alla Direzione investigativa antimafia. Pertanto, conclusosi il procedimento con l’ assoluzione ampia e liberatoria, Boccadoro, espletati i necessari adempimenti burocratici, è pronto al rientro al lavoro, senza alcuna macchia.


12 dicembre, I Carabinieri della stazione di Naro e della compagnia di Licata hanno arrestato Vincenzo Bonanno, 48 anni, di Naro, per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica. Nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione del 48enne, nel centro storico di Naro, sono stati scoperti 10 grammi circa di hashish nascosti in un vaso di fiori nella cucina. Scoperto inoltre l’ allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Bonanno è ristretto ai domiciliari, a disposizione dell’ autorità giudiziaria.

 

12 dicembre, A Lampedusa i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Domenico De Battista, 24 anni, per resistenza a pubblico ufficiale ed evasione. De Battista è stato sorpreso in un locale pubblico dell’ isola, verosimilmente ubriaco, al culmine di un diverbio con il titolare del locale. De Battista si è scagliato contro i militari a calci e pugni, insultandoli. E’ stato ristretto ai domiciliari, e, nonostante ciò, si è recato al Poliambulatorio. Ecco perché risponderà anche di evasione.

12 dicembre, Ad Agrigento i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura M C, sono le iniziali del nome, 62 anni, infermiere, indagato per danneggiamento allorchè sarebbe il responsabile del danneggiamento della porta di ingresso dell’ Ufficio Tributi del Comune di Agrigento, compiuto nottetempo, lo scorso 9 dicembre.

13 dicembre, Incidente mortale sul lavoro a Ribera, in periferia, in contrada Gulfa, dove un carrozziere di 44 anni, Giuseppe Galvano, di Ribera, intento a riparare il cancello di ferro all’ ingresso della propria azienda, è stato travolto dal crollo dello stesso cancello, pesante centinaia di chili. Galvano è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti il 118 e i Carabinieri.


13 dicembre, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Pascal, approfittando della temporanea assenza dei proprietari, ignoti ladri hanno forzato l’ ingresso e hanno rovistato dappertutto in un’abitazione. Ancora da accertare se e quanto sia stato rubato. Indaga la Polizia.


13 dicembre, Ad Agrigento, tra Villaseta e Monserrato, un ciclomotore è stato rubato nel posteggio del centro commerciale. Il titolare lo ha parcheggiato, e poi il 2 ruote è sparito. Indaga la Polizia, avvalendosi anche delle registrazioni di video sorveglianza.

 

13 dicembre, A Canicattì la Polizia ha arrestato ai domiciliari un uomo di 46 anni, G A sono le iniziali del nome, che, addirittura utilizzando una cesoia per tagliare i manici, ha scippato la borsa ad un’ anziana di 74 anni. Recuperato anche il bottino, tra borsa, telefonino e 20 euro.


13 dicembre, A Canicattì, nottetempo, ignoti hanno forzato l’ ingresso di una cartolibreria e hanno rubato il denaro in cassa, i biglietti "Gratta e vinci", e parecchia merce, per circa 10mila euro complessivi di bottino. Probabilmente i ladri hanno utilizzato un furgone per il trasporto di quanto rubato. Indagano i Carabinieri.


14 dicembre, A Sciacca la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per oltre mezzo milione di euro agli amministratori di 3 società comprese nel gruppo imprenditoriale Laterizi Fauci. Si tratta di un sequestro preventivo eseguito per una omissione dei previsti versamenti Iva e per mancati versamenti di contributi Inps per oltre 2 milioni e 450 mila euro. Il provvedimento è stato adottato a seguito di mirate indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Sciacca, Carlo Boranga, a seguito di una segnalazione della direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate di Palermo. Le società interessate sono la Laterizi Fauci, la Laterizi Akragas e la Latersiciliana. Le contestate violazioni sono relative agli anni d’imposta 2012 e 2013, e sono state ascritte agli amministratori delle società coinvolte : : Francesco Fauci, Rosaria Di Grado ed Alfonso Pumilia.


14 dicembre, Ancora episodi di intemperanze nei centri d’accoglienza per migranti ad Agrigento. Un gruppo di migranti minorenni, ospiti di un centro d’accoglienza in via Regione Siciliana sono insorti perché il cibo non è stato di loro gradimento, e hanno protestato vivacemente contro responsabili ed assistenti sociali in servizio nella struttura, rinchiudendo in una stanza finanche una delle operatrici. Sul posto è intervenuta la Polizia, che ha restituito l’ ordine. E’ probabile che alcuni tra i più facinorosi siano trasferiti.

 

14 dicembre, A Sciacca, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, è stata emessa la sentenza nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “The Wall” per rapine in banca nel territorio del Belice, tra il 2012 e il 2013, a Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice e Menfi.
5 anni e 4 mesi per Michele Gandolfo, 61 anni, di Sambuca di Sicilia, ex direttore di filiale, che sarebbe stato basista.
6 anni e 8 mesi per Massimo Tarantino, 44 anni, di Sambuca, barbiere.
5 anni e 8 mesi per Pietro Curti, 78 anni, di Sambuca, pensionato.
7 anni e 4 mesi per Pietro La Placa, 37 anni, di Palermo.
6 anni e 4 mesi per Francesco Conigliaro, 45 anni, di Palermo.
2 anni e 4 mesi per Carlo Valpa, 47 anni, di Palermo.
Assolto Paolo Valpa, 47 anni, di Palermo.
Assolto Ignazio La Manna, 38 anni.
Assolto Salvatore Palazzolo, 30 anni, di Palermo, imputato solo di favoreggiamento.


14 dicembre, La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, e ha confermato la sentenza di condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, per il reato di calunnia, a carico dell’ avvocato agrigentino, Giuseppe Arnone. Parte offesa del reato sono gli esponenti del Partito Democratico agrigentini Epifanio Bellini, Domenico Pistone e Angela Galvano, che si sono costituiti parte civile. I 3 sono stati destinatari di una denuncia di Arnone poi archiviata, con conseguente imputazione dello stesso Arnone del reato di calunnia. La condanna, già ridotta di un terzo perché frutto del giudizio abbreviato, non è sospesa in ragione delle precedenti condanne subite dallo stesso Arnone. Secondo il codice di procedura penale, sarà adesso la Procura generale di Palermo ad emettere un ordine di esecuzione della condanna con termine di 30 giorni per richiesta di misura alternativa, tra affidamento ai servizi sociali o domiciliari. E si procederà ad un’apposita udienza di trattazione innanzi al Tribunale di Sorveglianza.


14 dicembre, A Favara un operaio di 38 anni ha subito un incidente sul lavoro a causa di una trivella. L’ uomo è stato trasferito all’ ospedale “Civico” di Palermo, e ha subito l’amputazione del pollice della mano sinistra. Sono in corso indagini alla ricerca di eventuali responsabilità connesse alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

15 dicembre, A Grotte ignoti criminali, nottetempo, hanno segato la saracinesca, sono entrati dentro la tabaccheria in via Crispi, e hanno rubato denaro contante, biglietti "Gratta e vinci", stecche di sigarette e tanta merce di altro genere. I proprietari hanno allarmato i Carabinieri, denunciando quanto accaduto. Il bottino è ingente. Le indagini ripongono fiducia negli apparecchi di video – sorveglianza.


16 dicembre, In territorio di Racalmuto, in contrada Zaccanello, ignoti ladri sono entrati furtivamente in uno dei cantieri impegnati nei lavori di raddoppio della statale 640 e hanno rubato 8 fusti da 200 litri ciascuno contenenti olio motore ed idraulico, poi 2 fusti da 180 chili contenenti grasso lubrificante, 100 litri di gasolio per autotrazione dai serbatoi dei mezzi parcheggiati, 4 flex angolari, un trapano, due pistole pneumatiche, un gruppo elettrogeno da 60 chilowatt, una idropulitrice, una cassettiera contenente varie chiavi e un furgone Iveco, probabilmente utilizzato per il trasporto di quanto rubato.

 

16 dicembre, A Licata un marocchino di 28 anni, Jabrae Houssen, residente a Licata con regolare permesso di soggiorno, è stato arrestato dalla Polizia perché all’interno dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso si è scatenato in escandescenze, tentando di costringere un medico a consegnargli un flacone di metadone, minacciandolo con un paio di forbici alla gola. Poi ha sfondato ingresso e armadi, si è impadronito dei flaconi ed è scappato. L’ ingresso sfondato è caduto su una infermiera, ferendola .

 

16 dicembre, La Polizia ha arrestato Davide Bruccoleri, 31 anni, di Favara, perché è evaso dai domiciliari dopo essersi disfatto del braccialetto elettronico. I poliziotti della Squadra Volanti, diretti da Tommaso Amato, hanno sorpreso Bruccoleri in contrada Mosella, e lo hanno ricondotto nella propria abitazione, agli arresti domiciliari.

 

16 dicembre, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale Commissariato, capitanati da Cesare Castelli, hanno arrestato Ivan Nuara, 40 anni, per maltrattamenti in famiglia e lesioni a danno dell’anziana madre. A Nuara, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Agrigento, il Tribunale di Agrigento ha aggravato la misura cautelare perché responsabile di numerose violazioni del divieto di dimora.

 

16 dicembre, Ad Agrigento nel carcere Petrusa un detenuto ha aggredito 2 agenti ed un ispettore della polizia penitenziaria. I 3 sono stati soccorsi in ospedale, al "San Giovanni di Dio", dove i medici hanno diagnosticato traumi e ferite guaribili tra 10 e 15 giorni. Calogero Spinelli, segretario regionale della sigla sindacale Fsa Cnpp, commenta : “Fatti del genere si verificano sempre più spesso. A rimetterci è sempre e solo il personale della polizia penitenziaria. Queste aggressioni sono intollerabili e meriterebbero risposte immediate” .


17 dicembre, Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, per Antonino Pirrera, e l’ avvocatessa Giuseppina Ganci, per Giovanni Ruggeri, il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare e ha restituito la libertà ai due favaresi. Pirrera, 40 anni, è stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 5 dicembre, insieme a 3 presunti complici, tra cui Ruggeri, perché presunto organizzatore di una spedizione punitiva, contro Bennardo Chiapparo, 68 anni, di Favara, morto in ospedale ad Agrigento lo scorso 10 febbraio, colpevole di avere rimproverato il figlio di Pirrera il quale avrebbe scagliato una pedata contro un’insegna dell’ autolavaggio di Chiapparo. Il Tribunale del Riesame ha ritenuto non sussistente l’ ipotesi del reato di omicidio preterintenzionale contestata ai 4. Gli altri 2, ancora ai domiciliari, sono in attesa a breve del pronunciamento dello stesso Riesame.


17 dicembre, La Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Palermo lo scorso 14 marzo, di condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione a carico dell’ ex presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Carmelo Callari, sottoposto all’obbligo di dimora ad Agrigento il 25 novembre 2010 perché accusato di avere camuffato come visite istituzionali dei viaggi personali a Roma, ottenendo il rimborso dalle casse del Comune. Trattandosi di condanna superiore ai 2 anni non è sospesa, ed essendo inferiore ai 3 anni consente al condannato di avvalersi di una misura alternativa alla detenzione in carcere, tra affidamento ai servizi sociali o i domiciliari.


17 dicembre, I Carabinieri della Compagnia di Licata, capitanati da Marco Currao, hanno arrestato Gabriele Vapore, 40 anni, di Licata, che sconterà 5 anni e 1 mese di reclusione per violenza sessuale e minacce, e si tratta di reati risalenti al 2009.


18 dicembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato 4 immigrati dalla Romania, perché, verosimilmente ubriachi, hanno picchiato con una spranga di ferro un loro connazionale, un bracciante agricolo di 29 anni, recuperato nei pressi del binario ferroviario locale, poi soccorso in ospedale e ricoverato in prognosi riservata. I 4 romeni risponderanno di tentato omicidio.


18 dicembre, A Racalmuto i Carabinieri hanno arrestato un immigrato dalla Tunisia di 43 anni, che ha rubato un coltello con una lama da 27 centimetri ad un pescivendolo in piazza Del Carmelo, si è diretto in via Sacerdote Romano, ha sfondato l’ ingresso dell’ abitazione dove dimora l’ex moglie, e l’ ha minacciata di ucciderla. I Carabinieri lo hanno disarmato tempestivamente, con non poca fatica, e lo hanno ammanettato. Il tunisino, ferito dai vetri dell’ ingresso rotto, e un carabiniere, sono stati medicati all’ ospedale di Canicattì. Lo stesso tunisino in precedenza si è distinto per avere picchiato la figlia di 15 anni.

 

19 dicembre, A Canicattì un malvivente travisato e armato con un fucile è entrato dentro un supermercato in periferia, ha minacciato i dipendenti alle casse, e ha rubato denaro contante per circa 800 euro. Poi è fuggito a bordo di un’automobile guidata da un complice in attesa. Indagano i Carabinieri.


19 dicembre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 3 mesi di carcere, pena sospesa, un uomo di Sciacca di 47 anni, responsabile di maltrattamento di animali allorchè ha picchiato il suo cane, nel 2014, in piazzale Marinai d'Italia. Il cane è stato sequestrato e affidato all'associazione "Amici di Olivia" di Menfi, e poi è stato adottato.

 

19 dicembre, A Porto Empedocle 2 ignoti criminali, armati di pistola e travisati, hanno rapinato la farmacia lungo la statale 115 nei pressi dei semafori. I rapinatori hanno minacciato gli impiegati e hanno rubato il denaro in cassa, circa mille euro. Poi sono fuggiti a bordo di una motocicletta. Indaga la Polizia.


20 dicembre, Ad Agrigento il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, ha rinviato a giudizio l’ anziano di 79 anni, Giuseppe Valenti, pensionato, al volante dell’ automobile Nissan Micra che la sera del 30 dicembre 2013 fu coinvolta nell’ incidente stradale, a San Leone, in via Cavaleri Magazzeni, che ha provocato la morte della giovane agrigentina, Chiara La Mendola, 23 anni. Il rinvio a giudizio è stato chiesto dalla Procura dopo due richieste di archiviazione, respinte dal Tribunale. Ad opporsi all'archiviazione sono stati Ignazio La Mendola, fratello di Chiara, con il proprio avvocato, Salvatore Pennica. Nell’ ambito della stessa inchiesta sono stati già rinviati a giudizio il dirigente comunale Giuseppe Principato e il funzionario comunale Gaspare Triassi, responsabili della manutenzione delle strade.


20 dicembre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra mobile, capitanati da Giovanni Minardi, hanno denunciato il titolare di un bed and breakfast nel centro storico di Agrigento, B G sono le iniziali del nome, perché ha rubato la carta di credito di una cliente e l’avrebbe utilizzata acquistando beni per circa 6mila e 200 euro. Le indagini sono scattate a seguito di una mail inviata dalla turista americana alla Questura di Agrigento, ospite per una notte lo scorso luglio del bed and breakfast. La Polizia è risalita al responsabile tramite le immagini della videosorveglianza nei negozi dove il ladro ha acquistato i beni. Nel corso della perquisizione nel bed and breakfast sono stati scoperti alcuni oggetti che sarebbero stati acquistati con la carta di credito rubata.

 

20 dicembre, Il 10 gennaio 2014 il Giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, ha condannato ad 1 anno di reclusione Calogero Schembri, 54 anni, direttore dei lavori dell’Italkali, ed a 6 mesi Stefano Giuseppe Iacono, 61 anni, sorvegliante, per omicidio colposo a seguito della morte di Vincenzo Noto, 40 anni, di Porto Empedocle, operaio, vittima di un incidente sul lavoro all’alba del 23 febbraio 2006, a 140 metri di profondita’, allorche’ fu schiacciato da una lastra di salgemma che si distacco’ dal soffitto, nella miniera dell’ Italkali in contrada Scavuzzo, a Realmonte. Il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno alla parte civile costituita Romina Alaimo, vedova del defunto Vincenzo Noto, difesa dall’avvocato Vincenza Gaziano. Ebbene, adesso la Corte d’Appello di Palermo ha dichiarato il non doversi procedere verso i due imputati per sopraggiunta prescrizione del reato contestato. Schembri e Iacono sono difesi dagli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica, Salvatore Mormino ed Antonino Mormino.


20 dicembre, A Porto Empedocle, nella zona del lido Azzurro, ignoti malviventi hanno saccheggiato due villette estive. Il bottino è magro, solo alcuni televisori, ma i danni sono rilevanti, perché ingressi e infissi sono stati sfondati o divelti. Indaga la Polizia.


21 dicembre, Lo scorso 16 marzo 2016 è stato il giorno di un incidente stradale mortale ad Agrigento, lungo la strada statale 640, nei pressi di contrada Gasena, dove un operaio di 37 anni, di Aragona, Antonio Giambrone, a bordo del suo camion guidato dal padre Salvatore, 70 anni, dopo uno sbandamento è uscito fuori carreggiata, rovinando contro un cantiere oltre il guardrail. Antonio Giambrone è stato sbalzato fuori dall’ abitacolo ed è morto. Il padre è stato imputato di omicidio colposo. Non si è difeso. Ha patteggiato la condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, ribadendo che è stata una tragedia, provocata dalla pioggia, e che la sua condotta di guida è stata ineccepibile.


21 dicembre, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato due immigrati dalla Romania, Gheorghe Tanase, 19 anni, e Neculai Tanase, 23 anni, ammanettati in flagranza di reato di minaccia, violenza, resistenza e oltraggio a un Pubblico Ufficiale e rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale. Tutto ciò si è scatenato quando i Carabinieri sono intervenuti perché si sono accorti che i due romeni, con atteggiamento aggressivo, strattonavano una ragazza di 20 anni anche lei romena. I due romeni hanno reagito con minacce, insulti, calci e pugni.


21 dicembre, Il Tribunale di Sciacca ha inflitto 4 anni e 2 mesi di reclusione ad Antonino Spatola, 37 anni, di Menfi, perché è stato parte del gruppo di rapinatori che irruppe a casa di un’ anziana, a Menfi, l’ 8 maggio 2014. Spatola ha collaborato con i magistrati, consentendo di scoprire anche gli altri componenti autori del delitto.

 

22 dicembre, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari, applicandogli il braccialetto elettronico, Giuseppe Lanzino, 39 anni, perché presunto responsabile dei reati di resistenza a un pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, commessi a Licata l’ 11 ottobre scorso a danno di alcuni agenti della Polizia municipale di Licata.

22 dicembre, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Antonio Savitteri, 44 anni, di Ravanusa, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno a Ravanusa. Savitteri risponderà di violazione della misura preventiva perché sorpreso alla guida di un’ automobile senza patente di guida in quanto revocata. L’ uomo ha tentato la fuga ma è stato inseguito, bloccato e ristretto ai domiciliari.

 

22 dicembre, Ad Agrigento gli scassinatori dei distributori di bevande e snack hanno imperversato nottetempo in via Platone, tra una enoteca e un autolavaggio, e poi in via Demetra all’ orto botanico. Il bottino ammonta a poche centinaia di euro. Probabilmente più ingenti sono i danni provocati dalla effrazione. Indaga la Polizia.


22 dicembre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna emessa il 2 maggio scorso dal Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, a 2 anni e 2 mesi di reclusione a carico dell’agrigentino Ignazio Natalello, 60 anni, perché avrebbe tentato di estorcere denaro ad alcuni commercianti del Villaggio Mosè millantando di essere un esattore del boss detenuto, Gerlandino Messina. Natalello avrebbe inserito della colla nelle serrature di 4 esercizi commerciali, e avrebbe anche telefonato ai commercianti per estorcere denaro. L’uomo è stato sorpreso ad intascare una busta con 300 euro. L’ imputato è assistito dall’ avvocato Salvatore Cusumano.


23 dicembre, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato, per furto di energia elettrica, 8 extracomunitari di nazionalità tunisina, marocchina e siriana. Gli otto, la maggior parte dei quali con precedenti, hanno risieduto abusivamente a Ribera in abitazioni dichiarate inagibili in via Tevere, allacciandosi abusivamente alla rete elettrica. E altri 2 extracomunitari sono stati arrestati per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Si tratta di un tunisino di 25 anni e di un siriano di 26 anni, sorpresi in possesso di 50 grammi di hashish, già divisi in 29 dosi, un bilancino di precisione elettronico ed un taglierino, per un valore di mercato di circa 300 euro. I due sono fuggiti, e hanno nascosto la droga dietro una mattonella in un’abitazione in via Tevere. Il cane dei militari ha fiutato e ritrovato l’ hashish.


24 dicembre, Incidente stradale mortale ad Agrigento, lungo la via Panoramica dei Templi, in rettilineo, dove un’ automobile Nissan Micra, si è scontrata con un autobus della Tua, nella corsia opposta. E’ morto il conducente della Nissan Micra, Marco Milioto, 26 anni, di Agrigento. Sul posto per i rilievi di rito sono intervenuti la Polizia, i Vigili urbani, e poi i Vigili del fuoco e il 118 per i soccorsi.


24 dicembre, Incidente stradale mortale a Sciacca, in via Pasquale Tacci, in contrada Isabella, dove, nottetempo, un’ automobile Smart si è ribaltata schiantandosi contro il bordo della strada. Il conducente, Domenico Mario Raneli, 27 anni, di Sciacca, è stato subito soccorso dal 118 e trasportato in ospedale dove è morto. Ferito, ma non gravemente, è un amico della vittima, seduto al suo fianco. Sul posto hanno lavorato Carabinieri e Vigili del fuoco.

 

24 dicembre, A Palma di Montechiaro la Polizia ha arrestato Gaetano Vella, 51 anni, di Palma, che sconterà una condanna definitiva per i reati di evasione, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.


24 dicembre, Ad Agrigento la notte dello scorso 21 dicembre gli scassinatori dei distributori di bevande e snack hanno imperversato in via Platone, tra una enoteca e un autolavaggio, e poi in via Demetra all’ orto botanico. Ebbene, adesso, grazie ai sistemi di video - sorveglianza, la Polizia ha identificato e denunciato alla Procura un giovane di 20 anni, presunto responsabile dei furti. Altri due complici sono in corso di identificazione.

 

24 dicembre, Lungo la strada tra Canicattì e Naro i Carabinieri e la Polizia hanno intercettato e bloccato un’automobile con a bordo due uomini travisati. Uno, di 17 anni, è stato arrestato. L’altro è fuggito e si è dileguato nella campagna circostante. Sono state sequestrate 2 pistole calibro 7,65, una rubata e l’altra in corso di esame. Gli investigatori ipotizzano che i due fossero pronti a compiere una rapina a danno di un corriere in transito.

 

26 dicembre, Operazione antidroga dei Carabinieri tra Favara, Porto Empedocle e Agrigento. I militari del Reparto Operativo di Agrigento e della Tenenza di Favara hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare firmate dal Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. I destinatari sono : in carcere Carmelo Fallea, 41 anni, di Favara, Gioacchino Alba, 49 anni, di Favara e residente a Liegi in Belgio, Carmelo Vaccaro, 38 anni, di Favara, Stefano Sacco, 52 anni, di Porto Empedocle, e Calogero Presti, 43 anni, di Agrigento. Arresti ai domiciliari per Gaspare Indelicato, 34 anni, di Favara, e Rania El Moussaid, 31 anni, di Casablanca, residente ad Agrigento. Sono 12 gli indagati a piede libero.

 

27 dicembre, Ad Agrigento ancora furti di cavi di rame. In contrada Gibisa, a ridosso del Villaggio Mosè, ignoti ladri hanno tagliato circa 2mila e 500 metri di cavi. Indagano i Carabinieri. In allerta l’ Enel. Gravi disagi per i residenti, come nei precedenti e recenti casi di furti di oro rosso, nelle contrade Zingarello, Punta Bianca e Cipolluzze, e poi ancora Ortata, Sant'Anna, Priolo, Gelardo Marino e Malvizzo, tra Favara e Naro.


27 dicembre, A Sciacca, al palazzo di giustizia, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica un uomo di 83 anni, citato come testimone, e sorpreso all’ ingresso in possesso di un coltello a serramanico di genere vietato. E’ stato il metal detector a rivelare la presenza dell’arma.


27 dicembre, Come pubblicato, venerdì scorso, lungo la strada tra Canicattì e Naro i Carabinieri e la Polizia hanno intercettato e bloccato un’automobile con a bordo due uomini travisati. Uno, di 17 anni, è stato arrestato. L’altro è fuggito e si è dileguato nella campagna circostante. Sono state sequestrate 2 pistole calibro 7,65, una rubata e l’altra in corso di esame. Gli investigatori ipotizzano che i due fossero pronti a compiere una rapina a danno di un corriere in transito. Ebbene, adesso è stato denunciato anche il presunto complice del 17enne. Si tratta di M R, sono le iniziali del nome, 39 anni, di Canicattì, il quale si è autonomamente consegnato ai militari, che lo avevano già individuato, recandosi a casa sua.


27 dicembre, Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato Stefano Dalli Cardillo, 27 anni, di Agrigento, sorpreso in via Imera a danneggiare gravemente le automobili in sosta. Il 27enne si è scagliato anche contro i militari, scatenandosi in escandescenze, e risponderà, pertanto, di oltraggio e resistenza, oltre che di danneggiamento. Stefano Dalli Cardillo, difeso dall’ avvocato Daniele Re, è ristretto ai domiciliari.


27 dicembre, A Palma di Montechiaro, in piazza Aquilino, la Polizia ha denunciato un immigrato che, ubriaco a bordo della sua automobile, ha sbattuto contro altre due automobili posteggiate. L’ immigrato si è rifiutato di sottoporsi all’ alcol test. Le due automobili hanno subito gravi danni.

 

27 dicembre, Operazione antidroga dei Carabinieri di Favara, Agrigento e della Procura antimafia di Palermo. Arresti tra Favara e Porto Empedocle. Traffico di cocaina e hashish. Il 30 settembre 2014, ad Agrigento, al palazzo di giustizia, lui, Calogero Presti, 43 anni, di Favara, impiegato in una scuola, si è seduto innanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, e al pubblico ministero, Santo Fornasier, e ha patteggiato la condanna a 2 anni e 11 mesi di reclusione. E i magistrati gli hanno concesso gli arresti domiciliari. Lui, Presti, è stato ammanettato e recluso in carcere pochi mesi addietro, il 16 giugno 2014, perché i Carabinieri lo hanno sorpreso in possesso, ecco le fotografie dell’ epoca, di 20 chili di hashish, divisi in 20 pacchi con ciascuno dentro 10 panetti da 100 grammi, nascosti in una sua casa in campagna, in contrada Scintillia. Ebbene, l’ arresto di Calogero Presti tracciò una pista di indagine che i Carabinieri della Tenenza di Favara e del Nucleo radiomobile e operativo di Agrigento hanno seguitato come segugi, in raccordo con la Procura distrettuale antimafia di Palermo. E adesso Presti e altri 5 sono stati arrestati, ancora per presunte malandrinerie di droga. Insieme a Calogero Presti, al momento trascorrono in carcere il sole e la luna Carmelo Fallea, 41 anni, di Favara, Carmelo Vaccaro, 38 anni, di Favara, e Stefano Sacco, 52 anni, di Porto Empedocle. Invece, sono ristretti tra le mura domestiche Gaspare Indelicato, 34 anni, di Favara, e una donna, Rania El Moussaid, 31 anni, di Casablanca, residente ad Agrigento, già alla ribalta delle cronache internazionali allorchè in Sardegna si è spacciata per la principessa “Rania di Giordania”, frequentando i ricconi della Costa Smeralda, alloggiando in alberghi di lusso vertiginoso, con viaggi in panfilo e cene a base di ostriche, aragoste e champagne. Poi fu scoperta, e Rania di Giordania che ingannò vip e paparazzi fu ribattezzata Rania di Agrigento. Sono 12 gli indagati a piede libero, tra Palermo, Mussomeli, Cammarata, e due stranieri residenti ad Agrigento, uno del Marocco e l’altro del Brasile. Le indagini proseguono, e alcuni spunti investigativi si ritiene che siano utili per scoprire la verità su alcuni recenti delitti per i quali si sospetta che il movente sia stata la droga. Il 26 ottobre 2016 scorso a Favara in Corso Vittorio Veneto è stato assassinato a colpi di pistola un uomo di 42 anni, Carmelo Ciffa, di Porto Empedocle, operaio. E il 14 settembre 2016 scorso a Liegi, in Belgio, sono stati bersaglio di un agguato a colpi d’arma da fuoco due agrigentini, da pochi giorni in terra fiamminga. Uno è morto, un incensurato originario di Porto Empedocle, Mario Jakelic, 28 anni. L’ altro è stato ferito : Maurizio Di Stefano, 30 anni, di Favara. E l’inchiesta in corso ha sgominato una organizzazione a lavoro nella provincia agrigentina, e impegnata nel traffico di cocaina e hashish dal Belgio e da Palermo verso Favara, da nord a sud. Ed ecco perché l’ indagine è stata intitolata “Up & Down”, su e giù. In particolare, Carmelo Fallea avrebbe comprato hashish dai palermitani, e poi la droga a Favara sarebbe stata nascosta e custodita da Calogero Presti e da Stefano Sacco. Poi la vendita al dettaglio, quindi lo spaccio. Il riferimento a Palermo sarebbe stato Vincenzo Giudice, 38 anni, già arrestato il 29 maggio 2015 nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Verbero”. E ad Agrigento, invece, sarebbe stata riferimento la marocchina Rania El Moussaid, che sarebbe legata a Vincenzo Giudice da un rapporto sentimentale e di fiducia. La donna sarebbe stata tramite tra Giudice, i palermitani e il favarese Carmelo Fallea. E poi, la cocaina avrebbe viaggiato dal Belgio, spedita una volta al mese, dentro pacchi con destinatario e mittente fasulli, a cura di società di trasporti e traslochi da e verso il Belgio, utilizzate spesso dai molti emigrati favaresi in Belgio. Sarebbe stato ancora Carmelo Fallea, accompagnato da Carmelo Vaccaro, a recarsi in Belgio e a pagare la cocaina. Nel corso dei tragitti, dal Belgio o da Palermo, i Carabinieri hanno intercettato e sequestrato parecchi chili di hashish e cocaina.


28 dicembre, La Cassazione ha respinto il ricorso dei familiari, e ha confiscato definitivamente i beni del boss agrigentino Arturo Messina, morto in carcere, a 65 anni di età, nell’ aprile 2008. I familiari di Messina sono stati assistiti dall'avvocato Salvatore Pennica, che ha sostenuto la legittima provenienza dei beni. Il provvedimento di confisca comprende conti correnti, terreni ed una avviata attività aziendale. Il tutto per un valore  stimato di 5 milioni di euro.

di Angelo Ruoppolo (Teleacras Agrigento)

 

 
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