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Cadavere sotto un viadotto…

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Ad Agrigento muore precipitando da un viadotto un favarese di 53 anni. Forse ha sbrigato un bisogno fisiologico ed è scivolato giù dal precipizio. E’ morto, precipitando giù da un burrone, dopo essere scivolato al buio, non accorgendosi che è stato il posto sbagliato dove sbrigare i propri bisogni fisiologici. Ecco l’ipotesi privilegiata dagli investigatori, i Carabinieri della stazione del Villaggio Mosè, che indagano a seguito della morte di un uomo ad Agrigento, in contrada Misita, nei pressi di Zingarello. La vittima è Salvatore Fallea, 53 anni, di Favara, e il suo cadavere è stato scoperto da un carabiniere libero dal servizio. Il militare si è prima imbattuto nell’automobile di Fallea, una Ford Fiesta, in stop sul ciglio della carreggiata di un viadotto, vuota. Poi si è insospettito. Poi si è affacciato oltre il guard rail, e ha lanciato l’allarme per il corpo senza vita giacente nel terreno sottostante, riverso a pancia in giù. Fallea è stato fuori da casa dal primo pomeriggio, poi a tarda sera la scoperta della sua morte. Sarà l’autopsia a svelare le cause del decesso e a consentire di ricostruire la dinamica di quanto accaduto, su cui lavora la Procura della Repubblica di Agrigento. Salvatore Fallea sarebbe caduto con i pantaloni abbassati, e sarebbe tale dettaglio a indurre a ipotizzare che lo sfortunato favarese si sia piegato per fronteggiare una incombente necessità fisiologica, e che poi è precipitato giù sbattendo la testa tra alcune grosse pietre. La zona non è illuminata, e, nottetempo, fuori dalla strada, sarebbe stato difficile accorgersi che oltre pochi metri di sterpaglie vi è una scarpata a ridosso del precipizio. Salvatore Fallea, magari correndo assillato dalla impellenza, avrà peccato di imprudenza, adagiandosi in fretta e furia alla meno peggio, guardandosi poco attorno, se mai così tanto buio gli avesse consentito di guardare e di rendersi conto di essere in bilico sulla morte.

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