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Mafia e turbativa appalti in Calabria, ai domiciliari 4 imprenditori agrigentini

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Lo scorso 19 gennaio, la Guardia di Finanza, nell’ ambito di un’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria, contro affari e presunti affiliati al clan della Ndrangheta dei Piromalli, tra i 35 indagati in arresto ha arrestato anche 4 imprenditori agrigentini. Si tratta di Francesco Migliore, 56 anni, e Filippo Migliore, 47 anni, entrambi di Cammarata. E poi Alessio La Corte, 33 anni, e Vito La Greca, 39 anni, entrambi di Santo Stefano Quisquina. Le indagini hanno scoperto il velo su un presunto impero economico, costruito tramite un cartello di 60 imprese colluse con la Ndrangheta che avrebbero controllato e turbato gli appalti pubblici nelle province di Reggio Calabria e Cosenza, il tutto contando sui solidi legami con la potente cosca dei Piromalli di Gioia Tauro. Ebbene, oggi, ancora la Guardia di Finanza e la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria, nell’ambito di una seconda inchiesta, ha ristretto ai domiciliari 25 indagati tra cui, ancora, gli stessi quattro imprenditori agrigentini. Le indagini, come nel primo caso, ruotano intorno ad una presunta associazione per delinquere di stampo mafioso, operante nella Piana di Gioia Tauro, finalizzata alla turbativa di gare d’appalto nel settore pubblico.

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