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Tra Canicattì e Naro si assegnano i beni confiscati alla mafia

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Al più presto i beni confiscati tra Canicattì e Naro, riconducibili al boss già capo provincia di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone, e ad altre famiglie mafiose della zona, saranno assegnati. E’stata costituita un’apposita Commissione di valutazione delle istanze di assegnazione, con decreto del presidente del Consorzio “Legalità e sviluppo” di Agrigento, Giuseppe Danile, e composta dal segretario comunale Domenico Tuttolomondo e dai componenti Lidia Saieva e Giovanni Aldo Colussi. Segretario verbalizzante della commissione è Margherita Lo Giudice, impiegata del Comune di Canicattì, che vanta ampia esperienza nel settore. Più nel dettaglio si tratta dell’assegnazione di 33 ettari e 70 aree in contrada Virgilio tra Canicattì e Naro. Sono beni sequestrati da tempo, e che tra il 2008 e il 2010 sono transitati allo Stato e quindi all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

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