Home»Cronaca»Agrigento, non sarà demolita la villa di Sodano in contrada Maddalusa

Agrigento, non sarà demolita la villa di Sodano in contrada Maddalusa

Pinterest Google+

Ad Agrigento, la villa, in contrada Maddalusa, ritenuta abusiva, dell’ex sindaco e senatore Calogero Sodano, non sarà demolita, e la Soprintendenza, il Comune di Agrigento e Legambiente pagheranno in solido le spese legali e di verificazione. Come si ricorderà, a seguito di alcune denunce presentate da Legambiente, la Soprintendenza e il Comune di Agrigento hanno revocato in autotutela il nulla osta di propria competenza e la concessione edilizia alla signora Clelia Aiazzi, suocera dell’ex sindaco Calogero Sodano, per un intervento di consolidamento e riuso di un fabbricato ricadente in zona A del decreto Gui-Mancini. E ciò sulla base di un’asserita falsa rappresentazione della consistenza volumetrica del fabbricato. Contro i provvedimenti adottati in autotutela dalla Soprintendenza e dal Comune, ha proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Guido Corso, la figlia della signora Aiazzi, la dottoressa Antonella Gulotta, divenuta proprietaria del lotto avendolo ricevuto in donazione dalla madre. Nel giudizio è intervenuta opponendosi anche Legambiente. In particolare gli avvocati Rubino e Corso hanno sostenuto la piena conformità delle opere realizzate con la tipologia degli interventi di ristrutturazione edilizia consentiti dal quadro normativo che disciplina l’edificazione delle aree comprese dentro il perimetro del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, sottolineando l’assenza di abusi. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia ha disposto una verificazione al fine di accertare l’esatta consistenza dell’originario fabbricato oggetto delle opere asserite da parte della Soprintendenza di Agrigento. E dalla verificazione, affidata ad un esperto, è emerso che la consistenza del nuovo fabbricato ricalca pedissequamente quella del fabbricato preesistente. Dunque, il Cga ha condiviso le conclusioni del consulente, il professor Paolo La Greca, dell’Università di Catania, accogliendo il ricorso degli avvocati Rubino e Corso, annullando tutti i provvedimenti impugnati, e condannando la Soprintendenza, il Comune di Agrigento e Legambiente a pagare in solido le spese giudiziali, liquidate in 6mila euro, oltre al pagamento delle spese di verificazione. Pertanto la villa non sarà demolita.

Notizia Precendente

"Ero Malerba" di Toni Trupia e Carmelo Sardo vince il "Nastro d'argento"

Prossima Notizia

I “Bambini del Mondo” tra i Templi