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Amministrative a Palermo, si marcia

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Si vivacizza la campagna elettorale per le Amministrative di primavera a Palermo. L’avvocato Ugo Forello, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, tra i fondatori dell’associazione antiracket Addiopizzo, marcia lungo la sua, come l’ ha definita, “Rivoluzione gentile”, che Forello non intende distaccare dalla sua esperienza dell’associazionismo antiracket. E lo stesso Forello spiega: “Non è una doppia responsabilità, credo anzi di poter sommare la mia storia nell’associazionismo al compito politico che il movimento 5 Stelle mi ha affidato. Sono due punti di forza. Da un lato c’è l’essere stato in prima linea nella ribellione contro il pizzo e il sistema mafioso. Ed è un’esperienza indelebile. E adesso siamo un movimento di cittadini, di persone che vengono dalla società civile. Sono due storie che si uniscono. Sono convinto che siano alte le probabilità che saremo noi ad amministrare Palermo per i prossimi 5 anni. Palermo è una città ferita. La cosa che più addolora è l’indifferenza. É come se non ci fosse più rabbia, come se la gente non avesse più speranza. Noi vogliamo spiegare ai palermitani che non è vero che siamo tutti uguali. E la nostra presenza alle elezioni comunali è un voler donare l’ultima speranza alla città”, conclude l’aspirante sindaco del Movimento 5 Stelle. Nel frattempo, Fabrizio Ferrandelli, anche lui in corsa per la carica di sindaco di Palermo, ha presentato le prime tre liste civiche a sostegno della propria candidatura. E annuncia: “Si tratta di tre liste, alle quali se ne aggiungeranno altre, nelle quali si candidano esponenti di associazioni, della società civile e delle imprese, che hanno deciso di starmi accanto quando ho deciso di rassegnare le dimissioni, in rotta con il governo Crocetta, e lanciare l’avventura dei “Coraggiosi”. Sono palermitane e palermitani che hanno partecipato al percorso di “Palermocrazia”, persone che hanno esperienza sindacale e politica. Io non sono candidato di alcun partito, ma di una coalizione per Palermo. Non stringo accordi nelle stanze, ma sto nelle piazze.”

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