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Scarpinato, la mafia e la massoneria

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La Procura di Bologna ha appena archiviato l’indagine sui mandanti della strage di Bologna del 2 agosto 1980. E l’entità oscura, che avrebbe armato la mano “destra”, tra virgolette, del Nar, il Nucleo armato rivoluzionario, è ancora oscura. E ad un’altra entità oscura, che armerebbe la mano della mafia in Sicilia, e che sarebbe superiore alla mafia, si è riferito il Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato. Il magistrato è stato ascoltato dalla Commissione nazionale antimafia, presieduta da Rosy Bindi, nell’ambito dell’inchiesta in corso tra mafia e massoneria deviata. Il contenuto dell’audizione è stato secretato, e sommariamente Scarpinato ha rivelato: “Sono stato informato di progetti di attentati, nel tempo, nei confronti di magistrati di Palermo orditi da Matteo Messina Denaro per interessi che, da vari elementi, sembrano non essere circoscritti alla mafia ma riconducibili a entità di carattere superiore.” Poi Scarpinato si è soffermato sul grado di attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori Giuseppe Tuzzolino, che sostiene di avere curato alcuni interessi economici e massonici di Messina Denaro, e Vito Galatolo, che ha raccontato del tritolo già a Palermo, e mai trovato, per uccidere Nino Di Matteo su ordine di Messina Denaro. E poi Scarpinato ha confermato le minacce di morte per la Procuratore aggiunto, Teresa Principato, che insegue da anni il boss latitante, e per il procuratore Marcello Viola, impegnato a indagare su mafia e massoneria. E non a caso, come ha spiegato il vice presidente della Commissione antimafia, Claudio Fava, a Castelvetrano, città natale di Messina Denaro, vi è il maggior numero di logge massoniche di tutta Sicilia. Roberto Scarpinato ha dunque ricostruito i legami tra Cosa nostra e logge massoniche da Stefano Bontade, a Provenzano fino a Messina Denaro, sottolineando che – sono parole sue – “bisogna conoscere il passato per comprendere il presente, che è figlio del passato, e le sue chiavi di lettura stanno nel passato. Oggi sono cambiati gli interessi di Cosa Nostra ed è costantemente necessario il rapporto con pezzi della massoneria per arrivare a centri occulti di potere che possono risultare utili a Cosa Nostra.”

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