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“Fragalà”, rancori e rivalse

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Altri particolari emergono nell’ambito dell’inchiesta frutto delle dichiarazioni del pentito della famiglia di “Porta Nuova”, Francesco Chiarello, che ha provocato l’arresto di sei indagati per l’efferata aggressione mortale all’avvocato Enzo Fragalà a Palermo. Le intercettazioni registrate dai Carabinieri e il racconto dello stesso Chiarello rivelano che tanto malumore ha iniziato a serpeggiare nel clan di “Porta Nuova”, che comprende anche “Borgo Vecchio”, quando all’epoca dei primi arresti per l’omicidio Fragalà, nel 2013, i vertici del clan avrebbero rimborsato le spese per pagare l’avvocato solo ad uno degli indagati, discriminando gli altri. Il capo del mandamento, Giuseppe Di Giacomo, avrebbe pagato solo Francesco Arcuri, forse perché ritenuto il più autorevole del gruppo, adesso arrestato una seconda volta perché ritenuto il mandante e il pianificatore della spedizione punitiva contro l’avvocato Fragalà. Il pentito Francesco Chiarello ha dichiarato: “Giuseppe Di Giacomo aveva fatto avere 13mila euro all’avvocato Filippo Gallina, che difendeva Francesco Arcuri. Io l’ ho saputo da Marcello Di Giacomo, il fratello di Giuseppe, assassinato il 12 marzo 2014.” E le parole di uno dei presunti componenti del commando, Salvatore Ingrassia, intercettato, sono: “Chiddu, per dire, ca un partecipò diciamo a dargli colpi di legno ci pagano l’avvocato, e nuatri ca arrischiamo un nni vuonnu paare nuddu l’avvocato? Sunnu crastazzi.” Poi, ancora Ingrassia, teme pentimenti e collaborazioni degli arrestati, qualora avessero ceduto in carcere, soprattutto da parte di Antonino Siragusa, anche lui arrestato nel 2013 e adesso una seconda volta. E le parole di Ingrassia sono: “Speramo ca i cuose vanno buone, ma se i cose vanno male, poi riremu tutti. Francè chistu mi rovina a mia, chistu si pente… sono convinto che si pente.” E per le spese di difesa pagate solo ad Arcuri, ancora Ingrassia, deluso e arrabbiato, si sarebbe rivolto al nuovo capo del clan “Borgo Vecchio”, Giuseppe Tantillo, che però avrebbe risposto no perché la competenza è stata della precedente gestione e non di lui. E le parole di Salvatore Igrassia, intercettato, sono state: “Scusa, u Tantillo un ci vole pagare l’avvocato… ma nuatri u coso unnu faciemmu pì Porta Nuova? Per cosa l’abbiamo fatto?”

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