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“Regionali”, altri ostacoli per Crocetta

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Domenica prossima 9 aprile, che è la “Domenica delle Palme”, come annunciato dalla vice presidente della Regione e assessore regionale alle Attività produttive, Mariella Lo Bello, Agrigento sarà tappa del tour siciliano del presidente della Regione, Rosario Crocetta, e del suo movimento “Riparte Sicilia”, che è il cavallo che Crocetta galoppa verso la riconquista di Palazzo d’Orleans scavalcando eventualmente anche gli ostacoli frapposti dal suo partito, il Partito Democratico, che non sarebbe d’accordo sulla sua candidatura, e che attende l’esito del Congresso nazionale per risolvere il rebus delle elezioni Regionali in Sicilia. E come il Pd, anche l’alleato di governo, “Sicilia Futura”, non sarebbe propensa al bis di Rosario Crocetta. L’ex ministro, Salvatore Cardinale, è intervenuto a Gela, la città natale di Crocetta, e ha dichiarato che “non vi sono le condizioni per ricandidare Crocetta”. E il fondatore e leader di “Sicilia Futura” ha spiegato: “Se Sicilia Futura raggiungerà l’obiettivo che ci prefiggiamo del 10% dei voti, siamo certi che contribuiremo a determinare l’elezione del nuovo governo regionale con una coalizione di centro sinistra potenzialmente in grado di ottenere il 40% dei consensi, ma con un candidato a governatore diverso da Crocetta. L’obiettivo principale è aggregare l’area riformista, quella cosiddetta moderata, che viene dal mondo socialista e dal mondo popolare, che ha creduto nella rivoluzione liberale di Berlusconi, che non ha più punti di riferimento e che può essere avvicinata a un centro sinistra che si allarga. Piuttosto stiamo stimolando l’area di Forza Italia o del Movimento per le Autonomie, di movimenti e parti che stavano nel centrodestra, a venire con noi. Sono favorevole alle primarie di coalizione, se da un tavolo di confronto fra le forze di centrosinistra non dovesse uscire un candidato unitario, come si faceva una volta.” In casa centrodestra, a seguito del dietrofront di Gianfranco Miccichè per Forza Italia e di Saverio Romano per Cantiere popolare, sono fallite le primarie di coalizione. L’intenzione, ipotizzata anche dall’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, sarebbe tracciare un’ampia intesa, da Forza Italia al Partito Democratico, capace di arginare il Movimento 5 Stelle, e il cui condottiero ideale per ambire alla presidenza della Regione sarebbe l’ex Rettore dell’Università di Palermo ed ex assessore regionale alla Sanità, Roberto Lagalla.

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