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Agrigento e i Centri d’Accoglienza

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Il boom migratorio lungo la rotta Mediterranea, quindi verso le coste, soprattutto, della Sicilia, non accenna a placarsi. Stando alle statistiche diffuse dal Ministero dell’Interno, dal primo gennaio scorso ad oggi sono sbarcati sulle nostre coste 43.245 stranieri, ed entro la fine dell’anno ne potrebbero arrivare circa duecentomila.

Tra le questioni più pressanti che certamente interessa le condizioni di vita degli immigrati in Sicilia è quella riconducibile alla domanda abitativa che, rispetto alle tradizionali forme di disagio, tende sempre più ad assumere i caratteri della vera e propria emergenza, con un sistema d’accoglienza, in alcune Regioni, al collasso, e con un Governo che impone ad ogni singola Regione, secondo l’accordo Viminale-Anci, di ospitare un certo numero di stranieri in base al numero di abitanti presenti nel singolo Comune.

Ebbene, Agrigento rientra tra i Comuni ormai al collasso e fuori dai parametri concordati tra l’Anci ed il ministero dell’Interno. In questi giorni, la giunta comunale di Agrigento, con in testa il sindaco Lillo Firetto, ha deliberato che, onde evitare tensioni sociali e garantire anche il diritto dei migranti ad una corretta accoglienza ed integrazione, non verranno più aperti centri d’accoglienza per immigrati, specie in centro storico, né nuove case per minori non accompagnati. Nel frattempo l’amministrazione Firetto sta lavorando per mettersi in linea con i nuovi indirizzi e dunque con il nuovo “tetto” massimo.

L’Intervista a Lillo Firetto al Vg.

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