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“Amministrative”, eletti e ballottaggi

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Lunga notte elettorale per i dodici comuni agrigentini chiamati alle urne per rinnovare sindaci e Consigli comunali. Con una affluenza del 55% dei votati, dopo la chiusura delle urne è subito iniziato lo spoglio, che ha riservato non pochi colpi di scena.
In primis, la delusione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che nella provincia di Agrigento non riesce ad eleggere un Sindaco e in più viene escluso dai ballottaggi di tutte le maggiori città al voto, compresa Genova, la città del leader.
Crolla a Lampedusa Giusi Nicolini, giunta terza in graduatoria. Sull’isola torna sindaco dopo 15 anni Totò Martello.
Si riconfermano primi cittadini Giovanni Picone a Campobello di Licata, sostenuto dal Pd e dalla lista civica “Uniti per Campobello”, Domenico Balsamo a Villafranca Sicula, e Franco Valenti a Santa Margherita Belice.
Ad Aragona non viene riconfermato l’uscente Salvatore Parello a cui succede Giuseppe Pendolino. A Bivona è stato un testa a testa. Il nuovo sindaco è Milko Cinà, che si impone per soli cinque voti su Salvatore Marrone. Nino Contino, invece, è tornato ad essere sindaco di Comitini, battendo l’altro candidato Giacomo Orlando.
“Sarò il sindaco di tutti” ha commentato Santino Borsellino eletto primo cittadino a Cattolica Eraclea, che ha avuto la meglio su Giuseppe Giuffrida. Mentre a Montallegro vince lo scontro Caterina Scalia su Giovanni Cirillo. A Casteltermini, cittadina con il dato di votanti più basso della provincia, Gioacchino Nicastro è il nuovo sindaco, eletto con il 41,3%.
A Palma di Montechiaro dopo le dimissioni di Pasquale Amato, è stato eletto Stefano Castellino, con un buon margine di voti su Rosario Bellanti e Martino Falsone. L’unico Comune agrigentino ad andare al ballottaggio il 25 giugno è Sciacca che vede contendersi la poltrona di primo cittadino tra Calogero Bono e Francesca Valenti.
A Palermo, Leoluca Orlando con il 46,28% viene rieletto per la quinta volta Sindaco avendo la meglio su Ferrandelli e Forello.”Questa è una vittoria dei palermitani, ha detto Orlando, il Pd ha contribuito facendo un passo indietro. Da anni non ho partito, il mio partito si chiama Palermo”.

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