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La morte per futili motivi

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Marco Vinci
A Canicattì un litigio si è scatenato innanzi a un pub, in piazza Dante. Un ragazzo di 22 anni è insieme ad una donna di 38 anni, un’insegnante, e non sopporta che un altro di 34 anni rivolga a lei apprezzamenti, anche volgari. Lui, Daniele Lodato, il 34enne, avrebbe risolto il battibecco nel modo peggiore, tirando fuori il coltello e accoltellando Marco Vinci, morto. Lo scontro sarebbe insorto prima all’interno del locale, degenerando in calci e pugni. Poi Lodato si sarebbe allontanato, è ritornato dopo, e ha affrontato Vinci fuori in strada, infilzandolo due volte con un coltello da cucina di 35 centimetri di cui 26 di lama che è stato sequestrato dai Carabinieri sul luogo del delitto. Daniele Lodato è stato arrestato dai Carabinieri della locale Compagnia, è recluso in carcere, e verosimilmente sarà carcerato parecchio tempo qualora sia riconosciuto colpevole di omicidio aggravato da futili motivi. Il 22enne, bracciante agricolo, è stato soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato in ospedale, al “Barone Lombardo” della città dell’Uva Italia. E’ deceduto durante il tragitto. I fendenti che ha subito si sono rivelati fatali. Le coltellate gli sono state scagliate all’addome e al torace, colpendo organi vitali. La Procura della Repubblica di Agrigento indaga. L’inchiesta è stata affidata alla sostituto procuratore, Alessandra Russo. Il 23 settembre del 2011 il canicattinese Daniele Lodato è stato arrestato dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione cosiddetta “Panis”, per spaccio di eroina, cocaina e hashish. Le ordinanze di custodia cautelare furono 23. Poi, il 26 ottobre del 2012 Lodato ha patteggiato la condanna a 4 anni di reclusione, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti. Il 21 marzo del 2014 la Corte d’Appello presso il Tribunale dei minorenni di Caltanissetta ha ridotto a 9 anni e 4 mesi la condanna inflitta ad Angelo Ferrigno, 23 anni, di Canicattì, che il 17 luglio 2011, con un colpo di cacciavite alla testa, provocò la morte, dopo 11 giorni di coma, di Calogero Giardina, 24 anni, anche lui di Canicattì, aggredito per una ragazza contesa.

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