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Agrigento, migranti e accoglienza

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Ogni giorno i dati del ministero dell’Interno che monitorano gli sbarchi sono aggiornati con migliaia di persone in più. Dal 1 gennaio al 27 giugno i migranti sbarcati sulle nostre coste sono stati in tutto 73.380, contro i 64.133 del 2016.

Si parla di una vera e propria emergenza, se pensiamo poi che molto spesso donne e minori clandestini non accompagnati sono affidati, sulla base di accordi illegali, a comunità fatiscenti e spesso prive delle necessarie autorizzazioni. E sebbene gli immigrati vengano smistati in tutta Italia, le incombenze della registrazione e della prima accoglienza toccano per lo più ai porti siciliani. Non a caso risulta che il porto di Augusta è in testa con 12.288 arrivi.

Dunque Sicilia al collasso e in vista dei prossimi sbarchi è scoppiata la protesta dei 45 sindaci dei paesi dei Nebrodi in provincia di Messina contro le quote di migranti che ciascun comune dovrebbe accogliere.

Anche Agrigento rientra tra i Comuni ormai oltre la soglia limite, e fuori dai parametri concordati tra l’Anci ed il ministero dell’Interno. Perciò, onde evitare tensioni sociali e garantire anche il diritto dei migranti ad una corretta accoglienza ed integrazione, non verranno più aperti centri d’accoglienza per immigrati, e la conferma arriva anche dal Prefetto Nicola Diomede che ha spiegato: “Va fatto un distinguo fra adulti e minori, ma la città di Agrigento, rispetto a quello che è il piano Anci-ministero dell’Interno, ha raggiunto la sua quota prestabilita. Ciò non esclude che possa esserci ancor più accoglienza dove ce ne siano tutti i presupposti, e le intese andranno però definite tra i vari soggetti che istituzionalmente si occupano per l’attivazione di strutture per minori”.

Nel frattempo l’amministrazione Firetto sta lavorando per mettersi in linea con i nuovi indirizzi e dunque con il nuovo “tetto” massimo. Ascoltiamo nel merito il Sindaco, Lillo Firetto.

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