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Nettezza urbana in fibrillazione

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Dopo parecchi Comuni della provincia agrigentina, anche il capoluogo, adesso, si prepara all’avvio del nuovo servizio di raccolta differenziata. Ad Agrigento, quindi, non sarà più praticato il servizio di raccolta dei rifiuti stradale, tramite cassonetti, ma “porta a porta”.

Mimmo Fontana

L’assessore all’Ambiente, Mimmo Fontana, ha annunciato che la Giunta ha approvato la necessaria delibera di variante migliorativa al bando, e che ad agosto si inizierà con le utenze non domestiche, dunque attività commerciali, imprese e uffici, e si procederà poi a Villaseta-Monserrato, Villaggio Mosé-San Leone, e centro città.
L’amministrazione Firetto ha in proposito avviato una campagna di sensibilizzazione affinchè i cittadini possano fare una buona raccolta differenziata che dia i suoi buoni frutti. E i frutti sono la riduzione del costo delle bollette, “perché – come sottolineato dall’assessore Fontana – una cattiva raccolta differenziata provoca, invece, l’effetto opposto, l’aumento delle bollette”.
Peraltro, il costo della tassa sui rifiuti ad Agrigento, come rileva la “Uil – Servizio politiche territoriali” che ha preparato un dossier, è il più elevato in tutta Italia, 474 euro, a fronte di una media nazionale di 295 euro. E i cittadini più fortunati sono quelli che pagano il tributo a Belluno, dove la tassa si ferma a 150 euro all’anno.
Adesso resta da capire, però, quale sarà la reale sorte dei netturbini in esubero, se verranno redistribuiti nei Comuni vicini, quelli della stessa Srr, o se verranno licenziati.

E in merito a ciò sono già in fermento i sindacati Cgil, Cisl, e Uil.
“La raccolta differenziata ad Agrigento – dichiara il segretario regionale della Cgil Funzione pubblica Alfonso Buscemi non può passare attraverso il licenziamento di 14 persone. Bisogna trovare soluzioni concrete e definitive per dare risposte a tante persone.
E anche il segretario della Cisl Funzione pubblica, Umberto Nero, commenta: “Abbiamo firmato un accordo su indicazione della Srr, ma evidentemente sui numeri e sulla collocazione del personale qualcosa non è andato per il verso giusto. Dobbiamo capire, al più presto, dove l’ingranaggio si è inceppato. Sui licenziamenti è impossibile cedere o tergiversare, anche perché su Agrigento i tecnici non hanno ancora firmato la perizia di variante per la differenziata e non credo lo faranno se ci saranno licenziamenti”.

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