Oggi la tecnologia viene in soccorso in qualunque campo anche per conoscere la propria città, e recentemente in punti strategici della città sono stati installati 29 “ totem” forniti di un codice QR e una piccola mappa della città . Essi costituiscono un vero e proprio circuito chiamato “Way Finding Agrigento” donato alla città dal Lions Club Agrigento Host e realizzato da da tre giovanissimi architetti che hanno lavorato con il supporto della Soprintendenza ai Beni Culturali, del Polo Universitario e dell’Ufficio Beni Ecclesiastici di Agrigento.
Come si legge dal loro sito internet:

«Il progetto consiste nella pianificazione e realizzazione di un sistema che consenta una migliore fruizione, conoscenza e valorizzazione del tessuto urbano e delle emergenze storico/artistiche del centro storico. L’idea mira ad innescare il recupero della dimensione identitaria da parte degli abitanti e funge, altresì, da leva per attivare un indotto economico e per incentivare il turismo culturale. La guida che è stata progettata consente a cittadini, turisti e semplici avventori di scegliere percorsi pedonali che li conducano a conoscere, visitare e apprezzare il tessuto storico con i suoi monumenti, chiese, musei, punti di interesse e scorci panoramici: l’identità del centro storico della Città.»

Un passo avanti straordinario, ma è alla portata di tutto? Per verificarlo, ho chiesto di provare questo nuovo mezzo a una delle persone meno informatizzate che conosca: mia mamma.
Il suo tour tecnologico ha avuto inizio da Piazza Stazione, dove, dopo aver scaricato l’app, si è registrato il primo successo: mia madre ha infatti puntato lo smartphone verso l’apposito pannello con il codice QR e ha con stupore constatato come un piccolo insieme di quadratini bianchi e neri sia stato capace di generare una miriade di informazioni accedendo a una ricchissima banca dati, con notizie storiche e architettoniche sulla piazza in cui si trovava e anche sui siti immediatamente collegati. Stupita ed esaltata mi ha raccontato la sua prima scoperta: la piazza non sarebbe dedicata al noto fisico Guglielmo Marconi, come per molti sarebbe naturale pensare, ma all’archeologo Pirro Marconi, che negli anni ’20 diresse svariati scavi nella città di Agrigento. In realtà ho dovuto precisarle che probabilmente qui qualcuno aveva commesso un errore, poiché l’intitolazione della piazza risale al 1939, quando il potestà mise in atto una disposizione governativa per celebrare in ogni città il padre del telegrafo.
Un’imprecisione che ha un po’ deluso mia madre, la quale, però, seguendo uno dei percorsi consigliati (“Girgenti in un’ora”), e risalendo verso Porta di Ponte, ha avuto facile accesso ad altre curiosità e informazioni e ha potuto scoprire in una tranquilla passeggiata angoli, palazzi, scorci, panorami della città che non aveva mai avuto modo di apprezzare a pieno, guardando la propria città con rinnovata curiosità e interesse.
Il progetto Way Finding Agrigento, dunque, si mostra, oltre che interessante, di facile fruibilità anche per i meno avvezzi alla tecnologia e potrebbe rivelarsi davvero un ottimo mezzo per migliorare la conoscenza della Città dei Templi non soltanto per i turisti ma anche per gli stessi cittadini.

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