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No alla confisca, restituiti i beni ai fratelli Agrò di Racalmuto

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La Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura Generale di Corte d’Appello e ha disposto la restituzione dei beni mobili e immobili, per un valore di circa 54 milioni di euro, che il 26 gennaio 2015 la Direzione investigativa antimafia di Agrigento ha confiscato ai fratelli Diego Agrò, 70 anni, e Ignazio Agrò, 78 anni, di Racalmuto, imprenditori nel settore della produzione e della commercializzazione di olio alimentare. I decreti di confisca furono emessi dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, su proposta della Procura antimafia di Palermo. La restituzione comprende 58 immobili, tra fabbricati e terreni, in provincia di Agrigento, Messina e Spoleto. 12 imprese con sede ad Agrigento e provincia, a Fasano in provincia di Brindisi, e a Petilia Policastro in provincia di Crotone, impegnate in diversi settori economici. E poi 56 tra rapporti bancari e postali, e polizze assicurative. E poi in Spagna 6 fabbricati e 3 imprese di produzione e compravendita di olio. I fratelli Agrò sono stati arrestati, processati e assolti in Corte d’Appello, dopo il rinvio dalla Cassazione, nell’ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Domino 2”.

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