Probabilmente entro la settimana in corso, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, 76 anni, conoscerà il suo destino da detenuto. I giudici del Tribunale di sorveglianza di Roma decideranno sulla sua istanza di scarcerazione per motivi di salute presentata dai suoi legali. L’ex braccio destro di Silvio Berlusconi sconta nel carcere di Rebibbia una condanna a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura Generale, tramite Pietro Giordano, ha espresso parere negativo sulla scarcerazione sulla base delle conclusioni dei periti del Tribunale che hanno sostenuto la compatibilità della detenzione di Dell’Utri con il suo stato di salute. I consulenti nominati dalla Procura, invece, si sono espressi per la incompatibilità allo stato detentivo per l’ex parlamentare. Gli stessi consulenti della Procura hanno indicato anche cinque strutture ospedaliere, tre a Milano e due a Roma, dove Dell’Utri potrebbe essere trasferito in regime di arresti ospedalieri. Nel frattempo, Marcello Dell’Utri si è sfogato così con i suoi difensori: “Non ce la faccio più. Mi sento provato e stanco”. La Corte europea dei diritti umani ha invitato il governo italiano a valutare se continuare a mantenere Dell’Utri in carcere, contro eventuali trattamenti inumani e degradanti.

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