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“Sangue infetto”, risarcimento milionario a Canicattì

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Gli avvocati Annalisa Russello e Angelo Farruggia

Nel 1990 G F, sono le iniziali del nome, di Canicattì, all’età di 39 anni, ha contratto il virus dell’epatite C durante una trasfusione di sangue infetto all’Ospedale Cervello” di Palermo. L’uomo, che si è ammalato di cirrosi epatica, ha intrapreso la causa legale, tramite gli avvocati agrigentini Angelo Farruggia e Annalisa Russello, contro il Ministero della Salute, ritenuto responsabile di avere favorito, con l’omissione dei controlli già all’epoca previsti dalla legge in materia di raccolta, distribuzione e somministrazione di sangue, che in grosse quantità è stato importato da paesi come l’Asia e l’Africa, ad elevato rischio patogeno, una vera e propria epidemia colposa per la diffusione del virus dell’Epatite C. Già con sentenza del maggio 2010 il Tribunale di Palermo ha condannato il Ministero della Salute a risarcire a G F 821.565 euro a titolo di danno non patrimoniale, e poi, a favore di ciascuno dei quattro figli, la somma di 50.000 euro a titolo di danni morali. Nel frattempo nel 2013 G F è morto per un tumore al fegato come ulteriore conseguenza del contagio. I figli hanno intrapreso una seconda causa, e il Tribunale di Palermo, nel 2015, ha condannato il Ministero della Salute al risarcimento ulteriore di 709.000 euro a favore dei quattro figli.

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