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Quaranta e gli stupefacenti

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Giuseppe Quaranta
Prosegue il racconto del neo collaboratore della Giustizia di Favara, Giuseppe Quaranta. Il traffico e lo spaccio degli stupefacenti.

Giuseppe Quaranta è ascoltato a cadenza costante dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il sostituto procuratore Claudio Camilleri trascorre parecchio tempo insieme a lui, e lui, netturbino e presunto capomafia a Favara fino al 2014, si è soffermato, tra l’altro, sul traffico degli stupefacenti. E le sue parole sono state: “Allora il mio operato sul traffico di droga è iniziato tramite Francesco Fragapane che mi ha chiesto un appuntamento con il Blando Giuseppe per incontrarlo, che gli doveva parlare per discorso di droga. Per la cocaina. Io sono andato a trovare Giuseppe Blando al bar … e ho chiesto a Blando Giuseppe che Francesco Fragapane era interessato a incontrarlo che gli doveva dire qualcosa. Abbiamo fissato l’appuntamento per l’indomani. Francesco Fragapane era ancora libero, era lui quello che gestiva il tutto. All’indomani vado con Giuseppe Blando, ci incontriamo in un appezzamento di terreno vicino Santa Elisabetta e discutono per avere un chilo di cocaina a fiducia… Fiducia sarebbe a dire che oggi Blando consegnava un chilo di cocaina a Francesco Fragapane e fra un mese doveva andare a ritirare i soldi della somma prestabilita della cocaina. Dopo qualche giorno ci siamo visti con Francesco Fragapane e ho chiesto, dico, ‘ma cu Peppe Blando comu finì? Ta purtà a cocaina?’ Dici: sì, ma purtà… Un chilo? Dice un chilo. Va bene. Dice se hai tu di bisogno qualche cosa, dice me lo dici che te la do. Dico vediamo un po’ si può fare. Dopo un paio di giorni ci sono tornato, dico: ‘Francè, dammi 100 grammi di cocaina … dicu quantu … quant’è il prezzo?’. Dice: no, tu pigghiatilla ca poi comu è ghiè facemu. Siamo rimasti nè prezzo e nenti … siamo rimasti soltanto ca iddru ma dava. Io ero con la spazzatura, l’ho messa dentro il cassone perché c’era la spazzatura: un fermo, una cosa … uno mi poteva dire ‘sì, ma chi ni sacciu … iu pigghiu a spazzatura, nè ca sacciu chi c’è ddrà dintra o un c’è ddra dintra’ … giusto una scusa per le forze dell’ordine di diri … svuoto i fusti di munnizza, nè ca mi pozzu mettiri ad arriscediri ddà intra chi c’è o chi un c’è … era la scusa…”. Poi Giuseppe Quaranta ha raccontato come avrebbe spacciato i 100 grammi di cocaina: “Ho chiesto a mio figlio. Ci dissi ‘Calogero ho un po’, ci dissi, di cocaina’, dico ‘u dici a Salvatore Montalbano ca veni in campagna e ci mettiamo d’accordo’. Ci siamo visti in campagna, gliel’ho fatta vedere. Ci dissi c’è la droga … dicu c’è sta cosa, ci la fici vidiri, picchì io un mi persuado, sinceramente non so … perché non ho mai fatto uso … non so com’è, come non è … Allura dico vedi un po’ di metterla in giro… e si è messo in giro, in compagnia di mio figlio, anche che era alla mia insaputa, però … io ho chiamato mio figlio per contattare .. però mio figlio ha fatto pure l’operazione di spaccio insieme a Salvatore Montalbano. Alla prima quantità data … la prima quantità Salvatore Montalbano nel giro di una settimana mi ha portato i soldi… Il prezzo gliel’ho detto … tu mi devi pagare 50 euro e poi fai tu quello che vuoi… 50 euro al grammo. Tu fai poi … quantu ta vo vinniri, ta vinni, a mia m’ha pagari a 50 euro. Dice va bene, va bene. Nel giro di una settimana 20 grammi… e poi in un secondo tempo ho scoperto che pure mio figlio ci guadagnava qualcosa”.

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