Nell’ambito della Finanziaria Regionale, appena approvata dalla Commissione Bilancio e adesso sotto esame dell’Assemblea in prossimità della scadenza del termine di approvazione il 30 aprile, vi è anche un taglio del 26% sullo stanziamento al trasporto pubblico locale, che si aggiunge al precedente taglio del 30% durante la precedente legislatura. Il settore è ovviamente in fibrillazione, a fronte di una previsione di spesa, nel triennio 2018-2020, di soli 115 milioni di euro. Il Comitato di Presidenza di Asstra Sicilia, l’associazione di categoria delle aziende del trasporto pubblico locale, afferma: “115 milioni di euro sono assolutamente insufficienti. Abbiamo più volte chiesto, senza ottenerlo, un incontro alla Regione. Il taglio, oltre ad essere illegittimo, prefigura una grave turbativa alla regolarità dei servizi pubblici che si assumerà sia chi confermerà tale previsione di spesa sia chi ne dovesse ordinare l’applicazione. I Comuni, per il tramite di Anci Sicilia, così come le organizzazioni sindacali del lavoratori, sono stati avvertiti dell’imprevista riduzione della spesa e delle conseguenti inevitabili ripercussioni ai servizi resi ai cittadini. È ovvio anche che le aziende che non potranno assorbire il taglio nel proprio bilancio saranno costrette ad avviare le procedure di mobilità del personale in esubero. Riteniamo che il diritto alla mobilità delle persone debba essere sempre perseguito come valore irrinunciabile in una democrazia evoluta, per cui auspichiamo che il Governo e l’Assembla Regionale nei prossimi giorni, e in aula con gli opportuni emendamenti, riportino lo stanziamento a quanto già previsto quando il disegno di legge è stato esitato con delibera di giunta, cioè almeno 157 milioni per ciascun anno del triennio 2018-2020”.

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