A Palermo, al palazzo di giustizia, il Procuratore Generale, Emanuele Ravaglioli, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Assise d’Appello la condanna a 21 anni di carcere a carico di Valentina Pilato, la giovane madre che gettò la figlia appena nata nel cassonetto il 24 novembre del 2014. In primo grado la ragazza è stata assolta perché riconosciuta incapace di intendere e di volere. In secondo grado la Corte d’Appello ha deciso di riascoltare tutti i consulenti che si sono pronunciati sull’imputata nel primo grado di giudizio. Valentina Pilato attualmente è libera ed è in cura psichiatrica.

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