Agrigento e l’emergenza rifiuti. Lettera al Prefetto della Carlisi: “Situazione fuori controllo”. Assemblee e sciopero dei lavoratori.

Signore e Signori, benvenuti all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, sotto il pronto soccorso…

Qualcuno vuole informare gli Amministratori comunali che l'ospedale non può essere soggetto alla turnistica dei privati condominii per lo smaltimento dei rifiuti urbani?Ma dove vivono costoro, su Marte?

Pubblicato da Carmelo Aversa su lunedì 11 giugno 2018

Il video diffuso dal segretario provinciale della Uil Funzione pubblica, Luigi Fabrizio Danile, è raccapricciante. E si susseguono le prime levate di scudi. La consigliere comunale di Agrigento del Movimento 5 Stelle, Marcella Carlisi, ha scritto una lettera al Prefetto. E così si è rivolta a Dario Caputo: “Le rappresento la grave situazione igienico-sanitaria. La gestione dei rifiuti è fuori controllo e rischia di peggiorare a causa di probabili scioperi e assemblee: i lavoratori, non solo i cittadini, sono esasperati”. Poi il riferimento a quanto accade in ospedale, e la Carlisi scrive: “Le scrivo anche perché una parte del disagio è dovuta a grandi strutture statali, regionali o provinciali, che ancora non conferiscono correttamente la spazzatura differenziata. Ci sono foto di questi giorni dell’ospedale pieno di sacchi neri. Sicuramente il Comune doveva interagire con le grandi utenze tempestivamente, almeno un anno fa con l’Azienda sanitaria, con il carcere e con tanti uffici e caserme”. Poi la parte costruttiva e la Carlisi scrive: “L’amministrazione ha annunciato che ci sono 4500 nuove utenze censite da cui si potrebbe ricavare nuova linfa economica, vitale per il piano Tari. Considerando che queste utenze dovranno pagare anche 5 anni di arretrato, perché non si procede utilizzando questi soldi migliorando, come possibile, il servizio?”. Nel frattempo i lavoratori della nettezza urbana sono sul piede di guerra. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno convocato due assemblee sindacali dei lavoratori, il 13 giugno mercoledì e il 14 giovedì. E poi una giornata di sciopero il 21 giugno successivo, ancora giovedì, così da non raccogliere il secco non riciclabile il giovedì 14 e il giovedì 21 e arrecare il massimo disagio possibile alla cittadinanza affinché siano assecondate le istanze sindacali. In particolare, i sindacati denunciano: “I lavoratori hanno oggi anche 60 giorni di ferie non godute. La causa del cattivo funzionamento della differenziata è la riduzione degli uomini a disposizione, a cui si aggiunge la scelta scellerata di ridurre drasticamente il numero dei lavoratori utilizzati nello spazzamento per dirottarli ai servizi di raccolta e trasporto. La proclamazione dello sciopero è dovuta anche al comportamento del Comune di Agrigento il quale, a tutt’oggi, non ha risposto sulle problematiche sollevate e discusse in sede di Prefettura”.

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