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Traffico di beni archeologici siciliani, 23 arrestati tra cui 6 agrigentini

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I Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, con il coordinamento della Procura di Caltanissetta, Europol ed Eurojust, hanno sgominato un traffico internazionale di beni archeologici provenienti da scavi clandestini in Sicilia. Sono stati recuperati oltre 3mila reperti del valore di 20 milioni di euro. L’operazione, intitolata “Demetra”, avrebbe smantellato un’organizzazione criminale transnazionale arrestando 23 persone tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. E’ stata eseguita un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Caltanissetta. Gli indagati avrebbero allestito un gruppo criminale transnazionale che, da anni, avrebbe gestito un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia e destinati all’illecita esportazione all’estero. Tra i 23, gli agrigentini in carcere sono: Matteo Bello, 61 anni, Luigi Giuseppe Grisafi, 64 anni, Calogero Ninotta, 39 anni, e Gaetano Romano, 58 anni, tutti di Ravanusa. E poi Francesco Giordano, 71 anni, di Campobello di Licata. Agli arresti domiciliari, invece, è stato ristretto Calogero Stagno, 51 anni, di Favara.

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