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Inchiesta “Diplomat”, la replica di Gaetano Cani

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Gaetano Cani
L’ex deputato regionale e dirigente scolastico di Canicattì, Gaetano Cani, interviene a seguito di quanto emerso a suo carico nel corso della conferenza stampa in Procura ad Agrigento nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Diplomat”. Gaetano Cani afferma: “In riferimento all’indagine denominata ‘Diplomat’, relativa al rilascio di presunti diplomi falsi, ed in relazione anche alle connesse notizie di stampa, ci tengo a puntualizzare di avere ricevuto oggi la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e di conseguenza di non avere ancora potuto esercitare uno dei contenuti essenziali del diritto di difesa, vale a dire quello di prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. In ogni caso, avendo il sottoscritto piena fiducia nell’azione della magistratura, sono convinto che la ricerca della verità produrrà un esito finale che attesterà la totale infondatezza dei fatti descritti. Tutto ciò si auspica possa accadere di fronte ad un giudice terzo ed imparziale. Mi preme sin d’ora precisare, in particolare, che i timbri sequestrati nella mia abitazione, diversi anni fa ed in occasione di una perquisizione, non hanno alcun collegamento con i fatti oggetto dell’indagine “Diplomat”. Ed è destituita di ogni fondamento la notizia, apparsa sulla stampa, secondo cui era stata scoperta a casa mia una vera e propria ‘fabbrica del falso’. Tale definizione va ricondotta a strumentazioni destinate alla riproduzione di timbri e altri strumenti per la falsificazione, e non ad un paio di timbri di cui siamo in grado di dare una palese giustificazione.
In riferimento invece alla somma di denaro a suo tempo sequestrata presso la mia abitazione, non solo risulta essere di gran lunga inferiore da quanto riportato da alcune testate, ma è frutto di provenienza assolutamente lecita, come avrò modo di dimostrare nelle opportune sedi. Mi preme testimoniare la mia totale serenità per i fatti contestati, certo di potere dimostrare nelle sedi opportune la mia personale correttezza e liceità del mio operare”.

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