Home»Cronaca»Abusivismo, “Gira la ruota” (video)

Abusivismo, “Gira la ruota” (video)

Pinterest Google+

In mancanza di soldi nelle casse dei Comuni, gira a vuoto la ruota delle diffide a demolire gli immobili abusivi. L’appello di Patronaggio a sindaci e uffici tecnici.

E’ purtroppo una ruota che ruota e che, almeno per il momento, è destinata a ruotare su se stessa fino al punto di partenza. Girando a vuoto. E’ la ruota dell’abusivismo e delle demolizioni in Sicilia. A girare la ruota, da alcuni anni, sono le Procure della Repubblica. I magistrati intimano ai sindaci: “Abbattete le case abusive”. I sindaci obbediscono, ne demoliscono, 5, 10, anche 20, poi frugano in tasca e si accorgono che mancano i soldi. E dunque la ruota gira verso il punto di partenza, e dalla valle risale al monte. Ecco perché il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha annunciato che chiederà al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, di istituire un fondo speciale per pagare ai sindaci siciliani, quasi tutti in dissesto finanziario, le spese per le demolizioni. Poi le stesse spese, anticipate dai Comuni, saranno addebitate in danno dei proprietari degli abusi edilizi abbattuti. E non è da trascurare la proposta in proposito del procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, che ha in parte corretto Musumeci e ha invocato: “I soldi dateli a noi magistrati, che le case abusive le abbattiamo noi”. Nel frattempo, non essendo ancora stato istituito tale fondo speciale, i sindaci si barricano dietro la mancanza di denaro, e controbattono: “Appena avrò le risorse finanziarie demolirò”. Ancora nel frattempo i magistrati girano la ruota. E’ stato così all’epoca di Renato Di Natale e Ignazio Fonzo ai vertici della Procura di Agrigento, e lo è adesso con l’attuale capo dell’Ufficio inquirente al palazzo di giustizia in via Mazzini, Luigi Patronaggio, che, a seguito di quanto accaduto sabato 3 novembre, ha ritenuto opportuno rivolgersi ai sindaci e ai dirigenti degli Uffici tecnici comunali compresi nel circondario del Tribunale di Agrigento. E in una lettera Patronaggio ha scritto: “Occorre procedere ad una urgente ricognizione degli immobili abusivi ricadenti entro la fascia di 150 metri dai corsi d’acqua o costruiti in spregio dei vincoli idrogeologici, per avviare con la massima celerità le demolizioni. I recenti tragici fatti di Casteldaccia e Cammarata, pur innescati da particolari avverse condizioni meteo, impongono una particolare attenzione per la demolizione degli immobili abusivi. Sindaci e responsabili degli uffici tecnici comunali dovranno dare alla Procura immediato riscontro e riferire entro 30 giorni sullo stato delle procedure di demolizione con particolare riguardo agli immobili abusivi realizzati in spregio dei vincoli idrogeologici”. Gira la ruota. E la ruota gira.

Notizia Precendente

Al Foderà un incontro-dibattito con l'Airc (video interviste)

Prossima Notizia

"Fortitudo on the road"