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“Cricca” di Lampedusa, 5 condannati, 18 assolti

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Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il Tribunale, presieduto da Giuseppe Miceli, ha condannato 5 dei 23 imputati al processo contro la cosiddetta presunta “cricca” di Lampedusa, che, tra il 2008 e il 2011, avrebbe pilotato appalti e lavori pubblici in cambio di tangenti. I giudici hanno riconosciuto il ricorrere del reato associativo, dunque l’associazione a delinquere, e hanno condannato l’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale di Lampedusa, Giuseppe Gabriele, ad 8 anni e 10 mesi di reclusione, a fronte dei 17 anni di condanna chiesti dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Poi sono stati inflitti 7 anni e 9 mesi all’architetto Gioacchino Giancone, ex capo del settore Attività produttive del Comune. Poi 4 anni e 1 mese all’ex sindaco Bernardino De Rubeis, che già sconta da detenuto un’altra condanna per corruzione a quasi 7 anni. E poi l’imprenditore Leonardo Pellegrini è stato condannato a 2 anni solo per il reato di corruzione. Ed il funzionario dell’Ufficio tecnico comunale, Giovanni Sorrentino, è stato condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione per abuso di ufficio e falso. Sono stati assolti, tra assoluzione e prescrizione, altri 18 imputati, tra tecnici, professionisti e imprenditori, tra i quali Calogero Pullara difeso dall’avvocato Angelo Nicotra.

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