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Porto Empedocle ridotta a discarica

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Porto Empedocle è ridotta ad una immensa discarica. Da lunedì scorso, 11 febbraio, prosegue ad oltranza lo sciopero dei netturbini, in servizio alla Realmarina, che rivendicano il pagamento delle spettanze arretrate. I sindacati hanno proclamato altre giornate di sciopero, e la città, dove la percentuale di evasione della tassa sui rifiuti sarebbe molto elevata, è sommersa dai rifiuti. Dalla Prefettura non è stata disposta la precettazione, e non è stata, al momento, convocata una riunione per tentare una mediazione. La sindaca Ida Carmina è in attesa di risorse finanziarie da parte della Regione e dello Stato, e commenta: “Qualcosa va fatta. Non possiamo rimanere ostaggi di questa situazione: se necessario chiederemo l’intervento di altre imprese, oppure dell’Esercito e della Protezione civile, ma certamente così non si può continuare: ne va della salute dei cittadini e del decoro della città. Aspettiamo soldi da Regione e ministero. Quest’anno è stata diminuita da 5 dodicesimi a 4 dodicesimi l’anticipazione possibile dalla Tesoreria. Si tratta di un milione di euro in meno e quindi quello che avevamo programmato di fare questo mese è saltato. Attendiamo i fondi possibili grazie all’emendamento governativo. Ho pure sollecitato i funzionari del ministero. Ci era stato assicurato che i soldi sarebbero arrivati entro il 10, ma a quanto pare stanno valutando la nostra capacità alla restituzione. Dovrà arrivare una cifra consistente, ma il problema è nella restituzione: sono tre anni e, quindi, pare che stiano valutando proprio la nostra capacità in tal senso”.

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