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Da Alfonso Cimino (Architetti) riserve sul decreto “Sblocca cantieri”

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Alfonso Cimino
Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, peraltro anche partecipando alla Consulta regionale degli Architetti che si è svolta ad Enna, ha espresso delle riserve sul decreto “Sblocca cantieri” approvato dal governo nazionale. Alfonso Cimino afferma: “Non bastava aver creato una statalista e desueta centrale di progettazione, cercando di togliere ai liberi professionisti il ruolo principe di progettare. Ora, non contenti, inseriscono anche l’incentivo per la progettazione per i pubblici dipendenti e ritorna l’appalto integrato. La volontà è di far smettere i liberi professionisti di svolgere il proprio lavoro? Come se il problema di una Italia che non riesce ad andare avanti sia risolvibile con centrali di progettazione e incentivi per pubblici dipendenti! Così come ampiamente ribadito, i lavori vanno affidati solo a fronte di un progetto esecutivo di qualità, ancora meglio se attraverso i concorsi di progettazione a due gradi che aprono il mercato ai giovani professionisti e a coloro che, negli ultimi anni, non hanno avuto la fortuna di lavorare e di accrescere il proprio curriculum vitae. Attraverso la norma in vigore, con il concorso a due gradi, infatti, i requisiti vanno dimostrati solo a valle, non a monte, e solo dopo aver vinto il concorso di progettazione. Inoltre, non è possibile affidare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria i quali, secondo il decreto ‘Sblocca cantieri’, potranno essere affidati sulla base di un progetto definitivo. C’è di più. Il Decreto introduce modifiche sostanziali sugli incentivi ai pubblici dipendenti, previsti dall’articolo 113, dirottando tali incentivi dalla programmazione alla progettazione. Ora, da anni ribadiamo che ognuno debba fare il proprio mestiere: ai liberi professionisti il ruolo di progettare, ai dipendenti pubblici il compito di programmare e verificare”.

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