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“23 maggio”, assenze nell’aula bunker (video)

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La commemorazione delle vittime di Capaci: Nello Musumeci e Claudio Fava oggi assenti nell’aula bunker dell’Ucciardone. La replica di Maria Falcone e Tina Montinaro.

Il 23 maggio del 2019 a Palermo, 27 anni dopo la strage di Capaci, è macchiato dalle polemiche. Il presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava, e il presidente della Regione, Nello Musumeci, non sono presenti oggi nell’aula bunker del carcere “Ucciardone” in occasione della tradizionale cerimonia di commemorazione delle vittime.
Claudio Fava spiega: “Oggi non vado a ricordare Giovanni Falcone nell’aula bunker di Palermo. Preferisco andare a Capaci, nel luogo in cui tutto accadde. Preferisco stare assieme a chi non ama le messe cantate sui morti. Hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia. Al posto dei vescovi e dei turibolanti che spargono incenso, oggi ci sono i ministri romani, gli unici che avranno titolo per parlare (con la loro brava diretta televisiva) e per spiegarci come si combatte Cosa Nostra. Cioè verranno loro, da Roma, per spiegarlo a noi siciliani, a chi da mezzo secolo si scortica l’anima e si piaga le ginocchia nel tentativo di liberarsi dalle mafie. Fossi io la sorella di Giovanni Falcone avrei chiesto a Salvini di venire e di tacere. Di ascoltare e di prendere appunti”.
E la sorella di Giovanni Falcone, Maria, presidente della Fondazione Falcone, citata in causa da Fava replica: “Queste sono beghe di piccola entità. I ministri vengono, come sono venuti ogni anno, a prescindere dal governo. Rappresentano il momento in cui lo Stato è presente e questo non può non esserci. Non c’è nessuno che viene a parlare. I ministri ci sono perché devono esserci, rappresentano lo Stato che viene a commemorare i suoi caduti, i caduti della Polizia. Per quanto riguarda la scelta degli interventi, è stata operata dalla Rai che cura la diretta. Se Fava vuole andare a Capaci, mi fa piacere. Ognuno fa ciò che vuole”.
Altro assente eccellente, il presidente della Regione, Nello Musumeci, che spiega: “Oggi non vado all’aula bunker per la prima volta. E mi dispiace per la signora Falcone. Non vado ma per ragioni diverse da quelle di Claudio Fava, che non condivido del tutto. Io credo infatti che un rappresentante dello Stato abbia il diritto e il dovere di parlare e di fare conoscere il proprio pensiero. Ma c’è troppo veleno”.
Infine, un appello all’unità nel ricordo di coloro che si sono sacrificati per lo Stato è della vedova del capo scorta Antonio Montinaro, Tina, e le sue parole sono: “Il 23 maggio dovremmo essere tutti uniti per onorare chi per lo Stato si è sacrificato. E’ fondamentale che oggi le Istituzioni siano presenti per celebrare la memoria di Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Dovremmo essere felici che, dopo 27 anni, decine di migliaia di ragazzi continuino a ritrovarsi a Palermo per onorare i nostri caduti. Durante tutto l’anno vado nelle scuole a parlare con gli studenti perché credo nell’importanza di educarli ai valori dell’antimafia. Vederli arrivare a Palermo, in un giorno che da giorno di lutto è diventato una festa, mi conferma l’importanza del lavoro che quotidianamente facciamo. Diamo a loro oggi un esempio di unità nazionale”.

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