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Al Tribunale di Agrigento per la prima volta un’Antiracket parte civile per induzione indebita

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da sinistra, Caponetti, Romano e Panebianco
Per la prima volta, ed è accaduto al Tribunale di Agrigento, è stata ammessa la costituzione di un’associazione antiracket come parte civile per il reato di induzione indebita. Lo scorso 29 novembre 2018 i Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato ai domiciliari Francesco Lisinicchia, 49 anni, di Naro, ex assessore comunale, per tentativo di indebita induzione a dare o promettere somme di denaro, allorchè, da assessore, avrebbe esercitato una serie di pressioni verso il titolare dell’impresa concessionaria del servizio di raccolta dei rifiuti, che lo ha denunciato, e ciò al fine di ottenere la promessa di stipula di un contratto di guardiania, per oltre 65mila euro all’anno, a favore di un compiacente istituto di vigilanza privata del palermitano. Ebbene, adesso il Tribunale di Agrigento ha ammesso la costituzione come parte civile non solo della presunta vittima del reato, l’imprenditore Giuseppe Romano e la sua azienda, la “Roma Costruzioni”, ma anche della Fai, la Federazione antiracket Coordinamento Sicilia, presieduta da Renzo Caponetti, che è anche dirigente nazionale Fai. Entrambe le costituzioni sono sostenute dall’avvocato Giuseppe Panebianco. Lo stesso Renzo Caponetti commenta: “Merita grande rilievo l’ammissione della costituzione di parte civile della FAI Coordinamento Antiracket Sicilia da parte del Tribunale di Agrigento, che ha accolto le motivazioni addotte in sede di costituzione dell’avvocato Panebianco relativamente all’ammissione di un reato che non può definirsi proprio degli scopi statutari dell’Associazione. Infatti è stato articolato e dimostrato dal Procuratore dell’associazione, l’avvocato Panebianco, che il reato di induzione indebita altro non è che una minaccia alla libertà d’impresa, tale da rendere più difficili le condizioni di lavoro di una azienda seria e motivata quale la Roma Costruzioni, persona offesa del reato di cui al capo di imputazione. L’accoglimento della tesi esposta è altamente innovativa, atteso che la FAI non si costituisce solo per i reati di estorsione ed usura, ampliando i propri scopi statutari anche in considerazione che già il Tribunale di Agrigento aveva accolto, sempre per la FAI, la costituzione per i reati di corruzione e concussione ed oggi per il reato di induzione indebita La FAI diventa sempre più un modello da seguire già collaudato da tempo, impegnata anche nella lotta ai reati dei colletti bianchi, sostenendo nelle aule di giustizia i propri associati”.

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