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Stop a Bellolampo, emergenza, rifiuti ai privati (video)

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Esaurita la sesta vasca, non pronta la settima: da giovedì 25 luglio stop a Bellolampo, e i rifiuti in discariche private, tra Catania e Siculiana. I dettagli su quanto accade.

La discarica di Bellolampo

In Sicilia le discariche pubbliche anziché le private? L’impiantistica di smaltimento pubblica e non privata? E ciò per risparmiare sui costi di conferimento a favore delle tasche dei cittadini? Perché sui servizi primari ed essenziali, come acqua e rifiuti, non sono ammissibili profitti azionari e dividendi per i privati aumentando i costi a carico dei contribuenti? Sì, tante volte sì, ma, almeno per il momento, nonostante proclami e annunci di Musumeci e di Alberto Pierobon, è no. Signore e signori, le discariche in Sicilia sono ormai sature, come ogni estate si ripete il copione grottesco dell’emergenza rifiuti, e, quindi, riecco le discariche private, per sopperire e rimediare all’emergenza. Infatti, la discarica palermitana di Bellolampo, in provincia di Palermo, procede a passo spedito verso la chiusura. La famigerata sesta vasca, interessata da lavori di ampliamento al fine di prolungarne la vita utile, ha definitivamente esaurito i volumi complessivamente autorizzati. E dunque, a seguito degli ultimi rilievi volumetrici eseguiti, lo stop a Bellolampo scatta da giovedì 25 luglio, a danni dei comuni palermitani, tanti agrigentini e parecchi trapanesi. Vi sono ancora circa 2mila metri cubi residuali di volumetria utile per l’abbancamento, e poi basta. Nel frattempo si lavora alla costruzione della settima vasca, e però, tra l’esaurimento della sesta vasca, il 25 luglio, fino a quando non sarà pronta la settima vasca, i rifiuti destinati a Bellolampo saranno dirottati nelle discariche private della “Oikos”, della “Sicula trasporti” e della “Catanzaro costruzioni”, tra Catania e Siculiana, con un aggravio di costi di trasporto e di smaltimento per il 2019 che un consigliere comunale 5 Stelle di Palermo, Antonino Randazzo, ha stimato tra i 10 e i 12 milioni di euro solo per la Rap, l’azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana a Palermo. Adesso la domanda sorge spontanea: e come mai non è stato previsto in tempo che la sesta vasca di Bellolampo si sarebbe esaurita e, che, quindi, sarebbe stato opportuno avviare altrettanto in tempo la costruzione della settima vasca come riserva? La domanda legittima è rilanciata dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino, che punta la pistola contro il governo Musumeci e spara così: “Il completamento della nuova vasca di Bellolampo, che doveva sostituire la sesta, sarebbe dovuto avvenire a marzo del 2019. Questa opera rientrava tra i sei progetti per i quali il governatore Nello Musumeci aveva infatti ottenuto il ruolo di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti. Se avesse ultimato in tempo queste operazioni, probabilmente adesso non ci troveremmo con la più grande discarica siciliana chiusa e i comuni della provincia di Palermo, e non solo, ad essere impossibilitati a mandare i rifiuti in discarica”.

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