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Fava e l’alternativa a Musumeci (video)

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Dopo l’alleanza Pd – 5 Stelle al governo nazionale, Claudio Fava invoca l’unità delle opposizioni in Sicilia “contro coloro che rappresentano la Regione degli ultimi 20 anni”.


Il Partito Democratico si è alleato con il Movimento 5 Stelle. E governano l’Italia. Alle prossime elezioni Regionali in calendario, in Umbria, sarà riproposta, molto probabilmente, la stessa alleanza seppure, forse, con camuffamenti civici. In Sicilia il già candidato alla Presidenza della Regione, Claudio Fava, invoca l’unità delle opposizioni, un fronte comune, “contro – sottolinea Fava – coloro che rappresentano gli ultimi 20 anni della Regione”. E il presidente della Commissione regionale antimafia aggiunge: “Serve un nuovo fronte politico di rottura e di vera discontinuità con i governi siciliani degli ultimi 20 anni. Non basta essere opposizione e fare opposizione, ma bisogna lavorare alla costruzione di un’alternativa. Credo che adesso, dopo quanto accaduto a Roma, l’opposizione in Sicilia sia chiamata a un supplemento di responsabilità. Non cambia nulla, infatti, sul piano dei numeri: opposizione eravamo e opposizione siamo. Ma ora si può pensare a una opposizione che possa davvero mettere in luce le debolezze di questo governo regionale, entrando nel merito delle cose, e con un obiettivo più ambizioso, quello di costruire un’alternativa di governo, smettendo di lavorare per ‘quote di vanità’ personali. Una maggiore sintonia con i 5 Stelle diventa possibile se non si ragiona solo di formule, bensì di contenuti. Bisogna entrare nel merito dell’azione politica, e verificare a quel punto se si può lavorare a una sfida di governo, anche alla Regione. Musumeci è ormai con le spalle al muro. Non credo sia più in grado di portare in aula una legge senza esporsi al fuoco di fila. E non mi riferisco a quello delle opposizioni, ma a quello della sua maggioranza. Dunque, si dovrebbe intanto prendere atto della realtà: questo governo è al capolinea, è buono a far trascorrere un paio d’ore la domenica pomeriggio, per il resto è imbarazzante. Ribadisco: quando parlo di una novità politica, penso a un fronte che rappresenti una vera rottura e discontinuità con la Regione degli ultimi 20 anni, non solo degli ultimi due. Anche con i governi espressi dalla sinistra, per intenderci. E non basta una formula: serve un lavoro appassionato, orgoglioso delle prerogative della Sicilia, responsabile”. Poi il leader del movimento “Cento passi per la Sicilia” non esclude l’ipotesi di una sua ricandidatura alla Presidenza della Regione, e prospetta: “Se l’intenzione è quella di lavorare a una alternativa di questo genere, mi auguro che ciascuno faccia la propria parte. Io farò certamente la mia. Del resto, sono tornato in Sicilia e ho deciso di restarci, per dare il mio contributo”.

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