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Montante in Appello (video)

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Il prossimo 26 marzo il processo d’Appello ad Antonello Montante. Lia Sava si astiene a Caltanissetta. E Roberto Saieva da Catania delega Giuseppe Lombardo.


Adesso è in calendario: il prossimo 26 marzo sarà il giorno della prima udienza innanzi alla Corte d’Appello di Caltanissetta del processo di secondo grado all’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, condannato il 10 maggio scorso, dalla giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Graziella Luparello, a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere, corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. L’accusa al processo d’Appello sarà rappresentata in aula dal sostituto Procuratore Generale di Catania Giuseppe Lombardo, su delega del Procuratore Generale etneo, Roberto Saieva. E perché Catania e non la Procura Generale di Caltanissetta? Perché la Procuratore Generale di Caltanissetta, Lia Sava, ha dichiarato la propria astensione. Lei si è avvalsa dell’articolo 52 del Codice di procedura penale, che prevede l’astensione da un processo “quando ricorrano gravi ragioni di convenienza”. E quali sono tali gravi ragioni di convenienza? Lia Sava, quando è stata Procuratore Aggiunto a Caltanissetta a fianco del Procuratore Sergio Lari, ha coordinato le indagini a carico di Montante per concorso esterno in associazione mafiosa. Inoltre, Lia Sava è stata citata dagli avvocati difensori di Antonello Montante nella lista di magistrati che con Montante avrebbero avuto “considerevoli e reiterati rapporti di amicizia e frequentazione”. Così è stato scritto quando i difensori di Montante hanno proposto istanza di trasferimento del processo da Caltanissetta ad altra sede, che poi la Cassazione ha rigettato. Nel frattempo, ad onor di cronaca, le indagini sui rapporti tra i magistrati di Caltanissetta e Montante sono state archiviate penalmente dalla Procura di Catania, e, sotto il profilo disciplinare, dal Csm. E nell’archiviare, il Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha scritto che “le condotte di alcuni magistrati, per quanto discutibili, non possono certo ritenersi penalmente illecite”. A fianco di Antonello Montante il 26 marzo siederanno sul banco degli imputati anche il colonnello Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta, condannato in primo grado a 3 anni, a fronte di una richiesta di 4 anni e 6 mesi. Poi il sostituto commissario Marco De Angelis a 4 anni, e sono stati chiesti 6 anni e 11 mesi. Poi il capo della security di ConfIndustria Diego Di Simone a 6 anni, e la Procura ha preteso 7 anni e 1 mese. E poi il questore Andrea Grassi, che è stato assolto in parte da alcune imputazioni ed è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi.

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