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Cancelleri, i tavolini e la noia (video)

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L’operazione “verità” lanciata dal vice ministro Cancelleri in Prefettura ad Agrigento sui cantieri viari agrigentini: tutto tranne che un ispettore del ministero.


Il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, è stato ad Agrigento in Prefettura il 18 gennaio, pochi giorni prima della marcia del 25 gennaio contro l’isolamento viario della provincia, e altrettanti pochi giorni dopo, sabato scorso 8 febbraio. Cancelleri ha promesso che tra un mese, a marzo, sarà ancora ad Agrigento in Prefettura. Se però il vice ministro dovesse proseguire nella strada intrapresa sarà opportuno e più utile che lui, Cancelleri, rinunci al suo intervento tra un mese in Prefettura ad Agrigento, perché sarà costretto a ripetere ciò che ha già ribadito sabato 8 febbraio dopo averlo affermato sabato 18 gennaio, ossia “manteniamo costante l’attenzione, riscontriamo, sollecitiamo l’Anas”. E poi, sabato scorso, al microfono di Teleacras: “Confrontiamoci ogni giorno, istituiamo dei tavolini in Prefettura. Grazie a coloro che collaborano, ad esempio grazie al sindaco di Caltanissetta che controlla lo stato del cantiere della 640 e mi informa, procediamo così, è un’operazione verità”. No vice ministro Cancelleri, non è verità, ma tutt’altro che la verità. Non si tratta di una buca in strada da asfaltare, e pertanto si controlla che sia asfaltata. In tal caso è sufficiente un Vigile urbano, competente in tale ambito. Per riscontrare lo stato di avanzamento dei lavori su viadotto Petrusa, viadotto Morandi e Galleria Spinasanta ad Agrigento, o sul tratto nisseno della statale 640, o dei cantieri disseminati ovunque sull’Agrigento – Palermo, i suoi “tavolini” in Prefettura non servono a nulla. E lei lo comprende benissimo. I “tavolini” sono adatti ai quattro amici al bar di Gino Paoli, e non a monitorare opere pubbliche del genere. Così come è un’offesa alla media intelligenza umana ipotizzare di affidarsi agli amministratori locali che, vestiti da ispettori, controllino opere pubbliche del genere. A meno che non si voglia scherzare, e lei, vice ministro Cancelleri, si ritiene, e non dubitiamo, che non abbia voglia di scherzare. E dunque: per ogni opera pubblica, appena aggiudicato l’appalto, vi è un crono-programma dei lavori, contenente tempi e modi di esecuzione delle opere con relative sanzioni. Se per Petrusa, Morandi, Galleria Spinasanta, 640 e 189 un’intera provincia indignata partecipa alla marcia del 25 gennaio contro ritardi e omissioni, allora lei, vice ministro Cancelleri, eserciti le sue prerogative ministeriali, ovvero nomini un commissario: sì, un commissario, un ispettore ministeriale per ciascuna opera, che, armato di competenze tecniche, verifichi lui – il commissario, l’ispettore, e non il “tavolino” o l’amministratore locale – se il crono-programma dell’opera è rispettato. E se non è rispettato sarà l’ispettore ministeriale a relazionare a lei, Cancelleri, e al direttore regionale dell’Anas, Valerio Mele. E voi, Cancelleri e Mele, vi ripresentate tra un mese in Prefettura ad Agrigento con le relazioni commissariali di ciascuna opera e con le eventuali sanzioni inflitte per ritardi e omissioni. Ecco la vera operazione verità, onorevole Cancelleri. Il resto è solo noia, e non ho detto gioia ma solo noia, noia, maledetta noia.

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