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Casi, picco e resistenza, tamponi e laboratori (video)

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I casi coronavirus in Sicilia. Il picco contagi e la resistenza del sistema sanitario. Autorizzati nuovi laboratori per l’analisi dei tamponi: esito test anche all’ospedale di Agrigento.

I casi coronavirus in Sicilia sono 1359. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 13.096. Sono risultati positivi 1.359 (più 99 rispetto a venerdì 27 marzo), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.242 persone (più 74 rispetto a venerdì 27 marzo). Sono ricoverati 512 pazienti, di cui 71 in terapia intensiva, mentre 730 sono in isolamento domiciliare, 60 guariti e 57 deceduti. Ecco la distribuzione dei casi in ciascuna provincia: Agrigento 55, Caltanissetta 50, Catania 350, Enna 158, Messina 262, Palermo 213, Ragusa 29, Siracusa 64, Trapani 61.

L’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha già prospettato, rilanciando le previsioni degli esperti, una forbice di contagi compresa tra i 4500 e i 7000 contagi da covid 19 in Sicilia entro metà aprile. Ed il presidente della Regione, Nello Musumeci, adesso conferma. “Sì, le proiezioni peggiori, disastrose, parlano di 7.000 contagiati in Sicilia. Noi – aggiunge – immaginiamo 600 posti letto in rianimazione sui quali già si lavora da diversi giorni, e poi aree destinate a ospedalizzazione di pazienti che non necessitano di terapia intensiva”. Al momento i numeri dei contagi in Sicilia testimoniano altro rispetto a quanto previsto, ma la matematica in tale caso, purtroppo, è una opinione. Infatti, Musumeci raffredda e sussurra con cautela: “E’ chiaro che i numeri non devono illudere, perché da noi non è ancora arrivato il picco. E’ solo un campanello d’allarme e noi stiamo lavorando in funzione di questa onda lunga attesa per inizio o metà aprile”. Poi, a fronte di quanti ritengono che, se l’onda dei contagi che tormenta il nord dovesse abbattersi anche al Sud, in Sicilia, si rivelerà una immane sciagura, Nello Musumeci altrettanto raffredda e replica: “L’idea che se arriva al Sud il fenomeno del Nord sia la catastrofe io la respingo, perché alcuni hanno decisamente un’idea sbagliata del Sud. La sanità siciliana, al di là di quello che si dice al Nord, è riuscita ad affrontare il problema, e sta lavorando per affrontarlo, con preoccupazione, ma occupandosi di quello che serve fare. Poi Dio pensa a tutto il resto, naturalmente”. Nel frattempo, anche in Sicilia si ritiene opportuno praticare quanti più tamponi è possibile. E a tal fine sono stati aumentati i laboratori di analisi che esaminano il tampone. In Sicilia finora vi sono stati 12 laboratori operativi. Da oggi, sabato 28 marzo, saranno 20, sia pubblici che privati. E i privati sono stati selezionati da una commissione sulla base dell’avviso pubblico dell’assessorato regionale della Sanità e rispondono ai criteri previsti dalle disposizioni dell’Istituto superiore di sanità. Altre strutture sono al momento in corso di autorizzazione. Tra le strutture pubbliche destinate all’esame tampone del covid-19 vi sono l’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, poi a Palermo l’Istituto zooprofilattico, l’Ismett e il Buccheri La Ferla. E poi altri ancora a Caltanissetta, Catania, Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, Ragusa, Siracusa e Marsala. L’assessore Ruggero Razza spiega: “Sì, è vero, più tamponi inevitabilmente significa e significherà anche un aumento del numero di positivi, ma questo, come vedremo poi, non deve sempre allarmare. Ovviamente si spera sempre in aumenti contenuti e che la curva non esploda, o quantomeno tenerla sotto controllo. Ci sono state anche polemiche per la presunta lentezza dell’arrivo dei tamponi, ma ora, con l’aumento dei laboratori, almeno tale problema dovrebbe essere risolto”. Nel frattempo il numero dei tamponi eseguiti in Sicilia è aumentato progressivamente. Nei primi 20 giorni ne sono stati effettuati 3294, con un media di 150 circa al giorno, poi la media è stata di 500 al giorno, e poi, ad esempio tra mercoledì e giovedì scorso, sono stati 1400.

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