Home»Cronaca»Liquidati 670mila euro a Bruno Contrada per ingiusta detenzione

Liquidati 670mila euro a Bruno Contrada per ingiusta detenzione

Pinterest Google+

La Corte d’Appello di Palermo ha accolto la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione presentata da Bruno Contrada, ex numero due del Sisde, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. A Contrada, difeso dall’avvocato Stefano Giordano, sono stati liquidati 670mila euro. La condanna dell’ex poliziotto è stata illegittima dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Cassazione allorchè, all’epoca delle presunte condotte criminose di Contrada, il reato di concorso esterno alla mafia non è stato ancora previsto dal codice penale italiano. E dunque sarebbe stato da applicare il principio “nulla poena sine lege”. Bruno Contrada commenta: “I danni che io, la mia famiglia, la mia storia personale, abbiamo subito sono irreparabili e non c’è risarcimento che valga. Io campo con 10 euro al giorno. Stare chiuso per il coronavirus non mi pesa: sono stato recluso 8 anni. Il denaro non può risarcire 28 anni di danni. Quando nel 2017 la Cassazione ha recepito la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo ho provato un momento di gratificazione. L’Europa riconosceva la mia sventura umana e giudiziaria. Ma io provavo sofferenza solo a leggere i documenti di quella causa che cominciavano ‘Bruno Contrada contro l’Italia’. Ho vissuto fin da piccolo col valore altissimo della Patria, l’Italia, e dello Stato. Solo per questo avrei diritto a un risarcimento: hanno distrutto le certezze e i valori in cui ho creduto una vita”.

Notizia Precendente

Il gruppo sportivo "Valle dei Templi" saluta il prefetto Caputo

Prossima Notizia

Aggiornamento covid da Raffadali, il video intervento del sindaco Cuffaro