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I casi e Musumeci frena i facili entusiasmi (video)

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L’aggiornamento dei casi coronavirus. Riduzione dei contagi e prima regione, secondo uno studio, a superare l’emergenza: Musumeci non cede ai facili entusiasmi e blinda la Sicilia.

I casi di coronavirus in Sicilia sono 2097. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 24.857. Sono risultati positivi 2.097. Attualmente sono ancora contagiate 1.859 persone. Degli attuali 1.859 positivi, 635 pazienti sono ricoverati, di cui 73 in terapia intensiva, e 1.224 sono in isolamento domiciliare. Poi 113 sono guariti e 125 deceduti.

Ecco la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento 107, Caltanissetta 93, Catania 551, Enna 273, Messina 327, Palermo 276, Ragusa 47, Siracusa 80, Trapani 105.

La riduzione del numero dei contagi e dei ricoveri per coronavirus in Sicilia, e uno studio dell’Università di Palermo secondo cui la Sicilia sarà la prima regione d’Italia a superare l’emergenza, non entusiasmano il presidente della Regione più di tanto. Bene Nello Musumeci: mai cedere ai facili entusiasmi, soprattutto durante l’emergenza più grave dal secondo dopoguerra del ventesimo secolo. Ed infatti Musumeci conferma le restrizioni fino a lunedì 13 aprile giorno di Pasquetta, con supermercati e negozi di generi alimentari chiusi domenica e lunedì, e in prospettiva blinda la Sicilia anche in occasione del 25 aprile e del primo maggio. Bene Nello Musumeci: non si scherza, perché scherzare rischia di vanificare tanto sacrificio e altrettanto sangue versato sul campo di battaglia. Si proceda con raziocinio, e mai il sentimento prevalga sulla ragione. A fronte di tutto ciò la Cna agro-alimentare solleva il dito, si alza dalla sedia e propone: “Ok chiusi, ma almeno consentite il servizio a domicilio”. La Cna si rivolge a Musumeci e all’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, e spiega: “Ci sembra opportuno e doveroso avanzare questa proposta per potere ridare un poco di ossigeno ai titolari o gestori di ristoranti, gastronomie, pizzerie, focaccerie, rosticcerie che, al pari di altri operatori economici, stanno vivendo una profonda crisi legata agli effetti devastanti generati dalla pandemia. Ferma restando la salvaguardia della sicurezza pubblica, che resta l’obiettivo primario, tutto dovrà essere articolato nella piena osservanza delle misure restrittive previste nelle disposizioni governative. Dunque, servizio garantito esclusivamente con modalità a domicilio, così come avviene regolarmente durante i giorni feriali. Chiediamo al Governatore Musumeci di intervenire, di applicare una deroga alla propria ordinanza. Dovrà fare una eccezione limitatamente al 12 aprile, in occasione della festa di Pasqua, per permettere appunto agli operatori del settore di lavorare. In questo modo si raggiungerebbe un duplice obiettivo: favorire la permanenza a casa della popolazione, evitando possibili assembramenti nei pressi dei punti vendita, e consentire ad artigiani e commercianti del comparto di vendere i loro prodotti e garantirsi un provvidenziale ristoro economico in questa drammatica fase emergenziale”.

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